Stelle vecchissime possono ringiovanire e tornare ad
apparire falsamente giovani vampirizzando altre stelle
vicine o scontrandosi con esse. La scoperta, che è stata
fatta da un gruppo di astronomi dell'Università di
Bologna osservando l'ammasso globulare Messier 30, è
descritta in un
articolo pubblicato su "Nature".
Le stelle che popolano i cluster globulari sono in
generale estremamente vecchie, con un'età di 12-13
miliardi di anni. Tuttavia una piccola frazione di esse
appare significativamente più giovane allontanandosi
dalla linea del diagramma di Hertzsprung-Russell che
descrive l'evoluzione stellare tipica. Per questa
ragione queste stelle sono state chiamate "vagabonde
blu".
"E' come vedere alcuni bambini in un ospizio per
pensionati. E' naturale stupirsi", dice Francesco
Ferraro dell'Università di Bologna, primo firmatario
dell'articolo.
Queste stelle sono state scoperte già negli anni
cinquanta, ma i loro processi di formazione sono sempre
rimasti alquanto problematici. I lunghi studi su queste
stelle hanno mostrato che in effetti esse hanno un'età
notevole.
Il gruppo di astronomi bolognesi ha sfruttato lo Hubble
Space Telescope per studiare le vagabonde blu presenti
in Messier 30, un ammasso globulare del diametro di
circa 90 anni luce e distante circa 28.000 anni luce.
I processi storicamente proposti per la loro formazione
erano due. Secondo un'ipotesi, le vagabonde blu
deriverebbero da sistemi binari in cui la stella meno
massiccia "aspira" idrogeno da quella di massa maggiore,
nutrendosene per diventare una stella blu più calda,
quale appariva all'inizio della sua evoluzione.
Secondo un'altra ipotesi, il ringiovanimento delle
vagabonde blu sarebbe legato a collisioni frontali in
cui le due stelle si fondono con un rimescolamento del
loro combustibile nucleare che ravviva i processi di
fusione.
Ora la nuova ricerca dimostra che entrambi i meccanismi
sono all'opera: "Le nostre osservazioni dimostrano che
le vagabonde blu formate per collisione hanno proprietà
leggermente differenti da quelle formatesi per
vampirismo. Ciò fornisce una dimostrazione diretta che i
due scenari di formazione sono validi e che sono
entrambi simultaneamente all'opera in questo cluster",
aggiunge Giacomo Beccari dell'ESA, che ha preso parte
allo studio.
Nelle regioni centrali degli ammassi globulari ad alta
densità le interazioni fra stelle sono quasi
inevitabili: secondo i ricercatori, fra i due e i tre
miliardi di anni fa, Messier 30 avrebbe subito una sorta
di collasso del nucleo che ha portato a un rapido
aumento della densità stellare, che a sua volta ha
determinato l'aumento del numero di collisioni stellari,
favorendo la formazione di vagabonde blu. D'altra parte
l'addensamento stellare ha perturbato i sistemi doppi,
agevolando i fenomeni di vampirismo, con la formazione
di un'altra classe di vagabonde blu.
"Quasi il dieci per cento degli ammassi globulari
galattici ha sperimentato un collasso del nucleo, ma
questa è la prima volta che osserviamo gli effetti di
questo collasso", aggiunge Barbara Lanzoni, che ha
partecipato alla ricerca.
"Le due distinte popolazioni di vagabonde blu scoperte
in Messier 30 sono ciò che resta del collasso del nucleo
avvenuto un paio di miliardi di anni fa. Da un punto di
vista generale, la nostra scoperta è la prova diretta
dell'impatto delle dinamiche degli ammassi stellari
sull'evoluzione stellare. Ora dobbiamo cercare di
verificare se altri ammassi globulari mostrino questa
doppia popolazione di vagabonde blu", ha concluso
Ferraro. (gg)