Tiziana Mignosa
 
 
 foto di: Daniela Ghibli Taliana
 
L e g g e r a
 
 

E mi ritrovo qui

-dopo averti guardato

fin quando ho osato farlo-

in questa quiete ovattata

colma solo di me stessa

 

dove la frenesia dell’oggi

e neanche i ricordi

-o il tuo silenzio-

riescono ad arrivare

 

Dove il graffio di ieri

e il timore del domani

s’assopiscono

e poi    dissolvono

 

Ed è subito magia

e i sassi

si fanno polvere

dove sbocciano sorrisi

 

L e g g e r a

mi lascio andare

concedendomi di fluttuare

in quest’ampiezza  che m’avvolge

e senza giudizio Ama     e mi guarisce

 

Scivolo

e poi risalgo

-accetto il ballo-

lungo pareti d’acquosità azzurre

 

Mi giro

e mi rigiro

e il cielo diventa terra

e la terra cielo

-ed io rinasco-

 

Sciogliendo i lacci

non gioco più al fare

-scelgo d’essere-

ed è così che i varchi

sul nuovo giorno s’aprono

 

Dolce    mi carezza

questo lambire che bonifica

e vastità infinite

mi si schiudono davanti

 

Ed è canto

-e poi un altro-

l e g g e r a

tra un sogno già finito

e un altro

 
 
 

Note: dopo ogni distacco c’è un momento “fuori dal tempo” in cui si rimane solo in compagnia di se stessi, uno spazio interiore dove si elabora ogni virgola vissuta.

Uno luogo ovattato dove ci ricarichiamo,  buttando via le scorie e tenendo per noi solo i sorrisi, prima di abbracciare  il nuovo che c’attende.

**Quando qualcosa va via è solo perché siamo pronti per qualcos’altro**

 
 
 
 
tiziana mignosa

febbraio duemilaquattordici

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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