La lunghezza del giorno, inteso come tempo necessario a
una rotazione completa della Terra attorno al suo asse,
fluttua leggermente attorno al valore medio di 24 ore.
Nel corso di un anno la durata varia di circa un
millisecondo, allungandola in inverno e riducendola in
estate.
Ma la durata del giorno subisce anche fluttuazioni su
periodi pił lunghi, poliennali (due volte al decennio),
decennalei e su periodi di diversi decenni, sui 65 e gli
80 anni, con variazioni per quest'ultimo tipo di
fluttuazioni che arrivano ai 4 millisecondi.
Queste fluttuazioni sono troppo grandi per essere
spiegate dai movimenti dell'atmosfera e delle masse
oceaniche, e sono legate ai flussi di metallo liquido
presenti nel nucleo terrestre, che possono essere
dedotti dalle variazioni nel ampio magnetico del
pianeta.
Gią studi precedenti avevano rilevato una correlazione
fra variazioni nella durata del giorno, e fluttuazioni
fino a 0,2 °C nella media globale a lungo termine
dell'aria alla superficie terrestre. Nella nuova ricerca
i geofisici hanno condotto una revisione di questi studi
determinando con maggiore accuratezza e affidabilitą i
valori relativi alle temperature del pianeta negli
ultimi 160 anni, per poi metterli in relazione con i
modelli climatici utilizzati nello studio degli effetti
dei gas serra.
"La nostra ricerca mostra che negli ultimi 160 anni le
variazioni decennali e di pił lungo periodo nella
temperatura dell'atmosfera terrestre corrispondono ai
cambiamenti nella lunghezza del giorno se rimuoviamo il
significativo effetto di riscaldamento legato agli
effetti dei gas serra antropogenici. Lo studio implica
che l'impatto dell'uomo sul clima negli ultimi 80 anni
maschera la corrispondenza naturale che esiste fra
rotazione della Terra, momento angolare del nucleo e
temperatura alla superficie", ha osservato Jean Dickey,
che con Steven Marcus e Olivier de Viron ha coordinato
lo studio.
Quanto ai meccanismi in gioco i ricercatori ipotizzano
che i movimenti del nucleo disturbino l'azione
protettiva del campo magnetico rispetto ai raggi cosmici
che a loro volta influenzano la formazione della
copertura nuvolosa del pianeta, che altera la quantitą
di luce solare riflessa nello spazio e intrappolata in
atmosfera. (gg)

