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Le Scienze

 

 

Esopianeti: vedere per credere

 
 
Due gruppi di ricercatori hanno ottenuto per la prima volta immagini certe di ben quattro esopianeti orbitanti attorno a due stelle
 
 
 

Esopianeta nella costellazione del cancro

 
 
 
 
Sono circa 300 gli esopianeti finora scoperti, ma per rivelarli si era ricorso a metodi indiretti, primo fra tutti quello della rilevazione delle anomalie gravitazionali indotte sulla stella dal pianeta che vi orbita intorno. Questi metodi consentono di rivelare la struttura del sistema, in particolare masse e orbite dei pianeti, e a volte anche raggio e densità della loro atmosfera, desunta dal parziale assorbimento della luce della stella quando il pianeta vi transita davanti, ma finora - nonostante alcune rivendicazioni probabili - non si era avita alcuna immagine certa di esopianeti.

Ora su "Science" vengono pubblicati due articoli in cui due gruppi di ricercatori mostrano immagini certe di ben quattro esopianeti orbitanti attorno a due stelle.

Paul Kalas e colleghi dell'Università della California a Berkeley, hanno usato l'Hubble Space Telescope per ottenere un'immagine nel visibile di un pianeta, battezzato Fomalhaut b, che all'interno di una ampia fascia di polveri orbita attorno alla propria stella, Fomalhaut, una delle più brillanti del cielo, situata ad appena 25 anni luce da noi.

I ricercatori hanno stimato che la massa del pianeta sia alcune volte quella di Giove. Se la scoperta venisse confermata, si tratterebbe del corpo di massa più piccola e di temperatura più bassa all'esterno del sistema solare di cui si abbia un'immagine.

Christian Marois, dello Herzberg Institute of Astrophysics canadese, con diversi colleghi statunitensi e britannici, ha invece sfruttato i telescopi Keck e Gemini per ottenere le immagini nell'infrarosso di quella che hanno chiamato una "famiglia" di ben tre pianeti che orbitano attorno a un stella.

La stella, HR 8799, che dista 128 anni luce dalla Terra, appartiene alla sequenza principale ed è nella prima fase della sua vita. I pianeti che orbitano attorno a essa hanno una massa compresa fra cinque e 13 volte quella di Giove, con il più piccolo che è anche il più vicino alla stella e quello di massa maggiore il più lontano.

Questo rapporto fra massa e distanza, simile a quello che si ha per i pianeti pianeti esterni del sistema solare, fa ipotizzare uno scenario in cui i pianeti si siano formati per accrezione di particelle in un disco di polveri e gas che ruota attorno alla stella. Secondo i ricercatori i pianeti dovrebbero distare dalla stella più o meno quanto distano dal Sole Saturno, Urano e Nettuno. (gg)

 
 
 

 

Esopianeta nella costellazione del Hydra

 
 
Tre nuovi esopianeti
 
 

Pianeti dappertutto

 
 
 

tre pianeti simili a super -Terre

 
 
L'esame statistico delle scoperte di esopianeti fa concludere agli astronomi dell'Eso che nello spazio i pianeti devono essere ubiquitari
 
 
 
Un sistema di tre pianeti simili a super-Terre che orbitano attorno a una stella simile al Sole è stato scoperto dagli astronomi dell'ESO grazie all'uso di HARPS, lo spettrografo di cui è dotato l'osservatorio di La Silla, in Cile. Da quando nel1995 è stato scoperto il primo esopianeta attorno alla stella 51 Pegasi, ne sono stati individuati altri 270 circa; per quanto buona parte di essi orbiti attorno a stelle di dimensioni confrontabili con quelle del Sole, la grande maggioranza è rappresentata da pianeti giganti, delle dimensioni paragonabili a quelle di Giove o Saturno.

"Grazie a strumenti molto più precisi, come lo spettrografo HARPS del telescopio da 3,6 metri di La Silla, ora possiamo individuare pianeti più piccoli, con masse comprese fra due e dieci volte quella della Terra", ha detto Stéphane Udry, del gruppo di ricerca diretto da Michel Mayor, dell'Osservatorio di Ginevra.

