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La valle di Nahar
Immobilità , silenzio
misticismo
storia , leggenda.
Superbe montagne
si intersecano
con impenetrabile
maestosità,
ammorbidita
dalle sfumature
del verde
che si inerpica
folto
su terra segnata,
da celtiche
orme.
Si spaccano in gole,
risalgono rabbiose,
contro il cielo,
sfida
alla sua
intoccabilità.
Vellutate
si stendono
su sinuose valli ,
come a penetrarsi.
Intreccio di pini,
ulivi , lecci,
soffice muschio,
rovi,
fondono riflessi
cupi o argentei.
Il sottobosco
vive
fra lame di luce
Lieve fruscio di ali.
Ondeggia,
da cima a cima,
il codirosso timoroso
dell'ampio volo
dell'aquila.
Improvvisa irruenza
fende l'armonia.
E' il Nera.
Scende veloce,
gorgoglia
fra le gole,
si allarga
abbagliante
nella pianura,
scivola
levigando sassi.
Si increspa,
precipita in cascate,
schiuma,
si acquieta.
Trascina la sua
guizzante fauna,
ninfe e crisope,
giocano
fra piccoli vortici.
Pigro lambisce
cespugliosi argini
disseta fronde,
radici.
Si ammanta di nebbie,
dona il suo lucore
al sole.
Luci e ombre,
mutevole umore.
E' padrone
nella sua misteriosa
vallata,
palpito nel cuore
della dolce Umbria,
accarezzata
dallo sguardo
dell'introverso
umbro
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Poesia ed Handicap |
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