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8 Marzo - Festa della Donna
25 Novembre giornata Internazionale contro la violenza alle donne.
 

L'8 marzo è la festa della donna, anche Partecipiamo vuole riservare un proprio spazio dedicato a questo tema. Come sempre ci auguriamo che questa ricorrenza non sia "solo" una giornata in cui le donne vanno a pranzare con le amiche, bensì un giorno della memoria che ricordi lo sfruttamento e, in certi casi, la schiavitù che le donne hanno dovuto subire in passato e subiscono ancora oggi in qualche angolo del mondo.  Nello stesso tempo, speriamo che sia da stimolo a tutti per fare in modo che le pari opportunità non siano uno slogan di cui vantarsi, ma un modo reale di operare quotidianamente per fare scomparire le diversità legate al sesso, alle religioni, al colore della pelle o a tutte quelle differenze che devono essere considerate una ricchezza della natura umana e non un mezzo da utilizzare per perseguitare altri esseri umani che hanno la nostra stessa intelligenza, i nostri stessi sentimenti e desideri,  le nostre stesse paure, le stesse ansie e soprattutto gli stessi diritti!!!

Santino Gattuso

 

Con la Risoluzione 54/134 del 17 Dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito il 25 Novembre Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne e sollecitato i governi, le organizzazioni internazionali e le NGO a organizzare attività per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema.
Le donne attiviste avevano scelto fin dal 1981 la data del 25 novembre quale giornata contro la violenza sulle donne.
La scelta non è casuale: il 25 novembre del 1960 Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, che vivevano nella Repubblica Domenicana ai tempi del regime di Trujillo, vennero violentate e uccise a Santo Domingo per avere fatto visita a dei prigionieri politici.

 
 
                                                         
Festa della donna o ... Lotta per la rivendicazione di una migliore condizione femminile?
                                                                                             

Lottando per la verità

Non una festa, ma un giorno per riflettere sulla condizione femminile e per organizzare lotte per migliorare le condizioni di vita della donna: in questo modo la data dell'8 marzo ha assunto col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il proprio riscatto.

 

 

 

 

 

L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo. Rudyard Kipling (Racconti semplici dalle colline, 1888)

La Festa della donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale.

                                                         
8 marzo festa della donna.

L'8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne.

Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna.

Ma la data simbolo è legata all'incendio divampato in un opicificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.

Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago.

Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale (1914-18). La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta, nel 1943, dal fascismo.

La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane).

Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata.

 

 

                                             

 

      Presentazioni in Power point

 

L'8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna.

Ma la data simbolo è legata all'incendio divampato in un opicificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.


                                                                           

 

Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago.

Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale (1914-18). La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta, nel 1943, dal fascismo. La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane).


Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata.

La vera "esplosione" in termini di popolarità e di partecipazione, l'8 marzo l'avrà negli

anni ’70. Anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l'altro, operano attivamente per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all’aborto. La prima manifestazione femminista, risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell'8 marzo, lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi.

In conclusione possiamo dire che il percorso dell'8 marzo si snoda in quasi un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, con tanti sistemi di governo, più volte interrotto, ma che con grande tenacia hanno sempre ripreso con l'obiettivo dell'emancipazione e della liberazione delle donne.

 
Le donne e le conquiste del'  900

  • DIRITTO DI VOTO: Il 2 GIUGNO 1946 l'Italia va alle urne per il referendum istituzionale. Per la prima volta il voto viene esteso alle donne.

  • PARITA’ SALARIALE: art. 37 della Cost., regolato da una legge solo nel ’57 in applicazione di una convenzione internazionale del BIT. Con un accordo interconfederale del 1960 si decide l'eliminazione dai contratti collettivi nazionali di lavoro delle tabelle remunerative differenti per uomini e donne. Viene così sancita la parità formale e sostanziale tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Le clausole di nubilato vengono definitivamente vietate con la legge n. 7 del '63.

