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Miriam Ballerini
 

AL CINEMA CON LO PSICOANALISTA di Vittorio Lingiardi

-Noi siamo il racconto che facciamo di noi stessi-

 

© 2020 Raffaello Cortina Editore

ISBN 978-88-3285-164-9

Pag. 203  € 15,00

 

Un saggio interessante e abbastanza diverso da come ci si aspetterebbe un libro di psicologia. Lingiardi ci parla di cinema, di titoli di film, molti che abbiamo di sicuro visto, altri che potrebbero incuriosirci.

Nella prefazione scritta da Natalia Aspesi leggiamo: “Lingiardi si affaccia ai film in altro modo, un modo tutto suo, che si è inventato lui: ne ausculta il cuore, ne interroga le ombre, li accoglie con gentilezza e premura, non soltanto con lo armi dello studioso; perché a suggerirgli le parole sono i suoi sentimenti, quel moto d'amore che si confronta con il rigore professionale”.

Perché questo interesse per il cinema? Perché questo strumento evoca in noi reazioni e sentimenti. Pensateci bene: quando siete rilassati, in poltrona, a godervi la storia che vi scorre davanti, non diventate voi stessi protagonisti? Vi schierate, partecipate, rimanete sorpresi, spaventati … vi riconoscete in questo o in quel personaggio. E la reazione è immediata e senza filtri.

“Nel 1895, mentre i fratelli Lumière proiettano la loro prima pellicola, Sigmund Freud pubblica due libri. Entrambi, cinematografo e psicoanalisi, provocano reazioni di entusiasmo e curiosità, ma anche opposizioni e timori”.

Dice Lingiardi: “Le storie curano”, scrivendo non posso fare altro che dirmi d'accordo con questa affermazione.

Ecco che lo psicoanalista ci parla di tanti film, traendone spunto dalla rubrica settimanale che tiene sulla “Repubblica” e con l'inserto culturale “Domenica” de “Il sole 24 Ore”.

Non sono recensioni: il film è bello, il film è brutto. Dice la Aspesi: “Vittorio ci mostra la parte buia del film di cui non volevamo saperne, la scruta, la illumina in trenta righe”.

Troviamo molte frasi dette da registi famosi e molti film, suddivisi in sezioni. Nelle ultime pagine del saggio troviamo l'indice dei film e dei registi, così che rimanga quasi una sorta di enciclopedia per chi ha la passione del cinema.

Riporto qui sotto almeno tre titoli per ogni sezione:

LE DONNE: A quiet Passion un ritratto di Emily Dickinson – Disobedience con i temi del pregiudizio e della libertà d'amare – Il corpo della sposa che ci parla delle ragazze da matrimonio in Mauritania, ingozzate perché acquistino peso.

I CAVALIER: Angelo racconta la leggenda di Angelo Soliman – Caravaggio la sua storia – Questo è mio fratello un uomo attratto dal volo.

L'ARME: Il primo re rivisita il racconto mitico di Romolo e Remo – L'età giovane un ragazzino pio che si converte in fanatico religioso – Un bacio bullismo e omofobia.

GLI AMORI: Il filo nascosto fantasmi e vampiri – Only the animals uno stregone malavitoso – Storia di un matrimonio resoconto serratissimo sulla vita coniugale.

LE CORTESIE: Il vento fa il suo giro le polemiche sovraniste sul lavoro delle ong nel mediterraneo – La mia vita da zucchina prodigio dell'animazione stop-motion – Stanlio e Ollio gli alfieri della pura risata.

L'AUDACI IMPRESE: 2001: Odissea nello spazio nella sua versione restaurata – Fuocoammare storie di naufraghi – La casa di carta una serie dove si decide chi detterà legge: il denaro o l'amore?

 

Un'occasione, se siete appassionati di cinema, di rivederli con occhi diversi, che vi faranno notare molte più sfaccettature. Se invece vi avvicinate a questa arte, un motivo in più per leggere questo saggio con curiosità.

© Miriam Ballerini
 
Fonte: "Al cinema con lo psicoanalista" di Vittorio Lingiardi: noi siamo il racconto che facciamo di noi stessi - OUBLIETTE MAGAZINE