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Guido Passini |
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| Mosaico d’anima | |
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Incastonando gemme d'anima riscopro il tuo mosaico giorno per giorno, pezzo per pezzo.
Ti scopro, ti ammiro, carezzo i tuoi rilievi dimentico del tempo.
Quanti colori che degnamente riproponi in ogni gesto, in ogni sorriso, in ogni bacio.
Come un mosaico, catturami, deliziami con le tue intercapedini.
Io ti amo perchè tu sei arte.
Guido Passini – 11/07/08 |
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| Gratis et amore dei | |
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(per grazia e per amore di Dio)
Parlerò di te in questa notte dove i rintocchi dell’anima scandiscono un sol brivido.
Ripercorrendo la schiena rivivo i tuoi baci delicati, sospirati avuti.
Madido d’emozioni serrando gli occhi cullo la mente sulle tue sinuosità.
All’impazzata viaggian i battiti quando le tue mani sfioran le mie complici nel cercarti
Parlerò di te virgulto d’un sogno anelito di vivere almeno un giorno della tua pelle. inebriandomi della passione bramando il corpo vibrando ad un tuo respiro
Ed ancor ti voglio.
Guido Passini – 23/04/2008 |
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| Giorno maledetto | |
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In un giorno maledetto come questo che ti vede lontana vorrei perdermi in un tuo respiro vivere delle mani che tanto ho agognato
M’abbandonerei al vento se solo mi portasse da te, scudo del mio cuore, per ogni attimo che le tue mani stringono le mie
Un giorno maledetto quello senza te, duro da digerire s’insinua nella carne un vuoto che non riesci a colmare.
Giorno maledetto che non vuoi passare minuti scanditi da minuti
Maledetto… Oggi che io ti voglio amare.
Guido Passini – 10/05/2008 |
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| Buona notte amore … (Stanotte che tu non sei qui…) | |
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Vorrei abbracciarti dolce amore in questa notte ch’accarezza il tempo soave come un respiro che dalle tue labbra s’intaglia tra le mie.
Vorrei sentire la tua testa poggiarsi sul mio petto e respirare il profumo effervescente della tua anima
Vorrei stringere le tue mani poggiarle sul mio cuore e senz’alcun timore sussurrarti t’amo mentre delicato t’abbraccio ti stringo ti desidero
Vorrei sfiorare i tuoi fianchi con le mani, con le labbra con il respiro.
Vorrei sentire il calore della tua pelle sulla mia, agognando una tua carezza
Vorrei spogliarti delle vesti per poter mirare la femminilità che t’avvolge.
Ed ancora, ancora vorrei, non sai quanto vorrei fare l’amore in questa notte che diabolica ammanta ogni mio pensiero
Vorrei averti qui, ora, scoprire il tuo seno e vivere della tua vita.
Vorrei, ma questa notte non sei qui non mi resta che abbracciare questo cuscino sperando venga presto domani.
Buona notte mio dolce amore.
Guido Passini – 07/05/2008 |
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| Amore per sempre | |
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Amore che tinge e attinge questo cuore in panne.
Perso senza il tuo respiro che alimenta il mio
Rosso fuoco divampa nell’anima quando mani carezzano il petto
Cogli ogni attimo ogni pulsare ogni sorriso che saprò donare
Nei tuoi occhi vorrei perdere il fiato rincorrendo le tue emozioni
Nelle tue labbra vorrei perdere il gusto e con il senno di poi tornare ad assaporare il cibo della vita.
Nel tuo corpo vorrei perdere il senso beneficiando del tuo calore or lieve or forte.
Nella tua anima vorrei incidere il mio nome senza timore di ferirti
Mai e poi mai l’amore che è per te potrà cambiare. |
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Atto d'amore Guido Passini – 21/06/2008 |
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Ci sono giorni sereni in cui chiudo gli occhi e vivo del tuo corpo.
Cerco i tuoi occhi che dicono più delle labbra, bacio le mani che affusolate si fanno trovare.
Scopro le rotondità dei seni sinuosi, morbidi.
Vivo di emozioni sincere, delicate, calde, quando una danza di corpi intrinseci si appropriano dei sensi.
