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      Il progetto Poha    

 

Poesia ed Handicap

 
Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!
 

Nadia Minardi

 

Il brutto anatroccolo

      Da quando e' stato fatto il primo esperimento sulla clonazione, mi sono resa conto che l'umanità' sta andando sempre piu' verso un progresso che potrebbe essere veramente molto pericoloso per le persone, in particolare, per le persone portatrici di handicap.
      Una volta si parlava di "Razza Pura", e la persona che faceva queste affermazioni, e' stata considerata, a distanza di tempo, pazza; non c'è ora, mi domando, lo stesso pericolo, con quest'idea di Clonare esseri, che siano, prima animali e poi esseri umani, molto particolari, direi "perfetti?"
      Tutto porta a pensare che il "diverso" sia sempre qualcosa da cambiare, da rimediare, da "fare meglio"; guardo la televisione e ciò che ci propinano sono belle donne, attraenti, magari tutte rifatte perché non abbastanza "perfette", solo perché, madre natura, aveva loro dato un pò meno seno, oppure delle labbra che, a dire il vero, sembravano "normali", ma che, a detta della moda del momento, o del sex symbol, non abbastanza sensuali.
      Ecco dove mi spavento: mi guardo allo specchio e cosa ci vedo riflessa? Orrore! E' un'immagine che farebbe disperare anche Darwin, il quale afferma tranquillamente, che l'uomo discende dalla scimmia; davanti a me c'è una donna con le gambe inermi, il volto normalissimo, ma proprio per questo fatto, troppo insignificante; il seno? Non c'è!  E l'insostituibile sedia a rotelle, dove e come la nascondiamo? C'e', ma non e' un bel vedere, anzi, fa scattare qualcosa tipo repulsione; le gambe belle e lunghe, dove sono nascoste? Scherziamo! Non ci si potrà, assolutamente, presentare, in questo modo!
      Certamente un "essere" di questo tipo non si potrà clonare, tutt'altro: lo si dovrà nascondere, perché sono altri i simboli da mostrare alla società.
      Ciò che conta e' essere fatti alla perfezione, magari, appunto, rifatti, e il cervello, non si potrà mai rifare? Forse; quello conta realmente, o sono ancora troppo poche le persone che ci credono veramente?
      A tutti piacciono le cose belle: in fondo l�estetica non e' certamente da mettere al bando, ma quando si parla di persone sane e persone disabili, questa differenza salta agli occhi in modo quasi esasperato e qui scattano anche le crisi della società: cosa si desidera al proprio fianco, un bambino bello ma deficiente, o un bambino bruttino, ma molto intelligente?
      Ritorniamo, per un istante, alle passerelle della moda: si vedono modelle molto attraenti, non certo "sgorbi" e da lì partono le idee per cui le donne (e gli uomini!) devono essere alti, magri, belli, insomma.  Si fa fatica a competere con un mondo che mette in primo piano questi modelli; si arriva a pensare che se non si è così, e' meglio nascondersi: sono dimostrazioni di una società che sta andando un pò alla deriva, ma soprattutto il disabile e' tagliato fuori!
      La frase che a volte sento in questi casi e' "poverino, hai visto anche che bello! Peccato che sia ammalato!" Come se ciò fosse solo prerogativa dei brutti!
       

      Non voglio sembrare "bacchettona", Vorrei solo pensare di poter esistere a fianco di persone sane e belle senza dover competere per quest'elemento così effimero; vorrei dimostrare sempre a tutti coloro che mi avvicinano, che sono donna in tutta la sua totalità, perciò cercherò anch'io di "truccarmi", di rendermi più piacevole, ma non e' sicuramente quest'immagine che desidero che gli altri portino via con sé della mia persona: desidero far valere qualcosa, tipo una certa materia grigia, nascosta bene in una scatola cranica, dove di certo non si può toccare, ma si può sempre affermare che serva a farmi sentire migliore perché e' ciò che conta in un essere umano.