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Silvano Montanari

Fiorenzuola d’Arda ( PC )

 

Presentazione

Volume 2°

Silvano Montanari

 

 

       Poesie

       Dal 2002 al 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mai perdere la Speranza

MAI PERDERE LA SPERANZA

 Silvano  Montanari  è  al  secondo  appuntamento  con gli estimatori della sua poesia.

Il  titolo  ci  offre  la  chiave  di  lettura  del  nuovo  volume: pur essendoci continuità con  i  temi  e  i  motivi  espressi  nell’opera  precedente,  il segno distintivo di questa raccolta   è   la   Speranza,  che  fa  da  sottofondo  costante  ai  versi  e  costituisce  il  leitmotiv delle composizioni.

Si   avverte   uno   stato   d’animo   più   pacato   e  disteso:  l’Autore  proietta  le  sue esperienze  di  vita,  ormai  sedimentate e stratificate, in una dimensione diversa, e le colloca   in  una  luce  più  serena.  La  poesia,  da  salvifica,  è  diventata  serenatrice.

Al  centro  dell’universo  poetico  di  Montanari  ci  sono  gli  affetti  e i  luoghi  della memoria  che  hanno  fatto  da  sfondo  alle  vicende della sua vita e ne sono diventati parte integrante.

Il  sentimento  d’amore  è  declinato  in  tutte  le  sue  forme  e  sfumature.  Le  poesie dedicate  alla  moglie  –  sono  tante  e  tutte  molto  belle  –  vibrano di una tenerezza struggente e raggiungono momenti di intenso lirismo. Elisa, “dolce   raggio  di sole”, “regina  del  maniero”, “eletta  madre  di  figli  dolcissimi” è una fonte inesauribile di immagini   poetiche.   Silvano  non  si  stanca  mai  di  celebrare  la  donna  amata,  di dichiarare  con  un  lessico  sempre  nuovo  il  suo  amore totale, assoluto, destinato a vivere  nell’eternità  (“ saremo  per  sempre  uniti  nell’estrema  luce  che  odorerà  di Eterno.” da La vita futura).

L’Autore ha “immortalato” nei suoi versi molte altre persone della cerchia familiare:

dalla zia  –  mamma  Alba,  “maestra  di  solidarietà”, “dalla  voce  melodiosa”  e “dai grandi  occhi  buoni”,  alla  nonna  Aurelia  “dalla  vecchia  struttura  armoniosa”  e al nonno  Renzo  “dal  cuore  giovanotto”;  dalle  figlie Elena e Milena “icone preziose” e  dai   generi,  chiamati   “ figli   veri   veramente   importanti ”  ai   nipotini   Andrea  “paladino di  pace  con  il  sorriso  dolce  che  esce  dal  cuore,  “che emula  cavalieri  erranti su  destrieri  bardati”,Luca,  attore sicuro, filosofo acuto “ che  svicola  sempre  per   non   pagar  pegno”,  Sara,  “ dal  fare  prezioso  e  dagli  occhietti  ammiccanti ”  “che  conosce  il  modo  di  farsi  perdonare  con  la sua grazia di bambina”, Alessia, “brontolona patentata” che “elargisce amore a iosa persino al pesciolino che si sposa”.

Le parole  danno forma alle immagini, le  rendono  vive e palpitanti, riportano dentro la  vita  momenti,  gesti,  sguardi,  atteggiamenti  appartenenti  al  passato.

Con   poche   annotazioni   e   grande   maestria,  Montanari  sa  tracciare  un  profilo psicologico,   delineare   i   tratti   salienti   di   una   persona,   fissarne   il   carattere.

Fra i ritratti più riusciti, spiccano quello del drogato: “Le strade buie sono la tua casa/ l’indifferenza  la  tua  compagna/  la  solitudine  l’unica  tua amica”/ “Le latrine delle stazioni  a  sera/  sono  i  simboli  del  tuo  calvario  ( Identità  perduta);

dell’usuraio:  “Bello  alla  vista  appari/  ma  brutto sei nell’anima.” “Nasce denaro a grappoli  nelle  tue  vigne  spoglie”/ Aspetti che il bisogno tradisca la tua preda/ “La tua giornata è una tristezza infinita” ( Usuraio );

del ciclista:  “Sale  sull’Alpe il ciclista ardito/ in valli impervie, tra cime irte/l’anima libera, carattere  battagliero/  la  volontà  indomita  di vincere il sentiero/ ( La sfida );

del medico:  “Amico  della  scienza/  dell’uomo …” Lì  non  ci  sono  malattie, ma tu professi  ancora/  ancora  fai  ricette  a  non finire/ con la differenza che ora prescrivi/ solo  medicinali  per  rinvigorir  l’amore/  ( Un  medico  in  Paradiso ).

Di  grande  commozione  lirica  sono  pervase  le  composizioni  dedicate  agli  amici scomparsi  e  ai  loro  familiari  o  ai  protagonisti  di  eventi  drammatici.

Dal  cuore  dell’Autore  sgorgano  versi  pieni di profonda umanità in cui il ricordo si intreccia  al  rimpianto, la pena si mescola al conforto  e  l’intonazione  poetica  si  fa trepida preghiera  a  Dio  potente  e  misericordioso.

La  poesia  di  Montanari  affonda  le radici nel passato. Ci sono luoghi legati alla sua fanciullezza  che  continuano  a  destare  in  lui  brividi  di  emozione.

Basti  pensare  alla  Val  d’Arda,  dove  “svetta  Lugagnano/ la cui collina il piede sul torrente  fissa/  con  le  sue  case  vecchie aggrovigliate”, ( Mattinata valligiana ); o ai rioni  fiorenzuolani  del  Piazzone  e  della  Gerassa  dove  le  bande  rivali  di ragazzi “amici  per  la  vita”  “fratelli  nel  bisogno”  simulavano  la  guerra  e  si sfidavano in “azioni ardite di forza prestante”; o alla Val Trebbia che dispiega tutta la sua bellezza in versi pieni di incanto. Sono visioni che hanno il sapore di una stagione irripetibile, di  sogni,  speranze,  illusioni  ormai perduti. Il recupero poetico del mondo incantato dell’infanzia  con  la  sua  innocenza,  ha  una  forza  singolare,  straordinaria.

L’anima  di  Montanari  è  come  ancorata  al  passato,  non solo quello personale, ma anche  quello  della  Storia,  di  cui  subisce  fortemente  il  fascino.

Di  grande  suggestione  appaiono  le  poesie intitolate “Le nostre radici”e “Il galeone nel Po.

Nella prima  “la casa dei padri”, un muto casolare ai margini del bosco, dai muri tristi vinti  da  un’edera  tenace,  evoca  i  fantasmi  dei  suoi  antenati  ormai inghiottiti dal tempo  ed  assume  contorni  quasi  irreali,  misteriosi “ Si scorge appena  in mezzo al verde …  un  lungo   sentiero   serpeggiante   allunga   il   suo   nastro   in  mezzo  alla verzura …”.

Nella seconda il galeone riemerso dai fondali limacciosi del fiume accende la fantasia sull’ “ antica  e  tormentata   storia   delle   genti ”  e  suggerisce  la  riflessione finale: “Nulla è per  sempre” …  “Tutto  rimane  e  tutto  ritorna”.  Immersione nel passato, quindi, ma anche  incursioni  nel  presente.

La realtà attuale suscita nell’Autore una profonda amarezza. Nonostante l’evoluzione della  società,  ci  sono  ancora  gli emigranti e i disperati del terzo mondo, con la loro fame,  povertà  e sete di giustizia; se è vero che il progresso scientifico e la tecnologia hanno   raggiunto   traguardi   inimmaginabili,   è   altrettanto   vero   che  il  loro  uso sconsiderato   comporta   rischi   spaventosi   per   il   pianeta  e  per  il  genere umano (  Il  sole  artificiale  ).  E  l’uomo comunque non ha imparato nulla dalle lezioni della Storia:  è  come  un  tempo  (Ora come allora) e continua a scatenare guerre, spinto da ideologie  contrastanti,  dalla cupidigia e dalla bramosia di potere. La violenza dilaga: fra  gli  individui,  egoisti  e  privi  di  scrupoli,  fra  le  nazioni, che sembrano guidate dall’odio piuttosto che dalla ragione, e contro lo stesso ambiente naturale, che subisce continue  aggressioni  alla  sua  integrità  e  al  suo  equilibrio.

Di  qui   fenomeni   come  lo  tsunami,  cataclisma  immane,  descritto  con  immagini apocalittiche. “Il cuore della terra venne lacerato/ e sotto al mare implose su se stesso/ la crosta sconquassò in un istante/ e alte onde alzò sul mare sovrastante”(Cataclisma).

Il  linguaggio  poetico  vibra  di emozione di fronte a un altro evento che ha segnato il nostro  tempo:  la  morte  di Karol Woityla.. “Uomo unico e sincero” “Uomo divino”:

così  l’Autore  definisce  colui  che  insegnava  ai  popoli  fratellanza  e  verità, pace e perdono,  libertà  e  giustizia.  Una  folla  oceanica  in  preghiera  dà  l’addio  al  Papa, snodandosi   lentamente   “come   un   serpente  claudicante  per  le  strade  vaticane”.

C’è  un  altro  nucleo  tematico  di  notevole  rilevanza:  si  tratta  di  fantasie,  visioni oniriche,    riflessioni    sulla    Vita    e    sull’Uomo   ( “ è  l’universo  che  guarda  se stesso”… Tutta  la  grandezza  del Creato,  senza  di  lui, “non ha ragione di esistere”.

da  Coscienza  dell’Essere.), sulla vecchiaia, quando “la vita sta sfuggendo dalle dita/

che  senza  forza  non possono serrare” ( da Gli Angeli del crepuscolo ), sull’eternità, “ultima speranza che resta in fondo al cuore” ( Eternità ), quando “ci disseteremo alle fonti  eterne  dell’Amore”. ( Un giorno ).

Negli  occhi  del  lettore  resta  impressa  l’immagine  della  cava  abbandonata con la vecchia    teleferica    “ abbarbicata alla   roccia   nuda ”   dove   “ timide   lucertole sonnacchiose ”   si   espongono   all’ultimo   sole   accanto   a   “ ferruginosi  depositi dimenticati ” dove “le ombre lunghe e tese degli arbusti lambiscono pietraie stanche” e  “la  brezza  con  il  suo  flebile  lamento  sembra  un vociare di anime perdute nelle pieghe  del  tempo  accatastate  ( Fronte di cava ). E ancora quella dei “due vecchietti claudicanti” che  sulla  riva del mare avanzano lenti, “mano nella mano/ con gli occhi pieni  di  malinconia”  ( Giovinezza ).  In  alcuni versi de “Il sole sulle mani”, le mani scarne, che  si  allungano per trattenere la luce del sole al tramonto “ed evitar la resa”, richiamano  alla  memoria  immagini  della  poesia  classica.

Ma  ciò  che  soprattutto  incanta  nella  poesia di Montanari, sono gli spettacoli della natura.

Quando  l’Autore  rappresenta  la  natura,  è  come  in  uno  stato  di  grazia .

“Dipinge”  spazi  siderali  e  distese  marine,  prati ridenti di fiori e boschi ricoperti di neve,  grotte addobbate di stalattiti e stalagmiti e cave di marmi che luccicano al sole, cieli  tempestosi  e  brezze  che  soffiano  leggere.

Mescola   colori,   suoni,   profumi,   gioca  con  le  ombre  e  le  luci;  le  immagini si rincorrono  e  tutti  gli  elementi  convergono  fino  a comporre un quadro armonioso, fino  a  creare  magiche  atmosfere.

La natura ha un’anima : vi brulica la vita senza interruzione. Le radici assorbono gli umori della terra, la corolla si schiude e mostra il fiore che s’apre grato al Creatore e coglie  il  tiepido  abbraccio  del  sole, la brezza soffia e rianima le piante, la farfalla succhia  il  nettare  dal  fiore,  le  raganelle  gracidano  nelle  rogge,  il merlo canta e risponde  il  pettirosso,  l’acqua  di  fonte  salta sulla roccia dura e placa la sete della vallata …  C’è  spesso   la  presenza  dell’uomo,  ci  sono  i  segni  delle  sue   opere.

Se il sentimento  è il protagonista indiscusso della poesia di Montanari, è  altrettanto vero che la natura esalta le emozioni. L’Autore trova il suo rifugio nel Sogno  e nella Bellezza.

Poesia  sfaccettata  quella  di  Montanari  che,  come  abbiamo  affermato,  in questo secondo volume  trova  il suo elemento  unificatore  nel  sentimento  della  Speranza.

Speranza  vuol  dire  non  arrendersi  al  male. L’Autore ha combattuto e vinto la sua battaglia  contro  la malattia e, forte di questa esperienza, esorta a sperare coloro che sono  stati  colpiti  dalle  avversità  della  sorte  e  sono  in  preda  al  dolore.

La  visione  che  ha  della  vita,  pur  con  la  sua durezza, e del mondo, nonostante le sue brutture, è sempre orientata alla speranza. La speranza si identifica nella luce che annuncia  un  nuovo  giorno  sconfiggendo  il  buio  della  notte,  è nel risveglio della natura  a primavera, nel ritorno del sereno dopo l’infuriare del temporale; simbolo di speranza  sono  i  figli  e  i  nipoti  che  guardano  al futuro e perpetuano la vita; vera, grande  speranza  è  Dio  “che accoglie le speranze degli uomini”. “I monti davanti a Lui  si  piegheranno/  uomini  e  fiere  dimoreranno  insieme/ paralitici e storpi ancor cammineranno  (L’anima  pura).

Speranza  è  porta  aperta  verso  l’Infinito,  verso  una  Vita  nuova, verso un’ “eterna aurora”.