  • DIVORZIO: L. 898 del 1970, approvazione della legge sul divorzio. 12 maggio 1974: vittoria del No al referendum popolare per l'abrogazione della legge.

 

  • MATERNITA’: L. 1204 del 1971; viene estesa la tutela della maternità alle lavoratrici dipendenti. Amplia ed estende i diritti introdotti dalla prima legge (L. 860 varata nel 1950) sui diritti e le tutele delle lavoratrici, che definisce per la prima volta le assenze per maternità, ore di allattamento e divieto di licenziamento entro il primo anno di vita del bambino.

 

  • ASILI NIDO: L. 1044 del 1971; l'obiettivo di questa legge è realizzare un servizio a supporto delle famiglie e soprattutto delle donne, onde favorirne la permanenza nel mondo del lavoro anche dopo la nascita dei figli. Inoltre si è voluto affermare il diritto del bambino alla socializzazione e allo sviluppo armonico della sua personalità.

 

  • DIRITTO DI FAMIGLIA: 1975; con la L. 151 viene varata la riforma del diritto di famiglia che introduce la parità tra uomini e donne nell'ambito familiare: la potestà sui figli, infatti, spetta a entrambi i coniugi che hanno identici diritti e doveri e non più solo al padre. In attuazione del principio di uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

  • LEGGE DI PARITA'(in materia di lavoro): L. 903 del 1977; ha rappresentato la più importante svolta culturale nei confronti delle donne. Si passa dal concetto di tutela per la donna lavoratrice al principio del diritto di parità nel campo del lavoro. Vengono introdotte norme più avanzate in materia di maternità e primi elementi di condivisione fra i genitori nella cura dei figli. Nel marzo 2000 con la legge 53 sui "congedi parentali" questa legge ha recepito i nuovi diritti di paternità in materia di assenza facoltativa.

  • INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA: L. 194 del 1978 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza". La legge ha come scopo principale la prevenzione delle gravidanze indesiderate, oltre che contrastare l'aborto clandestino.

 

  • LEGGE PARI OPPORTUNITA’ (Azioni positive): L. 125 del 1991: fortemente voluta dalle donne, questa legge è uno strumento in grado di intervenire e rimuovere le discriminazioni e far avanzare l’idea di uguali opportunità uomo-donna nel lavoro. La L. 125 ha rappresentato un importante passo avanti per rendere visibile e valorizzare la presenza e il lavoro delle donne nella società, nel lavoro e nella famiglia. Purtroppo resta ancora sostanzialmente inapplicata. Oltre 400 i progetti approvati in 8 anni. (Nel 2000 L. 196 di modifica)

  • IMPRENDITORIA FEMMINILE: L. 215 del 1992; l'imprenditoria femminile è in forte sviluppo: il 35% delle nuove imprese giovanili sono guidate da donne. Questa legge (promuove l'uguaglianza sostanziale, pari opportunità economiche e imprenditoriali) favorisce la nascita di imprese composte per il 60% da donne, società di capitali gestiti per almeno 2/3 da donne e imprese individuali, aumentano ogni anno. Le imprese sono tenute a mantenere la prevalenza femminile nella società per almeno cinque anni.

 

  • VIOLENZA SESSUALE: L. 866 del 1996; stabilisce che la violenza sessuale non è più un delitto contro la morale, bensì contro la persona. Una legge di civiltà e dignità che rende giustizia alle donne e premia il lungo e sofferto cammino per affermare il diritto alla sessualità libera e condivisa.

 

  • LAVORO NOTTURNO: legge comunitaria del 1998 per il divieto assoluto delle donne al lavoro notturno durante la maternità sino al compimento di un anno di vita del bambino e il non obbligo fino a che il bambino ha 3 anni, nel caso di genitore unico, fino a 12 anni. Con la legge 903 del '77 il lavoro notturno era vietato alle sole dipendenti delle imprese manifatturiere. Con la legge varata nel '98, si regolamenta il lavoro notturno per tutti i settori pubblici e privati.

