Ecco, lassù, il campanile
d’una chiesa di campagna,
scatta la mezzanotte
del venticinque dicembre.
Nell’antica atmosfera
del
firmamento appare
una
lunga scia di stelle auree
che
illumina ogni strada
conducente a Bethlemme.
Quella scia di auree stelle,
non
è minimamente un inganno.
Essa aspira ad avvistare il mondo,
che
l’Onnipotente si è fatto infante
necessitante di tutti e di tutto
per
coabitare e cooperare,
addolcendo con la fede il destino,
nel
cuore dell’intera umanità,
in
continua ricerca dell’Eterno Amore.
Custodisco, in un angolo della mia psiche,
la
lunga scia di stelle nobili,
implorandola di splendere
altresì nella profonda distesa di sabbia.
Perennemente!