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Le Scienze

 

Psicologie e scienze cognitive
 

Una donna senza bussola

 
 

Paola ha più di quarant'anni e un lavoro, ma abita ancora con il padre perché ogni volta che esce di casa si perde. Fin dall'infanzia non è capace di orientarsi in un ambiente perché il suo cervello non è in grado di creare mappe mentali di ciò che la circonda. Un disturbo che si può affrontare in modo adeguato. Di Daniela Ovadia

Paola ha 43 anni, e lavora come impiegata in un ufficio provinciale. È una donna minuta, bionda e dall'aspetto gradevole. Il suo lavoro la soddisfa solo in parte. Era brava a scuola, ma dopo le superiori ha smesso di studiare. Non che l'università non le piacesse, semplicemente non riusciva ad andarci. Il problema è che non è in grado di orientarsi nel mondo, e questo fin dalla nascita. Uscire di casa per lei è sempre stato un incubo: ricorda, per esempio, il panico che ha provato più volte durante l'infanzia, quando sua mamma girava l'angolo di un corridoio nel supermercato. Improvvisamente sola, non sapeva come raggiungerla. In pratica, per tutta la sua vita ha avuto bisogno di essere accompagnata dai genitori, dalle sorelle o dagli amici. Pur avendo un'intelligenza normale, questo handicap ha pesantemente condizionato la sua vita di relazione.
Da adolescente è uscita qualche volta con i compagni di classe, chiedendo loro di venire a prenderla e riportarla a casa. Quando però si ritrovava in pizzeria o in discoteca non riusciva nemmeno ad andare al bagno senza l'aiuto di un'amica: una situazione davvero imbarazzante e, soprattutto, difficile da spiegare ad altri adolescenti. Così, con il passare del tempo, ha deciso di starsene a casa, limitando le uscite allo stretto indispensabile. Anche per questo, pur avendo superato i quarant'anni, abita ancora con il padre.
Paola ha provato più volte a fare piccole «gite» nei dintorni di casa, e ogni volta si è persa. Non riconosce i luoghi ma, soprattutto, non riesce a memorizzare i percorsi. Il suo cervello è incapace di creare mappe mentali. Paola si sente ancora più sola perché la sua è una malattia rarissima, per non dire unica: col tempo le è stato diagnosticato un disturbo dell'orientamento topografico. Di solito questo tipo di alterazione compare in seguito un ictus cerebrale, o a causa di un tumore, in persone anziane o bloccate a letto. Lei, invece, è nata così: eppure nessun altro, in famiglia, ha mai sofferto di un disturbo analogo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Articoli tratti dall'edizione italiana di scientific american