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La storia della bambina che non voleva mai dormire.

Favola numero 4:

polarità.

Tutto ha due aspetti con innumerevoli gradi fra gli estremi.

 

 

 

C’era una volta una bambina di nome Elisa che voleva sempre giocare e ogni sera, quando era ora di andare a dormire, cominciava a piangere e a strillare perché non voleva andare a letto.

La sua mamma non sapeva più cosa fare per farle capire che doveva ubbidire e andare a fare la ninna senza piangere.

Un bel giorno, la mamma decise di lasciarla giocare e, quando arrivò l’ora di andare a dormire, non la chiamò nemmeno: voleva vedere quando, spontaneamente, avrebbe avuto voglia di andare a letto. Passava il tempo e le ore scorrevano, ma la piccola Elisa non dava segni di cedimento, continuava a inventarsi sempre giochi nuovi, fin quando, pian pianino, scivolò nel sonno.

Abbracciata al suo orsetto preferito si lasciò andare sul tappeto e circondata dai suoi amici fedeli si addormentò felice.

Sognò di trovarsi in un posto dove c’erano tante strade e lei, curiosa com’era, voleva percorrerle per vedere che cosa c’era di bello da scoprire.

Decise di andare sulla strada che si chiama “amore-odio”. Più andava avanti in salita e più il paesaggio diventava bello, più lei si sentiva felice e colma d’amore. Decise, a questo punto, di tornare indietro per vedere se anche nell’altra direzione era tutto così bello.

Man mano che scendeva, però, tutto diventava più brutto e lei perdeva gradatamente quella sensazione di amore che aveva provato prima. Scendendo ancora, non solo non provava più amore, ma cominciava a sentire dentro di sè una sensazione molto brutta di odio e più andava giù, più questo sentimento cresceva; si arrestò, capì subito che era meglio non continuare. Ricordò le cose belle che, solo poco prima, aveva visto e provato, si girò e corse verso la direzione amore lasciando alle sue spalle l’odio con tutta la sua freddezza. Dopo un po’, come per incanto, Elisa si ritrovò in un’altra via chiamata “bontà-cattiveria”. Anche questa volta, volle percorrerla tutta e, anche questa volta, la bambina si accorse che quanto più si avvicinava al polo della cattiveria, tanto più si sentiva inquieta e negativa e vedeva attorno a sè solo cattiveria. Non appena si allontanava e si avvicinava al polo opposto, alla parte estrema della stessa via, si sentiva via via più buona e trovava e vedeva attorno a sé solo cose buone.

Ma ecco un’altra via chiamata “luce-buio”.

La bimba non volle neanche provare ad andare nella direzione del buio; da dove si trovava, vedeva già davanti a sé tanta luce e gioia ed era lì che voleva andare!

Si girò solo un attimo dietro e vide una via lunghissima e sempre più buia, cupa, inospitale e fredda. Rabbrividendo, si voltò verso la luce e si incamminò felice.

Non avrebbe mai più percorso le strade della sua vita nella direzione sbagliata, o almeno ci avrebbe provato, lo promise a se stessa in quei momenti: sarebbe andata sempre verso la luce, il calore, la gioia, anche se in salita, verso le cose più belle e vere.

Tutto ha due aspetti con innumerevoli gradi fra gli estremi.

Per vivere bene, non si deve cambiare una cosa in un’altra differente: basta fare un semplice cambio di grado della stessa cosa. Infatti, è lungo la stessa via che avviene la trasformazione: dal buio alla luce sempre!