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Silvana Pagella

 

STORIA ANTICA

alla nonna paterna

 

“ Nevica, nonna,

ed io m’annoio

a giocare sola soletta.

Raccontami la storia

che hai ascoltato,

più volte,

dalla tua nonna,

un tempo, ormai, lontano;

quand’eri bambina

come me.”

 

La voce avita dice:

“ Vieni. Siediti

sulle mie ginocchia.”

La favola comincia:

“ Era il venticinque dicembre

di molti anni fa;

era notte insolita e senza fine,

quando per l’aere

risuonò un canto angelico:

 

“ Sono il Creatore

fattosi neonato,

per aiutare

il seme d’Adamo

a trovare

la via conducente

al Signore;

la strada che porta

alla vera felicità.

 

Io insegnerò

agli uomini

ad amarsi tutti

come fratelli,

rifiutando l’odio,

ed ammirando

la pace.”

 

Seduta

in grembo alla nonna,

gongolavo di gioia

e per trastullo

le carezzavo

il volto rugoso:

un sublime silenzio

regnava nella casa,

ed io sentivo

la tenerezza della bocca,

priva di denti,

che mi baciava.

 

“ Narrami,  ancora

 un’altra storia,

nonna;

un’altra storiella vera!”

 

Mi sorrideva la nonna,

e magari,

con la sua mente

ritornava,

pure lei, fanciulla,

in braccio,

all’ava canuta,

che le annodava

le morbide

e lunghissime trecce.
 

Questa foto, volutamente scelta, ci mostra come la più estrema povertà esteriore non appare nulla rispetto al grande amore ed alla ricchezza interiore che una nonna può dare alla propria nipotina. E Silvana nelle tante sfortune che hanno caratterizzato la sua vita ha potuto godere di una grande fortuna un grande amore ricevuto dalla nonna come si vede da questa splendida poesia.

Santino

 

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