| Partecipiamo.it | |
| 8 Marzo - Festa della Donna | |
| 25 Novembre giornata Internazionale contro la violenza alle donne. | |
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L'8 marzo è la festa della donna, anche Partecipiamo vuole riservare un proprio spazio dedicato a questo tema. Come sempre ci auguriamo che questa ricorrenza non sia "solo" una giornata in cui le donne vanno a pranzare con le amiche, bensì un giorno della memoria che ricordi lo sfruttamento e, in certi casi, la schiavitù che le donne hanno dovuto subire in passato e subiscono ancora oggi in qualche angolo del mondo. Nello stesso tempo, speriamo che sia da stimolo a tutti per fare in modo che le pari opportunità non siano uno slogan di cui vantarsi, ma un modo reale di operare quotidianamente per fare scomparire le diversità legate al sesso, alle religioni, al colore della pelle o a tutte quelle differenze che devono essere considerate una ricchezza della natura umana e non un mezzo da utilizzare per perseguitare altri esseri umani che hanno la nostra stessa intelligenza, i nostri stessi sentimenti e desideri, le nostre stesse paure, le stesse ansie e soprattutto gli stessi diritti!!! Santino Gattuso |
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Con la Risoluzione
54/134 del 17 Dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite ha istituito il 25 Novembre Giornata Internazionale per
l’Eliminazione della Violenza contro le Donne e sollecitato i
governi, le organizzazioni internazionali e le NGO a organizzare
attività per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. |
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| Festa della donna o ... Lotta per la rivendicazione di una migliore condizione femminile? | |
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Non una festa, ma un giorno per riflettere sulla condizione femminile e per organizzare lotte per migliorare le condizioni di vita della donna: in questo modo la data dell'8 marzo ha assunto col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il proprio riscatto. |
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La Festa della donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale. |
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8 marzo festa della donna.
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Presentazioni in Power point |
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L'8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna. Ma la data simbolo è legata all'incendio divampato in un opicificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.
Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago. Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale (1914-18). La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta, nel 1943, dal fascismo. La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane).
Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata. La vera "esplosione" in termini di popolarità e di partecipazione, l'8 marzo l'avrà negli anni ’70. Anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l'altro, operano attivamente per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all’aborto. La prima manifestazione femminista, risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell'8 marzo, lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi. In conclusione possiamo dire che il percorso dell'8 marzo si snoda in quasi un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, con tanti sistemi di governo, più volte interrotto, ma che con grande tenacia hanno sempre ripreso con l'obiettivo dell'emancipazione e della liberazione delle donne. |
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Le donne e le
conquiste del' 900
Per questo documento ringraziamo il comune di Ferrara |
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Franca Viola a cura di Mara Faggioli |
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Ci sono donne che con il loro coraggio hanno combattuto i soprusi diventando personaggi-simbolo della libertà, della dignità e dell’emancipazione femminile. Grazie a queste donne e al loro esempio, altre donne hanno trovato il coraggio di ribellarsi a tutte le forme di violenza sensibilizzando così le coscienze e stimolando anche cambiamenti e modifiche nella legislazione.
Ci sono storie che devono essere ricordate sempre, affinché il tempo non ne cancelli la memoria, come la vicenda di Franca Viola, la prima ragazza italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, diventando così il simbolo della rinascita della condizione femminile negli anni ’60, in un decennio di grandi trasformazioni e conquiste sociali che segnarono una svolta nei costumi dell’epoca, in particolar modo in Sicilia.
Franca Viola venne rapita il 26 dicembre 1965, all’età di 17 anni, da un suo spasimante respinto, Filippo Melodia, ricco e potente, imparentato con una famiglia mafiosa che operò con l’aiuto di diversi complici. Franca, una ragazza di una bellezza sorprendente, di umili origini, figlia di un agricoltore, venne violentata e tenuta segregata in un casolare fuori paese fino al 2 gennaio 1966. Il padre, Bernardo Viola, simulò di acconsentire alle nozze per preparare un tranello con il sostegno dei carabinieri di Alcamo che riuscirono così ad arrestare il rapitore ed i suoi complici, responsabili di questa indegna azione.
I rapimenti, anche se può sembrare strano, erano una prassi comune nella Sicilia dell’epoca qualora la ragazza osasse respingere lo spasimante ma, soprattutto, veniva considerato “normale” il matrimonio riparatore.
