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Giulia Luigia Tatti

 
 

 

 

Ginestre

 
 
 
 

Stagni gelati, screpolati  percorsi fragili

su cui cammino, e mi  s' affaccia il ricordo

di pensieri, come esili figure in lontananza,

prosciugati da dettagli irrilevanti,

smarriti tra le fronde degli alberi,

inseguo, muta, sotto il velluto nero che la notte distende.

Scende sul volto, la grigia tristezza

delle vie fangose e desolate,

e gli occhi

non hanno pił orizzonti in cui spaziare.

Vespertino gią tinto di rosa

solcato da piccoli sciami di veloci insetti

che disegnano, in volo, vortici dorati

su radure di ginestre fiammeggianti.

Albeggia, ormai, e la terra

d' intorno si risveglia, e il suo respiro

attraversa le tenebre,

s' inerpica su per colline dolci,

mentre  ultime trine di nebbia

svaniscono veloci verso il cielo.