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Villa Emma

 

"Poesie"

 

Solo in settantatrè

rammentano il tuo nome.

Raccolti qua e là,

nascosti

nelle tue stanze

hanno ricordato

il tepore di una casa

che più non esisteva,

allontanato il ricordo

di chi da lì

li strappò  con odio,

ritrovato, forse,

la voglia

di piccoli giochi.

Distraevano

dai morsi della fame,

dal freddo

dall'ossessionante idea

del marchio cucito addosso,

essere bambini

ebrei,

dalla straziante immagine

delle lacrime

di un padre e una madre,

dall'eco di un disperato

NO.

Affidati

dal caso

a braccia estranee,

protetti

in un paese sconosciuto.

Mani ferme

li hanno sospinti

verso la salvezza

lasciandoli correre

oltre una sicura frontiera.

Uno sguardo

scambiato in fretta,

poi un addio

appena accennato.

Ora sei silenziosa

Villa Emma.

Riposi austera

 conservi gelosa,

fra le mura,

la memoria

di sguardi

innocenti e impauriti

per proteggerli ancora

e farli ricordare.

Mi volto

osservo il tuo profilo,

in questo pomeriggio

freddo e nebbioso,

come solitaria signora,

forse attendi

da anni

il ritorno

dei tuoi figli.

Oggi settantatrè,

uomini e donne,

sparsi chissà dove,

ti dicono

ogni giorno:

Grazie.

Umberta

A Villa Emma, nel comune di Nonantola, nel modenese, furono portati,da varie parti dell'Est Europa, settantatrè bambini ebrei. Restarono nascosti lì, protetti dagli abitanti del luogo, fino a quando non furono messi in salvo alla frontiera svizzera. Ricordiamo, oggi, anche coloro a cui è stato risparmiato lo strazio dei campi di concentramento e coloro che hanno rischiato la vita per questo scopo. Anche noi diciamo : GRAZIE.

 
          Il progetto Poha         
Poesia ed Handicap

Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!