Sull’Appia Antica

Lucia Tiziana Mignosa

 

 
 

 

Sa di fiori

l’aria che respiro

tra cipressi centenari

e petali leggeri

immoti gli alberi

maestosi

sugli ingenui cespugli

che fluttuano appena

all’invisibile tocco.

 

E’ tiepido il soffio

a metà maggio.

 

Pruni

i frutti violetti

aspri

fanno a volte capolino

tra le ville

vetuste mura

che tanto hanno da dire

da raccontare

a chi nell’oblio

sa ascoltarne ancora

gli antichi palpiti sopiti.

 

Effluvio di primavera

remoto e novello

scivolando

tra ombre e luci

tra presente e passato

lungo il tacito cammino.

 

Tante le vite che s’incontrano

sfiorandosi appena

nell’attimo che fugge

occhi lambiscono occhi

e mai si parleranno.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Sull’ Appia Antica: data pubblicazione febbraio 2008

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