  • ASSEGNO DI MATERNITA' PER CASALINGHE E DISOCCUPATE: L. 448 del 1999, prevede un'indennità di maternità per le donne che non lavorano, o che svolgono il cosiddetto "lavoro familiare". Con la Finanziaria del 2000 questo diritto viene esteso alle cittadine dell'Ue ed extracomunitarie con carta di soggiorno.

 

  • INFORTUNI DOMESTICI: L. 493 del 1999, contiene il riconoscimento del lavoro in ambito domestico. Le persone comprese tra i 18 e i 65 anni che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, il lavoro domestico, hanno diritto all'Assicurazione contro gli infortuni.

  • CONGEDI PARENTALI: L: 53 dell'8 marzo 2000. Questa legge armonizza i tempi di cura , di formazione e di relazione (tempi delle città). Si tratta di una grande conquista sociale: la cura dei figli smette di essere prerogativa delle madri dal punto di vista legislativo e coinvolge anche i padri garantendogli uguali diritti e tutele. Si tratta di una legge in controtendenza rispetto ai datori di lavoro che invocano riduzioni di salari e di diritti. La normativa punta a una maggiore condivisione dei compiti all'interno del nucleo familiare. Si applica a tutti i lavoratori, uomini e donne, pubblici e privati, anche autonomi, apprendisti e soci di cooperative. Prevede la parità tra genitori naturali e adottivi o affidatari. Sia la madre che il padre potranno chiedere anche contemporaneamente l’aspettativa di 6 mesi fino un massimo di 10 mesi, entro gli 8 anni di vita del bambino. Al padre, inoltre, verrà concesso un "bonus" di un altro mese per seguire il figlio nel caso in cui dovesse chiedere un congedo per un periodo superiore a tre mesi. L'età del bambino entro cui si può fruire dei permessi per malattia viene elevata dai 3 agli 8 anni del piccolo. I padri possono usufruire del congedo anche nei casi in cui la madre del bambino non è lavoratrice.

  • BANCA DEL TEMPO: è un'esperienza che ha trovato una collocazione legislativa all'interno della L. 53 (Congedi parentali). Coniugare lavoro e vita: tra le iniziative più utili c'è, infatti, la Banca del tempo, nella quale anziché denaro si depositano ore. Ore di attività per scambiarle con altri "correntisti" decisi a mettere a disposizione le ore depositate sul proprio conto.

 

  • E' invece fermo alla Camera il disegno di legge approvato nel '99 al Senato sulle "Molestie sessuali nei luoghi di lavoro". Si tratta di un atteso e contestato disegno di legge contro gli "atti indesiderati lesivi della dignità e libertà".

Per questo documento ringraziamo il comune di Ferrara

 
                               
 
Franca Viola

a cura di Mara Faggioli

Ci sono donne che con il loro coraggio hanno combattuto i soprusi diventando personaggi-simbolo della libertà, della dignità e dell’emancipazione femminile.  Grazie  a  queste donne   e al loro esempio, altre  donne   hanno trovato    il  coraggio di  ribellarsi  a  tutte le forme di violenza  sensibilizzando così  le coscienze e  stimolando anche   cambiamenti e modifiche nella legislazione.

 

    Ci sono storie che devono essere ricordate sempre, affinché  il tempo non ne cancelli la memoria,  come la vicenda di Franca Viola, la prima ragazza italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, diventando così il simbolo della rinascita della condizione  femminile negli anni ’60, in un decennio di grandi trasformazioni  e conquiste sociali che segnarono una svolta nei costumi dell’epoca, in particolar modo  in Sicilia.

 

Franca Viola venne rapita  il 26 dicembre 1965, all’età di 17 anni, da un suo spasimante respinto, Filippo Melodia, ricco e potente, imparentato con una famiglia mafiosa  che operò con l’aiuto di diversi complici.

