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      Il progetto Poha    

 

Poesia ed Handicap

 
Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!
 

Silvano Montanari

Fiorenzuola d’Arda ( PC )

Danza Lenta

 

Al Combattente … Silvano Montanari

Un Angelo venuto dal passato                   

attraverso i più recessi meandri della fantasia                      

m’insegna che la guerra è tentazione:

per conseguire un utile e assoggettare un Popolo

alla propria Ragione.

 

L’orrore ha tante facce

anche di un fuoco Amico

si perde così la Vita muovendo un solo dito.

 

Osserva!

Quanto Sangue, sulla tua mano.

Tu dimmi! 

Tutto questo ci porterà lontano?

Quando sarà finita

la conta tu farai

e quanti Amici più non troverai?

 

Allora sarà chiaro!

O vinto o vincitore

cerca la Giustizia nel fondo del tuo cuore.

Sarà solo lì!

Nascosta!

Se avrai guardato bene

scoprirai che tutto questo

ha portato solo pene.

 

Allora…

Con coraggio trova un’altra soluzione:

stendi un’altra volta la mano all’aggressore:

perché non ci sarà Giustizia

se morirà l’Amore!

 
Visioni Oniriche

Paesaggi evanescenti, eterei

visitati con le ali del pensiero

librano nell’aria flebili fragranze

di fiori e vegetazione rigogliosa.

 

Fiumi d’altura cadenti nella Selva

da un balzo azzurro di cascata

e la Natura sotto incontaminata

in questi lidi umidi si sprigiona.

 

Fiori vetusti, avvizziti e stanchi

spargono nell’aria gli ultimi colori

mentre fiorente, nella Selva antica

si nota un intenso brulicar di Vita.

 

Vita che si esprime in multiforme foglie

vari colori, caldi profumi inebrianti.

E quella fitta nebbia piovigginosa

della cascata sottostante

filtra i raggi del Sole scindendone i colori:

creando così nell’atmosfera madida

un duraturo, Magico Arcobaleno.

 

Uccelli grandi d’ali solcano il cielo

su i veloci vortici di schiuma

padroni della scena volteggiano

dondolandosi nel vuoto

sorretti dai poderosi flussi caldi

che salgono dal serpeggiante fiume

scendente vorticosamente a valle.

 

Il profumo d’acqua che ammalia le narici

invita i sensi a sublimar gli istanti

la mente a conservar le buone sensazioni.

Il pensiero viaggia fantasioso

prende visione di quei Magici lidi

finché la luce prenderà possesso

di una nuova giornata fragile e indifesa

alla mercé della Vita vera.

 

Così per sognare ancora

attenderemo un’altra volta la sera.

 
Amavi l’amore
 

Amandomi, amavi l’Amore

tutto ciò che c’è di buono al Mondo.

Gli Angeli cantavano dolci armonie

i giorni sfoggiavano albe raggianti

le fonti cantavano garrule di gioia

le Terre emerse fiorivano i crinali

il Sole caldo scaldava la Natura

come l’Amore scaldava il nostro cuore.

 

Il Mondo apriva agli amanti

la sua eterna porta verso la Passione.

La Pace in fondo ai cuori fioriva.

I rigurgiti di un’Estate appena finita

infuocavano gli ardori primitivi.

 

Dolce era la tua compagnia

nelle sere d’Estate “cuore a cuore”:

e Tu, piano, piano, rubavi il mio Amore.

Soltanto adesso l’ ho capito!

Solo perché non volevo vedere

tenevo sempre nella mente un motivo

per poterti perdonare

dopo aver subito le tue mancanze.

 

L’Amore è cieco: questo lo posso dire!

L’allontanamento tuo repentino

ha spezzato la Pace del mio cuore.

Ora io sono profondamente smarrita

mi sento rinchiusa nel tuo cuore

e allo stesso tempo allontanata.

 

Hai rubato la mia Vita per un capriccio

che Ti farà star male e Ti lascerà solo

sarà il giusto compenso per le Tue bugie.

