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Le Scienze

 

 

Misurata da terra la 'febbre' degli esopianeti

 
 
PAROLE CHIAVE
esopianeti
 
Un gruppo di astronomi olandese e uno franco-statunitense sono riusciti a determinare da terra la temperatura di due differenti esopianeti
 

tre pianeti simili a super-Terre che orbitano attorno a una stella simile al Sole

 
 
 

Lo studio degli esopianeti presenta difficoltà ancora superiore alla loro semplice scoperta. Le poche rilevazioni che si sono finora riuscite a compiere erano state eseguite solamente grazie a telescopi satellitari, come lo Spitzer infrared space telescope, che sfruttavano la loro posizione privilegiata per osservare piccole modulazioni nella radiazione luminosa proveniente dal sistema quando i pianeti "sorgono" o "tramontano" dietro la stella. Ora, come riferisce la rivista Astronomy & Astrophysics, due gruppi indipendenti di astronomi sono riusciti a rilevare da terra le emissioni provenienti dal transito di due esopianeti, utilizzando fra l'altro metodi differenti.

Il gruppo diretto da Ernst De Mooij e Ignas Snellen dell'Università di Leiden, nei Paesi Bassi, ha usato il telescopio William Hershel da 4,2 metri di La Palma, nelle Canarie, per osservare la stella TrES-3 e il suo pianeta TrES-3b. Per rilevare la luce proveniente dal pianeta, lo hanno osservato nell'infrarosso nel momento esatto in cui esso sorgeva da dietro il pianeta, confrontandone la luminosità con quella della stella e arrivando così a valutare una temperatura dell'atmosfera di 2000 Kelvin circa.

Il gruppo diretto da David Sing dello IAP, in Francia, e da Mercedes Lopez-Morales, della Carnegie Institution of Washington, ha invece osservato - con il Very Large Telescope dell'ESO, in Cile, e il telescopio da 6,5 metri Magellan di Las Campanas, sempre in Cile - una stella molto meno luminosa e il suo pianeta OGLE-TR-56b che vi orbita attorno a distanza molto ravvicinata. L'osservazione è stata eseguita al tramondo del pianeta, che è talmente scaldato scaldato dalla sua stella da emettere una radiazione anche nel visibile e non solo nell'infrarosso. In questo caso la temperatura osservata è stata di ben 2700 Kelvin.

Sia per TrES-3b che per OGLE-TR-56b, osservano gli asotronomi, temperature diurne talmente elevate indicano che i venti non sono in grado di redistribuire in modo efficiente il calore dal lato diurno del pianeta a quello notturno. (gg)

 
 
 

Esopianeti: vedere per credere

 

Due gruppi di ricercatori hanno ottenuto per la prima volta immagini certe di ben quattro esopianeti orbitanti attorno a due stelle

 
 
 
 
 

Sono circa 300 gli esopianeti finora scoperti, ma per rivelarli si era ricorso a metodi indiretti, primo fra tutti quello della rilevazione delle anomalie gravitazionali indotte sulla stella dal pianeta che vi orbita intorno. Questi metodi consentono di rivelare la struttura del sistema, in particolare masse e orbite dei pianeti, e a volte anche raggio e densità della loro atmosfera, desunta dal parziale assorbimento della luce della stella quando il pianeta vi transita davanti, ma finora - nonostante alcune rivendicazioni probabili - non si era avita alcuna immagine certa di esopianeti.

Ora su "Science" vengono pubblicati due articoli in cui due gruppi di ricercatori mostrano immagini certe di ben quattro esopianeti orbitanti attorno a due stelle.

Paul Kalas e colleghi dell'Università della California a Berkeley, hanno usato l'Hubble Space Telescope per ottenere un'immagine nel visibile di un pianeta, battezzato Fomalhaut b, che all'interno di una ampia fascia di polveri orbita attorno alla propria stella, Fomalhaut, una delle più brillanti del cielo, situata ad appena 25 anni luce da noi.

I ricercatori hanno stimato che la massa del pianeta sia alcune volte quella di Giove. Se la scoperta venisse confermata, si tratterebbe del corpo di massa più piccola e di temperatura più bassa all'esterno del sistema solare di cui si abbia un'immagine.

Christian Marois, dello Herzberg Institute of Astrophysics canadese, con diversi colleghi statunitensi e britannici, ha invece sfruttato i telescopi Keck e Gemini per ottenere le immagini nell'infrarosso di quella che hanno chiamato una "famiglia" di ben tre pianeti che orbitano attorno a un stella.

La stella, HR 8799, che dista 128 anni luce dalla Terra, appartiene alla sequenza principale ed è nella prima fase della sua vita. I pianeti che orbitano attorno a essa hanno una massa compresa fra cinque e 13 volte quella di Giove, con il più piccolo che è anche il più vicino alla stella e quello di massa maggiore il più lontano.

Questo rapporto fra massa e distanza, simile a quello che si ha per i pianeti pianeti esterni del sistema solare, fa ipotizzare uno scenario in cui i pianeti si siano formati per accrezione di particelle in un disco di polveri e gas che ruota attorno alla stella. Secondo i ricercatori i pianeti dovrebbero distare dalla stella più o meno quanto distano dal Sole Saturno, Urano e Nettuno. (gg)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Articoli tratti dall'edizione italiana di scientific american