Il  discorso  poetico di Montanari fluisce limpido, appassionato e sincero. Il ritmo dei versi varia secondo il ritmo musicale interiore, ma prevale una melodia piana, dai toni sommessi,  con  qualche  venatura  di  malinconia.

Il linguaggio  poetico, pregnante di significati, ha il suo punto di forza nell’immagine, mai   banale   o   convenzionale,  ma  espressione  di  emozione  autentica,  profonda .

Montanari  cattura  e  avvince  con   le   immagini,   che  comunicano  emozioni  forti.

L’immagine della madre, che tra i giochi di luce e di ombre, in una stanza d’ospedale in  cui  si  gioca una terribile partita contro la morte tiene la mano di Annalisa quasi a volerla trattenere per non lasciarla andar lontano, è di una enorme potenza espressiva. La vita  è  come  sospesa in quell’“assordante silenzio”, ma alla fine torna a “scorrere  impazzita  nelle  arterie”.

La  Vita  ha  trionfato  sulla  Morte.  E  le  amiche  aspettano  impazienti  il  ritorno di Annalisa  guarita  per  “ farle  il  battimano ”  (  Un  angolo  di  Paradiso.  Il  ritorno)

Alba Lambri Tedoldi

 
A Spasso con l’Autore

I dolori mi hanno rincorso quando ancora ero piccino

portandomi dispiaceri acuti, segnandomi il destino.

Perdetti il mio sostegno soltanto tredicenne

lasciando nella tristezza gli anni miei sereni.

La gioventù fuggiva velocemente

e in quei tempi legati al dopoguerra

tutti eravamo speranzosi, credenti nel futuro.

Solo mi restava il rammarico sincero

per la Vita che avevo vissuto non serena.

Finito il militare, tornando per restare

ho perso mio padre

e con lui la sicurezza del futuro

ponendo nell’oblio quel “che” di tenerezza

che l’Anima mia agognava.

Ero portato a scrivere per vincere il dolore

che stretto fortemente mi attanagliava il cuore.

Ma ecco che un giorno, dalle nubi del passato

il Sole per me è felicemente spuntato.

Ho colto il fiore che il fato mi porgeva.

Quel fiore mi ha Amato

e con la sua dolce presenza ha lenito il dolore

portando nella mia Vita un dolce raggio di Sole.

Una famiglia ho formato

e della poesia mi sono disinteressato.

Ho riposto le opere in un cassetto buio

e a due Angioletti mi sono dedicato.

La Vita intanto, alla mia famiglia nuova

pensava fosse giusto metterla alla prova.

Ha portato peripezie e varie malattie

avendo sempre “è vero”, anche se con ritardo

per noi che siamo credenti un occhio di riguardo.

Erano malattie che minacciavano il futuro.

La Vita è stata lieta, colma di speranza.

Ora ho nipoti che portano allegria

Figlie che sono Mamme vere!

Con dei mariti onesti e come per tanti

per me Figli veri, veramente importanti!

C’è tanta gioia ora che avvolge casa mia

ho una Vita intensa, che ancora sento mia.

Ho dato tanto Amore, Amore ricambiato

dalla mia consorte, da quando mi ha sposato.

Ora anziani, stiamo raccogliendo i frutti

di ciò che durante la Vita abbiamo seminato.

Con questa autobiografia concludo

prendendo come spunto un’osservazione

che riassume molto bene ciò che ho asserito:

“però! Che Vita piena è stato il mio vissuto!”

 
Mai perder la speranza

Chino sul ripido sentiero

che porta alla valle

un Uomo stanco e curvo

sotto il peso degli anni

è in cerca di un’ultima illusione.

 

Assorbe da questi paesaggi

che tanto gli hanno dato

un’energia attiva che per una Vita intera

l’ ha accompagnato:

una Vita piena di illusioni

di recondite passioni.

 

Una Vita ricca, votata alla famiglia

che l’ ha beneficiato di grandi soddisfazioni.

Scende… mentre sta pensando

che ancor qualcosa si può fare

per alleviar le pene a chi rimane.

 

E nel pensare gli sovviene il fatto

che tanto tempo lui ha già vissuto

perciò, anche se adesso è perso

in un labirinto senza via d’uscita

egli, ha già percorso tutta la sua Vita.

 

Così andando sta facendo la sua scelta

che è quella di non volere più soffrire:

più avanti è il baratro che l’attende

basta convincersi di volerlo fare

ed egli, disposto a chiudere la Vita

sta per buttarsi in quel verde mare.

 

Ma ecco, i bimbi, i suoi salvatori!

Che conoscendolo gli parlano con il cuore:

“Caro Papà, cosa stai per fare ?

Ti prego Babbo, non ci abbandonare!

Non Ti angustiare, desisti dal tuo intento

non arrenderti alla durezza del male”.

 

Sentito questo, l’uomo si ritrae

e allontana dalla sua mente il drago

mentre nel suo intimo si rinfranca:

perché fin che c’è Vita c’è Speranza!

 

 

Scritta dopo aver subito il trauma

di una malattia distruttiva

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Cuore di Mamma

Tu “Alba” sei dei miei felici dì vissuti

e ora mi rammarico perché li ho perduti.

 

La Vita Ti fu tolta mentre coglievi il frutto

del Tuo disagio antico, appena superato:

quando non più bambini T’avevamo dedicato

il nostro tempo e insieme correvamo

la nostra grande avventura.

 

Avevi dei nipoti che Ti volevano bene:

volevano con la dolcezza lenirti le pene

ma nulla hanno potuto, contro l’ingrata sorte

che ancora abbastanza giovane

Ti ha portato a Morte.

 

Tu mi fosti Zia, prima d’essermi Mamma

e come un Angelo custode arrivasti

nella mia casa spoglia.

 

Fu Dio che Ti mandò! Per custodire un Uomo

da sempre sofferente di una patologia grave

e per comunicare Amore alla giovane prole.

 

Hai sposato mio Padre, Amore gli hai donato

e io per tutto questo, Ti sono ancora grato.

Ora, anche Tu sei partita per un mondo migliore

e noi pur vecchi, Ti abbiamo in fondo al cuore.

 

Di Te mi mancano le parole dolci

le carezze sincere; i grandi occhi buoni.

Mi mancano i suoni che sui fornelli procuravi:

la voce melodiosa, il velo da Sposa

le dolci sembianze, il Tuo calore.

 

“Alba”! Fu il Tuo nome dolcissima Creatura

persona delicata con il nome dell’Aurora

ancora lo ricordo con tanto, tanto Amore:

ma io ho imparato a chiamarti Mamma

Mamma dal grande cuore.

 

 

Dedicata alla mia seconda Mamma

“Alba” con Amore

 
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Amore mio!

Aspetterò fervente un Tuo Dolce sorriso

cercherò tra le pieghe del destino

la Tua immagine riflessa nei miei occhi.

 

Andrò vagando nella Terra del dolore

per ritrovare questo tenero dolce Amore.

 

Arriverò fino alla fine dell’universo

viaggerò con mezzi di fortuna

fino a toccare il limite della Fantasia

nella ricerca della Tua Passione.

 

Cercherò la Tua naturale sensibilità

che da sempre allieta il mio Mondo

aiutandomi nei momenti di sconforto.

 

Mi rifugerò nelle Tue braccia grandi

mi chinerò sui seni che odorano di rose

sarò fiero di averti incontrato

di aver vissuto con Te, nella Tua casa

ogni momento della mia dolce Vita.

 

Per una Vita intera T’ ho Amata

e una Vita intera Tu mi hai dedicato

ho vissuto da sempre in un bel sogno

quel dolce sogno che mi hai donato

e io dal profondo del cuore Ti sono grato:

così che pur vecchio sono innamorato.

 

Sei la grande gioia toccatami sulla Terra

il mio dolce Tesoro

un grande ardore!

Spero tutto ciò che mi riserva il futuro.

 

Per Te:

ho scacciato il Demone dal cuore:

ancora per Te, ho combattuto e vinto

nel mio corpo il Dolore!

Grazie …Amore…

 

 

 

Dedicata a mia moglie Elisa

 
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Donna

La neve bianca sui capelli d’argento

confonde l’immagine del tempo

che non ti rende Giustizia.

 

Vorrei aprire un dialogo con Te

che nonostante gli anni giovane Ti senti.

Vorrei poter viaggiare nel tuo cuore

per vedere come nel tempo precedente

è  mutato il sentimento dell’Amore.

 

Vorrei farmi prestare le ali possenti

di un Angelo custode del Signore

per viaggiare nei paesaggi evanescenti

della tua fiorente fantasia:

per essere l’eterno compagno

della tua bellezza interiore.

 

Già da bambino Ti amai come Mamma

subito dopo Ti amai come Sorella

poi come Sposa innamorata.

Ora: come Madre dei miei Figli

Tu sei sempre la più bella e adorata.

 

Infine, sei Nonna delicata

con gli occhi pieni di malinconia.

Ma ancora insegnerai la giusta via

ai nipotini Tuoi dai quali sei adorata. 

 

Dedicata a mia moglie

 
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Cercherò!

Se un giorno sarò triste, sommerso dalle pene

cercherò il Tuo viso disperso tra la folla.

 

Se un giorno

la luce dei miei occhi perderà l’antico smalto

cedendo alle fauci del tempo

il suo ultimo destino:

io cercherò i Tuoi occhi

e attraverso loro vorrò scoprire

se vera è stata la mia Vita.

 

Cercherò la Tua pazienza

nel momento del bisogno:

perché soltanto Tu dal tuo trono

potrai cambiare i miei umori.

 

Cercherò nella tua essenza

una persona nuova

che sappia con la pace sua interiore

lenire il mio Dolore.

 

Cercherò in Te l’ultima cosa buona

in cui Dio, nella sua potenza infinita

mi ha concesso di sperare.

 

Poi quando arriverà la sera

cercherò di scoprire

quanto bella è stata, con Te, la Vita intera!

 

 

 

 

Dedicata a mia moglie

 
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 Se Tu

Se Tu lo vorrai, io crederò!

Sarò con Te ogni giorno della Vita

e soffrirò per Te, e Ti Amerò

unica compagna mia gradita.

 

La luce dei Tuoi occhi innamorati

fanno di me una Persona immortale:

una Persona umile e felice.

 

Un giorno l’alito della Vita

Ti è passato accanto e nella fretta

ha perso un po’ del suo calore

che con la dolcezza del Tuo cuore

hai saputo teneramente rapire.

 

Se sarai felice io crederò

d’essere stato il Tuo compagno

d’averti regalato un grande Amore.

 

Se mi penserai Ti donerò la Vita

sicuro che mai la tradirai.

Se Tu un giorno con me sarai gioiosa

io sarò sempre vicino a Te felice!

 

 

 

Dedicata a mia moglie

 
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Tu sei

Tu timida! Tu Vera! dalle espressioni sincere

sei l’immagine fiorita di tante Primavere

l’Orografia delle catene montuose

la profondità inesplorata dei mari

l’armoniosa Architettura dell’universo

l’eterea rarefazione della ionosfera

la fecondità della Terra coltivata

la serenità della nostra dimora

la gioia dei nipotini miei diletti

la speranza della nostra Vita futura

la semplicità di un tempo votato al sacrificio

la fragranza di un giovane bocciolo di rosa

la spensieratezza di una bambina

la caparbietà di una combattente per la Vita.

Sei il mio Angelo custode e tutto ciò

che nella Vita ho sempre desiderato

se non ci fossi stata Ti avrei inventata!

 

 

Dedicata a mia moglie

 
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Non piangerò

Un giorno mi rivolgerò al Signore

e con voce chiara e penitente

chiederò venia per i miei peccati.

 

Ascolterò le voci melodiose

le rimembranze dei giorni

vissuti su questa Terra amica.

 

Sorriderò agli Angeli gentili

che sgargianti di vividi colori

sfrecciano liberi e leggeri

sospesi nell’immensità del cielo.

 

Sommesso, con il cuore in mano

cercherò il perdono per i periodi bui

trascorsi nella mia Vita Terrena.

 

Mi riempirò di grazia donata dalla Fede

assaporerò la Tua Essenza di rosa aulente

riempirò della Tua luce il mio pensiero

e viaggerò del Sole sul sentiero

per ritrovare in esso un po’ del Tuo calore.

 

non piangerò per la Vita che avrò lasciato

né piangerò per ciò che mi sarò perduto

perché Tu, sarai stata con me tutta la Vita.

 

Gli anni ruggenti mi abbandoneranno

avrò perduto per sempre il mio futuro

ma in me sarà il Tuo pensiero come guida:

luce tanto preziosa mai sarà veduta.

 

Non piangerò per il male del Mondo

ma raccoglierò le Speranze della Gente

che porterò alla presenza del Creatore

perché, giunga palese il penitente.

 

Non piangerò per la Vita perduta

Perché, in Te, io Vivrò per sempre!

 

Dedicata a mia moglie

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Amore!

Sale dal cuore impetuoso

travolgente

turbina nell’Anima

sconvolge la Mente

rinfranca le speranze in questa Vita amara.

 

L’arido deserto

dalla perenne sete placa.

Quanta voglia di fare al suo apparire

mostrandoci insieme, sul sentiero della Vita

tenendoci poi mano nella mano

e una Persona unica sembrare.

 

Prendersi cura delle necessità del compagno

arrivare all’ultimo traguardo piano, piano

con la coscienza di aver lottato per la Vita

in questa dolce oasi fiorita.

 

 

 

 

Dedicata a mia moglie

 
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La Vita futura

Allora la breve breccia della Vita

si sarà per sempre chiusa:

non dormiremo più su letti di canneti

e materassi di foglie rinsecchite.

 

La testa più non poggerà su cuscini di fieno

né più ci culleremo su amache  al Sole

con il venticello leggero che i capelli scompiglia.

