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Le Scienze

 

Processi cognitivi

Dimmi che naso hai e ti dirò chi sei

Gli studiosi hanno mostrato a un gruppo di volontari visioni frontali di visi, una alla volta, registrando al contempo i movimenti oculari e misurando così i cosiddetti “punti di fissazione”

Molti di noi ricordano con difficoltà i nomi delle persone ma non dimenticano mai un viso. Si tratta di una capacità di profondo significato etologico, che pesca nel nostro lungo passato evolutivo.

Ma come fa il nostro cervello ad arrivare a una simile efficienza in questo particolarissimo compito? Le ricerche in questo campo hanno sottolineato come sia cruciale l’osservazione degli occhi, del naso e della bocca. Ora, invece un nuovo studio ha individuato i punti su cui si sofferma il nostro sguardo quando vediamo una faccia umana.

Janet Hui-wen Hsiao e Garrison Cottrell del Temporal Dynamics of Learning Center dell’Università della California a San Diego hanno esaminato il problema mostrando a un gruppo di volontari visioni frontali di visi, uno alla volta, registrando al contempo i movimenti oculari e misurando così i cosiddetti “punti di fissazione”.

Secondo i dati pubblicati in un articolo della rivista “Psychological Science” organo dell’Association for Psychological Science, i primi due punti di fissazione sarebbero intorno al naso. E il primo in particolare leggermente spostato sul lato sinistro. Ciò rappresenta una sorpresa per gli studiosi, dal momento che in passato alcune ricerche avevano indicato negli occhi i “punti critici” per il riconoscimento dei visi, occhi che in quest’ultimo test si sono “piazzati” solo terzi nella preferenza dei nostri sguardi.

Si è inoltre riscontrato come due fissazioni siano ottimali per il riconoscimento: a parità di tempo di osservazione, i volontari riuscivano meglio nei test quando era “concesso” loro un secondo punto di fissazione rispetto a quando ne avevano a disposizione solo uno (i punti di fissazione erano limitati con uno stratagemma dall’apparato utilizzato.)

Secondo gli autori: “Ciò suggerisce che la seconda fissazione ha un significato funzionale: ottenere più informazione da un secondo punto spaziale. In definitiva, proprio il naso sarebbe il ‘centro d’informazione’ per il riconoscimento dei visi e quindi delle persone.” (fc)

 
 
 
 
 

Articoli tratti dall'edizione italiana di scientific american