Utilizzando i radiotelescopi del Very Large Array,
gli astronomi dell’Harvard-Smithsonian Center for
Astrophysics e del Max-Planck-Institut per la
radioastronomia hanno identificato due protostelle
localizzate a pochi anni luce dal centro della Via
Lattea. La scoperta, annunciata al convegno
dell’American Astronomical Society in corso a Long
Beach, in California, dimostrerebbe come in effetti le
stelle possano formarsi a breve distanza dal buco nero
presente al centro della nostra come di altre galassie.
Tale zona, infatti, è difficile da studiare a causa
della spessa nube di gas e polveri che la nasconde. La
radiazione luminosa non riesce a penetrare questa
coltre, e agli astronomi non resta altra scelta che
utilizzare altre lunghezze d’onda, nello spettro
infrarosso e radio.
Humphreys e colleghi, in particolare, sono andati alla
ricerca di maser d’acqua, nubi molecolari a emissione
stimolata di radiazione - che rappresentano indicatori
della presenza per protostelle: ne sono così state
trovate due poste rispettivamente a sette e 10 anni luce
di distanza dal centro della galassia.
Il dato combinato con uno analogo ottenuto in
precedenza, consente di concludere che la zona vicina al
centro galattico è in effetti una regione di formazione
stellare.
Secondo gli attuali modelli fisici, il gas molecolare
sarebbe pertanto più denso del previsto: proprio il
valore più elevato della densità renderebbe più facile
per la gravità della nube superare gli effetti mareali
indotti dall’attrazione del buco nero. Ciò permetterebbe
alle nubi non solo di rimanere insieme ma anche di
collassare su loro stesse e di formare nuove stelle.
La scoperta conferma recenti lavori teorici in ci le
simulazioni effettuate con supercomputer avevano
previsto la formazione stellare entro pochi anni luce
dal buco nero al centro della Via Lattea. (fc)
Galassia Andromeda