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Giulia Luigia Tatti

 
 

 

 

Respiri

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

E, tarda il sonno a venire

in questa notte

di fine estate

mi avvolge un silenzio

ad ondate

umide, soffocanti

e all' improvviso,

interrotto da un frinire di cicale

remoto, da principio e poi insistente,

metallico,

un clangore minaccioso, ritmato

come qualcosa che s' innalza

su, per un fil di ferro.

Piombo in uno stato

tra veglia e sonno

e, avverto

rumori dall' esterno, in parte uditi,

appena accennati, ricordąti.

Una risata,

s' infrange contro i vetri

poi, s' interrompe, ed una voce

si trasforma in un sussurro,

qualcosa di simile al vento tra le imposte.