Franca, una ragazza di una bellezza sorprendente,  di umili origini, figlia di un agricoltore,  venne  violentata e tenuta  segregata in un casolare fuori paese fino al 2 gennaio 1966.  Il padre,  Bernardo Viola,  simulò  di acconsentire alle nozze per preparare un tranello con il sostegno dei carabinieri di Alcamo che  riuscirono così  ad  arrestare il rapitore ed i suoi complici, responsabili di questa indegna azione.

 

I rapimenti,  anche se può sembrare strano, erano una prassi comune nella Sicilia dell’epoca qualora la ragazza osasse respingere lo spasimante ma, soprattutto, veniva considerato “normale” il matrimonio riparatore.

 

Nella Sicilia degli anni ’60 le ragazze non potevano uscire  sole di casa, non potevano scegliere il marito ma, soprattutto, per la morale del tempo, una ragazza rapita e violentata era costretta a sposare il suo rapitore  per salvare l’onore altrimenti sarebbe rimasta “zitella” e additata per sempre  come una donna svergognata, cioè da “vittima” di una violenza sessuale  diventava,  per l’opinione pubblica  generale,   “colpevole”.    Solo il  “matrimonio riparatore”  cancellava l’onta della ragazza e salvava il violentatore che non poteva più essere condannato dopo aver contratto il  matrimonio con la vittima.

 

Questa assurda morale era sostenuta anche dalla legislazione italiana poiché l’art. 544 del Codice Penale consentiva il “matrimonio riparatore” nei casi di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minorenni, ritenendo tale violenza come un oltraggio alla morale e non alla persona. Quindi era anche  prevista per lo stupratore  l’estinzione del reato nel caso di un  successivo matrimonio con la persona offesa.

 

Ma Franca Viola  non accettò il “matrimonio riparatore” contravvenendo alle consuetudini dell’epoca  e  nonostante   le  minacce ed intimidazioni subite da lei e dalla sua famiglia, proseguì con fierezza nel suo proposito, “trasgredendo”, “andando oltre”  alle regole del tempo, ai  limiti di una legge ingiusta, nella ricerca della giustizia. E, proprio grazie a tutte quelle donne  che hanno avuto il coraggio di trasgredire, sono state possibili molte delle  trasformazioni e  conquiste sociali.

 

“Non volevo sposarmi con un uomo che non amavo, preferivo restare tutta la vita da sola piuttosto che farlo”.  Oggi una  tale frase appare del tutto normale ma in quel periodo ebbe il potere di suscitare  uno scandalo.

 

Il padre di Franca si schierò dalla parte della figlia sebbene fosse difficile  per un contadino opporsi alla volontà di una delle quaranta “famiglie” di Alcamo e, nonostante le minacce di morte,  sostenne sempre la figlia nel suo proposito.

 

Filippo Melodia venne condannato dal Tribunale di Trapani  a 11 anni di carcere, ridotti poi a 10 e a 2 anni di soggiorno obbligato. Uscirà nel 1976 e morirà nel 1978 probabilmente per una vendetta di mafia.

 

Il caso di Franca Viola suscitò molte polemiche e scatenò  un ampio dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione delle donne nella società.

  

Quegli anni furono per l’Italia  un’epoca di grandi mutamenti  e conquiste  sociali  che  trovarono più  resistenza nel Sud della penisola per una concezione più tradizionalista di tutte le consuetudini del luogo.

 

La decisione di Franca sconvolse, quindi,  l’opinione pubblica siciliana  poiché la ragazza aveva violato un’usanza che dava per scontata la sottomissione delle donne a questo tipo di violenze ma  segnerà  una svolta nei costumi  e porterà  a modifiche nella legislazione anche se, purtroppo, piuttosto lente.  Infatti, solo  nel 1981, dopo ben sedici anni dalla vicenda  di Franca Viola , questa assurda, paradossale norma dell’art. 544 del c.p. venne abrogata dall’art. 1 della Legge 442 del 5 agosto 1981  che abolirà la facoltà di cancellare una violenza sessuale attraverso un matrimonio riparatore.

