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La Storia di Helysin. Favola numero 2: Corrispondenza. Gradatamente verso la luce, come è sotto è sopra e come è sopra è sotto.
Era la festa dei piccoli e i genitori di Helysin avevano preparato un regalo speciale per il loro bimbo; una piccola scatolina magica sul dorso della quale c’era incisa, a caratteri d’oro, la seguente frase: “Gradatamente verso la luce, com’è sotto è sopra e com’ è sopra è sotto: questo è il principio di corrispondenza.” “Cosa vorrà dire?” - si chiese Helysin mentre, incuriosito più che mai, con avidità leggeva il libretto delle istruzioni. “E’ veramente magica” - continuò esultante – “solo azionando alcuni pulsantini è possibile diventare, anche per poco tempo, ciò che si desidera: qualsiasi cosa, qualsiasi animale o addirittura qualsiasi persona!” Helysin era entusiasta. “Voglio vedere cosa si prova ad essere per un po’ formica.” Ecco che, in un battibaleno, il bambino si trasformò in un esserino piccolo piccolo e tutto nero. “Com’è diverso il mondo visto con gli occhi piccolissimi di una formica! Tutto assume una dimensione ed un valore diverso!” - commentò tra sé e sé, frastornato e sempre più incuriosito. Helysin era molto contento di questo nuovo gioco perché poteva immedesimarsi nelle più svariate forme di vita e capire tutte quelle cose che solo grazie all’esperienza diretta poteva comprendere. Non è infatti possibile giudicare o apprezzare, o comunque capire esattamente, com’è una condizione di vita superiore o inferiore a quella che stiamo vivendo fino a quando non la sperimentiamo sulla nostra pelle e con la nostra mente. Ma ecco che Helysin tornò ad essere il bimbo che era e gli venne nuovamente il desiderio di fare un’ulteriore esperienza. Stavolta volle sperimentare la vita da elefante. Gli spuntò subito la proboscide e le orecchie diventarono cento volte più grandi delle sue; nonostante fosse solo un cucciolo, era diventato talmente grande che a momenti non entrava più nella stanza. La mamma elefante intanto lo coccolava, lo curava, lo riempiva di attenzioni e di premure. “Le mamme coccolano sempre i loro cuccioli; non lo fanno solo le mamme dei bambini, ma tutte le mamme di tutte le specie” - pensò contento Helysin - “ecco perché sulla scatoletta c’è scritto: com’è sotto è sopra e com’è sopra è sotto. Questo vuol dire che a qualsiasi livello le cose si ripetono, solo che diventano sempre migliori man mano che il livello sale. Infatti, per quanto possa essere affettuosa la mamma elefante con il suo elefantino, non potrà mai raccontare le favole al suo cucciolo né potrà portarlo in giro con l’automobile o farlo dondolare sull’altalena o peggio, andare sullo scivolo!” Helysin si mise a ridere immaginando un elefante sull’altalena e poi mentre cercava goffamente di andare sullo scivolo… Per un attimo la sua mente fu distratta da queste buffe visioni, ma subito dopo continuò a seguire il filo del discorso che aveva appena interrotto. “Tutto questo avviene, non di certo per mancanza d’affetto, ma per mancanza di mezzi. Cosa succederà allora nei piani più evoluti del nostro? Sicuramente cose bellissime!” - sospirò Helysin, lasciandosi andare incuriosito ai suoi sogni - “...Mi piacerebbe fare questa esperienza!” - continuò convinto più che mai a provare. Cominciò allora ad azionare altri pulsantini per sperimentare sulla sua pelle nuove esperienze in mondi più evoluti e progrediti del suo. Un attimo dopo era già proiettato oltre il tempo negli spazi infiniti del cosmo. Vide posti stupendi ed accumulò esperienze bellissime ed indimenticabili di luce e amore. Helysin sembrava non interessarsi più agli altri giocattoli, nonostante ne avesse di bellissimi. Trovava che il più bello in assoluto era quella piccola scatolina magica contenente il principio di corrispondenza. Un triste giorno, però, si accorse che il suo gioco preferito aveva perso i poteri magici: non funzionava più! Il giocattolo si era rotto ed Helysin non era più in grado di andare avanti e indietro nella scala evolutiva degli esseri viventi. “Che tristezza!” - pensò con le lacrime agli occhi - “...E ora che faccio? Non potrò mai più capire come vivono gli altri esseri dell’universo!” Provò ripetutamente ad aggiustare il suo preziosissimo giocattolo, ma ogni tentativo fu vano: la scatolina magica si era rotta per sempre, non serviva più! Anche se non ne era ancora consapevole, Helysin ormai era in grado di andare avanti da solo anche senza di essa, per questo il suo giocattolo preferito si era rotto: perché il suo compito era ultimato. Una volta imparato come fare, tutto era diventato semplice; adesso il bimbo usava la fantasia ogni qualvolta desidera capire fino in fondo cosa avveniva in una determinata dimensione. Metteva in atto il principio di corrispondenza e, aiutandosi con tutta la creatività che possedeva, riusciva nel suo intento, andando e vedendo con gli occhi della mente. Ehi, bimbi, vi piacerebbe avere una scatolina magica come quella di Helysin? Forse averla è un po’ difficile, ma ogni creatura ha la possibilità di capire ciò che avviene nei vari piani di esistenza inferiori o superiori al proprio, basta fare come ha fatto Helysin quando gli si è rotto il suo giocattolo preferito: un pizzico di amore e fiumi di fantasia, non scordandosi mai però che come è sotto è sopra e come è sopra è sotto: gradatamente verso la luce, sempre!
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