Né ci sveglieremo più su morbidi guanciali

di fini piume d’oca in case sontuose.

 

L’Anima nostra sarà libera!

Libera di volare negli spazi infiniti

in cieli limpidi e primitivi!

Non vi sarà paura, mai arriverà la sera.

 

In questo distinto spazio regnerà l’Amore

l’Anima sarà cinta da buone sensazioni.

 

Nella luce del Creatore ti scoprirò “Amore!”

Sarai ancora il primo dei miei pensieri

pur essendo immersi in grandissimi misteri.

 

La Gioia correrà veloce a sanar del Mondo il male;

il nostro Amore in cielo, mai più vedrà l’Inverno

saremo per sempre uniti nell’estrema luce

che odorerà di Eterno.

 

Saranno giorni gioiosi nascosti dal Creatore

in una vasta zona protetta dal Demonio

sarà per noi l’Alba di un nuovo grande Amore!

Sarà il preludio di una meravigliosa Vita futura.

 

 

Un desiderio per vivere nel nostro Amore!

 
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Eletta Madre   ( Acrostico )

Eletta Madre di Figli dolcissimi

Luce di Vita per la tua progenie

Intenta sei nel riporre le tue gioie

Sotto quest’Anima che irradia luce

 

A proteggere dal Mondo i tuoi tesori.

Fulgida stella del mio piccolo universo

Intima compagna della Vita mia:

Non può appassire un fiore così bello

 

Esposto alle intemperie della Vita.

Tue opere sono quelle del mio Paradiso

Tue, le promesse che su questa Terra

Io aspetto per allietare il mio tempo.

 

Angelo dolce del mio focolare

Nata per far felice un Uomo

Ingenuo forse, dolce tesoro

Ma sempre follemente innamorato.

 

Anima buona, cuore immacolato

Mia personalissima Signora

Ispiri tutta la mia produzione

Ancora sei la mia opera migliore.

 

 

 

Dedicato a mia moglie “Elisa”

 
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Voglio donarti il Sole

Quando la notte triste

vede le mie membra stanche

quando alla porta del cuore

sento che si affaccia il buio

voglio donarti il Sole.

 

Allora, a me, vicino

rischiarerai la via

che porta al tuo cuore

donandomi il calore

del tuo dolce, Magico Amore.

 

Nel freddo del mio tempo

si spengono i ricordi

si spegne anche l’immagine

di quella dolce Aurora.

 

Così con il tuo calore

riporterai la Vita

in questo vecchio cuore

che ancor con tanta foga

di Te è innamorato.

 

Voglio donarti il Sole!

Esso, non ti può bruciare

il Sole, con te vicino

può solo guadagnare.

 

Sei Tu, il mio Sole!

 

 

 

Dedicata a mia moglie “Elisa”

 
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Lacrime di cristallo

Lacrime di cristallo mostrano

tenere immagini di memorie antiche

quando ancora caldo e limpido era il Sole

quando dolce, il tempo di mia gloria

di giovanili impulsi si vestiva

e serpeggiando per i colli ameni

il mio pensiero di Natura si nutriva.

 

Stanco di faticare, affranto dalle pene

tornavo come sempre al casolare

dove la “Regina” del maniero

insieme alle “damigelle” sue d’onore

attendevano me, “Reuccio”, sulla soglia.

 

Le sere nere come la pece

illuminate solo dalle stelle in cielo

cinto dall’orizzonte chiaro del paese

pareva cartolina d’altri tempi

scattata da un fotografo cortese.

 

Unici della Vita miei Amori

siete rimasti impressi nel mio cuore

da quando ancor lontani come “Idea”

nel pensiero di ragazzo già palpitavate.

 

Quanta dolcezza nel tempo s’è eclissata

ora che vecchio sono diventato,

ora che queste gioie son moltiplicate

ricordo con rammarico quei tempi

in cui vi osservavo addormentate!

 

Adesso queste lacrime sincere

che solcano il mio mento senza posa

fanno sì che in mezzo a tanta tenerezza

io desideri una dolce, timida carezza.

 

 

Dedicata ai miei Figli

 
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Amori!

Ricordate quando il buio era presente

quando più non v’era profumo di Vita

mentre quest’ultima fuggiva lentamente

e più sperare non c’era concesso?

 

Allora, la più bella espressione che restava

eravate voi, per me, dolci tesori.

Ancora caldo era il Sole

sempre la Vita aveva i suoi colori

mentre per voi il gelo dentro al cuore

rubava tutto quanto il suo splendore.

 

Il vecchio male che ormai reso palese

in voi muoveva la disperazione

faceva del vostro viver quotidiano

un tempo vuoto, senza convinzione.

 

L’Amore che bruciava dentro il petto

vi trascinava in un gorgo immane

rompendo quegli istanti di diletto

che della vostra gioventù ricordavate.

 

Piccini cari, or che nel mondo son tornato

ora che m’ han fatto un gran regalo

io vi ringrazio con il cuore in mano

per avermi in ogni momento Amato

dandomi Speranza nel futuro

quando ancora ero malato.

 

Dolci Figli miei, cari tesori

voi non potete nemmeno immaginare

quanto per voi sia grande quest’Amore:

non vi struggete, siete sempre i soli

che avete la chiave del mio cuore!

 

 

 

Dedicata ai miei Figli

 
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Ricordi

 Ecco gli arbusti sull’argine del torrente

che sonnolente scende verso valle

ecco nei fossi le verdi raganelle

che nella notte alta sono a gracidare.

 

Il buio scende dalle profonde stelle

che con moto lento e sempre uguale

scompaiono dietro l’orizzonte

quale spettacolo fantastico e naturale.

 

Ricordi antichi, pensieri fugaci

sortiscono da questi luoghi ammaliatori

dolci melodie coinvolgono la mente

e canti e risa delle mie bambine

 

Son rimembranze vere, sopraffine

che vanno a catturar la mia attenzione

e a rammentarle quando ancor piccine

correvano nelle braccia al genitore.

 

Ricordi rupestri delle notti amene

passate ad odorar gli olezzi naturali

e quei profumi colpendo le narici

portavano il pensiero a navigare.

 

Scogliere bianche di marmi salati

drogate nelle crepe da timide verzure

lontani, nelle notti Estive, vespri

giungono dal mare verso vaste dune.

 

Fiori d’arancio per le spose pie

di vesti bianche tutte agghindate

in quelle sere ad invocar fortuna

per la futura Vita da sposate.

 

In verità vi dico” Quante ne ho passate!”

Son gioie vere e come tali mai scordate

saranno il ristoro della mia memoria

e accompagneranno tutta la mia Storia

 

 

 

Dedicata alle mie figlie

 
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Molti anni dopo

La luce nella stanza è accesa

il suono della vostra voce è chiaro

il cuore della Mamma pulsa forte.

 

Quale gradevole sensazione!

I corpicini minuti, colmi d’Amore

in quel letto rosso di passione.

 

Gli astri a quel tempo

fugavano la malinconia:

c’era soltanto il posto per la gioia.

 

Icone preziose si affacciavano al Mondo

era davvero grande l’allegria.

L’Amore dedicato a Voi è stato forte!

E grande come Voi, piccoli tesori!

 

La luce di quei giorni, raggiante e misteriosa

come un’aurora boreale

guidava il cuore mio e di Vostro padre

pregandoli di battere all’unisono.

 

Era la vera gioia del genitore.

Ora il tempo è passato:

tanto tempo in questo spazio ha volato

incontrando tempeste e tempo buono

ma sempre come breccia nel mio cuore

è rimasta la Vostra Immagine, dolci Amori!

 

Ora siamo riuniti a questo desco imbandito

a testimonianza che malgrado gli anni

malgrado tutti gli intoppi della Vita

forte rimane il sentimento

che Vi vorrebbe vicino a me per sempre.

 

Così! Certa di questa convinzione

invio a Voi, gli auguri veri e sinceri

che soltanto una Madre può mandare.

 

E con l’augurio

un bacio Vi abbandono

sulle guance rosse e profumate.

 

Eravate le mie piccole e per me, siete sempre tali.

Vivete la Vostra Vita, non Vi preoccupate!

Sempre la Mamma Vi saprà Amare!

 
 
 
Nuova Speranza

Dolci tesori, fragili fiori

teneri virgulti

nati dal nostro Amore:

pagine di dolci pensieri

scritti nel libro del cuore.

 

Giocherelloni malgrado gli anni

sempre disponibili a placar gli affanni;

Figli adorati che ci avete dato

una gentile progenie astuta

con tante grazie nella mano chiusa.

 

Pronti a liberar il vostro Genio Umano

mentre cercate, mano nella mano

in noi che vi ruotiamo intorno

come penombra della vostra Vita

i margini oscuri dei vostri pensieri.

 

Siete terreno fertile e prezioso

siete nuova Speranza nella penitenza

in questo triste Mondo di dolore.

 

Siete l’espressione della gioia

nel giorno del Natale del Signore.

Siete la certezza di una Vita serena!

 

 

 

Dedicata ai nostri quattro cari nipotini

 
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Regali preziosi

 Un angolo d’immenso io Vi regalo

in queste feste in cui è caldo il cuore.

Come l’immenso è grande quest’Amore

che nutro per Voi ragazzi cari.

 

Vorrei regalarvi una Vita piena di accenti

che fanno risaltare le attenzioni

per rendervi palese in quei momenti

quanto per Voi, batte questo vecchio cuore.

 

Vorrei regalarvi un sogno duraturo

che vi faccia credere nel futuro

e vi aiuti senza alcun danno

a superare anche l’ultimo malanno.

 

Fermar vorrei nel vostro tenero cuore

l’immagine del nostro grande Amore

per darvi la certezza giornaliera

che si può costruire una Storia vera.

 

Vorrei potervi risparmiar gli affanni

che presto o tardi fanno grandi danni

vorrei che Voi, viveste intensamente

la Vostra dolce Storia senza inganni.

 

Vorrei per Voi, una grande dolce Vita

fino a quando il Signore la vorrà finita

vorrei che Voi donaste tanto Amore

ai nipotini miei dal grande cuore.

 

E poi vorrei potermi addormentare

con la certezza d’esservi nel cuore:

questo però non tanto presto

solo quando lo vorrà il Creatore!

 

 

 

Dedicata ai nostri cari ragazzi

 
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Andrea

Anima gentile, felicità interiore

con il sorriso dolce che esce dal cuore

placido fanciullo unito alla famiglia

non puoi viver senza i Tuoi Amori

 

Quando Ti guardo leggo in Te la gioia

già da piccolo parteggi per la Vita

dagli aggressivi verso il gentil sesso

sempre con grande pregio Ti dissoci.

 

L’anima fervida, il pensiero audace

in quel Tuo essere che non trova Pace:

emuli cavalieri erranti su destrieri bardati

in scorribande ardite, paladino di Pace.

 

Alla scoperta di un mondo felice

quando di donzelle complicate

e di principi azzurri, i sogni

a ognun erano riservati.

 

A poco a poco, son passati tant’anni

lasciando gli antichi alle loro strade

così ricordando le vecchie passioni

che in questi anni non sono mutate.

 

Le donne da tempo son nel nostro Mondo

e vengono Amate di un bene profondo

così Tu, forte per convinzione

Ti fai paladino della situazione.

 

Proteggi le deboli, ormai cantastorie

trasudi dai sensi le vecchie memorie

così sempre onesto, nel bene o nel male

è una gran cosa che Tu sai fare.

 

 

 

Dedicata a nostro Nipote Andrea all’età di otto anni

 
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Luca

Un bimbo tenace, un bimbo sportivo

un dolce bambino d’adulto vestito

a parte contese e giochi al pallone

lui vive in un mondo di televisione.

 

Rincorre giganti che lanciano fuoco

che assaltano navi come vecchi predoni

di stampo cortese, diplomatico amato

da tutti quanti l’ han conosciuto.

 

Artista sicuro, risponde ad effetto

davanti ad un pubblico che lo trova in difetto

ragiona da adulto, si presta sicuro

ad ogni scherzetto che gli viene servito.

 

È Attore, Filosofo, un acuto interlocutore

persino nel dire le ragioni del cuore:

svicola sempre per non pagar pegno

facendo il nostalgico: suo grande disegno.

 

È sempre pensante, acuto, sereno

nella sua veste di passeggero in questa Vita

che prende scherzando, allegro e sincero

così il suo tempo, è un arcobaleno.

 

 

 

Dedicata al nostro nipotino Luca all’età di otto anni

 
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Sara

Bambina mite, Anima burlona;

quante domande nella testolina!

Come un computer per comunicare

hai bisogno di informazioni.

 

Così, per imparare

Ti affanni e chiedi in ogni dove

come persona che usa i guanti bianchi

Ti fai padrona della situazione.

 

Possiedi una preziosa testolina

guance paffute di colore rosa

occhi ammiccanti ad ogni richiamo

come a voler dire “ Quanto ti amo ”

tanto  che se dovessi far arrabbiare

conosci il modo per farti perdonare.

 

Con quel fare prezioso e la malizia

gli occhi dolci un po’ da sbarazzina

inganni chi ti sta osservando

usando la tua grazia di bambina

 

Hai già imparato che cos’è la Vita

Te la rigiri tra le dita con compiacimento

vivendola sempre con il cuor contento.

 

C’è solo un vezzo dentro al Tuo progetto:

un Fratellino che non Ti lascia stare…

lo stesso che  continui a boicottare.

 

 

 

Dedicata alla nostra nipotina Sara all’età di quattro anni

 
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Alessia

Sei una bambina dolce

un Angelo gentile

un dono del Signore

una brontolona patentata.

 

I tuoi piccini Ti attendono imbronciati

avendoli per troppo tempo abbandonati.

