Tiziana Mignosa
 
 
 
Il mondo ha bisogno di carezze
 
 

Ha un suo perché

 

e una Bellezza misteriosa

 

il ramo del fiume che s’incanta

 

di fronte al tessuto di seta

 

che lungo il percorso incontra

 

 

Ma se la sete di possesso

 

imprudente asseconda

 

lo afferra

 

e nell’imbriglio le sue fibre

 

rovinosamente strappa

 

 

 L’Amore quand’è vero

 

non tiene chiuso il pugno

 

ma lascia il palmo aperto

 

il mondo ha bisogno di carezze

 

e non d’essere afferrato

 

 

Lo stesso accade ai sassolini

 

 

quando sul guado del fiume

 

-che lentamente scorre-

 

tra l’acqua e il sole

 

gioiosi luccicano

 

 

 

se il desiderio d’afferrarli

 

il pensiero insano accende

 

di portali a casa

 

tacciono e si spengono per sempre

 

senza più vigore

 

 

 

Non c’è Bellezza alcuna

 

che può fiorire veramente

 

dentro un pugno chiuso

 

che dice di proteggere

 

e invece stringe e soffoca

 

 
 

Come sempre l’autrice parla per metafore e attraverso questa poesia ci racconta la sua visione dell’Amore, un amore che volutamente scrive con la A maiuscola per differenziarlo, in qualche modo, da quello grossolano e ancora acerbo che si sperimenta sulla terra. Per fare ciò immagina un ramo che si trova in un fiume e all’improvviso si rende conto (come se mai fosse possibile) di quanta Bellezza c’è in quel tessuto di seta che si trova a passare proprio in quel momento davanti a lui. Il ramo rimane incantato da tutta quella grazia che scorre dolcemente nell’acqua lasciandosi semplicemente andare alla corrente del fiume e questo lo porta a sentire un forte desiderio d’afferrarlo, per possederlo, per prendere per sé quella Bellezza incantatrice. Sa bene, però, che se scegliesse di farlo il tessuto delicato a contatto con i suoi rami ruvidi potrebbe strapparsi e questo distruggerebbe l’incanto che s’è creato.

 

“Qualsiasi cosa viene afferrata nella vita, costretta all’immobilità, si distrugge. A tal proposito mi viene in mente la famosa frase di Budda che dice più o meno così: “Se ti piace un fiore lo raccogli se lo ami lo lasci stare” L’autrice la dice in un altro modo:

 

 

 

L’Amore quand’è vero

 

non tiene chiuso il pugno

 

ma lascia il palmo aperto

 

il mondo ha bisogno di carezze

 

e non d’essere afferrato

 

 

 

A questo punto entrano in scena i sassolini, seconda metafora, che luccicano gioiosi tra l’acqua e il sole. Sfido chiunque a non aver, almeno una volta, notato un simile splendore e a non aver provato il desiderio di portarli a casa; chi l’ha fatto sa bene che tolti dal loro habitat naturale perdono splendore e vitalità, non sono più “luccicanti e pieni di vita” come prima.

 

La chiusa afferma, senza nessuna esitazione, che nessuna Bellezza può sbocciare dentro un pugno chiuso che “dice” di proteggere e invece stringe e soffoca.

 

Mi associo al pensiero dell’autrice quando afferma che il Vero Amore Ama per il gusto di amare senza volere nulla in cambio e lascia totalmente l’altro libero di essere e di fare come meglio crede.

 

                                                                                                                                                                 Santino Gattuso

 

 

tiziana mignosa

settembre duemiladiciassette

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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