Caffè fumante
olezzava la cucina.
Tu, serena e docile.
Occhi ridenti, occhi felici
di vedermi ancora.
La radio era accesa.
La quiete era rassicurante,
tu, indaffarata e servizievole,
sempre.
Avevo la febbre alta,
il campanello suonava.
Tu, premurosa,
cogli occhi dolci.
Occhi pronti a tutto.
Sedevi sul mio letto,
ti lamentavi per il freddo
e mi coprivi fino al mento.
Sole in casa.
Tu, in poltrona, calma e riposata.
Occhi curiosi che mi osservavano.
Scherzosamente chiedevi:
"Ma se ti sposerai,
sarai sempre così birichina ?"
Ridevamo insieme...
Ed avrei tante altre di memorie
su di te, nonnina,
che ora come dardi d’amore giungono
dentro il mio intelletto.
Nonnina,
mammina,
contadinella,
maestra di vita.
Il tuo saggio viso era dentro di me.
Oggi, i miei occhi guardano l’immagine
del mio sincero angelo con le rughe