 

Ma tu, appena torni, diventi Mamma

per la Tua piccola prole

povera in canna.

 

Ti cercano impauriti in ogni dove

attendono le Tue cure premurose

e Tu elargisci Amore a iosa

persino al pesciolino che si sposa.

 

Come sei Carina quando vuoi ogni cosa

e quando per Tua mano nulla si trova.

 

Poi finalmente a sera quando con le stesse

mangi il prosciutto, come le frittelle

quando Ti pulisci il tutto nel vestito

che la Mamma Ti ha appena cambiato.

 

Sei una cosina senza dubbio speciale

così come Te, voglio imparare

voglio essere come Te prezioso

come Te voglio sanare un contenzioso

con un bacetto ed una timida carezza.

 

Ma piccola!

Come Te ce n’è una sola

e basta e avanza, anche in tenerezza!

 

 

 

Dedicata alla nostra nipotina Alessia all’età di quattro anni

 
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A nonna Aurelia

Venne la volta della dipartita

verso quel Mondo, nuova Tua dimora

lasciando spazi immensi inesplorati

della Tua vecchia struttura armoniosa.

 

Il pensiero, amante della casa

di tutto quanto intorno si manifestava

ha indotto la Tua prole numerosa

con accenni diversi, a ricordarti ancora.

 

E il pensiero vola sull’ali dei ricordi

a riscoprire immagini lontane

quando festose passavano le giornate

e l’ora tarda invitava a riposare.

 

Tu eri lì, davanti a noi impazienti

che Ti attardavi alla televisione

per non lasciare tempo a noi ragazzi

di concederci qualche distrazione.

 

Vediamo quei tempi come un’ossessione

però, il rammarico dentro al cuore resta

erano tempi in cui si faceva festa

alle cose semplici, dove c’era l’Amore.

 

Così un ricordo Ti vogliamo dedicare

perché ci hai riservata la Tua stima

e hai tenuto un posto nel Tuo cuore

per noi che Ti abbiamo saputo Amare.

 

 

 

Dedicata a mia suocera Aurelia

 

 
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Nonno

La luce è sempre accesa

nella Tua stanza grande.

La struttura è forte

la voglia di Vivere

da sempre non Ti manca

né Ti abbandona la Speranza

pur se la presenza è stanca.

 

Ancora sei autonomo

malgrado i tanti anni:

per la tua forza interiore

e la voglia di volare.

Con l’ esperienza del Vivere

superi i tuoi grandi affanni.

 

Or ti presenti

vecchio nel corpo

e stanco nella mente

ma il cuore giovanotto

batte il suo pulso ardito

nel petto tuo villoso

dal tempo ormai provato.

 

Così ci osservi tutti

dall’alto del tuo trono

che dura ormai sicuro

da più di novant’anni

con l’anima di un giovane

che ancor non ha vent’anni.

 

Il nostro augurio è questo:

che il tempo ti mantenga giovane

nel cuore e nell’intelletto!

gli anni che avanzano

ti portino riguardo

che siano sereni

come quelli che hai lasciato!

 
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Preghiera dedicata ad Eleonora

Dio degli Innocenti,dei Giusti

dei Grandi, dei Diseredati

degli Oppressi e dei Disperati.

Tu, che ascolti le pene della Gente

Tu, che osservi il Dolore di chi soffre.

 

Tu, che accogli le Anime abbandonate

nelle vaste distese degli illuminati cieli

ascolta la mia Preghiera dedicata

a questa ragazza proprio sfortunata.

 

Nei limiti dei suoi diciannove anni

ha sempre frequentato la Tua Casa

ha ascoltato la Tua Parola

e senza turbamento alcuno

Ti ha aperto il suo cuore.

 

Cogli sulla Tua mano imponente

la sua essenza e uniscila

nuovamente alla sua Persona.

Non lasciare che un’altra famiglia

colga l’amaro frutto della Morte

che getta le menti nella Disperazione.

 

Troppe disgrazie in questo millennio triste

troppi atti ingiusti sono perpetrati

troppe nel Mondo, azioni disperate.

Pensa Tu all’Uomo, modellagli la mente

fa’ in modo di mantenerlo presente.

 

Molte famiglie sono disperate

dopo aver perduto le persone care.

Ti prego!… Non aggiungerne un’altra

a questa lista ancor da completare.

 

Noi Ti cerchiamo nel momento del bisogno

perché soltanto Tu ci puoi aiutare

e Tu da grande Padre ci consoli

anche se non ci hai sentiti mai pregare.

 
 
 
La linfa

Il tempo è trascorso

tante traversie hai superato

la linfa ancora scorre

nel tuo giovane e provato cuore.

 

E or, piccolo fiore, libera la mente!

Lasciala fluttuare

affinché scopra l’appiglio

per poter ritornare.

 

Rincorri il tuo futuro

non lasciarti fermare

combatti la tua battaglia

seguendo il filo conduttore

che in te si manifesta nella volontà

di poter ancora riscoprir l’Amore.

 

Appoggiati alle anime buone

che ti vogliono aiutare

e spera che la tua gioia di Vivere

superi il dolore.

 
 
 
Annalisa

Io non Ti conosco, piccolo fiore

ma il Tuo calore, la voglia di Vita

vibrano senza posa nella mia persona.

 

Il tempo è passato

ricordi quando il dolore era grande

e la Tua mente assente?

La Vita si era fermata

nel tempo sospesa.

 

L’Amore, copioso, era intorno a Te.

Tua madre! La gente!

Ognuno sperava

di ritrovarti ancora su questa strada

di vederti vivere la Vita

in una nuova alba

foriera di gioia e speranza sincera.

 

Ascolta:

si schiudano i tuoi sensi intorpiditi

come i petali di un bocciolo di rosa

per accogliere nel seno tuo gioioso

il calore e la fragranza della Vita nuova.

 

L’ Alba intrisa di speranza

in questo tempo a grandi passi si avvicina

porta una certezza di giustizia

a sedare la sensazione di Dolore.

 

Dolore del corpo, Dolore dell’Anima.

Ma ecco! Hai vinto la tua battaglia

pensieri nuovi, pensieri gioiosi

allevino del tuo intelletto le fatiche.

Certi che la dolcezza del tuo cuore

vinca la terribile partita.

 

Ciò che non poteva la Scienza

ha potuto la Fede e l’Amore

e l’ hai potuto Tu! Con grande fatica.

Che Iddio Ti benedica!

 
 
 
Anima gentile

Nella stanza buia l’ultima candela è accesa

vacilla la fiamma al soffio della brezza.

L’aria si muove lenta:

una figura stanca

si mostra sulla porta dell’ultimo traguardo.

Ha freddo il corpo austero!

L’Anima è sopita

l’ultimo pensiero arranca ai bordi della Vita.

Non conosce più parole, non ha ricordo alcuno

frasi incomprensibili escono dalla sua mente.

Ormai la Vita sfugge, il gioco si fa duro:

per lui, veramente, non esiste più futuro.

In questo triste tempo

arriva in piena luce

un’Anima gentile che ancor non trova Pace.

Il camice niveo, la voce suadente

l’Anima nobile:

un attimo d’Amore donato al penitente

che da questa Vita non si aspetta più niente.

Entra da padrona, da luce a quella stanza

sul viso dell’Uomo pone una carezza stanca

l’apostrofa gentile con tono confidente

mostra un sorriso allegro e la voce servente.

Quell’Angelo gentile dovrebbe viver sempre

la bellezza della sua Anima, mai aver tramonto:

per questo, Dio le ha dato la bellezza interiore!

Perché dal suo cuore scaturisca Amore!

Il cielo per questo le darà protezione

Dio Ama i suoi Figli

a chi soffre lenisce le pene.

Anche se la battaglia sarà tremendamente dura

Le darà il coraggio di vincer la paura

con la forza d’animo che ha sempre dimostrato

affronterà l’ostacolo che il fato Le ha insinuato.

Perciò si faccia forza!

Si gusti il suo successo!

Perché non può perire quest’Angelo indefesso.

Aiutata dalla Gente che ancora in essa spera

dagli Amici e dai parenti arriva una preghiera.

La gioia tu conosci, la sofferenza pure:

l’osservi ogni giorno negli occhi dei degenti.

Coraggio allora, credi!

Hai già vinto la tua Guerra.

Credi agli incoraggiamenti!

Fai parte dei vincenti!

 
 
 
Dedicato a te

Tiepida è la brezza

che mi accarezza il cuore

e con il pensiero T’ avvicina a me

anche se è passato il tempo

le mie braccia stanche

non si dimenticano di Te.

 

Brucia l’Amore in una fiamma eterna

ancora la passione vibra in me.

 

Fragile fiore disteso sulla Terra

trema la mente pensando al Tuo calvario

mentre Tu stanco, avvolto nel sudario

trascorrer lasci l’ultimo tempo

che Ti separa dall’Immensità.

 

Protendi l’essenza sulla Terra

perché èssa evapori nel cielo

solo vorresti fissare il pensiero

in questa azzurra immensità.

 

La notte sei un sogno ricorrente:

non s’odono fruscii, non lamenti

solo si nota la Tua dolce immagine

riflessa nei miei occhi senza lacrime.

 

Tu sei l’Amore vero! Così io

volgendo gli occhi al cielo

m’ immergo nel Tuo essere discreto.

 

Arrivo così a vivere la Vita che mi resta

con la certezza che un dì c’incontreremo

e in quel tempo noi faremo festa

per la ritrovata serenità.

Arrivederci, Amore!

E una notte ancora

io sognerò di Te!

 
 
 
Un Grande Chirurgo

Per il paziente

dopo gli esami e gli accertamenti del caso

la diagnosi è palese: bisogna operare!

Inizia l’avventura che si spera a buon fine

mettendo nelle mani di Dio e del chirurgo

il seme che ancor batte in petto: “la Vita”.

 

Il chirurgo, con mani ferme e bisturi tagliente

fende la carne e arriva fino al male

aspirando il sangue, s’appresta a valutare

il sistema migliore per liberare il drago.

 

È abbastanza grande, “Ancora silenzioso”

ei vede che c’è poco che si possa fare.

Un attimo di sconforto e poi… l’imprecazione

pensa che è scontato l’esito dell’operazione.

 

Così si altera, si arrabbia con se stesso

stima che il paziente non si può salvare.

Davanti a questo caso si sente impotente

però testardamente decide di operare.

 

Dopo la degenza arriva la dimissione.

Qualche tempo dopo s’incontrano i fattori

si nota che il chirurgo non ha commesso errori!

 

Il paziente è Vivo e riconoscente

verso quell’uomo che non s’è arreso

davanti al progredir del male.

 

Questa è diventata Storia ma lui

s’appresta a ripetere l’ineguagliabile prodezza.

 

Speriamo che il Divino lo conservi

gli guidi la mano nelle nuove azioni sui pazienti

oggi, c’è bisogno di Gente preparata

che con perseveranza insegue l’obiettivo

rendendo un’altra volta la speranza

dove per il gioco degli eventi era finita.

 
 
 
Il sole a mezzogiorno

Nella Pietà celeste

riponi il Tuo Calvario

e lo rivedi ora

libero da ogni affanno.

 

Il male Ti ha convinto

Ti ha reso remissivo

portando il pensiero

lontano d’ogni sorriso.

 

La Vita Ti ha lasciato

in questo giorno triste

ponendo nei Tuoi cari

il perdurar dell’ansia

che sempre più presente

nella casa spoglia

della Tua veste allegra

rimane l’ultima voglia.

 

Il Sole a mezzogiorno

ormai s’e ritirato

ché stanco ed assonnato

nel riscaldare il mondo

per Te si è addormentato.

 

Mentre nella Tua casa

ora senza più luce

cercano in quest’ora tarda

soltanto un po’ di Pace.

 

La Vita Ti ha baciato

è stata in Te presente

ed or che sei assente

perdurano i ricordi

nei Cari che hai lasciato.

 

Hai dato la Tua impronta

alla discendenza

ed ora  solo nell’oblio

sarà la Tua presenza.

 

Sarai punto di forza

ancora nei Tuoi Figli

vivrai ancora in loro

non sentiranno l’assenza

 
 
 
Il Male Oscuro

Il tempo passa velocemente

la consapevolezza del male oscuro

ci fa morire pian piano dentro

sfuocando la Tua immagine nella mente

mentre Ti allontani da noi velocemente.

 

Il tempo passa purtroppo

ponendo le Speranze nei ricordi:

quelli dei tuoi anni verdi

che lascerai qui su questa Terra

per approdare in un mondo nuovo.

 

Un mondo lontano da questo lido

che trova la sua sede nell’eterno.

 

E, come un vorticoso buco nero

che assorbe l’energia dall’universo

Tu assorbi nella nebbia del passato

tutte le nostre certezze, le ansie, le paure

lasciando come traccia nell’occulto

la nostra tenue luce ch’è la Vita.

 

Triste è il rimpianto per la Tua sorte

dolce è il rimembrare dei tuoi giorni

quando fanciullo correvi spensierato

e assaporavi la gioia che seguiva

nelle tue lunghe passeggiate

ai bordi di un tortuoso fiume vorticoso.

 

Ora sei arrivato alla fine dei Tuoi giorni

rubando il tempo che T’ hanno dedicato

però sii certo, sarai sempre ricordato!

 

Per i tuoi buoni Sentimenti

la dolcezza del tuo sguardo

i tuoi sorrisi coinvolgenti

per tutto quello che ci hai dato!

 

Sarai con noi per sempre

fino alla fine dei tempi!

 
 
 
Ad Alba

La luce è soffusa nella stanza buia.

La Signora nera

attende di lenirti il calvario

seduta sull’umido sudario

nella penombra prima che giunga l’alba.

