Tiziana Mignosa
 
 
 
Ogni fine è meta e nuovo inizio
 
 
 

Ogni addio

 

anche quando sei tu a cercarlo

 

è sempre una goccia che scivolando

 

dal sentimento a terra

 

una porta per sempre chiude

 

ma cento te ne mostra

 

spalancate su orizzonti nuovi da scoprire

 

 

 

Ne sceglierai una

 

che dalla matita all’inchiostro

 

parole nuove aggiungerà

 

al libro della vita che hai pensato

 

di bagnare e far asciugare

 

dalla pioggia e dal nuovo sole

 

che hai deciso d’abbracciare

 

 

 

Ogni fine è meta e nuovo inizio

 

germoglio che si schiude sul battito

 

di una rosa sfiorita

 

nata cresciuta e appassita

 

tra luci e ombre

 

adesso trampolino

 

per il nuovo volo

 

 

tiziana mignosa

sei novembre duemiladiciannove

 
 

Questa lirica ci parla di un tema comune a tutti: il distacco da qualcuno o da qualcosa! Non importa chi scelga di “slacciare il nodo andando per altra via”, fatto sta che un addio è comunque sempre doloroso anche quando siamo noi a volerlo. Ogni volta che giriamo una pagina del libro della vita una parte di noi, anche quando è consapevole che quella sia stata la scelta giusta, rimane imbrigliata in quel vissuto ormai scaduto. La positività dell’autrice ci invita a vedere oltre quella sottile malinconia che può scaturire dal distacco e ci esorta a considerare il fatto che voltando pagina, e proprio grazie a questa scelta, anche quando lasciamo qualcosa di caro alle spalle possiamo scoprire orizzonti nuovi da vivere.

Nella seconda strofa c’è il passaggio successivo nel quale avviene la scelta: “tanti orizzonti e una via”

“… che dalla matita all’inchiostro…” in queste poche parole dal gusto misterioso l’autrice fa un velato riferimento al fatto che, almeno secondo il suo credo, noi esseri spirituali incarnati in un corpo materiale per fare l’esperienza terrena, prima di venire sul pianeta facciamo un “piano di studi” o, per dirla con le sue stesse parole, scriviamo a matita una sorta di griglia che, per sommi capi, indica cosa verremo a fare e chi incontreremo. Una volta incarnati tracceremo a penna i precedenti progetti scritti a matita; simbolicamente l’autrice ci sta dicendo che passeremo dall’idea pensata all’azione, dal proposito ai fatti, dall’invisibile alla materia; sceglieremo una strada, tra le tante possibili, che aggiungerà “parole” al libro della nostra vita e in essa ci saranno altre lacrime e nuove gioie da vivere. Nel mondo della dualità accade ancora così!

Non esiste una fine perché ogni meta raggiunta nasconde in sé un nuovo inizio che viene simbolicamente descritto come un germoglio che fiorisce su una rosa appassita, un fiore che ha finito il suo tempo e che per questo è sfiorito. La nuova vita germoglia su una rosa appassita che un tempo era stata lei stessa germoglio cresciuto, poi, “tra luci e ombre” e adesso sfiorito e che, nel suo mettersi da parte, diviene “trampolino di lancio per il nuovo volo da vivere”

                                                                                                                                                                                Santino Gattuso

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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