 

Franca Viola  si sposò nel 1968 con Giuseppe Ruisi, un giovane di Alcamo.

Giuseppe Saragat,  Presidente della Repubblica, in segno di solidarietà, inviò un dono agli sposi.

Franca Viola ed  il marito, durante il loro  viaggio di nozze,  furono  ricevuti   anche dal Papa Paolo VI in udienza privata.

 

Dalla  vicenda di Franca Viola fu tratto un film dal titolo “La moglie più bella” del regista Damiano Damiani, interpretato da Ornella Muti, protagonista femminile.

 

Franca Viola ha due figli, Nunzio Sergio e Bernardo Mauro, vive tuttora ad Alcamo in provincia di Trapani. È sempre rimasta  lontana dai riflettori provando anche una certa meraviglia per lo scalpore suscitato  della sua vicenda. “Guardo a quei giorni come se avessi seguito la cronaca che ha visto coinvolta un’altra persona”

 

“Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il  resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori”.

 

 

 

 

 

Eufemia Griffo: Raccolta di poesie sulla Donna

     Angela Magnoni:

 

 

 

 

Non si nasce donne: si diventa.

Simone de Beauvoir

 

 

 

 

 

 

Oggi una donna di volontà riesce a farsi strada. Ma deve dimostrare sempre molte più cose di un uomo. (Edwige Fenech)

 

 

 

In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna.

Margaret Thatcher)

 

 

 

 

 

 

Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai. (Oriana Fallaci)

 

 

 

 

La casa è la prigione della ragazza e il riformatorio della donna.  George Bernard Shaw

 

 

 

'Che cosa sarebbe l'umanità, signore, senza la donna?' 'Sarebbe scarsa, signore, terribilmente scarsa'. (Mark Twain)

 

 

La donna sarà anch'essa poeta quando cesserà la sua schiavitù senza fine, quando avrà riconquistato per sé la propria esistenza (nel momento in cui l'uomo, che è stato fino ad allora ignobile nei suoi riguardi, la lascerà libera). (Arthur Rimbaud)

 

 

 

 

 

Essere donna è terribilmente difficile, perché consiste soprattutto nell'avere a che fare con gli uomini. (Konrad Lorenz)

 

Claudia Lo Blundo: 8 Marzo festa della donna

 

Donna

Fiorella Cappelli

Per te, che non abbassi mai lo sguardo
salti le interferenze della vita
senza rinunce punti al tuo traguardo
ribalti e giochi audace la partita

per te che sai difendere il tuo onore
addosso a ogni parete sei schiacciata
e interroghi ogni giorno mente e cuore
perchè la gente ha solo una facciata

per te dal mondo sempre giudicata
nel masticar silenzio e sofferenza
provata, ad esser data per scontata

impasti nel tuo tempo la coerenza

per te, che non t'arrendi, e ti sollevi
e gridi a tutto il mondo che sei donna
e il conto che non vuoi tu non lo devi
ch'è di granito fatta una colonna

per te, io metto solo le parole
e il desiderio di restarti accanto
perchè con te io vivo pioggia e sole
mi nutro di un sorriso e di un tuo pianto

ti porti appresso mete di valori
e nell'esempio che tu dai ogni giorno
si apprezzano scolpiti i tuoi tesori
perchè tu sai far ricco chi ti è intorno.

SORELLE IRACHENE

Mirella Floris

Chi vi conduce sorelle?

Un dilaniante

guizzo di morte

invade

il vostro fresco respiro,

spegne

il bel cristallo del riso,

dei neri occhi la luce.