Nella Sicilia degli anni ’60 le ragazze non potevano uscire sole di casa, non potevano scegliere il marito ma, soprattutto, per la morale del tempo, una ragazza rapita e violentata era costretta a sposare il suo rapitore per salvare l’onore altrimenti sarebbe rimasta “zitella” e additata per sempre come una donna svergognata, cioè da “vittima” di una violenza sessuale diventava, per l’opinione pubblica generale, “colpevole”. Solo il “matrimonio riparatore” cancellava l’onta della ragazza e salvava il violentatore che non poteva più essere condannato dopo aver contratto il matrimonio con la vittima.
Questa assurda morale era sostenuta anche dalla legislazione italiana poiché l’art. 544 del Codice Penale consentiva il “matrimonio riparatore” nei casi di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minorenni, ritenendo tale violenza come un oltraggio alla morale e non alla persona. Quindi era anche prevista per lo stupratore l’estinzione del reato nel caso di un successivo matrimonio con la persona offesa.
Ma Franca Viola non accettò il “matrimonio riparatore” contravvenendo alle consuetudini dell’epoca e nonostante le minacce ed intimidazioni subite da lei e dalla sua famiglia, proseguì con fierezza nel suo proposito, “trasgredendo”, “andando oltre” alle regole del tempo, ai limiti di una legge ingiusta, nella ricerca della giustizia. E, proprio grazie a tutte quelle donne che hanno avuto il coraggio di trasgredire, sono state possibili molte delle trasformazioni e conquiste sociali.
“Non volevo sposarmi con un uomo che non amavo, preferivo restare tutta la vita da sola piuttosto che farlo”. Oggi una tale frase appare del tutto normale ma in quel periodo ebbe il potere di suscitare uno scandalo.
Il padre di Franca si schierò dalla parte della figlia sebbene fosse difficile per un contadino opporsi alla volontà di una delle quaranta “famiglie” di Alcamo e, nonostante le minacce di morte, sostenne sempre la figlia nel suo proposito.
Filippo Melodia venne condannato dal Tribunale di Trapani a 11 anni di carcere, ridotti poi a 10 e a 2 anni di soggiorno obbligato. Uscirà nel 1976 e morirà nel 1978 probabilmente per una vendetta di mafia.
Il caso di Franca Viola suscitò molte polemiche e scatenò un ampio dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione delle donne nella società.
Quegli anni furono per l’Italia un’epoca di grandi mutamenti e conquiste sociali che trovarono più resistenza nel Sud della penisola per una concezione più tradizionalista di tutte le consuetudini del luogo.
La decisione di Franca sconvolse, quindi, l’opinione pubblica siciliana poiché la ragazza aveva violato un’usanza che dava per scontata la sottomissione delle donne a questo tipo di violenze ma segnerà una svolta nei costumi e porterà a modifiche nella legislazione anche se, purtroppo, piuttosto lente. Infatti, solo nel 1981, dopo ben sedici anni dalla vicenda di Franca Viola , questa assurda, paradossale norma dell’art. 544 del c.p. venne abrogata dall’art. 1 della Legge 442 del 5 agosto 1981 che abolirà la facoltà di cancellare una violenza sessuale attraverso un matrimonio riparatore.
Franca Viola si sposò nel 1968 con Giuseppe Ruisi, un giovane di Alcamo. Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica, in segno di solidarietà, inviò un dono agli sposi. Franca Viola ed il marito, durante il loro viaggio di nozze, furono ricevuti anche dal Papa Paolo VI in udienza privata.
Dalla vicenda di Franca Viola fu tratto un film dal titolo “La moglie più bella” del regista Damiano Damiani, interpretato da Ornella Muti, protagonista femminile.
Franca Viola ha due figli, Nunzio Sergio e Bernardo Mauro, vive tuttora ad Alcamo in provincia di Trapani. È sempre rimasta lontana dai riflettori provando anche una certa meraviglia per lo scalpore suscitato della sua vicenda. “Guardo a quei giorni come se avessi seguito la cronaca che ha visto coinvolta un’altra persona”
“Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori”. |
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| Eufemia Griffo: Raccolta di poesie sulla Donna | |
| Angela Magnoni: Grazie per tutte le donne | |
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Oggi una donna di volontà riesce a farsi strada. Ma deve dimostrare sempre molte più cose di un uomo. (Edwige Fenech) |
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Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai. (Oriana Fallaci) |
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La casa è la prigione della ragazza e il riformatorio della donna. (George Bernard Shaw) |
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'Che cosa sarebbe l'umanità, signore, senza la donna?' 'Sarebbe scarsa, signore, terribilmente scarsa'. (Mark Twain) |
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La donna sarà anch'essa poeta quando cesserà la sua schiavitù senza fine, quando avrà riconquistato per sé la propria esistenza (nel momento in cui l'uomo, che è stato fino ad allora ignobile nei suoi riguardi, la lascerà libera). (Arthur Rimbaud) |
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Essere donna è terribilmente difficile, perché consiste soprattutto nell'avere a che fare con gli uomini. (Konrad Lorenz) |
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In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna. (Margaret Thatcher) |
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SORELLE IRACHENE Mirella Floris |
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Chi vi conduce sorelle? Un dilaniante guizzo di morte invade il vostro fresco respiro, spegne il bel cristallo del riso, dei neri occhi la luce.
