Tiziana Mignosa
 
 
 
 
Questo pensiero folle
 
 

Profuma di cannella fuori posto

 

zenzero e zucchine

 

questo pensiero folle

 

che di dolce effervescenza

 

il tempo dell’adesso scalda

 

                                                                                                                                        

 

Ti bevo

 

a piccoli sorsi gustosi

 

e silenziosa sboccio

 

insieme a questa primavera

 

e alle potenzialità che osservo senza forzare

 

 

 

Un divano sfatto

 

-che non voglio aggiustare-

 

e il mio pensiero che ti gira intorno

 

nel silenzio di questa stanza che insieme a me ti attende

 

ancora

 

 

 

E intanto osservo

 

quel desiderio taciturno che mi fiorisce intorno

 

-lui che solitamente scappa-

 

mi cattura e cresce sulla ragnatela di paura e gioia

 

che si fa adesso voce e canto

 

 

 

A te

 

 

tiziana mignosa

maggio duemiladiciannove

 
 
Questo pensiero folle
 
 

Interpretare le poesie di un autore non è sempre cosa facile e spesso chi decide di farlo, come in questo caso, si ritrova a confrontarsi con tante domande diverse che gli affollano la mente. Cosa avrà voluto dire l’autrice quando parla di “cannella fuori posto?” Posso ipotizzare sia riferito all’uso inconsueto che ne è stato fatto, forse una ricetta e, andando oltre nella lettura, viene da pensare anche a una cenetta intima....

L’autrice parla di “dolce effervescenza che il tempo dell’adesso scalda” cosa può scaldare e al contempo rendere effervescente un tempo se non un ipotetico incontro galante? Molte le metafore che aprono scenari intimi “Ti bevo a piccoli sorsi gustosi...”  forse un incontro agli inizi o, forse, che non si dona in modo generoso e che quindi, essendo centellinato, viene da sé che siano piccoli sorsi. Sono piccoli, è vero, ma almeno sono anche gustosi e hanno, come lei stessa dice, il potere di farla “fiorire” come la primavera; a tutto ciò si aggiunge anche il fatto che lei stessa riesce a osservare tutto ciò che accade senza per questo forzare in nessun modo il destino. Ciò che comunque mi ha fatto davvero pensare a un incontro galante è la visione che l’autrice dona ai suoi lettori del “divano sfatto” che comunque dice di non volere aggiustare ( probabilmente il giorno dopo) e visto che come se fosse fuori di se stessa osserva ogni cosa, si accorge anche di pensare spesso a questo ipotetico lui quando dice: “E intanto osservo quel desiderio taciturno che mi fiorisce intorno....”  e questo accade nel silenzio “del dopo” di quella stanza che “insieme a lei lo attende”. L’autrice osserva questo desiderio crescerle dentro, un desiderio che solitamente non nasce e che, invece, in questo caso “la cattura e cresce su una ragnatela fatta di paura e gioia che però diventa voce e canto”

Nella chiusa, poi, la conferma: “A te” non possono più esserci dubbi, avevo intuito bene, questa poesia è una dedica!

                                                                                                                                                                                    Santino Gattuso

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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