La rappresentazione matematica della biologia di un virus ben noto ha permesso a due ricercatori dell'Università del Wisconsin a Madison, John Yin e Kwang-il Lim, di dimostrare come l'organizzazione genomica possa avere un notevole impatto sugli esiti biologici di un virus: semplicemente cambiando l'ordine di cinque geni in un genoma virale, la capacità di moltiplicare e infettare celule ospiti può cambiare drasticamente.
Come riferiscono in un articolo pubblicato sulla rivista ad acceso pubblico PLoS Computational Biology, He e Lim hanno modellizzato al computer il ciclo vitale del virus della stomatite vescicolare (VSV), un virus che possiede solo cinque geni e al quale sono stati dedicati anni di studio sui suoi meccanismi di crescita e riproduzione.
I virologi sono finora riusciti a creare ceppi con 11 di tutte le possibili disposizioni di geni del virus, ma con il loro modello He e Lim sono stati in grado di simulare tutte e 120 le possibili varianti. Il confronto fra i vari ceppi simulati ha mostrato che il primo e l'ultimo dei geni erano la chiave del successo virale di SVA.
Il lavoro, osservano i ricercatori, ha numerose potenziali applicazioni. La comprensione del modo in cui è possibile controllare la crescita e l'infettività virale può essere di guida allo sviluppo del VSV come agente per la cura dei tumori e per creare vaccini contro virus più problematici come l'HIV-1 e l'influenza.
Ma il modello può essere sfruttato per studiare anche le basi genetiche di altre caratteristiche vitali: Yin sta attualmente lavorando per simulare gli effetti dei farmaci su un virus, per scoprire come esso sviluppi la resistenza. (gg)