Sono stordita dalle parole

che solo miravano a creare rovina.

 

Ora però altro non Ti rimane

che pagare il fio dei Tuoi errori.

A Te il tuo dovuto, per me ne sono certa

sorgerà ancora il Sole,

con la dolcezza troverò un nuovo Amore.

Lettera ad un innamorato infedele

scritta per conto della fidanzata tradita

 
Mai Perdere la speranza
 
Il pescatore

In questo tempo di tempesta vociante

di flutti muggenti si è riempito il mare

in balia dell’onda è il piccolo natante

così il marinaio più non può governare.

 

E sulle creste la rumenta bagnata

giunge alla spiaggia portata dal mare.

Il pescatore raccoglie il palamito

ripone le reti e si mette in Preghiera.

Son tempi tristi per l’Uomo avvilito

per una fermata forzata, improvvisa

che non gli lascia arrivare il guadagno.

 

Il mare, per lui, è un fedele compagno

e gli mantiene il suo grande decoro.

Ogni Valore che egli conserva

gli viene dato dal mar con riserva

a patto che lui vada a gettare

le lunghe reti ogni giorno nel mare

e poi recuperi con grande fatica

quel che per lui vuol dire la Vita.

 

Son giorni bui, di tempesta, di attesa

però sempre il mare gli porta Fortuna

perché dopo che la tempesta è passata

arrivano giorni di caccia spietata.

 

Le prede portate dal grande fermento

giungono a riva a portare Abbondanza

e il pescatore in quel dolce momento

si scorda presto della tempesta passata.

 

Se questa arriva a portare scompiglio

dall’altro canto avvicina le prede.

Sia Gloria al mondo; sia Gloria al Signore

per questo tempo di ritrovato ardore!

È ciò che pensa il pescatore.

 
La Terra! …

Sospesa nello spazio infinito

tra vortici di galassie inesplorate

e miliardi di Mondi possibili:

preparata da mano Divina

come residenza della Vita.

 

Forgiata per l’Uomo pellegrino

che in breve l’ ha colonizzata.

Unica, nell’universo a detener la Vita?

 

Forse tra quei miliardi di galassie

lanciate come veloci dardi

nello spazio immenso

che rincorrono un tempo infinito

ci sarà un atollo sperduto.

 

In questo mare privo di confini

nel quale, questo astro benedetto

sia stato dal fato clonato in altra guisa:

in pratica il negato di sé stesso.

 

Che su questo si sia sviluppata

una civiltà simile alla nostra

ma al contrario più comprensiva.

In cui ci sia il continuo per dove

ognuno di noi arriva, perciò più progredita.

 

Dove si conoscono davvero

le cose che veramente hanno valore

dove la gente invece di pensare

agisce guidata dalla legge del cuore.

 

Una Terra veramente benedetta

una Terra più bella là nell’immensità

illuminata dalla stella della felicità.

 

Ma questo è soltanto Fantasia

questa Terra brulla, continui a girare!

Faccia la sola cosa che sa fare!

Mentre l’Uomo senza porsi problemi

alla finestra continui a guardare!

 

 

 

Una Terra nuova, con l’aiuto di Dio;

una Terra d’Amore! Questo è il mio desio

 
Un giorno…

Un giorno

respireremo vivo il tepore del Sole

ci disseteremo alle fonti eterne dell’Amore

calmeremo così dell’Anima il tormento.

 

Copriremo la nostra valle amata di pianto

così da far crescere forte e rigoglioso il ricordo.

 

Correremo come l’acqua pura

dalle sorgenti della Vita

fino all’incontaminato mare dell’oblio.

 

Nulla…

vedremo più su questa Terra…

in quell’ultimo indefinibile momento

non ci sarà più Guerra.

 

Le controversie nel mondo saranno finite

finalmente regnerà la Pace su questa brulla Terra.