 

E l’ultimo anelito già pervade la stanza

che tutt’un tratto appare ammutolita

in sottofondo una farfalla danza

mentre già l’ombra sembra affievolita.

 

Poi d’un tratto Tu… perdi la Vita.

Quanto dolore hai dovuto sopportare!

Quante ingiustizie!

Quante privazioni

senza poter a questa Vita replicare

le Tue doverose rimostranze!

 

Così Tu, vinta nell’Anima e nel cuore

lasci su questa Terra tutto il tuo dolore.

Lasci ai tuoi Figli la forte immagine

che nel dolore ha condotto la tua Storia

eppure hai dato grande insegnamento

alla tua discendenza

mostrandoti sempre allegra, senza veli

non rendendo palesi i tuoi pensieri.

 

Maestra di solidarietà sei stata

per tutti i poveretti che hai aiutato

quando già Tu, avevi bisogno d’ aiuto.

Per questo Dio… Ti aprirà le porte

del suo universo infinito.

 

L’essenza tua non verrà perduta

fluttuerà nell’aria leggera, leggera

dimorerà nel cuore dell’Uomo

che con il  Tuo aiuto

avrà finalmente imparato

come il suo prossimo deve essere Amato.

 
 
 
Un Medico in Paradiso

A Te, come a tanti, Amico della Scienza

dell’Uomo, nemico dell’indifferenza

non mancava la voglia di scherzare

avevi tanta voglia di volare in cieli tersi

col pensiero, posarti leggero su nembi vaporosi

candidi e leggeri come l’Anima Tua tenace, sincera.

 

Facevi il Tuo dovere senza far rumore

avevi i toni alti della professionalità

e un avvenire ancora radioso da provare.

Amavi il Tuo prossimo come pochi

e tanto buonumore da donare.

 

Ti adoravano i piccoli per la pazienza

i grandi Ti lodavano per la coerenza

nella cura della Gente che sta Male.

Sei stato un personaggio Rispettato

dai colleghi di lavoro e dal personale

che  avevi come aiutanti in Ospedale

eri un Amico per tutti! Un Uomo Buono.

 

Ancora troppo presto ci hai lasciato

non un commento, non un’osservazione

la Stima in mezzo agli Angeli hai portato

e la nella Tua casa la Morte ha colto il fiore

che per una Vita hai coltivato.

 

E nel giardino ormai senza profumo

anche l’ultimo Sole è tramontato.

Hai lasciato ancor su questa Terra

la Tua essenza, la famiglia

che a stento si consola, nella Speranza

di trovarti un giorno in una nuova Aurora.

 

Ormai, sei passato ad altri lidi

dove dimorano Angeli Felici.

Lì non ci sono malattie ma Tu professi ancora!

Ancora fai ricette a non finire

con la differenza che ora prescrivi

solo medicinali per rinvigorir l’Amore.

 
 
 
A Franco

Questa valle aperta verso i verdi boschi

con un lieve respiro regge le tue brame

ed è un ristoro per la tua mente stanca

che in alto, in cielo, sta per approdare.

 

I tuoi pensieri per i posti ameni e per i cari

che per tant’ anni t’ hanno allietato i giorni

restano liberi, non più condensati

in uno spazio angusto della mente.

 

Ora veloci

passano leggeri sulle nostre case

aleggiano sulla valle, scendono dai crinali.

Le melodie del tempo che tu hai vissuto

s’odono ancora in questi istanti bui:

sono i richiami di chi ti ha tanto Amato

che mai vorrà credere di aver perduto.

 

Tu ora

Snello e leggero

come foglia al vento in un Autunno austero

Tu come l’aria

come il sibilo del vento

come l’Aurora, in un mattino a Primavera.

Tu come le cose belle della Natura

sei nelle braccia del nostro Creatore

sei in una luce eterna ed infinita.

 

Così, noi rimasti a piangere sulla Terra

per la tua repentina dipartita

nel caldo abbraccio del Sole

sentiremo il tuo calore

nel sommesso bisbiglio del Vento

la tua importante presenza

nel garrulo tintinnare della sorgente

il tuo canto malizioso

nello scorrere dell’acqua del torrente

la tua potente voce calda e suadente.

 

Sarai per questo

insieme a noi, per sempre!

 
 
 
L’ala spezzata

Un Angioletto nano

mandato dal Signore

viveva come promessa

nel Vostro grande cuore.

 

Di gioia palpitava

di Vita si nutriva

giocava senza pensieri

in uno spazio angusto:

non era ancora pronto

per affacciarsi al Mondo.

 

Finche un brutto giorno

nel gioco furibondo

a lui s’è rotto l’ala.

 

Il sogno s’è spezzato:

è stata una meteora

che il cielo ha attraversato.

 

Venuto dall’oblio

all’oblio è tornato:

lasciando ai genitori

su questa Terra brulla

solo la tristezza

di non averlo incontrato.

 

Ma lui, bello e leggiadro

nei pascoli del cielo

Vive nella luce di Dio

felice di non esser nato.

 
 
 
Dall’oblio

Durante le tue notti bianche a pensare

la testa sul guanciale

le palpebre socchiuse

ad attendere il sonno che non giunge.

La mente spazia le vie dell’universo

sorretta dalla Fede.

Incontra atolli verdi in oceani lontani

fiumi pescosi

spazi incontaminati

cime innevate aguzze

fragranze sconosciute.

È l’armonia dell’inconscio

che coglie le espressioni

che il sogno

nelle sue più intime visioni gli impartisce.

Ed ecco che da quelle nevi eterne

un uomo allegro

le braccia aperte

verso un improbabile incontro

scende da quelle cime tempestose

con volo radente d’Angelo

in vallate misteriose.

Il cuore ha un forte pulso:

l’immagine nitida dell’Anima Straniera

che arriva ad una valle desolata

lasciata dalla perdita precoce

della persona Amata

giunge foriera di nuova speme nella presente Vita

a sanare senza indugio i vecchi dolori

e malgrado i tanti anni

tutti i dolenti affanni.

Quella persona infatti

“miraggio” che da un altro Mondo viene

è proprio Lui quell’Uomo al quale hai voluto bene!

Lui Ti ristora l’Anima

Ti tranquillizza il cuore

anche da così lontano Ti porta il proprio Amore.

L’Amor non ha confini

vive nel Tuo ricordo

vi ritroverete un giorno.

È sempre lì ad attenderti

in quel frangente Ti amerà per sempre.

 
 
 
Nel cielo

Nel buio eterno del cielo

fino agli spazi siderali

miliardi di fiammelle

di luce penetrante

corrono su questa tela

d’Artista impressionante.

 

Si scorgono bagliori di luce folgorante

ogni mattina al sorger dell’Aurora.

 

La tela tesa, scolpita dai colori

rivela una Natura provvida di fiori.

 

È l’espressione bella

che sempre ci accompagna

ma! Senza tono è questa

se manca chi ci Ama.

 

Egli è partito un giorno

e tanto freddo ho il cuore

attendo che Giustizia

mi porti a lui vicino

e nel buio dei miei giorni

accenda un lumicino.

 

In questa notte eterna

del cielo siderale

aggiungi un’altra stella

e in questo spazio enorme

io sarò Forza Viva!

Espressione di energia.

 

E questa forza dolce

dipingerà un Mondo nuovo

un orizzonte incantato

che sarà parte attiva

di questo bel Creato

 
 
 

Un angolo di Paradiso

Il tempo passa tra giochi di luci e ombre

dopo il clamore violento …

arriva il tormento dell’ assordante silenzio.

La vita continua: nella stanza la Mamma con Te

che sei l’unica sua gioia, T’accarezza la guancia.

 

In questo tenero gesto è insito tanto Amore

per Te, fanciulla Amata che le hai rubato il cuore.

Erano tempi bui, nell’aria tanto dolore

la voce assente era il tormento del cuore:

seduta li accanto Ti teneva la mano

quasi a trattenerti, per non lasciarti andar lontano.

 

In quella stretta forte

C’era la volontà di vincere la Morte.

La Gioia di Vivere Ti ha resa ancor presente

hai superato ostacoli impossibili:

sei ritornata al Mondo in mezzo all’altra Gente

con tutte le Speranze dell’uomo penitente.

 

Ora sarai dimessa: tornerai alla tua casa

continuerai la Vita da dove l’ hai lasciata

saranno in Te i ricordi della Vita passata

a tratti sarai triste, in certi momenti sconsolata.

 

Ma è solo grazie a Te se la Mamma s’è salvata.

In mezzo a tanta Gente non aveva più nessuno

la Vita sua era vuota, senza più Futuro

l’unico suo Amore era immobile in quella stanza.

È grazie a Te, Tesoro, se in Vita è tornata

se ancora la Speranza non l’ ha abbandonata.

 

Il gradito ritorno è atteso dalla Popolazione

che insieme a voi ha vissuto quei tragici momenti

vi è stata vicino, ha sofferto per le vostre pene

ha pregato Dio, con tanta devozione

perché si compia il miracolo della guarigione.

 

Intanto nel paese dove siete residenti

pieni di gioia vi attendono impazienti

desiderosi di scordare quei terribili momenti.

Dio, ancora vi starà vicino, vi donerà un sorriso:

per tutto quello che avete sofferto

riserverà per voi, un angolo di Paradiso.

 
 
 
Il Ritorno

Dopo tante fatiche

ecco è arrivato il giorno che Dio

dall’alto del cielo ha permesso il Tuo ritorno.

Con il rientro a casa riprendi in mano la Vita.

 

Allegre sono le fonti dai margini fioriti

gioiosi cantano gli augelli di questi dolci lidi.

Il freddo è ormai lontano, canta la nuova Vita

che nelle arterie Tue scorre come impazzita.

 

Un tempo armonioso si mostra alla Tua porta

la Gente giubilante  Ti accoglie al ritorno

ringraziano il Signore per questo gaio giorno.

Le amiche ti aspettano per fare il battimano

a Te che finalmente sei giunta da lontano.

 

Mai più la sofferenza bussi alla Tua porta

Ti aspetti la Vita dolce che a Te sarà gradita.

Ancora dovrai esser paziente ma pure fiduciosa:

hai vinto una battaglia e ora il futuro

anche se faticoso, si mostra più sereno.

 

Noi, siamo qui ad attenderti, Ti diamo il benvenuto

siamo tutti con Te, per darti il nostro aiuto.

Ora tutti uniti Ti facciamo il nostro augurio

per una Vita attiva, di grande contenuto.

 
Alle soglie dell’infinito

Il richiamo degli affetti è ancora forte

giorni lontani spaziano l’infinito

reminiscenze antiche forano la memoria

arrivando oltre i confini della Vita.

 

L’oblio imminente logora la mente

traluce nell’Anima l’ultima carezza

gli ultimi istanti di una breve Vita

ha ottenuto dalla Divina Provvidenza.

 

Ultimi bagliori di una Vita amara

ultime visioni di una Terra amica

poi con rassegnazione l’oblio abbraccia

per evitare l’amaro tempo del soffrire.

 

Angeli fugaci reggono le pene

raggianti di luce e ardore d’Amore

Vi infondono speranza in un Mondo

etereo situato lontano dal dolore.

 

Speranza certa in una luce immane

che dolcemente lenirà le pene

delle persone a Lui, da sempre care

che in Vita Gli hanno voluto bene.

 

Un’ultima carezza, un gesto affettuoso

da quanti l’ hanno tenuto in cuore:

si rivedranno in una nuova luce

un dì ritroverà il suo Amore.

 
Gli Angeli del crepuscolo
 

Voi

Angeli del crepuscolo

che accompagnate i vecchi

all’ultima dimora.

 

Voi

ultimi raggi di Sole

di una Vita ormai vuota.

 

Ora

che la disillusione supera la malinconia

adesso

che le mani stanche non sanno più tenere:

La Vita sta sfuggendo dalle dita

che senza forza non possono serrare.

 

Ora

che le amicizie si diradano

che la mente non sa più pregare

dimenticati dal Mondo nel suo correre veloce

in questo spazio pieno di barriere:

vecchi baluardi di un tempo ormai finito

soli

in questo lembo di malinconia.

 

Portate un po’ di luce in vecchi cuori

in quelle larve Umane un po’ d’Amore.

Voi, che potete, state loro vicino!

Con il vostro Amore lenite loro le pene

perché soltanto in voi vedono il loro bene!

 

 
Un Angelo perduto
 

Dolce fanciulla

Anima candida

fragile fiore

non hai vissuto invano.

Ci hai insegnato tanto

donandoci il perdono.

 

Sentiamo ancora affranto

il grido tuo innocente

mentre la fredda lama

lambiva la tua carne.

 

Un grido disperato

che suona ancora forte

nelle Coscienze sporche

che ti hanno Condannato.

 

Gli amici sono andati

lavandosene le mani

per non aver voluto

cambiare la tua Sorte.

 

E sei rimasta sola!

Sola con la Disperazione

davanti alla tua parte

di condannata a Morte!

 

La colpa fu del Fato?

O della malasorte?

Oppure della furia

di chi ti ha brutalizzata.

 

Restano ancora pensieri

sul luogo del delitto:

rimane il Patrimonio

di tenere attenzioni

delle Persone buone

che ti hanno conosciuta.

 

Dei tuoi famigliari

che ti hanno tanto Amata

e un’amarezza infinita

per la dolorosa perdita

della tua giovane Vita.

 
Le due facce della medaglia
 

Passano maschere vocianti

sul selciato della via principale

la Zobia ride con gli astanti

che gentili si lasciano interessare.

 

La sera è buia, si accende di rumore

l’Animo allegro, la gioia è nel cuore

la Gente è pronta a scordar gli affanni

così, per poco, si veston d’altri panni.

 

Gli scherzi non si contano

non manca l’allegria:

vogliono essere contenti

malgrado questa Vita.

