Tiziana Mignosa
 
 
 
Sparute vitamine
 
 

La tua voce non è corda

 

dentro al pozzo

 

ma il volo del gabbiano

 

nell’azzurro immaginato

 

 

 

Eppure quand’è giorno

 

i miei occhi di stupore

 

riesci a colmare

 

 

 

Sparute vitamine

 

che sollievo

 

all’essenza ancora traballante

 

sanno donare

 

 

 

Questa è l’era in cui il nodo

 

l’intimità col pettine

 

riesce a trovare

 

 

 

e soffio polvere

 

sui logori calzari

 

che la strettoia dell’imbuto

 

hanno raggiunto

 

 

 

Come il tremore delle mani

 

davanti al sogno d’afferrare

 

così il bruco recita la fretta

 

 

 

ma è nel coraggio

 

che la farfalla

 

abbandonando goccia e negazione

 

d’azzurro e gioia il suo cielo veste

 
 
 
 
 

 

tiziana mignosa

agosto duemilatredici

 
 
 
 

Ho fatto una chiacchierata con l’autrice, riguardo questa meravigliosa poesia, che mi ha aiutato a dare una interpretazione autentica della sua creatura…

 

La poetessa parla di un uomo reale, quindi non un amore immaginato o un uomo ideale, ma uno in carne e ossa e si esprime per metafore; nella prima strofa fa riferimento alla voce di lui che, a quanto pare, le piaceva tanto ma non essendo “corda dentro al pozzo” (le vicende della vita la facevano sentire dentro a un pozzo) non era in grado di salvarla, piuttosto era qualcosa di leggero (il volo del gabbiano nell’azzurro che ahimè era però solo immaginato...) e non un Amore vero ma solo una forte attrazione fisica; insomma l’amore di un attimo...

 

 

 

Eppure quand’è giorno

 

i miei occhi di stupore

 

riesci a colmare

 

 

 

Mi ha confidato che quando lo vedeva, cioè quando s’incontravano, lo trovava irresistibile e siccome ciò accadeva raramente le vitamine non potevano che essere “sparute...”  ma erano comunque qualcosa, anche se poco, che nutriva la sua anima ancora traballante …

 

Allo stesso modo si rendeva conto di quanto importante fosse quel periodo in cui “il nodo l’intimità col pettine riusciva a trovare” Cioè faceva riferimento alla nota frase che recita così: tutti i nodi vengono al pettine, era quindi giunto il tempo di mettere tutto a posto e di lasciare andare chi non poteva più starle accanto e così viene fuori la frase “soffio polvere sui logori calzari” in riferimento al fatto che ha percorso tanto, troppo tempo sulla strada che cominciava a starle stretta tanto da avere i calzari logori e impolverati ormai giunti alla “strettoia dell’imbuto” cioè la parte più difficile del percorso, (la tempesta finale e devastante prima della fine e dell’inizio di un nuovo ciclo) in quanto troppo stretta rispetto al resto,  ma al contempo la più vicina alla Luce ( subito dopo la strettoia/sofferenza, poi il respiro a pieni polmoni, l’aria, la libertà, la Luce...)

 

A questo punto entra in scena un’altra metafora e cioè il bruco che ha fretta di diventare farfalla esattamente come le sue mani che, in quell’ultimo periodo, fremevano al pensiero di “afferrare il bel sogno” ma per raggiungere questo, la libertà tanto desiderata, occorreva il coraggio di abbandonare “la goccia” cioè il pianto e l’umanissima paura del cambiamento e di cosa subentra dopo ma anche “la negazione” cioè tutto ciò che non andava più bene nella sua vita e solo così, solo dopo, sarebbe stato possibile vivere  una vita libera “d’azzurro e gioia il suo cielo veste”.

 

Se due persone che “camminano insieme” non hanno lo stesso passo inevitabilmente non potranno percorrere più il sentiero fianco a fianco e quindi le loro strade si divideranno.... a meno che non si decida di morire............... solo che, come Tiziana ama dire “io ho scelto la vita”! 

 

Molto interessante questa esperienza in cui la poetessa ci ha consentito di entrare nel suo mondo e ci ha fatto capire la sofferenza di un problema da risolvere che ha superato con coraggio, pur sapendo che nella sua vita non andava incontro a una via lastricata di diamanti, ma a un percorso difficile e di sofferenza che però le donava la “Libertà”, dono prezioso a cui tutte/i noi non dovremmo mai rinunciare.

 

Grazie Tiziana per questo lavoro che mi hai aiutato a fare e che tira fuori un piccolo angolo delle tue vicende terrene e fa apprezzare a noi il tuo coraggio nell’affrontare la vita, il tuo amore per la libertà che non ha prezzo e la tua grande capacità di rendere poesia anche le sofferenze.

 

                                                                                                                                                                                        Santino Gattuso

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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