Danzano sul vostro sangue i dollari sonanti di mafie russe, sceicchi sornioni ricchi presidenti.
Il silenzio spazza freddo le piane quando cessano infine i frastuoni accecanti delle armi letali.
Senza speranza giace la mia voce d'argento chiusa nello stupore.
Balbetta l'inno dell'uomo vuoto di senso in stracci di parole.
Piange silente il canto del poeta: sommersa è la sua voce dal buio della morte.
da Strisce di vento BESA ed. |
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Donne |
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Donne che camminano controvento, |
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Cultura patriarcale e pari opportunità Susanna Franceschi |
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Tra mimosa e la rosa Cristina Pia Sessa Sgueglia |
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Tra mimosa e la rosa Una donna è gloriosa Si risveglia di scatto Del passato è riscatto. Femminino cammino Di carriera il mirino Non soltanto la mamma del la casa la fiamma ogni giorno il progresso l’uguaglianza del sesso da quel voto allargato ogni donna ha trovato posto in tutto il lavoro onorato tesoro! Cristy2010-03-06 |
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Poesia dedicata alla Donna
Di Marco Pellacani |
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Donna, sei bella, penso a te ed una fragile rosa presto sboccia nel mio cuore.
Donna, sei libera come quel profumo che… presto vaga fra i miei più segreti pensieri.
Donna sei nobile creatura la vita porti, crei, sol tu regali scomposti battiti di vita scoprendoti mamma fra petali di una rosa profumata ed un fiocco colorato di eterna primavera!
Donna, rinchiusa fra le mura della tua giovane bellezza dal mio sguardo liberati!
Donna dai miei avvolgenti desideri d’uomo, la tua fragilità proteggi !
Donna, liberati corri con la tua dignità d’un anima felice!
Donna, liberati….. .........liberati |
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Le Donne Rita Minniti |
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Ascoltano le vie del cuore, le donne, le ansie e le paure a rammentare che un altro giorno è già finito, dove ogni favola, ogni storia, non volge a lieto fine.
Rincorrono il pulsare delle ore, quando trepidanti aspettano l’amore o i figli che ritornano, mentre il cuore batte forte a ogni rumore.
Ascoltano e si ascoltano, in quel fluire d’ore che sanno di terrore quando aspettano, aspettano che il tempo dia ragione, mentre il dolore è lì a dipingersi di solitudine.
Aspettano, che quel cielo si colori e che cancelli quel tempo finito tra le macerie dei ricordi e ritorni ancora a splendere di gioia. E ascoltano, ascoltano la vita al di là di sfilacciate, ingannevoli emozioni.
Percorrono le vie dell’anima, le donne, e aspettano finché una luce non ricorda, che la vita è un soffio e va vissuta, adesso… giorno per giorno. |
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RESTANDO TE STESSA Rita Minniti |
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Lasciati cullare da sogni, presi in prestito dalla mente e affacciati alla finestra, quando il cielo terso ti ricorda che la quiete è anche del cielo grigio, se credi nelle capacità che hai.
Affidati alla volontà di emergere, pur lasciando chiusi in una teca di cristallo, quei sogni senza sporcarli.
Tu che fremi dal desiderio di essere tra coloro che delle donne hanno scarsa fiducia, e non possono competere con forze ostiche e deleterie. Tu che combatti per dimostrare la validità dell’intelligenza.
Farai carriera con la semplicità delle azioni, con la reciprocità di idee, tenendo presente la sontuosa e immancabile grazia che è propria di te e che ti porterà lontano, pur restando, con l’anima e il cuore immersa nel valore dell’amore, senza mai lasciarsi andare a compromessi e a lascive trattative.
Sarai un leader nel tuo lavoro da invidiare, da seguirne i passi. Sarai quel che vuoi essere se resterai te stessa, se dei valori della vita ne farai tesoro, se ne farai il tuo credo. |
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