Poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang,
nell'universo si erano già formate le prime stelle, le
cosiddette stelle della Popolazione III. Finora si
riteneva che esse fossero molto massicce, e che si
formassero in una sorta di isolamento l'una dall'altra.
Ora uno studio condotto da ricercatori del Max Planck
Institut per l'astrofisica a Garching disegna un quadro
differente: quelle antiche stelle sarebbero state molto
meno massicce e si sarebbero formate in gruppi.
Nel primo universo, sotto l'azione della forza
gravitazionale della materia oscura il gas presente si
sarebbe concentrato in "mini-aloni", via via sempre più
densi e caldi, fino a collassare e raggiungere densità
paragonabili a quelle del centro del Sole, andando a
formare una protostella che avrebbe continuato ad
accrescersi e a innescare le usuali reazioni nucleari
per un centinaio di migliaia di anni circa.
Le simulazioni eseguite nello scorso decennio non
avevano indicato la presenza di una possibile
frammentazione del mini-alone nel corso del collasso
iniziale, suggerendo che le prime stelle si formassero
in modo isolato una dall'altra. Le stelle della
Popolazione III avrebberoquindi raggiunto una massa
tipica di un centinaio di masse solari, ed emesso una
quantità di fotoni ionizzanti molto superiore alle
normali stelle attuali. Ciò avrebbe influito sulla
cosiddetta re-ionizzaziione dell'Universo, lasciando una
caratteristica firma nel fondo cosmico a microonde, e le
avrebbe infine portate a esplodere come supernove
estremamente energetiche, le cosiddette supernove di
instabilità di coppia, che avrebbero completamente
distrutto la stella originaria senza lasciare dietro di
sé alcun resto "compatto".
Nel nuovo studio, Thomas Greif e colleghi hanno
utilizzato una nuov,a più sofisticata tecnica di
simulazione sfruttando i supercomputer del Texas
Advanced Computing Center dell'Università del Texas, per
studiare l'evoluzione del gas un migliaio di anni dopo
la formazione delle prime protostelle.
Hanno così trovato che il gas, invece di andare a
formare un unico oggetto, continuava a frammentarsi
significativamente formando una decina di protostelle.
Dato che tutte si accrescevano dalla stessa riserva
comune di gas, la massa tipica della Popolazione III
doveva essere di appena una decina di masse solari. Ciò
avrebbe reso difficile, nella successiva evoluzione
stellare, una loro esplosione come supernove di
instabilità di coppia. Piuttosto esse devono aver
seguito una più convenzionale evoluzione con un collasso
del nucleo e la formazione di una classica supernova con
una emissione di raggi gamma che devono anch'essi avere
lasciato una caratteristica"firma" osservabile.