Due anime all’unisono si concedono al tempo, alla vita.
Baciami mia dolce passione fino a quando ogni spicchio del mio corpo non avrà vibrato.
Così faremo l’amore soggiogando la mente, che ancora vaneggia tra realtà e fantasia, rimarremo rapiti dalla nostra essenza.
Fino a quando con un ultimo getto d’inchiostro sentirai le parole Ti amo. |
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Amore per
sempre Guido Passini – 12/05/2008 |
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Amore che tinge e attinge questo cuore in panne.
Perso senza il tuo respiro che alimenta il mio
Rosso fuoco divampa nell’anima quando mani carezzano il petto
Cogli ogni attimo ogni pulsare ogni sorriso che saprò donare
Nei tuoi occhi vorrei perdere il fiato rincorrendo le tue emozioni
Nelle tue labbra vorrei perdere il gusto e con il senno di poi tornare ad assaporare il cibo della vita.
Nel tuo corpo vorrei perdere il senso beneficiando del tuo calore or lieve or forte.
Nella tua anima vorrei incidere il mio nome senza timore di ferirti
Mai e poi mai l’amore che è per te potrà cambiare. |
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Come in ogni articolo autobiografico credo siano d’obbligo le presentazioni, e quindi prima di parlare del progetto che intendo presentarvi, vi parlerò di me. Mi chiamo Passini Guido e sono nato il 22 novembre 1978 a Bologna, sono malato di Fibrosi Cistica dalla nascita, anche se la scoperta è avvenuta all’età di cinque anni. Non vorrei soffermarmi su quanto questa malattia abbia più o meno monopolizzato la mia vita, in quanto ognuno dei lettori sa bene cosa significa essere malato di Fibrosi Cistica. Una malattia che mi accompagna nella vita come un compagno fedele. Come l’amante più sagace è sempre presente, senza mai mollarmi un attimo nel bene o nel male. Dopo un ultimo sgambetto del destino che mi ha visto reduce dall’ennesimo pneumotorace ho iniziato a scrivere quelle che molti considerano poesie, ma non avendo l’arroganza di sentirmi poeta. Ho iniziato quasi per gioco a pubblicare questi testi su svariati siti web dedicati alla poesia appurando con soddisfazione che comunque la poesia è ancora seguita e la mia sembrava essere apprezzata. Alcuni mesi dopo ho appreso la notizia sul forum del sito LIFC della morte di un ragazzo malato di FC, e ancora una volta mi resi conto che pochissime persone conoscono questa malattia ed ancora meno ne parlano. Ho deciso cosi di lanciare un’iniziativa a favore della Fibrosi Cistica, dove volevo raccogliere poesie di vari autori più o meno noti che dessero un contributo alle persone che non conoscono la malattia, o che purtroppo ne sono succubi. Sfrutto quindi queste pagine per presentare questo progetto che mi vede coinvolto in prima persona insieme a tanti autori diventati ormai amici. Mi piacerebbe quindi presentarvi “Senza Fiato”, nato da questa iniziativa con quella che è l’introduzione presente nel libro : Da ore mi ritrovo davanti alla stesura di Senza Fiato cercando di scrivere una breve introduzione che ben lo rappresenti, ma è assai complicato dato che non lo vedo come un semplice libro formato da quelle che ho la modestia di considerare buone poesie, ma piuttosto lo vedo come un vero e proprio atto d’amore verso me stesso, verso tutte quelle persone che sono affette come me dalla Fibrosi Cistica, una malattia purtroppo ancora poco conosciuta per essere combattuta e vinta con tranquillità. Un atto d’amore soprattutto perché è un progetto in cui fermamente ho creduto, e credo tuttora, che mi ha portato tante gioie, ma a tratti anche tanto dolore. Cosi ho lottato tra il ripetuto sbattersi in faccia una dura realtà, documentandomi ancora di più di quello che ho vissuto nei miei ventinove anni ricercando continuamente un modo di portarlo a tutti quelli che toccheranno con mano questa “creatura”, in maniera delicata ma diretta, e la grande solidarietà e dolcezza di tutti gli amici che hanno dato la loro disponibilità a scrivere le proprie emozioni per raggiungere