Estendendo i miei passi,
forse, arriverò alla porta dei sogni.
Bussando, forse, qualcuno mi aprirà
e mi apparirà un sorriso.
Ma per vivere di sogni dovrò inventare la strada
conducente al chiarore dei pensieri,
dove udrò il moto del mare.
Non avere alcun dubbio.
Non guardarmi indietro.
Non sentirmi i pesi.
Non ascoltare gli anni
che
velocemente trascorrono.
Dovrò cercare l’uscio e varcare la fantasia.
Tra queste righe segno il mio desiderio,
lo vesto di paradiso, lo imbriglio di stelle, lo
copro di baci,
lo serbo in un cantuccio della luna nelle mie notti
ed aspetterò.
Il
tempo, forse, concederà ancora qualche riflesso
e
m’inoltrerò nell’illusione
per
sopravvivere di me.