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La storia del bambino poco generoso.

Favola numero 6:

causa-effetto.

Tutto ciò che facciamo, ci torna indietro.

 

 

 

C’era una volta un bambino molto bello; era tanto bello quanto poco generoso.

Non voleva mai dare i suoi giocattoli agli altri bimbi e quando un suo compagno veniva a casa sua, aveva la triste abitudine di nasconderli tutti per non farglieli trovare.

Si arrabbiava talmente tanto ogni qualvolta qualcuno voleva un suo giocattolo che, mentre gridava “NO”, diventava molto brutto e questo perché il viso esprime sempre i sentimenti e i pensieri che ognuno di noi ha dentro di sé.

Conviene essere buoni, se si desidera essere belli!

Un giorno, mentre giocava in un giardinetto vicino a casa sua, gli si avvicinò un bambino e gli disse: “Mi fai fare un giro con la tua bicicletta? Io non ce l’ho e da tanto tempo ne desidero una!” Il bimbo poco generoso rispose, anche quella volta, con un sonoro “NO” ed aggiunse anche che la bicicletta era sua e che non la dava a nessuno perché non voleva che qualcuno gliela rompesse. Poi corse via infastidito.

Lì vicino, un gruppo di bambini giocavano a palla. A quella vista, con estrema noncuranza, buttò la bicicletta per terra e corse da loro gridando che anche lui voleva unirsi al gioco. I bambini neanche lo ascoltavano, mentre continuavano a ridere tra loro, come se lui neanche esistesse.

Quella reazione inattesa, fece rimanere tanto male il bimbo, al punto che una piccola lacrima scivolò giù per le sue guance arrossate. “Perché mi fanno questo?” - pensò con infinito dolore.

In quel momento il bambino cominciò a capire quanto era doloroso essere rifiutati dagli altri e quanto era brutto non poter giocare quando lo si desiderava tanto! A sue spese, comprese che fino a quel momento non si era comportato bene e, per colpa sua, tanti altri bambini come lui avevano sofferto, così come lui soffriva in quel momento! Decise che non sarebbe stato più un bambino poco generoso ma un bambino generosissimo. Cominciò a prestare e a donare i suoi giocattoli e le sue cose e, come per magia, diventando più buono, si accorse che anche gli altri bimbi erano più buoni e generosi con lui. La vita è come uno specchio, se sorridi ti sorride!

Adesso, tutto era più bello. La cosa più importante che aveva compreso era che se voleva essere capito, doveva lui per primo capire gli altri e che solo facendo il bene riceveva il bene.

Ripensò a quando era egoista e trovava solo porte chiuse in chi gli stava vicino e a quanto si sentisse triste e solo!

Adesso, invece, che sorrideva riceveva sorrisi, dava e riceveva in uno scambio meraviglioso d’amore. Capì che, se si voleva avere, c’era solo un sistema: doveva dare!

Adesso era felice!

Aveva compreso la magia e disse addio per sempre al bimbo cupo che attirava a sè solo tristezza.

“Un sorriso può aiutare a cambiare il mondo!” - pensò, mentre giocava felice con i suoi nuovi amici.