Solamente il quattro per cento delle galassie simili
alla Via Lattea è accompagnato da galassie satelliti
come le Nubi di Magellano. La scoperta è stata fatta nel
corso di uno studio condotto da ricercatori della
Stanford University, che hanno pubblicato in proposito
un articolo sull'Astrophysical Journal.
I ricercatori si sono basati su dati dello Sloan Digital
Sky Survey (SDSS), che in otto anni di attività ha
creato una mappa tridimensionale che contiene oltre
930.000 galassie e 120.000 quasar. In questo studio i
ricercatori hanno esaminato oltre 20.000 galassie con
proprietà simili alla Via Lattea.
Il risultato peraltro non ha un mero valore statistico:
"Ciò che ci interesa è il modo in cui la Via Lattea si
inserisce nel più ampio contesto dell'universo. La
ricerca ci consente di comprendere se la nostra galassia
è tipica o no, e può darci informazioni sulla storia
della sua formazione", ha osservato Risa Wechsler, che
ha diretto lo studio.
"Confrontare universi 'falsi' e 'reali' ci permette di
discriminare fra teorie di successo e teorie che
falliscono. Questo lavoro mette in relazione tre delle
quattro gambe della scienza: teoria, osservazione e
simulazione, per ottenere un risultato scientifico di
rilievo", ha osservato Nigel Sharp.
I ricercatori hanno quindi confrontato i dati con i
risultati di una serie di simulazioni relative a
possibili modelli di formazione delle galassie,
riscontrando che i dati suffragano una delle teorie più
quotate, quella che prevede l'esistenza della materia
oscura fredda (Cold Dark Matter, CDM), secondo la quale
la maggior parte della materia dell'universo
consisterebbe di una sostanza che non può essere
osservata grazie alla radiazione elettromagnetica, e che
sarebbe costituita da particelle in moto relativamente
lento. (gg)

