Il suo orizzonte degli eventi - il punto di non ritorno per qualsiasi raggio di luce che vi transiti - ha un raggio quattro volte superiore a quello dell'orbita di Nettuno
6,6 miliardi di masse solari: è questa la massa del più
grande buco nero di cui sia stata misurata con
precisione la massa. Per confronto, il buco nero che si
trova al centro della Via Lattea ha una massa di soli 4
milioni di masse solari. Il valore di questo vero e
proprio "mostro" dello spazio - situato al centro della
galassia M87 - è stata eseguita da un gruppo di
astronomi dell'Università del Texas diretti da Karl
Gebhardt sulla base di dati ottenuti grazie al Frederick
C. Gillett Gemini Telescope a Mauna Kea, nelle Hawaii.
Come viene spiegato in due articoli in corso di
pubblicazione sulla rivista The Astrophysical
Journal, i ricercatori hanno anche calcolato che
l'orizzonte degli eventi - il punto di non ritorno per
qualsiasi raggio luminoso che vi transiti - si trova a
oltre 20 miliardi di chilometri da esso, e ha quindi un
raggio quattro volte superiore a quello dell'orbita di
Nettuno e tre volte quello di Plutone.
Per calcolare la massa del buco nero i ricercatori hanno
misurato la velocità con cui le stelle che lo circondano
orbitano attorno a esso, trovando che in media procedono
a circa 500 chilometri al secondo; per confronto, il
Sole orbita attorno al buco nero della nostra galassia a
circa 220 chilometri al secondo.
M87 è la più grande galassia dell'universo vicino e si
ritiene che si sia formata in seguito alla fusione di un
centinaio di galassie più piccole. Anche il suo buco
nero si deve essere formato anche attraverso la fusione
di diversi buchi neri.
Pur trovandosi a 50 milioni di anni luce dalla Terra, da
un punto di vista cosmologico questo buco nero può
essere considerato un nostro vicino. E proprio per
questa sua relativa vicinanza e per le sue eccezionali
dimensioni gli astronomi ritengono che esso sia il
candidato naturale a diventare il primo buco nero che
potrà essere realmente "visto", dato che finora non
esiste una prova osservativa diretta di alcun buco nero,
la cui esistenza è desunta in gran parte dal
comportamento di stelle, gas e polveri che si trovano
nelle vicinanze.
Per riuscire a osservare la silhouette dell'orizzonte
degli eventi del buco nero di M87 gli astronomi
progettano di mettere in rete diversi telescopi sparsi
per il mondo in modo da osservare quello spicchio di
universo a una lunghezza d'onda submillimetrica. Una
simile rete di telescopi consentirebbe anche il calcolo
delle dimensioni di un altro buco nero, situato a circa
3,5 miliardi di anni luce, che secondo i ricercatori
potrebbe avere una massa addirittura tripla di quello
ospitato da M87. (gg)