 

Danzano

sul vostro sangue

i dollari sonanti

di mafie russe,

sceicchi sornioni

ricchi presidenti.

 

Il silenzio

spazza freddo le piane

quando cessano infine

i frastuoni accecanti

delle armi letali.

 

Senza speranza giace

la mia voce d'argento

chiusa nello stupore.

 

Balbetta

l'inno dell'uomo

vuoto di senso

in stracci di parole.

 

Piange silente

il canto del poeta:

sommersa è la sua voce

dal buio della morte.

 

da Strisce di vento BESA ed.

 

Donne
Giulia Luigia Tatti

Donne che camminano controvento,
al passo con la lentezza di un tempo
in cui l' amore, le ha assorbite e divorate
in quelle notti a rovescio,
aggrappate a sogni scorticati
e spoglie di pensieri e sguardi.
Sedute su una panchina al parco,
tra le macerie di una vacua esistenza,
sproloquiando su giorni vissuti
strappandoli al delirio di sorrisi morti,
donati, intravisti, immaginati,
imprigionati tra ragnatele di rughe.
Espressione di astratti pensieri,
abbandonati tra i tarli,
in fondo a cassetti vuoti.

 

Giovanna di Castiglia
Susanna Franceschi

 
Cultura patriarcale e pari opportunità
Susanna Franceschi
 

Tra mimosa e la rosa

Cristina Pia Sessa Sgueglia

Tra mimosa e la rosa

Una  donna  è gloriosa

Si risveglia di scatto

Del passato è riscatto.

Femminino cammino

Di carriera il mirino

Non soltanto la mamma

del la casa la fiamma

ogni giorno il progresso

l’uguaglianza  del sesso

da quel voto allargato

ogni  donna  ha trovato

posto in  tutto il lavoro

onorato tesoro!

Cristy2010-03-06

 
Poesia dedicata alla Donna

Di Marco Pellacani

Donna,

sei bella,

penso a te

ed una fragile rosa presto

sboccia nel mio cuore.

 

Donna,

sei   libera come quel profumo che…

presto vaga

fra i miei più segreti pensieri.

 

Donna

sei  nobile creatura

la vita porti,

crei,

sol tu regali scomposti battiti di vita

scoprendoti mamma

fra petali di una rosa profumata 

ed un fiocco colorato

di eterna primavera!

 

Donna,

rinchiusa fra le mura

della tua giovane bellezza

dal mio sguardo liberati! 

 

Donna

dai miei  avvolgenti desideri d’uomo,

la tua fragilità proteggi !

 

Donna,

liberati

corri con la tua dignità

d’un anima felice!

 

Donna,

liberati…..

.........liberati

 
Le Donne

Rita Minniti

Ascoltano

le vie del cuore,

le donne,

le ansie e le paure

a rammentare

che un altro giorno è già finito,

dove ogni favola,

ogni storia,

non volge a lieto fine.

 

Rincorrono

il pulsare delle ore,

quando trepidanti aspettano l’amore

o i figli che ritornano,

mentre il cuore batte forte

a ogni rumore.

 

Ascoltano

e si ascoltano,

in quel fluire d’ore che sanno di terrore

quando aspettano,

aspettano che il tempo dia ragione,

mentre il dolore

è lì a dipingersi di solitudine.

 

Aspettano,

che quel cielo si colori

e che cancelli quel tempo finito

tra le macerie dei ricordi

e ritorni ancora a splendere di gioia.

E ascoltano,

ascoltano la vita

al di là di sfilacciate,

ingannevoli emozioni.

 

Percorrono

le vie dell’anima,

le donne,

e aspettano

 finché una luce non ricorda,

che la vita è un soffio e va vissuta,

adesso…

giorno per giorno.
 

RESTANDO TE STESSA

Rita Minniti

Lasciati cullare

da sogni,

presi in prestito dalla mente

e affacciati alla finestra,

quando il cielo terso

ti ricorda che la quiete

è anche del cielo grigio,

se credi

nelle capacità che hai.