Avremo tanto Amore da donare

si desterà la gioia in ogni cuore

avremo per sempre finito di provare dolore.

 

I canti Angelici scenderanno le valli

con il soffio d’ali fugheranno gli affanni

e osservando bene

sulle labbra un sorriso

scopriremo di essere approdati in Paradiso.

 
L’ala spezzata…

Un Angioletto nano

mandato dal Signore

viveva come promessa

nel Vostro grande cuore.

 

Di gioia palpitava

di Vita si nutriva

giocava senza pensieri

in uno spazio angusto:

non era ancora pronto

per affacciarsi al Mondo.

 

Finche un brutto giorno

nel gioco furibondo

a lui s’è rotto l’ala.

 

Il sogno s’è spezzato:

è stata una meteora

che il cielo ha attraversato.

 

Venuto dall’oblio

all’oblio è tornato:

lasciando ai genitori

su questa Terra brulla

solo la tristezza

di non averlo incontrato.

 

Ma lui, bello e leggiadro

nei pascoli del cielo

Vive nella luce di Dio

felice di non esser nato.

 
Buon Giorno! …

Buon giorno! Dico buon giorno a voi

che vi destate dopo il lieve sopire

di una notte insonne!

Buon giorno ancora a voi

che lavorando mentre la notte avanza

compite azioni per gli altrui bisogni.

 

Buon giorno a voi che ancora assonnati

riempite di sbadigli la casa delle Istituzioni:

posti, in cui voi, Uomini importanti

seduti ai seggi premete dei bottoni

reggendo così le sorti delle Nazioni.

 

Buon giorno ancora a voi

che dopo tanto sonno ristoratore

sperate di scoprire sul volto della Gente

un po’ di buonumore.

 

Buon giorno a te che dopo tante pene

t’aspetti di trovare delle persone buone

che possano almeno per questo giorno

far fronte ai Tuoi bisogni.

 

Buon giorno a tutti, Cattivi e Buoni

per un buon giorno senza condizioni;

dico buon giorno

e che sia un giorno buono veramente

un giorno bello, importante

che riesca a sedare i conflitti nel Mondo

che possa fare più buona la Gente

che faccia parlare di sé negli annali

che riesca a guarire la gente dai mali.

 

Che poi, quando è arrivata la sera

conceda il riposo e la Pace agognata

che ancora non c’era.

  

Un augurio che si da ogni giorno

 
Un dolce ricordo…

Un dolce ricordo legato alla mia infanzia

vaga per i meandri della mia memoria

portando a me, le immagini del passato

quando bambino ancora andavo a scuola.

 

E mi sovviene un ricordo caro:

erano tempi un po’ particolari,

la Gente non aveva di che vivere

la Guerra aveva lasciato i suoi orrori

quasi tutti erano poveri ma i benestanti

si prendevano cura del Popolo indigente.

 

C’era l’Amore! L’aiuto non mancava

ai poveri che vivevano di stenti!

Non c’erano associazioni benefiche

non ce n’era bisogno! Al sofferente

veniva comunque offerto l’aiuto della Gente.

 

Com’erano belli quei tempi ormai lontani

quando ci consideravamo tutti uguali.

 

Ricordo che essendo io indigente

avendo solo il poco con cui vivere

avevo gli stessi amici degli emergenti.

 

Ebbene! Ora il tempo è passato

creando qualche beneficio alle Persone

però, ora c’è la distinzione

tra le varie caste della Popolazione.

 

“Forse”, questo beneficio che non è per tutti

ha fomentato gli egoismi individuali

così giungo a desiderar quei tempi

in cui erano Vivi i sentimenti.

 

 

Un ricordo dell’età giovanile

 
A Spasso con l’Autore…

I dolori mi hanno rincorso quando ancora ero piccino

portandomi dispiaceri acuti, segnandomi il destino.

Perdetti il mio sostegno soltanto tredicenne

lasciando nella tristezza gli anni miei sereni.

