Esiste nella galassia un pianeta simile alla Terra in
orbita intorno a una stella simile al Sole? I
planetologi sono sempre più vicini a dare una risposta a
questa domanda, e il lancio del satellite Kepler della
NASA persegue proprio questo obiettivo.
Una volta soddisfatti tali parametri, occorrerà
rispondere a domande ulteriori: il pianeta è
effettivamente abitabile? E più in particolare: ha
un'atmosfera di tipo terrestre? Rispondere in questo
caso è assai più complicato.
Grazie al suo ampio specchio e alla sua posizione nello
spazio, il James Webb Space Telescope (JWST, il cui
lancio è previsto per il 2013) offrirà agli astronomi la
prima vera possibilità di trovare altre risposte, ma
occorre tenere conto di alcune limitazioni fondamentali.
In un nuovo studio, Lisa Kaltenegger
dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e
Wesley Traub del Jet Propulsion Laboratory hanno
esaminato la capacità del JWST di caratterizzare
l'atmosfera di un ipotetico pianeta di tipo terrestre
durante il transito di fronte alla sua stella, quando
parte della luce della stella viene filtrata
dall'atmosfera del pianeta.
In un evento di transito, un pianeta extrasolare
distante incrocia la direzione di osservazione dalla
Terra: nel corso di tale processo, i gas presenti nella
sua atmosfera assorbono una piccola frazione della luce
della stella. In base allo spettro di assorbimento
misurato è possibile ricavare le specie chimiche
presenti.
Si è così riscontrato che il JWST sarebbe in grado di
rivelare alcuni gas chiamati biomarcatori, come l'ozono
e il metano, solo per i pianeti molto vicini alla Terra.
"Anche sapendo già che si tratta di un pianeta di tipo
terrestre dovremmo essere veramente fortunati per
caratterizzarne l'atmosfera”, ha spiegato Kaltenegger.
"Occorreranno molti transiti per arrivare a qualcosa;
forse centinaia, anche per stelle distanti solo 20 anni
luce.”
Lo studio di Kaltenegger e Traub, accettato per la
pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical
Journal” e disponibile
online, ha preso in considerazione pianeti di
tipo terrestre in orbita intorno a stelle simili al
Sole: per ottenere un segnale rivelabile da un singolo
transito, la stella e il pianeta dovrebbero essere molto
vicini alla Terra. L'unica stella candidata è Alfa
Centauri A, ma in tal caso non è stato trovato alcun
pianeta, sebbene la tecnologia per rivelare i pianeti
simili al nostro sia disponibile da poco tempo.
Lo studio considera poi i pianeti in orbita intorno a
stelle classificate come nane rosse, chiamate anche di
tipo M. queste sono le più abbondanti nella Via Lattea,
molto più comuni di quelle gialle, o tipo G, come il
Sole. Esse sono più fredde e fioche del Sole, il che
rende la scoperta di un pianeta che transita di fronte a
una stella M molto più facile.
“Le nane rosse vicine offrono la migliore possibilità di
rivelare biomarcatori in un evento di transito”, ha
commentato Kaltenegger. "Infine, lo studio delle
immagini dirette, ovvero l'analisi dei fotoni potrebbe
rivelarsi un metodo ancora più efficace della tecnica di
transito per caratterizzare l'atmosfera di tipo
terrestre”. (fc)