 

In una stanza di parca luce accesa

un Uomo, a letto, accanto alla consorte

sta combattendo l’ultima battaglia

per cercare di imbrogliar la sorte.

 

La Moglie gli tiene teneramente la mano

sa che in questa Vita, più non andrà lontano

lo regge, mentre Lui guarda verso la porta

come aspettasse di vedere la Madre Morta.

 

Battono i passi cadenti sul selciato

suonano le trombe delle compagnie

giungono numerose a riempir le vie

per fare baldoria e portare l’allegria.

 

Triste è la Vita in questo giorno allegro:

quell’Uomo, nel suo letto sta Morendo:

mentre la Gente ride e canta in allegria

da li a poco, quell’Uomo, come per gioco

dovrà subire il battesimo del Fuoco.

 
Con  ali d’Aquila
 

Con ali d’aquila sorvolerai i cieli

osserverai le evanescenti nubi

e gli spazi eterei sereni.

Con il canto delle allodole

Ti desterai in un radioso mattino

con la Musa ispiratrice vicino.

I canti dolci scenderanno le valli

da un coro d’Angeli intonati:

canti che ti hanno accompagnato

e allietato sulla Terra il cammino.

Ancora salirai quegli ermi colli

sorseggerai le garrule liquidità sorgive

correrai nei campi e sarai felice.

L’ego traviato dal male troverà conforto

ritroverai l’Amore ai limiti del Mondo

l’Amore che per Te, non ha eguali

e un giorno ancora non troppo lontano

ha fatto di Te il suo unico sorriso.

Sarà allora come sentirsi forza vera

come riscoprire i colori delicati

di una nuova, tiepida, dolce Primavera.

Stai già volando! Usando quelle ali

con la tua Fantasia senza orizzonti

porgendo quelle immagini gentili

che incontri sulla via degli alti cieli

alla prole per conservar memoria

della gaudente e dolce Tua Armonia.

Vola sempre più alto, non Ti stancare!

Oltre il Sole: nelle braccia del Signore!

 

 

Oltre la terra
 

Per te come Amore terreno

per la tendenza famigliare

di Madre buona e curatrice

per gli ultimi approcci terreni

corre il ricordo nella notte eterna.

 

Tutto è lontano, come luce di lanterna

fioca e tormentata, in una Vita persa:

percorri strade senza più transenne

libera nell’anima, tra gli spazi aperti.

 

Fonti leggiadre, garrule e gioiose

d’acque fresche, preziose e cristalline

serpeggianti nell’immensità dei cieli

ti accompagnino serene e gaudiose

nel cammino verso uno spazio Divino.

 

Luce preziosa quella del Signore

che piano, piano, scende dentro il cuore

T’avvolge con immensa tenerezza

e su Te pone una tiepida carezza.

 
Dopo le mire del male
 

Dopo le mire di questo male assurdo

che porterà i tuoi giorni sul finire

dolci reminiscenze ti accompagneranno

prima che giunga il tempo di Morire.

 

Approderai nel Mondo del nostro Creatore

ed Ei, con la sua luce,T’avvolgerà d’Amore.

Vivrai in uno spazio senza tempo

una Terra verde di Speranza

più non sentirai dolore.

 

Coglierai luce più viva

calore di un Sole che non avrà tramonto

con una grande Pace nell’Anima

senza più tormento nel cuore

Sarai divenuto luce e infinito Amore

 

I cari ricordi Ti rincorreranno

nella tua evanescente luce.

Dal tuo trono di Pace

osserverai i nostri giorni

e nell’ incertezza del domani

a questi modellerai i contorni.

 

Farai di noi, Tua immagine nel tempo

come Angelo custode, ci guiderai nel Mondo!

Sarai vicino a noi

per tutto il tempo della nostra Vita!

Fino al definitivo incontro.

 
Ultima speranza
 

Amor che soffre

più tenacemente Vive

nel cuore dell’Amata Sposa

e della sfortunata prole.

 

Nelle braccia della Morte

ha concluso il suo destino

schiavo delle miserie Umane

e della tremenda sorte.

 

Ora vagando triste

spoglio delle lacerate vesti

oltre l’ultimo appiglio

corre il suo passo svelto.

 

Egli  nel Mondo vaga

del nostro Redentore

avvolto nella luce

del suo potente Amore.

 

Amor un giorno avuto

che adesso ha ritornato

all’Entità che ha acceso

questo nostro bel Creato.

 

Lasciando Speranza vera

di una nuova Vita infinita

Vita priva di sofferenza

priva di tristezza e dolore.

 

Un giorno nell’infinito

ci ritroveremo allora

saremo ancora uniti

in una eterna Aurora.

 
In un istante, la vita!
 

Aperta sull’anamnesi del passato

sopra selciati di marmi incastonati

su dura terra ancor dei nostri Padri

la breve breccia nella nostra storia.

 

Castelli aviti, Anime d’Eroi in icone:

effigi chiare, custodite ad arte, su tele

antiche di colore e cariche di gloria

portano alla mente attonita, le imprese

che fecero grandi i casati degli antichi.

 

Un attimo per pensare; fugaci visioni

passano nel Limbo della mente

per portare in un istante l’attenzione

e rivivere quei nobili sentimenti.

 

Ormai è sera, l’ora concilia il sonno

vacanti i sensi, intorpiditi da Morfeo

la Vita sta passando un altro guado

e allunga i suoi tentacoli nella storia.

 

Ed ecco il rivivere delle impressioni

che hanno un tempo accompagnato

in tortuosi, celati meandri, la memoria

e…, tornano alla ribalta le emozioni.

 

Ultime, prima che giunga il buio

prima che il Sole si spenga sul sentiero

prima che l’ultimo barlume di luce

venga rapito dal mistero.

 

Un attimo! In questo breve istante

tutta una Vita d’Amore verso il prossimo;

una Vita tutta spesa nella luce di  Dio

eccola, giungere sulla soglia

a ricordare che un Angelo ha vissuto!

 
Sospesi ora siamo
 

Occhi lacrimanti guardano quest’atollo ingrato

occhi senza più luce, spenti, in questo bel Creato

argini possenti in valle eterna sorgono nell’Anima

a limitare il fiume d’Amore che scorre copioso

illuminato da raggi di luce radiosa di Sole.

 

Ibridi destrieri, cavalcati su intricati sentieri sospesi

nelle profonde cavità degli azzurri e vaporosi cieli

guidati da Anime vezzose, ridenti, serene e capricciose

con mani di vento, piedi di rubino, scarpe di pensieri.

 

Dondolanti, fluttuanti, esposti ad ogni soffio di vento

luccicanti scie di armoniche figure uscenti dall’oblio

ancelle voluttuose, servili e premurose, adagiate

su letti di sospiri: tenere illusioni del tempo giovanile.

 

Amore nell’Anima, un abbraccio caldo sul cuore

le pene della Vita sono finite, portate all’oblio;

rimane un sogno fluttuante, leggero, in questa Valle

vibrante con artigli forti conficcati sul sentiero:

il sogno che ci ha lasciato un Uomo unico e sincero.

 

un sogno di Pace, di Perdono, un sogno di Comunione

di Giustizia e Uguaglianza per i popoli della Terra

vivendo delle nostre pene, calmando il nostro dolore

portando a noi, Peccatori, la luce del Signore;

“guidaci ancora durante il cammino, Uomo Divino!-

 

-Le Genti tutte Ti amavano, ti chiedevano la Libertà.

Tu, insegnavi ai Popoli in Guerra, Fratellanza e Verità!

Sospesi ora siamo, su ali consunte e doloranti

in questo Mondo carico d’Odio e di Dolore

senza più il tuo carisma che ci dà serenità.

 

Prestaci un ultima volta il Tuo sorriso;

con il volto immerso nella luce Divina

bacia la nostra mano laboriosa e contadina

e porta la speranza di una Vita nuova

in chi l’eterno abbraccia, e nel buio riposa”.

 
Karol, Il commiato
 

Calmo il serpente, pigro e claudicante

si snoda in preghiera per le strade Vaticane

il capo chino e le menti attese sulla soglia

della porta che invita all’ultimo confine.

 

Dolci litanie cantano gli Angeli in cielo

accompagnate da un coro di Martiri oranti

presto davanti all’eterno, nella casa di Dio

sarà l’Anima buona, simbolo di tanta Gloria.

 

È giunto alla casa del Padre il nuovo Santo

che ha dispensato testimonianza e Amore

e ha risparmiato al Mondo tanto dolore

insegnando a noi cattolici il dono della Fede.

 

Nell’ultimo commiato, il mio pensiero Ti invio

un caldo abbraccio che renderai a Dio

con la certezza che non sarai mai dimenticato

da chi, da sempre su questa Terra, ti ha Amato.

 
I giorni della Speranza
 

Attonito il Mondo guarda

alla casa del potere Divino;

attende impaziente la fumata bianca

che inizia al nuovo Papa il cammino.

 

Un Uomo prima, e dopo un Santo

salito in cielo, è immerso nel Divino

lasciando tra i Fedeli un vanto

e fondendosi nel cuore del bambino.

 

Ora, la chiesa, luogo di culto dei Fedeli

elegge un nuovo simbolo carismatico

Padre di fede, voce di Dio sulla Terra

il nuovo Signore che porterà la Croce.

 

Il Saggio, il Giusto, la guida nell’Amore

l’amico dei popoli mandato dal Creatore

quando gli apostoli di Dio, uniti in conclave

da Spirito Santo ispirati, lo elevano a Pastore.

 

Il Fedele spera nella giustizia Divina

spera nell’opera di quest’entità Terrena

che Dio guidi il pensiero ai saggi, indichi la via

per ridare al Mondo, Speranza ed Armonia.

 
Un dolce ricordo
 

Un dolce ricordo legato alla mia infanzia

vaga per i meandri della mia memoria

portando a me, le immagini del passato

quando bambino ancora andavo a scuola.

 

E mi sovviene un ricordo caro:

erano tempi un po’ particolari,

la Gente non aveva di che vivere

la Guerra aveva lasciato i suoi orrori

quasi tutti erano poveri ma i benestanti

si prendevano cura del Popolo indigente.

 

C’era l’Amore! L’aiuto non mancava

ai poveri che vivevano di stenti!

Non c’erano associazioni benefiche

non ce n’era bisogno! Al sofferente

veniva comunque offerto l’aiuto della Gente.

 

Com’erano belli quei tempi ormai lontani

quando ci consideravamo tutti uguali.

 

Ricordo che essendo io indigente

avendo solo il poco con cui vivere

avevo gli stessi amici degli emergenti.

 

Ebbene! Ora il tempo è passato

creando qualche beneficio alle Persone

però, ora c’è la distinzione

tra le varie caste della Popolazione.

 

“Forse”, questo beneficio che non è per tutti

ha fomentato gli egoismi individuali

così giungo a desiderar quei tempi

in cui erano Vivi i sentimenti.

 
Gli albori della Vita
 

Dagli albori della Vita

l’Uomo ha percorso molta strada

sempre cogliendo dall’albero di questa

i frutti più gustosi e delicati.

 

Non gli è bastato infatti

essere scacciato dal Paradiso predestinato

per aver le Leggi del Creatore trasgredito

e aver mangiato il frutto

dell’albero proibito.

 

Quale testardaggine nella trasgressione

può far dell’Uomo un simile testone?

 

Dalla notte dei tempi, la via ci è segnata

perché non rispettiamo i disegni del Divino

che ci vuol tutti Credenti e rassegnati

ai macchinosi giochi del destino?

 

C’e sempre l’intenzione

di saper cosa ci tocca per la  nostra azione.

 

Eppure noi vogliamo credere

in un mondo buono, in un mondo migliore!

Vogliamo credere nell’Uomo

così come crediamo nel Signore.

 

Che questo aggiunga nuova speme

a questa Vita randagia che viviamo

perché ci conduca, mano nella mano:

partendo dagli albori del mondo primitivo

fino all’eterna alienazione della Vita.

 
La Primavera nel cuore
 

Il tenue tepore coglie le fragranze

dell’atmosfera tersa, intrisa di profumi.

 

Dalle pendici delle colline

non senza colore fioriscono le rive

a questa nuova brezza mattutina.

 

La Natura dalla notte si risveglia

e dona a noi la Gioia per la Vita

mostrando quell’immagine fiorita

che dentro il cuore libera il suo ardore.

 

La linfa scorre nelle piante spoglie:

porta nuova Vita e testimonianza sincera

che sta arrivando la Primavera.

 

Delle dure e fredde giornate

del Verno ormai passato

l’Animo ha tutto scordato

né più rimane memoria

del triste pensiero che in noi albergava.

 

Ora il Sole col suo giallo colore

accoglie la nostra voglia di Libertà

e ci regala un tempo di Serenità.

 

L’attesa è finita e con il Sole

si espande nell’aria tiepida

un profumo di viole.

 

Dolce è posar lo sguardo

sulla Natura in fiore

e dentro al cuore aver l’immagine gentile

di un ritrovato Amore.

 

L’Amore per il giorno, per la notte

per tutto ciò che abbiamo intorno.

 

E all’ora, l’Anima soggiogata dal Verno

si libera da questo pesante fardello

permette di assaporare la Gioia

facendoci gustare una nuova Vita.

 
Un nuovo inizio
 

Là sul finire del Mondo

all’orizzonte conosciuto degli eventi

dove anche l’intuizione cede il passo

all’inalienabile Ragione.

 

Dove le singolarità dell’Uomo

sono site in un angolo piccino

vi è uno spazio senza stelle

uno spazio senza luce al limite del tempo

che soltanto l’illusione crede di controllare.

 

Un buio freddo in cui lo spazio

ha perso l’immagine dell’Essere

lasciando la sua luce nell’Eterno

regola la Vita su questa fredda Terra.

