Dopo una corsa di 7,3 miliardi di anni due fotoni di
raggi gamma sono arrivati al traguardo - i sensori del
Fermi Gamma-ray
Space Telescope - distanziati di appena nove decimi
di secondo, nonostante uno dei due possedesse un milione
di volte più energia dell'altro, confermando le teorie
eisteiniane e ponendo un'ipoteca su alcune delle più
recenti teorie rivali sulla struttura dell'universo.
I fotoni erano stati lanciati nello spazio da un
brevissimo GRB (gamma-ray burst) - e
precisamente dal GRB 090510 - un'improvvisa brillante
emissione di radiazioni provocata dalla collisione di
due stelle a neutroni durata appena 2,1 secondi.
Secondo Einstein nello spazio-tempo tutte le forme di
radiazione viaggiano nel vuoto alla stessa velocità, ma
altre teorie della gravità ipotizzano che a una scala
miliardi di volte inferiore a quella delle dimensioni
dell'elettrone lo spazio-tempo abbia una struttura
"schiumosa", che inciderebbe sulla propagazione dei
fotoni di raggi gamma in misura diversa a seconda della
loro energia.
Per quanto nella fisica delle particelle anche una
discrepanza minuta possa nascondere differenze molto
significative, una differenza di nove decimi di secondo
accumulata in un viaggio durato oltre sette miliardi di
anni è talmente piccola da essere molto verosimilmente
dovuta a specifici particolari del processo di
generazione del GRB piuttosto cha a una deficienza nella
teoria di Einstein, osservano i ricercatori.
"Questa misurazione scarta le nuove teorie sulla gravità
che prevedono un cambiamento della velocità della luce
in dipendenza dall'energia", osserva Peter Michelson
della Stanford
University, che ha eseguito la misurazione il 10
maggio scorso e firma con i collaboratori un articolo
pubblicato on line su sito di "Nature". "Con uno scarto
di una parte su 100 milioni di miliardi, i due fotoni
hanno viaggiato alla stessa velocità. Einstein continua
a funzionare."
Da molti decenni i fisici sono alla caccia di una teoria
che riesca a unificare tutte e quattro le forze presenti
nell'universo. Il modello standard della fisica delle
particelle è riuscito a unificarne tre:
l'elettromagnetismo, la forza forte (che tiene coesi i
nuclei atomici) e la forza debole (responsabile, fra
l'altro, del decadimento radioattivo). Ma la gravità è
sempre sfuggita alle capacità di integrazione di questo
modello; d'altra parte neppure la relatività
einsteiniana riesce a unificare tutte e quattro le
forze. Per questo sono state sviluppate numerose teorie.
"I fisici vorrebbero rimpiazzare la visione einsteiniana
della gravità con qualcosa in grado di trattare
contemporaneamente tutte le forze fondamentali. Le idee
sono molte, ma non ci sono molti modi per sottoporle a
test." I due fotoni hanno fornito uno dei rarissimi dati
sperimentali di questo tipo sulla struttura dello
spazio-tempo. (gg)