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| Lucia Tiziana Mignosa |
| La coccinella che non capiva. |
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C’era una volta una coccinella mangiona, ma così mangiona che, in breve tempo, diventò una coccinella cicciona. La povera coccinella era tanto golosa quanto triste nel vedersi goffa e pesante, ma non resisteva alla tentazione di imitare tutte le esili coccinelle che incontrava, sperando, segretamente, di diventare come loro.
Adesso la coccinella cicciona e copiona era pure ammaccaticcia e dolorante, ma aveva preso un’importante decisione: non avrebbe mangiato MAI più. Di lì a qualche giorno, mentre se ne stava accoccolata accanto ad un azzurro laghetto, morta di fame, triste e sempre cicciona, vide altre coccinelle che galleggiavano allegramente su di una verde foglia. Anche questa volta provò il desiderio grandissimo di imitarle e anche questa volta fallì in pieno: un grosso tonfo riempì l’aria e la povera coccinella si ritrovò, senza sapere come, nelle fredde acque del laghetto. - ”AIUTO, AIUTO!!” - gridava tra le lacrime mentre, con il cuore in gola, cercava di arrampicarsi su di un fuscello che le porgeva la sua verde manina.... La coccinella si era salvata e dalla brutta esperienza aveva capito che non è giusto imitare le altre coccinelle in quanto ognuno è bello nella sua diversità. “Bisogna essere se stessi e cercare di esserlo sempre nella maniera migliore, non copiando gli altri ma cercando di perfezionarci sempre di più.” - pensò felice mentre si asciugava le lacrimucce e correva felice verso tanto buon mangiare. |
| Questa favola fà parte di una raccolta di fiabe dedicate ai bambini |