La gioventù fuggiva velocemente

e in quei tempi legati al dopoguerra

tutti eravamo speranzosi, credenti nel futuro.

Solo mi restava il rammarico sincero

per la Vita che avevo vissuto non serena.

Finito il militare, tornando per restare

ho perso mio padre

e con lui la sicurezza del futuro

ponendo nell’oblio quel “che” di tenerezza

che l’Anima mia agognava.

Ero portato a scrivere per vincere il dolore

che stretto fortemente mi attanagliava il cuore.

Ma ecco che un giorno, dalle nubi del passato

il Sole per me è felicemente spuntato.

Ho colto il fiore che il fato mi porgeva.

Quel fiore mi ha Amato

e con la sua dolce presenza ha lenito il dolore

portando nella mia Vita un dolce raggio di Sole.

Una famiglia ho formato

e della poesia mi sono disinteressato.

Ho riposto le opere in un cassetto buio

e a due Angioletti mi sono dedicato.

La Vita intanto, alla mia famiglia nuova

pensava fosse giusto metterla alla prova.

Ha portato peripezie e varie malattie

avendo sempre “è vero”, anche se con ritardo

per noi che siamo credenti un occhio di riguardo.

Erano malattie che minacciavano il futuro.

La Vita è stata lieta, colma di speranza.

Ora ho nipoti che portano allegria

Figlie che sono Mamme vere!

Con dei mariti onesti e come per tanti

per me Figli veri, veramente importanti!

C’è tanta gioia ora che avvolge casa mia

ho una Vita intensa, che ancora sento mia.

Ho dato tanto Amore, Amore ricambiato

dalla mia consorte, da quando mi ha sposato.

Ora anziani, stiamo raccogliendo i frutti

di ciò che durante la Vita abbiamo seminato.

Con questa autobiografia concludo

prendendo come spunto un’osservazione

che riassume molto bene ciò che ho asserito:

“però! Che Vita piena è stato il mio vissuto!”

 

 
Già tanto hai pianto…
 

Non hai più voglia di piangere,

già tante volte l’hai fatto

guardando verso il cielo

senza nulla vedere:

hai cercato il lume di una stella

hai atteso di sentire una voce

che ti poteva dar speranza.

Già tante volte hai pianto

usando quel freddo tutore

che con te, lentamente cammina

per ridarti un po’di libertà perduta:

nell’oscurità silente della tua croce

trionfa il tuo dolore.

Tu sai, nel ciel sono le stelle

le avevi osservate un tempo

quando brillavano serene:

quando ancor l’eterno nero

non aveva rubato il tuo vedere;

già troppe volte hai pianto

mentr’egli attonito ti stava osservando

e come attendendo il tuo bisbiglio

ti ha inutilmente ascoltato:

tu non hai chiesto nulla:

hai accettato dimesso la tua pena.

 

Più non piangere, a nulla serve:

il tuo destino è di vedere Dio

nella sfolgorante luce

che tutto può guarire

e far tornare sulle labbra tue

il sorriso.

 

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Scritta per un Amico non vedente che non è più con noi.

Questo per dire che c’è sempre uno spiraglio per poter essere felice

nonostante tutto se lo stesso crede nell’Amicizia e nella Fede.

 
Regali preziosi…
 

Un angolo d’immenso io Vi regalo

in queste feste in cui è caldo il cuore.

Come l’immenso è grande quest’Amore

che nutro per Voi ragazzi cari.

 

Vorrei regalarvi una Vita piena di accenti

che fanno risaltare le attenzioni

per rendervi palese in quei momenti

quanto per Voi, batte questo vecchio cuore.

 

Vorrei regalarvi un sogno duraturo

che vi faccia credere nel futuro

e vi aiuti senza alcun danno

a superare anche l’ultimo malanno.

 

Fermar vorrei nel vostro tenero cuore

l’immagine del nostro grande Amore

per darvi la certezza giornaliera

che si può costruire una Storia vera.