 

Questo nostro Mondo, pieno di sapori

di luce, ebbro d’illusioni

glissa sulla sua Natura

lasciando l’Uomo nella confusione.

 

Ciò che pare non è

ciò che è, non è palese:

noi piccoli Uomini come facciamo a credere?

Il nostro giorno è prezioso sulla Terra.

 

Aldilà del tempo, dello spazio

oltre tutto quello che ci è dato

viene impegnato dalla nostra Natura

per arrivare pian piano all’oblio.

 

Eppure col pensiero l’uomo è vicino Dio!

Sappiamo che il nostro tempo è breve

ha la durata di un bolide spaziale

ma noi sappiamo pure

che dopo questa Vita

c’è un nuovo inizio da provare!

 
Fantasia
 

Osservo questo mare sconfinato

esteso come l’orizzonte del pensiero

dalla battigia fiacca ed assolata

gremita di bagnanti accalorati

alla mercé dei raggi

del nostro usurpato e vecchio Sole.

 

E il pensiero vaga senza posa

vola attraverso mari calmi

su atolli approda

in mezzo a oceani dimenticati.

 

Vola tra nubi eterne in cieli bruni

tra verdi valli e muti casolari

vola reggendomi nel cielo con ali di seta

per farmi arrivare

fino al Sole senza bruciare.

 

Fantasia! Forza interiore!

Che mi consente di varcare ogni confine

di vivere in un Mondo nuovo, migliore!

E mi permette di cavalcar l’Aurora

di fare miei tutti i raggi del Sole.

 

Sei tu, la mia più cara amica:

l’unica energia

che ancor non mi abbandona!

 
Il Tempo
 

L’ombra del tempo oscura la memoria

ciò che un tempo era palese

ora è nascosto nella Storia.

 

Le immagini della Vita si fanno evanescenti

tutto viene velato e distorto dal ricordo.

 

È triste osservare il Mondo

da un angolo visuale sito ormai all’oblio

lasciando le antiche certezze.

 

Arrivare poi all’ultima emozione

che tristemente affiora nella mente

lasciando un senso di smarrimento

che ancora l’Uman non sa colmare.

 

E prima che il tempo vinca la battaglia

fermando l’ultimo battito del cuore

ècco che esplode il senso del dolore.

 

Dolore per quel che non si vuol lasciare:

dolore fisico, disagio spirituale.

 

Allora, l’Anima dell’Uomo si difende

si isola in un “che” di innaturale

per non soffrire più del necessario

per questa Vita che ormai sta per lasciare.

 
Coscienza dell’essere
 

L’Uomo

è l’universo che guarda se stesso.

Noi, siamo la coscienza di questo

i testimoni dell’Essere.

Tutta la grandezza del Creato

senza di noi, non ha ragione di esistere.

 

Queste dolci colline

questi degradanti declivi

i fiumi impetuosi

i cieli azzurri

le stelle brillanti

i pianeti armoniosi

non sono nulla senza l’osservatore.

 

Le cose per essere buone e preziose

devono essere apprezzate e conosciute:

un Mondo senza l’Uomo sarebbe il nulla

in questo povero contenitore

ci sarebbe il vuoto più assoluto

e l’eterno Costruttore sconosciuto.

 
Giovinezza
 

Giovinezza, dolce chimera

che per sempre ormai

lasciasti questi lidi

unica certezza mia sincera

è che ti vissi orgogliosamente mia

e tu mi accompagnasti

per una Vita intera!

Or, solo la sera, in me dimora

nell’attesa della notte: “Mia rovina!”.

 

Rivivo in dolci istanti cari ricordi

sembianze di fanciullo

rapito dal suo grande amore

dolce, tenero, sincero!

E nella mente un bisogno

di tenerezze vere!

 

Ora è passato il tempo e in riva al mare

osservo due vecchietti claudicanti

che da un tutore si fanno accompagnare

avanzare lenti, mano nella mano

con gli occhi pieni di Malinconia.

 

Osservo il volo svelto dei gabbiani

e il movimento armonico dell’onda

mentre la Vita scorre col suo flusso lento

con l’obiettivo di vederci invecchiare.

 

cosi soltanto adesso sto vedendo

che ancora, anche se vecchi

si può saper Amare!

 
Sogno
 

Un verde regno di vastità infinita

s’intravède d’un tratto oltre la lontana sponda.

 

Il fiume, d’onda forte investe la Feluca

che trascinata dall’impeto dell’aria sbanda.

 

Sogno o son desto? Io mi domando!

E presto, luce più viva mi coglie all’improvviso.

 

Di accecante spettro il dardo mi ferisce

pur nella nera notte, luce così penetrante e pura

dall’Umano, su questa Terra, non fu mai veduta.

 

In quell’istante, nel cuore, una Pace assoluta!

Un attimo, un impulso breve

un fascio di colori e dopo il buio.

 

L’antagonista della luce, sempre più potente

mi avvolge nelle sue fredde spire.

 

Un tunnel in piena luce armoniosa

lungo una Vita, percorso a velocità infinita

per ritornare da dov’ero partito come “Idea”

lasciando in questo lido solo le spoglie.

 

Il trillo di un campanello mi disturba

mi strappa dal sonno e mi richiama alla Vita.

 

Apro gli occhi, mi guardo intorno e… strano!

Mi accorgo che quella luce, quella Pace

altro non era che un sogno

che dall’ inconscio m’era stato preparato.

 

Ma io, in questo sogno ho ritrovato

il bambino che sono sempre stato.

 
Il Sole sulle mani
 

Le mani scarne si allungano fugaci

onde carpire il nettare prezioso

rivolte là, dove si perde il giorno

per indicare il Sole al tramontare.

 

Ultimi tenui colori colpiscono le mani e

lasciano lunghe ombre sulla lavagna nera

l’ultima stilla di calore intenso

prima di perdere la luce nell’Immenso

 

la Terra si copre di colore antico

nell’Anima dell’Uomo preme la notte

la stessa notte che amplifica i dolori

e stende un velo pietoso dentro ai cuori.

 

Il Sole tra le dita che non han tenuto

fuggito è un’altra volta nell’oblio

pure con forza cercavano la presa

per trattener la luce ed evitar la resa.

 

Le dita esili, nulla hanno potuto

perché troppo fluida è la Vita

in questa dura ed eterna partita:

l’Uomo dovrà passare la mano alla sorte

che inesorabilmente lo porterà alla Morte

 
Voglia di …
 

Voglia di volare nella volta celeste

in cieli cristallini con ali d’Angelo.

 

Librarsi sorretti da aere pulite

sugli irti monti dalle nevi eterne

e planare leggeri attraverso ripidi declivi

su valli impervie e irraggiungibili.

 

Destarsi con l’aura gentile

che dalla valle il mattino inonda

come una piena di serenità distesa.

 

Voglia di mostrare tutta l’allegria

che dal cuore esonda

quale sorgente garrula e gioconda.

 

Voglia di vivere, di ridere, d’essere.

Vivere il mattino con il Sole in fronte

assorbire il suo calore

prendere parte alla Vita e quando si fa buio

trovare il conforto nell’Amore.

 

Voglia di sincerità che ormai sopita

attende in un angusto spazio nella mente

che l’Onestà la faccia tornare attiva.

 

Voglia di tutto ciò che il mondo offre

voglia di Vita!

 
Essere grandi
 

Vivere di giustizia, vivere di Vita vera

scoprire nelle ore perse della sera

cosa ci può dare una preghiera.

 

essere grandi? Soltanto un’illusione!

Vivere di passione, vivere d’Amore

vivere di gioia, di serenità sincera

vivere sperando in una nuova Primavera.

 

Saper abbandonare le ore di tristezza

gioire per la felicità del prossimo

arricchirsi nell’intimo di nuove sensazioni

aspettare con serenità che giunga sera

per arrivare a capire che solo chi spera

può aspirare ad una Vita nuova.

 

Questo vuol dire essere grandi!

Essere grandi vuol dire credere!

Credere nell’Uomo, concedere il perdono

saper celare il dolore

aprire il cuore al sentimento dell’Amore.

 
Il sole sorge ancora!
 

Immagini che arrivano dal passato

mostrano il crescere dell’Uomo.

Un grido silenzioso ammalia la mente

e questo grido sveglia le coscienze.

L’evoluzione corre senza posa:

giganti pieni di fuoco, come dardi

lanciati da potenti archi solcano il cielo

lasciando traccianti scie di vapore

gas letali che avvelenano l’aria:

spinti da un’ energia fluida e Potente

per superare il campo gravitazionale

ed evadere verso nuovi lidi

ancora incontaminati

con la pretesa di andarli a conquistare.

Aerei supersonici sfrecciano nel cielo

comprimono il suono in uno spazio angusto

per liberarlo poi come frastuono

lacerando così l’orecchio dell’Uomo.

Le Guerre studiate per bramosia di Potere

prolificano Violenze in ogni dove

col solo scopo di ammazzar la Gente.

Foreste in fiamme ammassano veleni

che con veemenza aggrediscono la Natura.

“Bombe” chiamate “Intelligenti”

con corazza d’acciaio all’uranio impoverito

così fatte per renderle penetranti

e aumentare la certezza di far male

scoppiano nei conflitti ancor presenti

su questa povera Terra da salvare.

Ancora: altre Bombe alla grafite

costruite per disturbare le trasmissioni

per rendere ciechi gli intercettori.

Questo mi fa pensare che: l’estro all’Uomo

è stato dato soltanto per distruggere il Creato.

Ma noi nel cuore teniamo la Speranza

che presto o tardi ei giunga a capire

che ciò pian piano ci porta a morire.

Detentori però siamo della certezza

di ridestarci un giorno in una nuova Aurora

perché malgrado tutto, il Sole sorge ancora!

 
Ora come allora
 

Scavando nel passato

mentre si apriva un varco nella Storia

nel preparare una nuova arteria

che porta sviluppo al nostro territorio.

 

Antiche vestigia di un neolitico lontano

venivano alla luce: armi che l’Uomo usava

pietre taglienti opportunamente lavorate

per difendere gli averi dei suoi avi

balzano improvvisamente sulla scena

come ultimo baluardo di un’era dimenticata.

 

Mentre il capostipite dell’Uomo

su questa brulla Terra

viveva consumando il suo destino

perennemente in Guerra

procurando violenze e lutti ai miseri di allora.

 

La Storia ha percorso i secoli, ma l’Uomo

“È triste dirlo”, Vive di sua memoria!

Così le Guerre ancora logorano le Nazioni

fanno schiavi i Popoli attraverso le oppressioni.

 

Facendo un’attenta analisi giungo a pensare:

malgrado il tempo passi, malgrado l’istruzione

le nuove tecnologie che hanno a disposizione

gli Uomini, ad onor del vero

non hanno imparato niente:

ora come allora vivono di Violenza.

 

Che brutta sensazione per noi pensanti

che definendoci a priori Intelligenti

veniamo dalla realtà smentiti

nel fare queste dolorose azioni.

 
Quotidianità
 

La solita strada lungo l’argine del fiume

percorri ogni mattina andando a scuola:

da filari di pioppi alti custodita

e da argini potenti riparata.

 

Le solite dune sabbiose là nella pianura:

sabbia dallo stesso fiume trascinata

aspetta la calura dell’Estate

come spiaggia dai bagnanti frequentata.

 

Segui d’impulso la tortuosa via

per arrivare all’ansa riparata

che ti consente di passare la giornata

in questo scorcio di Natura incantata.

 

La solita casa nella golena spoglia

sulla quale si frange l’onda della piena

come rudere all’orizzonte si staglia

ove rivivono in piena notte i fantasmi.

 

La solita Vita, il solito costume

la solita voglia di guadare il fiume

la solita tristezza nei giorni di festa

il divertimento che nel cuore resta.

 

È la quotidianità che non perdona

che rende tutto quanto piatto:

senza sapore, son le pietanze a un tratto.

 

Mi sento in un istante perduto

mi sento stretto in una morsa il petto

ed è per questo che solo per diletto

ascolto trepidante l’ulular del vento

che s’ode tra i pioppeti come lamento:

 

perché c’è solo questa soluzione

che spezza la quotidianità di questa Vita.

 
Tristezza
 

M’alzo dal letto con fare sonnolento

alla mattina quando il ciel si tinge di rosa.

L’Alba già lancia i suoi bagliori al Mondo

per rischiarare una giornata nuova.

M’alzo e funesto il pensiero m’invita

a gareggiare in questa nuova partita.

 

Il Sole già si staglia all’orizzonte

fugando gli umori della notte

che nella mente mia così adagiata

nell’osservare la durezza della Vita

prende sembianza di Tristezza antica.

 

E rode, il tarlo che mi dimora in petto

e mi allontana inesorabilmente

dalla mia passata età fiorita.

 

Né basta chiedere pensieri nuovi

alla mia fervente Fantasia:

tanto, questa lunga giornata odiosa

quasi senza fine, nulla mi ispira.

 

Una Tristezza infinita mi pervade

e non so cosa bisogna fare

per ritornare ad assaporar la Vita

finche non guardo con Almo pronto

a recepir messaggi indelicati

che mostrano gli affanni dei malati.

 

Ed ecco! È allora che mi ricompongo

e accetto come segno del destino

questo mio stato di Passione:

pensando che non è logico davvero

soffrire senza saper di cosa ci si lagna.

 

Allora butto via la Malinconia

libero dal fardello questo cuore

e torno sollevato a lavorare.

 

Così una Vita nuova mi sorride

perché ho ritrovato la consolazione

che inevitabilmente porta la Ragione.

 
Fiori d’arancio
 

Fiori d’Arancio per le novelle Spose

che arrivano trepidanti all’Altare.

Fiori d’Arancio per le donzellette

che han saputo farsi innamorare.

