Una delle caratteristiche distintive della calotta
glaciale settentrionale di Marte è rappresentato dal
Chasma Boreale, un abisso lungo quanto il Grand Canyon
ma più ampio e profondo. Una seconda caratteristica
forse ancor più singolare è rappresentata dalle nette
strutture a spirale che la solcano, scoperte nel 1972.
Per entrambe queste strutture sono state avanzate nel
tempo le più diverse teorie, ma lo studio era reso
complesso anche dal fatto che se sulla Terra le grandi
strutture glaciali sono conformate principalmente dal
flusso dei ghiacci, su Marte alla loro forma sembravano
dover concorrere altre forze. Ora una ricerca condotta
da Jack Holt e Isaac Smith e collaboratori
all'Università del Texas ad Austin - e illustrata in due
articoli pubblicatati su Nature ("The
construction of Chasma Boreale on Mars"
e "Onset
and migration of spiral troughs on Mars revealed by
orbital radar") - ha permesso di chiarire il
mistero.
La calotta glaciale settentrionale, spiegano i
ricercatori, è la somma di una serie di strati di
ghiaccio e polveri spessa tre chilometri. Grazie a un
sofisticato strumento montato sul
"Nessuno aveva immaginato che gli strati di ghiaccio
avessero una struttura così complessa" ha detto Holt,
primo autore dell'articolo dedicato al Chasma Boreale.
"Gli strati registrano una storia di accumulazione,
erosione e trasporto eolico del ghiaccio dalla quale
possiamo ricostruire la storia climatologica del pianeta
in modo molto più accurato di quanto ci si sarebbe
aspettato."
I risultati ottenuti hanno confermato una vecchia
teoria, che quando fu formulata fu da più parti
contestata, secondo cui le due formazioni sarebbero
state generate dai venti marziani. E in effetti i due
attuali studi le fanno risalire all'azione dei venti
catabatici, formati da aria relativamente fredda e
densa, che "rotolando" dai poli sono deflessi dalle
forze di Coriolis generate dalla rotazione planetaria.
Nel corso dei milioni di anni durante i quali si è
andata formando la calotta, questi venti hanno così
determinato la formazione di queste insolite strutture.
(gg) Mars Reconnaissance Orbiter, lo Shallow Radar (SHARAD),
- sviluppato da un gruppo di ricercatori dell'Università
di Roma "Sapienza" in collaborazione con Thales Alenia
Space Italy, e fornito alla NASA dall'Agenzia Spazia
Italiana - i ricercatori hanno potuto virtualmente
togliere successivi strati di ghiaccio della calotta,
come se fosse una cipolla, analizzando al computer i
dati così ottenuti.
(gg)

