E' nell’equilibrio
il completamento di quanto esiste,
in tutto ciò che a noi è simile, eppure diverso,
voci lontane, suoni nello spazio,
la percezione di una felicità raggiunta
se nulla ci mancasse, salvo noi stessi.
Non ho la facoltà di chiarire
il bisogno che mi richiama un ricordo,
di cui non ritrovo la bellezza
ed in cui non rivedo me stessa.
Piove da un cielo lacero,
sommesso, avanza un bisbiglio,
diventa sibilo che attraversa gli alberi,
li piega, frementi, impauriti
da balenio di fiamma che arde nel vuoto,
e poi, si spegne senza aver
rischiarato nulla.
Indovino suoni che amo, cercandoli, eppure, non li sento,
il dolore mi addormenta; ma il tempo non s’arresta.
L'amarezza ed il silenzio, opprimenti e sospesi,
incombono sui miei giorni sfumati davanti agli occhi
miei
e più grandi della mia stessa attesa.
Immagini lontane, isolate, avvolte da una malinconia che
ignora,
ormai, la sorgente da cui sono sgorgate.
Ma
in tutto è bellezza!