Al buio
riposava poco
le pupille celesti:
aveva tanti dolorini,
il mio amato nonnino.
All’alba,
il rumore di passi felpati;
scendeva le scale
il mio angelo stanco.
La notte era colma
di tempi passati
ed io, bambina,
respiravo al suo fianco.
L’odore del burro
inondava la casa
e rendeva più elastiche
le sue dolcissime rughe.
La sera
guardavo i suoi occhi
attendere le stelle
e sotto il berretto
ascoltavo le favole.
Seduta
sul grembo
d’un nonno bambino
tremavo e ridevo
ai suoi paterni versi.
Le notti d’inverno
erano più belle
o le osservavo
in modo diverso.
Adesso
le stelle mi sembrano
più spente,
o forse sarà
il ricordo d’un tempo
che più non esiste.
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