 

Affidati

alla volontà di emergere,

pur lasciando chiusi

in una teca di cristallo,

quei sogni senza sporcarli.

 

Tu che fremi

dal desiderio di essere

tra coloro che delle donne

hanno scarsa fiducia,

e non possono competere

con forze ostiche e deleterie.

Tu che combatti

per dimostrare la validità

dell’intelligenza.

 

Farai carriera

con la semplicità  delle azioni,

con la reciprocità di idee,

tenendo presente

la sontuosa e immancabile

grazia che è propria di te

e che ti porterà lontano,

pur restando,

con l’anima e il cuore

immersa

nel valore dell’amore,

senza mai lasciarsi andare

a compromessi e a lascive trattative.

 

Sarai un leader nel tuo lavoro

da invidiare,

da seguirne i passi.

Sarai quel che vuoi essere

se resterai te stessa,

se dei valori della vita

ne farai tesoro,

se ne farai il tuo credo.
 

 

COMPLICITA’
Rita Minniti

 

Voci s’inseguono

lungo la riva,

ascoltandosi nei pensieri d’aria

di giorni qualunque,

dove s’affrettano a ricordare

sottintese parole

d’incontri alla luna.

 

Non solitari cammini

su spiagge abbandonate

al rumore di lamenti

d’un sole sparito alla vista,

 

ma sospiri lasciati al vento,

ripresi dalla mente

tra salite e discese

nel sentire di onde

respingersi e poi incontrarsi.

 

Malinconici ma reali,

nel surreale di sogni,

vissuti all’unisono

appoggiate a giorni mai sfiniti.

 

Insieme nel ritorno,

voltando pagina alle ombre

e negli occhi lo spazio

d’una complicità senza fine.

 

In un azzurro che sa di miele

 

 

Sono lacrime di donna

quelle che s’asciugano al vento,

 

perché sanno piangere d’amore

senza vergogna

e ridere,

fuggendo,

dagli anfratti irragionevoli

di certe sere,

che dalla resa dei dubbi

s’allontanano con passi silenziosi,

e non sanno decidere

né combattere

la scontentezza d’un sorriso,

 

giacendo poi sfinite

sulla riva d’un fiume

che lentamente scorre

non sapendo mai dove va a finire.

 

Ma sono anche lacrime di gioia,

quelle delle donne,

 

quando capite

si scrollano di dosso

l’inerzia incontrastata d’un dolore

che segue quell’andare

dove le porta il cuore,

ritrovandosi magicamente

alla sponda d’un giorno

che profuma di cielo,

 

in un azzurro che sa di miele.

 

8 Marzo Festa della Donna.

Inès Cainer  Cuneo 1999.

Donna cattolica…

è impensabile che tu tradisca

Donna ebrea…

chi pensa che tu capisca?

 

Donna musulmana

Chi può accettare il tuo godere?

Donna ebrea

Anche tu sei sola e stanca

 

Donna giovane, desiderata

Donna vecchia, dimenticata

 

Donna prostituta poco pagata

Donna bella, sempre invidiata

 

Donna sposata, mai venerata

Se divorziata, sempre nei guai

 

Donna ricca, madre fallita

Donna povera, mai che sciopera.

 

 

Per tutto questo, tu fai la Festa

Donna…sei senza testa

 

Donna, asciuga una lacrima

Maria Rosa Cugudda

Triste e malinconica

da un minuscolo universo

hai rubato

un barlume di luce.

Donna

tu che non abbassi  mai lo sguardo

estendi

il tuo orizzonte

verso più lontani cieli

e asciuga qualche lacrima

che in spazi

inadeguati scorre.

 

Carla Paola Arcaini

D el tuo errar peregrino

O ra dimmi

N on

N e hai mai

A abbastanza?

