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Le Scienze

 

Formazione delle comete
 

Cristalli di Sole

 
Uno studio chiarisce come i silicati cristallini, che si creano ad alta temperatura, siano presenti in molte comete, che si formano e trascorrono quasi la loro esistenza nella gelida periferia del sistema solare
 

 
La presenza di silicati cristallini nelle comete ha sempre rappresentato un problema per gli astronomi: le comete si formano e trascorrono la quasi totalità della loro esistenza nella più lontana e gelida periferia dei sistema solare, mentre quei cristalli si possono formare solo in presenza di alte temperature. Ora, come viene illustrato in un articolo pubblicato su "Nature" un gruppo di ricercatori tedeschi e ungheresi ha trovato la soluzione, grazie all'osservazione della stella EX Lupi.

Ex Lupi è una stella giovane, molto simile a come doveva essere il Sole 4,5 miliardi di anni fa, circondata da un denso disco di polveri e gas che nelle sue regioni esterne ha temperature estremamente basse. Ogni 4-5 anni Ex Lupi aumenta improvvisamente, per alcuni mesi, di 5-10 volte la propria luminosità "e ogni 50 anni il fenomeno è ancora più marcato: anche il Sole nella sua infanzia ha probabilmente passato fasi attive di questo tipo", spiega Péter Ábrahám del Konkoly-Observatorium di Budapest e primo autore dell'articolo.

"Chiaramente i cristalli si formano durante questi episodi di maggiore luminosità grazie al surriscaldamento e alla condensazione delle particelle di silicati amorfi in prossimità della superficie interna del disco di gas e polveri. E noi siamo stati per la prima volta testimoni del processo di cristallizzazione", ha osservato Attila Juhász del Max-Planck-Institut per l'astronomia di Heidelberg, un altro degli autori.

Gli astronomi avevano registrato uno spettro infrarosso di EX Lupi nel 2005 grazie al telescopio spaziale Spitzer, mentre la stella era ancora nello stato di quiete. Questo spettro non conteneva alcuna traccia della presenza di silicati cristallini, ma lo spettro rilevato nel 2008, poco dopo il massimo di un grande episodio di maggiore luminosità (la stella aveva ancora una luminosità 30 volte superiore a quella dello stato di quiete al momento della rilevazione), appariva decisamente diverso, mostrando la chiara presenza, accanto a silicati amorfi, anche di silicati cristallini. (gg)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Articoli tratti dall'edizione italiana di scientific american