lo scopo principale di Senza Fiato. Uno scopo da non sottovalutare mai: la conoscenza. E’ con la conoscenza che ognuno di noi può sperare di vincere qualsiasi cosa si voglia affrontare, senza nascondersi ma viaggiando a testa alta e senza mai abbattersi. Senza Fiato non nasce come una raccolta di poesie a tema unico, ma come una sequenza di emozioni, un modo di vivere la malattia sotto i tanti punti di vista delle persone. Si ritrovano infatti testi di autori colpiti dalla Fibrosi Cistica, che riversano il loro dolore, il loro coraggio e le loro lacrime in queste pagine, per poi inoltrarsi in testi di autori che si sono documentati e hanno dato vita a testi vissuti da “un esterno”, per poi addentrarsi in altri autori che hanno fatto del loro testo un documento che parla della malattia stessa, affrontandola in maniere differenti, anche in modo ironico, ma mai banale. Proseguendo nella stesura di questo “atto d’amore” vedevo piano piano raggiungere la meta, nel mio piccolo ho apprezzato tantissimo il sacrificio di tutti gli autori che hanno partecipato a questo progetto, perché si sono davvero rimboccati le maniche e si sono documentati, hanno studiato, dando il loro grande contributo. Quindi comunque vada almeno una quarantina di persone ora conoscono meglio la Fibrosi Cistica, comunque vada ho incontrato una quarantina di nuovi amici. E questo è senz’altro un successo.
Un saluto di cuore ad Alessandro Ramberti, nonché titolare della Fara Editore per la possibilità che mi ha dato, ai soci e amici dell’Associazione Culturale Poliedrica di Forli, e ai colleghi redattori del blog www.lamenteeilcuore.splinder.com e alla redazione del sito www.fibrosicistica.it per l’enorme collaborazione e opportunità che mi sta dando con questo articolo, e in ultimo, ma non ultimo, a voi che passerete di qui e vorrete partecipare attivamente a questa raccolta di fondi.
Chi fosse interessato all’acquisto del libro è pregato di contattare la propria Associazione Fibrosi Cistica Regionale o il sito www.fibrosicistica.it .
Concluderei questo articolo con una delle mie poesie presenti sul libro: |
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Guido ha paura di Guido Passini |
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Guido ha paura del buio.
Guido ha paura un giorno di svegliarsi con gli occhi chiusi e il respiro assente.
Guido ha paura di non aver dato abbastanza a questo mondo che da sempre l’ha tenuto bendato.
No,non come la dea della fortuna, ma piuttosto come una mosca cieca alla continua ricerca d’un qualcosa che diventi respiro.
Guido ha paura che un giorno perda a questo nascondino che dura da quasi trent’anni.
Guido ha paura di perdere la sua battaglia facendo un buco nell’acqua.
C7, colpito e affondato.
Così tra le mie lacrime ritroverò l’anima di quel bambino che correva felice nei campi senza timori perché ancora il fiato reggeva.
Come fossero sali il corpo riprenderà il sostegno, solo così capirò che la vita non è un gioco e una speranza ancora esiste.
Come un baro attendo di uscire con l’asso nella manica e quel giorno Guido non avrà più paura del buio. |
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| Albeggia | |
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Poggiato su di un freddo masso rimiro l’orizzonte Brezza salina carezza la pelle L’odore salmastro inonda le narici. L’infrangersi ritmato delle onde ai piedi rammenta quiete che intensa soffia sulla mente. Sole rosso intravisto a pelo d’acqua Riflessi di calore coccolano la vista. Chiudo gli occhi Ascolto la voce del mare Tra culle di sé schiuma sfrigolante rumore di gabbiani che immobili attendono il guizzo giusto. Vento leggero mi scorta stridore di reti gettate, mulinelli frenati dalla corsa negli abissi. Sabbia fresca carezzo con mani creando fragili illusioni di castelli instabili sul passare maroso. Il cielo s’impregna del calore del sole ormai alto generando passione. Generoso anche oggi Il mare mi ha parlato di sè resterei ad ascoltarlo per ore....
