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Poesia ed Handicap |
| Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo! |
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Silvana Pagella |
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RICORDO I MIEI PRIMI PASSI |
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Avevo circa nove anni. Ero da poco tempo rincasata dall’Istituto fiorentino “Anna Torrigiani” per le vacanze estive. Mi trovavo in aperta campagna, al Lobbi, nella casa della nonna paterna. Una mattina mi svegliai, mi alzai e sentii che mi stava accadendo qualcosa di nuovo e di sorprendente. Dopo essere stata lavata e vestita dalla mamma, al termine della colazione entrai, gattonando, nella sala. Mi piaceva molto andare a giocare nella sala; ma quel giorno avrei fatto qualcosa di diverso e di importante. Infatti, appena entrata, senza essere vista da nessuno, appoggiai le mani sul tavolo di legno e mi sollevai in piedi. Provai a fare alcuni passi, ma caddi. Riprovai e questa volta mossi il primo barcollante passo. In seguito a quel preciso istante ne mossi altri e camminavo autonomamente. Conscia del successo straordinario chiamai la mamma che stupita si fregò gli occhi, ma il dubbio non c’era: io camminavo da sola. Da sola! Quel giorno di luglio ero lieta come una pasqua e tra me pensavo: “ Com’è bello camminare! Com’è bello usare le proprie gambe!” Le catene della mia spasticità fisica sarebbero rimaste, certo! Però, con l’ausilio della mia ferrea forza d’animo le avrei alleggerite. La sera, quando mi coricai nel mio lettino, sarebbe stato difficile scorgere una bambina più felice di me, tutta vibrante com’ero per la gioia di quella giornata memorabile, ma io immaginavo i progressi che si sarebbero prolungati nei giorni avvenire. |
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