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Regione: Lazio
Superficie: 17.227 km²
Abitanti: 5.302.000
Densità: 308 ab/km²
Capoluogo regionale: Roma 2.656.000 ab.
Capoluoghi di provincia: Frosinone 47.600 ab., Latina 115.000
ab., Rieti 46.300 ab., Viterbo 60.400 ab.
I monti principali: Monte Gorzano 2458 m, Monte Terminillo 2213 m
I fiumi principali: Tevere 405 km, Liri-Garigliano 158 km, Aniene
99 km, Velino 90 km, Sacco 87 km
I laghi principali: Lago di Bolsena 114,5 km², Lago di Bracciano
57,5 km², Lago di Vico 12,1 km², Lago di Albano 6 km², Lago di Fondi 4,5
km², Lago di Fogliano 4,1 km², Lago di Sabaudia 3,9 km²
Le isole: Isole Ponziane 11,4 km² (Ponza 7,5 km²)
Sito internet:
http://www.regione.lazio.it |
Vino e sapori tipici del Lazio
La produzione di vino nel Lazio avviene
prevalentemente nelle zone collinari. Sul Lago di Bolsena nelle colline
di Frascati e Marino, nei Colli Albani, nelle colline intorno Roma e nei
Piani di Arcinazzo.
La produzione locale è di circa 3 milioni di Ettolitri fra vini da
tavola, vini Igt (oltre 5 qualità) e vini D.o.c. (25 qualità), vino
rosso e vino bianco.
Storicamente i Colli Albani (intorno al Lago Albano) con i suoi terreni
di origine vulcanica è la zona più importante per la produzione di vino.
Il Frascati forse è il più conosciuto dei vini del Lazio nelle sue
diverse tipologia:
- Amabile;
- Cannellino;
- Dolce;
- Novello;
- Spumante;
Possiamo ricordare ancora, sempre nella zona
dei Castelli, la Montecompatrici-Colonna e lo Zagarolo. Il Marino (vino
prodotto nel versante occidentale del Lago di Bolsena) e il DOC Colli
Albani sono gli altri vini prodotti nella zona del lago.
Nella zona del Lago di Nemi troviamo il DOC
Velletri, il Cori ed i Colli Lanuviani.
In pianura vengono coltivati le uve di due
vini DOC: l' Orvieto e l' Est Est Est di Montefiascone (qualità secco e
abboccato).
L' Aleatico di Gradoli è coltivato nella zona
di Viterbo, cosi come il DOC Colli Etruschi Viterbesi (qualità Novello,
Rosso, Rossetto, Rosato, Procanico, Grechetto, Moscatello e Bianco) ed
il Tarquinia.
Altri vini importanti del Lazio sono :
- Nero buono di Cori;
- San Giovese;
- Montepulciano;
- Cesanese;
- Greghetto Vignatello (secco e spumante).
Tra i vini DOC del Lazio citiamo:
- DOC Atina;
- DOC Cerveteri;
- DOC Tarquinia;
- DOC Bianco Capena;
- DOC Vignatello (rosso, bianco e rosato);
- DOC Colli Sabina;
- DOC Cesanese del Piglio;
- DOC Cesanese di Olevano Romano;
- DOC Cesanese di Affile;
- DOC Gezzano;
Tra i vini cabernet laziali citiamo: l 'Atina
Cabernet Riserva e il Cabernet Atina.
Le cantine sociali hanno sempre rappresentato
nel Lazio la grande fetta della produzione dei vini regionali.
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Vino dei Castelli Romani
Vino dei Castelli Romani, loc. Colle
Albani
Prodotto nei Comuni di
Ariccgia, Albano Laziale, Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo, e Lanuvio, i
Colli ALbani DOC erano noti già ai tempi dei Romani. E' considerato a
ragione l' antenato dei vini italiani, in particolare dei vini dei
Castelli Romani -il territorio dei Colli Albani viene spesso indicato
come Castelli Romani o più semplicemente come Castelli - e si trovano
testimonianze della sua presenza negli scritti di autori del periodo
imperiale. Sembra che questo vino bianco dal colore giallo paglierino,
molto apprezzato sulle mense patrizie, venisse offerto durante i
sacrifici a Giove Latiaris dei membri della comunità latina che fondò
proprio su questi colli la città di Albalonga, antagonista di Roma. Si
racconta che la fama di questo vino non sia dovuta solo alle sue
indiscusse qualità organolettiche ma anche alla presenza a
Castelgandolfo, nel cuore della regione di produzione, della residenza
estiva dei Papi. La fragranza di questo vino ha entusiasmato nel corso
dei secoli più di un pontefice. I vigneti dei Colli Albani, riconosciuti
DOC dal 1986, si estendono in una zona compresa tra le ville antiche
patrizie, le Ville Tuscolane e lo splendido panorama offerto dal Lago di
Albano, formatosi da uno dei suoi crateri del Vulcano Laziale presente
in zona nell' Era Quaternale.
I santuari e le abbazie di Ariccia, Castel Gandolfo e Pomezia fanno da
sfondo alle vigne.
I Colli Albani, prodotto da Malvasia bianca di Candia, Trebbiano Giallo
o di Soave e di Malvasia del Lazio, presenta un colore che va dal dal
giallo paglierino al giallo paglierino scarico. Il metodo di produzione
è tecnicamente molto più delicato di quanto non sia la vinificazione in
rosso. I vini bianchi sono infatti più facilmente soggetti ad
alterazioni microbiche e a fermentazione anomale. La fermentazione del
mosto deve avvenire fuori dal contatto delle bucce. Il mosto subisce poi
la sfecciatura, processo con cui si allontanano le particelle in
sospensione; si procede quindi con la solfitazione del mosto che viene
lasciato a fermentare a una temperatura che non deve superare i 20
gradi. Al termine avviene la svinatura con i travasi che consentono l'
illimpimento del vino. Ultimati i travasi, il Colli Albani è pronto per
l'imbottigliamento.
Il suo profumo è vinoso ed intenso mentre il sapore è secco o abboccato,
amabile o dolce con gradevoli note fruttate.
Prodotto anche nelle versioni Superiori, Spumante e Novello, i Colli
Albani è adatto per servire aperitivi e antipasti di mare e qualsiasi
portata a base di pesce e verdure.
Ma chi conosce questo vino sa che l'abbinamento ideale sperimentato nel
tempo, è con la tipicità della gastronomia di zona: prodotti norcini,
tra cui spicca la porchetta di Ariccia, il bianco ed il nero d'agnello
alla cacciatora, i fegatelli di maiale alla griglia, la trippa in umido
ed i diversi piatti a base di pollame.
Il Colli ALbani Superiore DOC, con una gradazione alcolica che supera
gli 11,5 gradi, si accompagna molto bene con i primi tradizionali in
brodo e asciutti, le lumache di terra al cartoccio, i peperoni alla
velletrana e il pancotto con l'olio di Oliva.
Il consiglio del somelier è di servire il vino a 8-10 gradi in calici di
media capacità a tulipano svasato oppure, se servito come aperitivo, in
flute a 6-8 gradi.
Tratto da : "METE D'ELITE -Giornale
d'informazione turistica" |