 
ANNA DI GIORNO, ANNA DI NOTTE

 

Anna è la forte,

Anna quella sempre presente,

quella che ha tasche di tempo da donarti,

quella che ha mille mani sempre piene,

lunghe dita per sciogliere nodi

e polsi forti per riallacciar legami.

Anna, che viene senza che la chiami

e per te va dove dovresti andare,

Anna che asciuga lacrime e sorride,

Anna che invecchia e canta filastrocche,

Anna che ascolta e sa parlarti ore,

prega con te, Anna, preghiere tutte sue,

Anna che fa da madre e fa da figlia,

Anna cambia vestito ed è chi manca,

Anna che ride di se stessa, Anna mai stanca,

Anna non ha mai fame e non ha sonno,

Anna, quella mai perdente e mai perduta,

Anna ogni giorno…

 

Cala la notte e Anna è tutta sola,

piccola, fragile e piena di paura,

cerca se stessa in una riga scura

piange anche un po’ per questa vita sua.

Parole butta via fino alla fine:

non c’è chi ascolti, né chi asciughi il pianto,

nel silenzio intreccia inutili i pensieri,

di versi fa collane per le stelle...

non c’è nessuno a chiederle perché

le mani ha rosse e i piedi sono stanchi.

 

Sempre Accanto 

di Fiorella Cappelli ©

 

Sempre accanto al tuo amato

hai vestito anche la storia

poi pian piano han cancellato

ogni impresa, ogni memoria.

 

Nel tempo che mortifica

la figura ed il tuo ingegno

profonda, sei magnifica

nella lotta, nell’impegno.

 

Ogni impresa hai sostenuto

anche quando eri mal vista

quanti hanno combattuto…

ed è stata una conquista!

 

La bandiera, dentro al Duomo

la portiamo con la gonna

perché dietro a un grande uomo

c’è nell’ombra… una gran Donna!

 

 

 

A Tutte le Donne che, rimanendo “nell’ombra”,

hanno sostenuto gli uomini per fare l’Unità d’Italia.

 

Composta per l’Evento “Festa della Toscana” 30.11.2011

Duomo di Grosseto,  ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

 
 

 

 

Giovanni De Simone

 

ESSERE DONNA

 

 

Dio ha spento l’interruttore:

 

né luna né stelle

 

cielo buio e profondo

 

tra le ombre del volto

 

la luce tremolante dello zip

 

svela le calde lacrime

 

di essere donna.

 

 

DONNA

 

 

Del giorno sei la luce

Ogni tuo raggio è musica

Nel cuore più tenero

Nel cuore più duro

Accendi l’amore chiamato Amore

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Teresi

 

Guardo nei tuoi occhi

 

Cerco il calore,

il batter del cuore,

l’amor intenso,

i colori della vita,

i riflessi dell’aurora,

i dì vissuti …

Colgo l’attimo

riflesso nelle tue

lucenti pupille.

Già assaporo,

nascosta

dalle timide ciglia,

la tua anima …

Lacrime d’emozione

traboccano

trasparenti,

candide,

lucide come uno specchio

ove felicemente mi guardo. 

 

 

Senza parole

 

Un sorriso si dipinge

tra sottili labbra vermiglie;

attesa d’un verso inatteso.

Uno sguardo s’imprime

gioioso tra fulgide luci;

specchio dell’intima anima.

Un alito di voce si libera

nell’emozione improvvisa;

pausa di note sussurrate

senza invenzione

tra interminabili attimi.

Uno specchio riflette il volto,

immagine furtiva

senza memoria;

fragile e svanita

senza parole. 

 

Amore immenso

 

 

L’amore muove l’universo,

e nell’universo mi identifico in te.

 

Non limiti, né barriere nell’immenso,

e nell’infinito corre l’amore per te.

 

I documenti presenti in questa pagina provengono dal web, a sostegno di quella causa in cui credono tutti coloro che li hanno scritti!