I nanocavi di silicio potrebbero
essere la soluzione ideale per la realizzazione dei
futuri computer e dell’elettronica di consumo per una
loro interessante caratteristica: crescono sempre
esattamente allo stesso modo.
I ricercatori del Thomas J. Watson Research Center
dell’IBM di Yorktown Heights, nello stato di New York,
in collaborazione con quelli del Birck Nanotechnology
Center della Purdue University hanno utilizzato la
tecnica di microscopia elettronica a trasmissione per
osservare in che modo procede il processo di nucleazione
dei nanocavi di silicio in cui piccole particelle di
quest’elemento cominciano ad aggregarsi fino a formare
strutture rettilinee - i cosiddetti nanocacavi - secondo
un processo del tutto analogo alla formazione del
ghiaccio quando l’acqua viene portata al di sotto della
temperatura di solidificazione.
"L’aspetto inusuale della nostra ricerca è che stiamo
osservando questi fenomeni a una scala estremamente
piccola”, ha spiegato Eric Stach, docente di ingegneria
dei materiali della Purdue e autore dell'articolo
apparso sull'ultimo numero della rivista "Science". "I
maggiori risultati sono la possibilità di osservare il
processo di nucleazione a tali scale e che lo stesso
processo può essere ripetuto virtualmente all’infinito,
cosicché è possibile misurare e prevedere che cosa stia
accadendo: queste due circostanze consentono di
progettare, con un alto grado di confidenza, sistemi che
successivamente entreranno nella produzione di nanocavi
per l’elettronica utilizzando questo tipo di materiale
come materia prima."
Secondo quanto descritto nel lavoro, i nanocavi di silicio cominciano a formarsi su un supporto costituito da piccole nanoparticelle d’oro, di dimensioni che vanno da 10 a 40 nanometri, o miliardesimo di metro (per confronto, un globulo rosso umano è 100 volte più grande di una di queste particelle).
Le particelle d'oro sono poste nella camera a vuoto del microscopio e poi esposte a un gas contenente silicio: l'oro funge quindi da catalizzatore per la separazione dal gas delle particelle di silicio che vanno poi a formare i nanocavi solidi.
Le particelle sono riscaldate fino a 600 gradi Celsius o più, e ciò causa una fusione in condizioni di “supersaturazione”: l’oro liquido contiene troppo silicio, che perciò precipita in forma solida iniziando la formazione del nanocavo.
"Abbiamo riscontrato che si verifica una singola nucleazione in ogni gocciolina e che tutti tali eventi avvengono in modo controllabile”, ha continuato Stach. "Ciò implica che se si sta cercando di creare dispositivi elettronici basati su queste tecnologie, è possibile prevedere realmente quando sta per iniziare il processo di crescita del cristallo." (fc)