Il sistema planetario in questione è composto da una stalla singola, HD 40307, situata a 42 anni luce di distanza, fra la costellazione del Dorado (o Pescespada) e quella di Pictor. I tre pianeti hanno rispettivamente 4,2, 6,7 e 9,4 volte la massa della Terra.

"Le perturbazioni indotte dai pianeti sono veramente molto piccole - la massa di quello più piccolo è un centomillesimo di quella della stella - e solamente l'elevatissima sensibilità di HARPS ha reso possibile rilevarle", ha osservato François Bouchy, dell'Istituto di astrofisica di Parigi, che ha partecipato allo studio. In effetti, ogni pianeta induce una variazione nel moto della stella di soli due metri al secondo, ossia di circa sette chilometri all'ora, di poco superiore a quella di una persona che passeggi di buon ritmo.

I ricercatori - che hanno annunciato la scoperta anche di altri due esopianeti, di massa pari a 7,5 e 22 masse terrestri - hanno osservato che "chiaramente questi pianeti sono solo la punta di un iceberg. L'analisi di tutte le stelle studiate con HARPS mostra che un terzo di tutte le stelle simili al Sole possiedono o super-Terre o pianeti di tipo nettuniano (sopra le 15 masse terrestri) con periodi orbitali inferiori ai 50 giorni. Ma è molto probabile che ci siano molti altri pianeti: non solo super-Terre e pianeti nettuniani con periodi orbitali più lunghi, ma anche pianeti simili alla Terra che ancora non sono rilevabili. Se li si aggiunge a quelli simili a Giove già noti, se ne conclude che i pianeti sono un po' dappertutto". (gg)

 
 
 
Ma cos'è un Esopianeta?
 
Un pianeta extrasolare (o exopianeta, o esopianeta) è un pianeta che non appartiene al nostro sistema planetario (il sistema solare) in quanto orbita attorno ad una stella diversa dal Sole. Al dicembre 2007, ne sono stati individuati 270.[1] La maggior parte degli esopianeti sono stati scoperti tramite metodi di osservazione indiretta piuttosto che attraverso le osservazioni ottiche al telescopio.[1] A causa dei limiti delle tecniche di osservazione attuali, la maggior parte dei pianeti individuati sono giganti gassosi come Giove e solo in misura minore pianeti rocciosi massivi del tipo Super Terra.

Gli esopianeti conosciuti sono membri di sistemi planetari che orbitano attorno ad una stella. Esistono, tuttavia, numerose osservazioni non confermate di oggetti di massa planetaria non legati a vincoli gravitazioni con alcuna stella (i cosiddetti "pianeti interstellari"): questi corpi celesti non sono definibili come "pianeti" secondo l'attuale definizione redatta dall'Unione Astronomica Internazionale (UAI).

Gli esopianeti sono diventati soggetto di crescente interesse scientifico a partire dal 1995, quando fu confermata con sicurezza una delle prime scoperte (51 Pegasi b). Inizialmente l'individuazione è proseguita lentamente, ma a partire dal 2002, con l'affinamento dei metodi di osservazione, sono stati scoperti più di 20 pianeti extrasolari all'anno. Attualmente si stima che solo il 10% delle stelle simili al Sole posseggano un sistema planetario, ma questa percentuale potrebbe anche essere maggiore.

Spesso la ricerca di esopianeti coincide con la ricerca di mondi in grado di supportare una forma di vita extraterrestre. Ad oggi, Gliese 581 c - secondo pianeta del sistema planetario della nana rossa Gliese 581 distante approssimativamente 20 anni luce dalla Terra - sembra essere il miglior esempio di esopianeta di tipo terrestre orbitante nella zona abitabile del proprio sistema.

 
Definizione tratta da Wikipedia
 
 

 
Rappresentazione artistica di una luna di HD 188753 Ab, il primo pianeta extrasolare scoperto all'interno di un sistema stellare multiplo a 3 stelle ( stella tripla).     (Immagine tratta da Wikipedia)
 
 
 
 
 
 

Articoli tratti dall'edizione italiana di scientific american