 

Vorrei potervi risparmiar gli affanni

che presto o tardi fanno grandi danni

vorrei che Voi, viveste intensamente

la Vostra dolce Storia senza inganni.

 

Vorrei per Voi, una grande dolce Vita

fino a quando il Signore la vorrà finita

vorrei che Voi donaste tanto Amore

ai nipotini miei dal grande cuore.

 

E poi vorrei potermi addormentare

con la certezza d’esservi nel cuore:

questo però non tanto presto

solo quando lo vorrà il Creatore!

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Quando la famiglia cresce, crescono le apprensioni

si soffre anche per loro perché la sofferenza è Amore!

Dedicata ai miei cari ragazzi

 
Amori! …
 

Ricordate quando il buio era presente

quando più non v’era profumo di Vita

mentre quest’ultima fuggiva lentamente

e più sperare non c’era concesso?

 

Allora, la più bella espressione che restava

eravate voi, per me, dolci tesori.

Ancora caldo era il Sole

sempre la Vita aveva i suoi colori

mentre per voi il gelo dentro al cuore

rubava tutto quanto il suo splendore.

 

Il vecchio male che ormai reso palese

in voi muoveva la disperazione

faceva del vostro viver quotidiano

un tempo vuoto, senza convinzione.

 

L’Amore che bruciava dentro il petto

vi trascinava in un gorgo immane

rompendo quegli istanti di diletto

che della vostra gioventù ricordavate.

 

Piccini cari, or che nel mondo son tornato

ora che m’ han fatto un gran regalo

io vi ringrazio con il cuore in mano

per avermi in ogni momento Amato

dandomi Speranza nel futuro

quando ancora ero malato.

 

Dolci Figli miei, cari tesori

voi non potete nemmeno immaginare

quanto per voi sia grande quest’Amore:

non vi struggete, siete sempre i soli

che potete sentirvi padroni del mio cuore!

 

 Dedicata agli Amori della mia vita che sono sempre stati presenti,

soprattutto durante la mia malattia

 
Eletta Madre   ( Acrostico )

Eletta Madre di Figli dolcissimi

Luce di Vita per la tua progenie

Intenta sei nel riporre le tue gioie

Sotto quest’Anima che irradia luce

A proteggere dal Mondo i tuoi tesori.

Fulgida stella del mio piccolo universo

Intima compagna della Vita mia:

Non può appassire un fiore così bello

Esposto alle intemperie della Vita.

Tue opere sono quelle del mio Paradiso

Tue, le promesse che su questa Terra

Io aspetto per allietare il mio tempo.

Angelo dolce del mio focolare

Nata per far felice un Uomo

Ingenuo forse, dolce tesoro

Ma sempre follemente innamorato.

Anima buona, cuore immacolato

Mia personalissima Signora

Ispiri tutta la mia produzione

Ancora sei la mia opera migliore.

 

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Dedicato a mia moglie “Elisa”

 
Inno All’Amore … Silvano Montanari

Sono in attesa!

Sto assaporando nel mio inconscio

il tuo profumo

e penso alle peripezie che ho fuggito

anche se nel pensiero sono rimaste

come ombre mute della sera

a scalfire questa ossatura tenace

che mi concede di ritrovarmi ancora.

Eppure! Sto ascoltando

nel profondo del mio cuore

sempre di te innamorato… perché tu

tra le altre cose mi hai salvato.

Mi hai salvato da me stesso

dalle mie paure e dal mio male:

male tremendo! Vorace!

Che ha rubato per sempre

la mia pace interiore

lasciandomi un bisogno immenso

di attenzioni comprensione ed amore.

Amore si! Amore profondo e sincero

come il tuo… La tua voce

fiore colorato del mio giardino.

Sto ascoltando una voce sincera

che mi invita a scoprire

ciò che ancora

c’è di nascosto nel mio futuro.