12 Dicembre 2007 |
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| A Cristian | |
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Brutto cielo oggi, cupo, luttuoso, riversa le sue lacrime in quel di Trieste. Fratello di sventura penso a te steso su quel freddo letto ad ascoltare un suono ormai stanco ch’accompagna il tuo battito Grande uomo penso a te al tuo coraggio di rigonfiare ogni giorno quel petto straziato Ventiquattro anni. No, no, non si può morire, per una maledetta malattia che prevale sul tuo respiro. No, no, non si può morire, per un maledetto destino che abusa del tuo tempo. Oggi un angelo ha aperto le sue ali e con un ultimo alito ha spiccato il volo. Noi tutti ti ricorderemo con il sorriso sulle labbra mentre l’amore ti stringe la mano. Tornerai un giorno, forse, e sarà migliore perché il tuo respiro sarà libero. Dedicata a Cristian, malato di Fibrosi Cistica, morto pochi giorni fa. Ciao Cristian….ci incontreremo un giorno….e torneremo a volare….Ciao |
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| Fibrosi Cistica | |
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Gene maledetto cromosoma impazzito dentro me.
Pesante il petto, denso il respiro, tosse compagna indelebile d’una vita.
Denigranti le statistiche a sfavore, ma il cuore non s’arrende, una continua lotta che può non finire in disfatta.
Il futuro in mano a cumuli di uomini con la speranza d’una soluzione indolore…
Nel frattempo lottare contro un nemico invisibile, contro un male vigliacco.
Accende il mio animo la penna quest’arma bianca, che non ferisce, ma raggiunge intenzioni.
Un grido d’aiuto, soffocato, la paura d’essere incompreso, ma l’ignoranza non deve essere il futuro.
In pochi conoscono la malattia, molti meno, ne scopriranno la soluzione, ma la fiducia non m’abbandona.
Credo nell’uomo, ancora molti anni dinanzi ai miei occhi.
Ne sono certo…. |
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| La ballata di Guido | |
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Voglio vivere le mie ali d’incanto assaporandone ogn’attimo libero
Carezzerò la vita con le flebili dita anelando respiri d’armonia pura
Sorrido ignaro al dolore che matura senza chiedere venia alla tua monotonia.
Voglio vivere le mie ali d’incanto assaporandone ogn’attimo libero |
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| Le radici della paura | |
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Osservo gli anni che passano spediti sotto i miei umidi occhi lasciando segni sul volto magro.
Rivivo attimi che stritolano lo stomaco, con le loro radici grosse come tronchi, togliendomi il fiato.
Ho paura!
Paura di mostrare lacrime che scendono su queste gote arrossate dal sale.
Paura di mostrare che sono fragile come il ghiaccio che abbraccia questo cuore ormai stanco.
Paura di non vivere appieno l’amore che mi devo, e che mai sono riuscito a dimostrarmi.
Sento ancora queste radici salire fino alla gola strozzandomi l’urlo riverso al tuo cospetto.
Ho paura!
Paura che il mio fiato un giorno possa finire spegnendo questo petto affannato.
Paura di cadere in un sonno da cui non ti svegli finché non raggiungi triste il trapasso.
Radici che aggrovigliano queste gambe negandomi la fuga da te orrore.
Ho paura!
Devo gridarlo ancora fino ad umiliarmi dandomi per vinto.
Ma c’è chi insegna ad amarsi per quello che si è, riconoscendo queste radici.
Sai che c’è di nuovo?
Io queste radici le innaffierò con il liquido delle mie scorie mostrandoti che non mi abbatterai! |
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Mortem oppeto ...vivis vitae |
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Agreste odore d’anima smarrita incespicata da far suo in malta astemia di calde parole.
Scrollo da me fango d’inquietudini create, devolute da ibride creature il cui scopo è vagliare.
Ne resto macchiato nauseato da questo morbo che mai mi teme.
Giungeranno giorni dov’io m’impregnerò d’aromi eterei che sveleranno segreti.
Or morte… Or vita… |
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Poesia ed Handicap |
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Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo! |
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