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      Il progetto Poha    

 

Poesia ed Handicap

 
Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!
 

Andrea Mazzucchi

 

" Poesie di Andrea Mazzucchi"

 

VECCHIO  LEONE

     
Fammi sentire, vecchio leone,
il tuo estremo grido disperato;
l'energia e la rabbia che ti montan dentro,
fino ad esploder, furibonde, in un boato.
Dammi questa prova d'amore e di coraggio,
quando solo l'orgoglio ti sostiene,
quando il corpo ferito ti abbandona
ed a reagire piu' non ti sovviene.
Regalami ancora un'emozione,
senza il freno che chiamano prudenza
e libera la voglia di combattere
con la giovanile, solita, incoscienza.
Cerca dunque dentro la tua forza
e dal fondo del tuo petto fai uscire
il fiato che rimane nei polmoni,
fosse l'ultima azione prima di morire.
C'e' un' alba da scoprire dentro l'anima
di chi da' tutto, senza condizione,
di chi trova gioia e vigore nuovo
nel risveglio di un vecchio leone.

 

VIVERTI DENTRO

 

     Vorrei viverti dentro, come un luogo di sole,
     scorrerti nelle vene, come un fiume va al mare,
     per raggiungerti tutta, in un intimo abbraccio,
     catturar i tuoi pensieri, al galoppo, col laccio.

     Vorrei farmi mangiare, per nutrirti d�amore
     e sfiorarti la bocca in un bacio ideale;
     eppoi, in punta di lingua, farti gustare la vita,
     finché avremo respiro, finché non sia finita.

     Vorrei esserti dentro, a darti al corpo calore,
     l�energia positiva, che non ti fa stare male;
     essere in te la leva che dà forza al tuo braccio,
     e, nel fegato lo spirito, fonte del tuo coraggio.

     Vorrei darti un�emozione che fa battere il cuore,
     forte, quanto una corsa, su una rampa di scale.
     Meriti solo il meglio e so di amarti perché
     per quanto mi fai felice, vorrei viver dentro te.
 

 

ZOO

 

Vi prego, datemi le vostre banane!
Mi piaccion pure le noccioline;
potrei tentare una goffa capriola,
se nel piattino mettete cento lire!

Son malato, fors'anche contagioso,
son pericoloso, non vi avvicinate!
Guardate come soffro, poverino,
a malapena riesco a camminare!

Quanta tenerezza infondete nel mio cuore,
del vostro dono sarò riconoscente,
grato sempre della bontà vostra
della quale inorgoglirsi tra la gente.

Anche oggi la quotidiana buona azione
con spavalderia avete prodigato,
ed avete così versato l�obolo
che sopisce ogni rimorso a buon mercato.

Avete dunque irrobustito la mia gabbia,
il cui interno è solitudine soltanto,
in cui le sbarre della pietà cattolica
vengon forgiate sull'incudine del vanto.

La vostra boria, la vostra ottusa miopia
vi impediscon di guardare nel profondo
e, una volta soddisfatta la curiosità,
ognuno, caparbio, ritorna nel suo mondo.

Non volete vedere la mia vitalità,
la mia capacità di amare e di gioire,
perché un diverso, un malato come me,
ha la capacità soltanto di soffrire.

 

 

NEBBIA

 

La nebbia che mi fa sentire solo,
che tutt' attorno il mondo fa svanire,
un mondo dai contorni indefiniti,
che mi toglie dal davanti il divenire.

Le mani lente e tese sul volante,
sulla plancia una radio blaterare,
con la paura che m'assale l'anima
e rende ancor piu'  incerto il mio viaggiare.

Non c'e' piu' meta, non c'e' piu' ragione,
quando in ombre cupe tutto e' trasformato,
quando ogni sentiero che avevo percorso
mi sembra di colpo cancellato.

E penso al mio presente, al mio domani;
se abbia senso tentare di capire
le cose del mondo, il fiume della vita,
in questo suo pallido fluire.

Nella mia mente si perdono i ricordi
ed il motivo di cio' che intendo fare,
poi intuisco che dev'esserci qualcosa
che mi spinge nella nebbia a brancolare.

Sara' la voglia di conoscere me stesso
senza nessuno cui dare spiegazione,
ma in una nebbia che ha reso tutti soli
desidero incontrar altre persone.

So che dietro quei fari che mi vengono incontro
c'e'  un uomo, un pensiero, un racconto.