 

Anche stavolta la Primavera è sorta

dopo che il gelo, svuotato ha il cascinale

e la stagione bella adesso avanza

mentre la Natura verde è tutta in fiore.

 

Le nuvolette scherzano vezzose

volteggiano rasando l’azzurrino

di madreperla coprono il cammino

dei valligiani e i pascoli fioriti.

 

Dolci profumi d’alpe e folto bosco

dove da sempre dimorano i licheni:

nativa verzura impregna l’atmosfera

di bianco polline e profumi soavi.

 

La Primavera dell’Inverno è Sposa:

porta  il giusto tepore dentro il cuore

libera la mente delle persone buone

stende ali di Fata sulla Terra avita.

 

Fiori d’arancio per le donne belle

alle coppiette sempre innamorate

per le Speranze delle vecchie Spose

perché in Amore mai tramonti Pace!

 
Una lieta giornata
 

Ecco, la notte a grandi passi s’allontana

ora la tenebra d’un tratto si scompone

il disco selenita ha già abbandonato il cielo

lasciando tracce di tenebra

nel  tiepido cuore dell’Umano.

 

Copre il pendio il folto sottobosco

che della luce è barriera attiva

lasciando i penduli ancor bagnati

da qualche goccia di rugiada sporca.

 

Le avide fauci buie della notte

hanno lasciato per questo giorno il Mondo

il Sole quale sfera luccicante

divien padrone di tutto quanto intorno.

 

Scende dal monte con fare serpentino

col tintinnar dell’acqua di sorgente

il ruscelletto convinto nelle sponde.

 

Il Merlo canta, risponde il Pettirosso.

Il grato soffio della brezza mattutina

che vien dal monte senza più calura

rianima piante e fiori della Natura.

 

Il fiore s’apre grato al Creatore

per questo nuovo giorno a lui donato

prima che tutto cambi, quando

poi avvizzito, cede la sua corolla

per abbandonarla inerte nell’oblio.

 

Ora c’è tanta Vita in questo giorno

allegro ed assolato: un nuovo tempo

di Speranza e gioia s’è affacciato al Mondo

e io, nell’intimo, sono gratificato.

 
I colori del buio
 

Dopo che il Sole stanco è sceso dietro il monte

la notte è sul Mondo con i suoi tenui colori.

Allora l’Umano si appresta a riposare

nella sua alcova, per ritrovar vigore.

 

Un passo, un passo ancora

così la notte incede servile e furibonda

traviando anime gentili e remissive

che credono nel Mondo che le circonda.

 

Il buio turpe nell’essere, freddo, spettrale

vaga come riflesso della Vita

in questa notte antica.

 

S’accendono le luci, con artifici si vince il buio

il gelo della notte si stringe intorno al cuore.

L’ultimo pensiero sortisce dalla mente

prima di abbandonarsi al sonno ristoratore.

 

E preminenti, pigri, si mostrano i pensieri

che nella notte senza più colore

vincono la stanchezza delle menti

sfociando in una sorta di consolazione.

 

La notte avanza, rapisce nel suo incedere

il senso della Vita, sospendendola nel nulla.

L’essere, vinto dalla stanchezza dorme

con la testa appoggiata sul cuscino

mentre si ristora il corpo stanco dal lavoro.

 

Il tempo passa, l’ora è tarda:

tutt’intorno il buio vince l’ultima sponda

prima che giunga il giorno a risvegliare i sensi

che nella notte si erano sopiti.

 

Ma ecco il sorgere del Sole!

L’Aurora, con i suoi colori saluta la tenebra

che suo malgrado tristemente muore.

 

Il nuovo giorno è arrivato, una nuova speme

sorge nell’Animo dell’Uomo

così si è di nuovo pronti e rifocillati per il lavoro.

 

Che sia un giorno buono, un giorno migliore!

È questa, la Speranza che alberga in fondo al cuore!

 
Una giornata di Sole
 

Il Sole s’affaccia al Mondo da levante

e con i suoi raggi tinge il ciel di rosa

tutto rischiara, tutto si colora

sui fili d’erba il raggio si abbandona.

 

La farfalla sopra il verde mar posata

sugge copioso il nettare dal fiore

unica brama, d’essa

innamorata della sua breve Vita

il manto suo colora.

 

Le fontanelle garrule nei rivi

le raganelle in rogge a gracidare

la ricchezza di quel caldo Sole

si stende dall’alto mare al litorale.

 

Gli augelli stridono cinguettii gioiosi

nel cielo vasto che ora pare in festa

tanto che il passante, attirato dai rumori

lesto e senza indugio alza la testa.

 

Visioni magiche in quel cielo azzurro

mostrano la Vita come adesso appare

a persone senza troppi pensieri

della Natura follemente innamorate.

 

Il Sole varca l’ultimo confine

e spenge la sua luce all’orizzonte

la sera giunge e la Natura amica

si pone tra le braccia di Morfeo.

 

Tacciono i rumori, la giornata è finita

resta il domani da desiderare

ardente e caldo come continuazione

di giorni dolci che fanno bene al cuore.

 
Il temporale
 

All’orizzonte, fino al confine

oltre il quale si perde lo sguardo

s’alzano minacciose nuvole nere.

 

S’avvolvono in mille immagini eteree:

quasi a rapir lo sguardo dell’Uomo

che senza indugio

volgendo gli occhi al cielo

osserva questo fatto arcano.

 

Qualche bagliore lungi, poi il tuono

mostrano  che questo giorno è strano.

Il nero sta avvolgendo il Mondo visuale

il vento col suo magico gioco di colori

scuote i rami e dà le foglie al piano.

Quand’anche l’ultima foglia è caduta

bionda è la Terra dalla lor venuta.

 

Il vento aumenta, fischia la bufera

buio è d’intorno, s’accendono i lampioni.

Raffiche poderose flettono gli arbusti

inizia il pianto in gocce grosse

che malgrado tutto diventa sanatore.

 

Batte e ribatte sulla nuda Terra

si raggruppa in rivoli e canali

che sempre più vispi e grossi

nelle sponde di Terra golenale

giungono al torrente che freme tumultuoso.

Poi tutto placa e tra le nubi gonfie

fa capolino il Sole, pria che il giorno muoia.

 

La Terra madida d’umore

lascia ingrossare il seme che nel suo seno muore

per far posto alla nuova Vita che preme.

Questa tetra giornata strana

allora triste

ora è foriera di una nuova Alba della Vita.

 

Io osservando la Natura

scopro sempre più spesso

che anche se tutto pare triste e buio:

altro non è

che una nuova vittoria della Luce.

 
L’amore è
 

L’Amore è…il bene assoluto

il motore della Vita

l’immagine di Dio sulla Terra

l’ultimo rifugio dell’Uomo nel cielo

la buona filosofia del genere Umano

uno scrigno di gioie e di passione

che ammalia il cuore e soggioga la mente

la serenità dell’Anima traviata

la semplicità del cuore di un bambino

quando tendendo le braccia alla Mamma

chiede rassicurazione per il suo destino.

Il riscatto della singolarità

in questo Mondo di egoismi

l’algoritmo con cui la Vita si perpetua

su questa Terra ferita e bistrattata

l’ultima Speranza dei malati

che cercano nei propri famigliari

la dolcezza che si usa nel prestare aiuto

ad un perfetto sconosciuto.

Il profondo respiro dell’infinito.

L’Amore è l’ultimo confine

che ci separa dall’immensità.

 
Una gita al mare
 

Immagino foreste in un cielo azzurro

pieno di amache e ballerine scure

di corone di fiori al collo agghindate

e canti, e balli a non finire.

 

Ma tutto questo è soltanto un sogno

così ritorno alla realtà bruta col pensiero.

La mattinata già col ciel coperto si dipana

una pioggerellina lieve bagna i miei ardori

e mi presenta una giornata nera

piena di vento e pioggia Autunnale.

 

La mattinata passa senza Speranza alcuna

dal mare sale una nebbia innaturale.

Un vento gelido mi manda staffilate

che penetra la pelle infreddolita.

 

Al pomeriggio un Sole sonnacchioso

fa capolino a tratti tra i veloci nembi

un tempo si rischiara e successivo il buio

lambisce queste scure sponde

tormentate dall’onde che si schiantan fragorose

sulla battigia spoglia e ventilata.

 

Ora deserta è la spiaggia

e il mare vi si perde senza posa

spinto dal vento d’altura

in un susseguirsi di onde armoniose.

 

Era nata bene la giornata

colma di Speranza per una vacanza buona

ma ben si sa! La Primavera è strana

lo dicono gli antenati con i proverbi

che per tutto un tempo han fatto Storia.

 

Accetteremo dunque di buon grado

questa soluzione altalenante

sperando di aver più fortuna nel futuro

quando ci accingeremo un'altra volta

a programmare una nuova avventura.

 
Sul sentiero della vita
 

Un sentiero lungo e tortuoso percorso

con la fragilità dell’Anima dell’Uomo.

Antichi sapori dal tempo ormai proibiti

s’affacciano violentemente alla memoria

lasciando in fondo al cuore dell’Umano

un desiderio di tenerezze dimenticate.

 

Il tempo ha programmato la sua Storia.

Percorsi bui ledono i brevi istanti di gloria

lasciandoci supini

davanti alla Violenza del tempo

che fugge senza alcun riguardo.

 

A tratti Gioie incontrollabili balenano sulla scena

riservando al cuore, nella Vita troppo spesso amara

un dolce e luminoso raggio di Sole.

 

Salire su questa scala che sempre si allunga

lasciando ad ogni balzo un poco di energia

per arrivare al piano, di fronte ad una porta

che resta ancora definitivamente chiusa

e tornare poi a scendere un’altra volta.

 

Antiche gioie dal tempo eclissate

s’affacciano a questo punto

sulla soglia della memoria stanca

quindi il domani, a risalir ci esorta

per ritornare alla porta della Vita

che in fin si spera di trovare aperta

e così finire questa disarmante attesa.

 

Or la Speranza unica sovrana

in questa stanza vuota e disadorna

ci aiuta ad osservare gli ultimi bagliori

di un Mondo già finito nella Storia.

 

E percorrendo un sentiero nuovo

senza lasciar segnali appariscenti

avviarci lentamente all’oblio.

 
Stelle Cadenti
 

Stelle cadenti in cieli solitari

Anime perse nella notte dei tempi.

Origini di un tempo ai primordi

in nuclei condensati di espressioni antiche

com’è antico il Mondo.

 

Quando in un’epoca romita, il tutto

iniziò a segnare la sua Storia.

Scintillanti trofei di un’era vacua

vaganti per lo spazio siderale

quali itineranti perennemente in ansia.

 

Faville luccicanti di un fuoco ardente

perduto nei meandri del tempo.

L’Ominide vi osservò

quando ancora senza conoscenza

l’Essere vagava sulla terra antica

schiavo della sua incoscienza.

 

Poi “l’Homo Sapiens” con la sua inventiva

coltivò nel suo intimo la Speranza

di poter carpire il vostro segreto.

 

E ora, che siamo sapienti, abbiamo capito

che siete solo fantasmi bianchi

che sfrecciano veloci in un cielo nero

come lanterne stanche, quasi senza stoppino

per cadere sulla Terra senza luce ed energia.

 

State alla larga da questo astro infame

se ancora per molto tempo volete vagare.

 
La mia ombra
 

Sui margini dell’ignoto la mia ombra

tenuta in Vita da un inerme Sole

lungi miglia e miglia dalla mia persona

di luce fluttuante, leggera e vagabonda

si veste nell’Aurora.

 

L’ombra è l’impronta di me stesso:

rasenta i confini di un Mondo sconosciuto

fino ad arrivare all’ultimo traguardo

tenendo vivo lo scettro del presente.

 

Tu sei l’opposto in negativo.

Sei la mia stolida compagna

che m’accompagna per questa Vita grama.

Sei vecchia come me; cara Signora!

Ma ancor non hai imparato a dialogare.

 

Sei la presenza muta dei miei giorni:

l’unica cosa che non si può scordare.

Eppure! Una cosa io ti devo dire:

“Come la coscienza che giudica il mio agire

mi mostri ogni istante della mia Passione

in questa Vita piena di brutture

come uno specchio poco intelligente”.

 

Io non ti osservo! Però non so far senza!

Così, anche se drammatica è la Vita

piena di tristezza e contraddizioni

sono contento di sapere che nonostante tutto

sempre per me sarai presente.

 
Un mondo Senza sogni
 

In questa Vita dura e complicata

si sente il bisogno di disillusione

la Gente è pigra, senza convinzione

ci si abbandona presto alla delusione.

La fretta dell’azione ci condiziona

facciamo tutto presto per guadagno.

 

Non ci accontentiamo del tornaconto

che con il lavoro onesto si ricava

così, cerchiam di fare più lavori

penalizzando le persone che stan male

oppure facciamo delle azioni

che non possiam nemmeno dichiarare.

 

Siamo figli dell’Uomo e come tale

schiavi delle regole

interpretate da Avvocati

che ne stravolgono le conclusioni

perciò chi è buono

in molti casi viene trattato male.

 

Questo è un Mondo vizioso

con molte regole sbagliate

che fanno di quest’opera Divina

una bruttura da dimenticare.

soltanto un rifugio rimane da trovare

nel nostro ego e per farlo affiorare

basta mettersi in condizione di sognare.

 

Il sogno ci libera la mente

ci fa divenire tutti uguali.

Ma con la Vita che corre all’impazzata

con la Gente che non sa trovare la Ragione

con le Guerre che sono sempre attive

con la fame dei Popoli Oppressi

i poveri che vivono di stenti

l’indifferenza delle Istituzioni

in questo Mondo troppo inusuale

ci manca anche la voglia di sognare.

 
 
 

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