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La storia della vita. Favola numero 5: ritmo. Ogni cosa ha il suo naturale ritmo.
Il sole osservò la vita e si accorse delle sue fasi di dinamismo e stasi, d’entusiasmo e depressione, di costruzione e distruzione. Osservò gli uomini e si accorse che il pittore dipingeva e, ad un certo punto, perdeva la vena; non giungendogli più l’ispirazione, non poteva continuare il suo lavoro; ma ecco che poi, nuovamente, ritornava l’entusiasmo e, con esso, riprendeva a dipingere. L’uomo comune andava a lavorare poi, ad un certo punto, inevitabilmente perdeva la voglia di fare, per poi nuovamente riacquistarla. Il bimbo giocava divertito, poi si stancava e non giocava più per poi ritornare a farlo ancora. Lo stesso avveniva all’inventore che, ad un tratto, non aveva più idee e si fermava, fin quando, all’improvviso gli ritornavano e riprendeva il suo lavoro. L’uomo allegro provava la malinconia per poi ritornare ad essere, ancora una volta, allegro. Tutto questo avveniva a tutte le creature della terra. “Che tristezza...” - pensò il sole - “qui tutto ciò che nasce muore, tutto ciò che si innalza discende per poi nuovamente innalzarsi!” Il sole volle osservare ancora il mondo; fece un attimo di silenzio e ascoltò la voce del giorno che diceva alla notte: “...con me si inizia e con te si finisce...” La luna diceva alle maree: “Tutto si realizza in un flusso e riflusso...” Il sole andò oltre e ascoltò l’entusiasmo che parlava alla depressione e diceva: “Sono stanco di essere un po’ me e un po’ te in questi stati d’animo fluttuanti. Perché non impariamo ad usare bene il naturale ritmo delle cose, invece di permettere che sia lui ad usare noi?” “Che bella idea!” - pensò il sole mentre, dalla sua posizione, continuava ad osservare il nascere, il divenire e il morire di tutte le cose. Dopo aver pensato un po’, chiese consiglio all’entusiasmo e lui, che tutto vedeva con “ottimismo” rispose: “In questo mondo, tutto ciò che nasce muore, tutto ciò che tocca le vette più alte è destinato a scendere, per tornare ancora una volta a salire...” “Come si fa a dominare queste manifestazioni fluttuanti, evitando che siano loro a dominare?” - chiese il sole. “Esistono due piani di manifestazione mentale...” - rispose l’entusiasmo – “...uno superiore e l’altro inferiore. Se noi abbiamo la capacità di elevarci al piano superiore, sfuggiamo all’oscillazione pendolare che si manifesta solo nel piano inferiore. E’ un po’come mettersi in cima ad una montagna lasciando che tutto ciò che non va bene passi sotto di essa. Infatti, facendo così, tutto avviene a livello inconscio e alla coscienza non arriva nulla. Basta pensare con fermezza che tutto ciò che ci sta attorno è passeggero e illusorio; infatti noi siamo nati per la felicità, la luce e l’amore, non per la sofferenza!” Il sole si sentiva ancora più contento adesso che aveva imparato tutte queste cose belle. Sentiva che doveva diffondere il dono che aveva appena ricevuto a quanti più esseri possibile: non poteva, infatti, tenere per sè una cosa così magnifica! Dopo essersi concentrato un po’, lasciò scivolare sui suoi infiniti raggi tutti i pensieri belli che aveva appena sentito così da far sì che, insieme al calore, essi giungessero in tutte le cose e in tutti gli esseri del mondo. Quella mattina, tutte le persone svegliandosi, furono riscaldate dal tepore del sole e tutti, senza saperlo, si sentirono un pizzichino più buoni e felici.
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