 

 

Ascolto e ti vedo tra le Stelle

la più fulgente, la più bella

e io che intorno a te sto ruotando

in un’aurora di caldi bagliori         

assaporo la Gioia

di ritrovarti ancora che vivi per me.

Amore caro! Amore bello!

Unica donna del mio castello!

Ti ho amato dolce tesoro

e ti Amo ancora;

ora più di allora

perché l’Amore che mi hai regalato

tanto prezioso per il mio cuore

mi ha dato la fiducia nel domani;

in un futuro senz’altro migliore.

Quest’Amore così forte! Così vero!

Resisterà oltre la Morte

Perché, spoglio dalle vesti Mortali,

aleggerà nell’aria

a sommità dei monti

e scenderà giù a valle

così che come tenero virgulto

rinascerà per rifiorire ancora

E… tu sarai tra quelle

baciate dalle stelle.

Dedicata a mia Moglie per ringraziarla di avermi sempre Amato  E di aver creduto in me, senza riserve

 
Sei tu che mi chiami !

“Senti ?

qualcun mi chiama

forse qualcuno m’Ama

Lassù in quel ciel lontano!”

Sento! È una voce calma

come un sussurro lieve:

forse spezzar non vuole

questo silenzio immane.

Fuori la notte incombe

non s’ode alcun rumore

sol del tuo cuore il pulso

che batte per l’Amore, Vive.

La vita! Dove fuggì la Vita?

Scomparve quel dì nascosta

dal manto de la notte.

Ascolta! Un dolce canto d’Angeli

s’ode a venir lontano

la tra le nubi forte

giunge quaggiù pacato

a consolar il cuor da tante pene.

E’ vero! Qualcuno m’Ama!

Qualcun mi vuole a sé

in Ciel tanto lontano.

Chi può codesto pianto

mutare in tanta gioia

col dolce suo richiamo?

Ma sei Tu, dolce Mamma

sei Tu che mi consoli

e attendi che il Signore

l’Amore Tuo m’involi.

Sei Tu, dolce Mamma

che avvinci il cuore

e muti il mio dolore

in Gioia ed in Bontà.

 

 

Ricordando la perdita di mia madre

In un momento di sconforto

 

 
Caro Ricordo …

Umile ancella che il pensier mio culla

e lo trasporta ai dì di prima Vita

in un incanto di un’aula fiorita

di lieti bimbi intenti ad ascoltar.

 

E mi rammenta un canto

che tremulo io udivo

un canto immacolato

in note pur piccanti e dolorose

ma già rifuse di dolcezza amara

che saldamente m’avvinsero il cuore.

 

Piango or pensando agli anni miei

nel vortice del tempo ormai passati.

Trema il pensiero che la notte nera

giunga a carpire la mia vita

e pur vibrante, grido al vento brulla

tutta la vita che il mio cuor scandì.

Torna al morire il Sole rosseggiante

segnando un’altra meta nella vita:

pur esso mi rammenta quanto duri

e di dolore ebbri furon tristezza

tutti i miei sospir.

 

Ricordo le tue braccia a me rivolte

ne l’angoscioso inceder dei tormenti:

tu mi chiamavi

più mi stringevi

mentre suonava vaga la tua voce

mentre il tuo cuor piangeva

e il battito pietoso piegava il mio voler.

 

Tutto ricordo di te

mia dolce Mamma

caro ricordo che mi avvince ognor.

 
Ancora un’Alba…

Esce dalle fauci della scura notte

la luce del giorno con i suoi colori;

caldo nell’anima, gioia dentro i cuori

per il sorgente Sole dai lucenti strali.

 

Sale la nebbia che odora di tristezza

per i mali dell’essere che portano rovina

finché la brezza così leggera e fina

nell’intimo profondo da una pulitina.

 

L’ultimo anelito nella notte ancor spira

mentre si allunga il dardo luminoso

sopra la piana proprio dietro il monte

per dare spazio alla prossima speranza.

 

Cantano i merli e i passeri dal nido;

cantano la vita che torna a rifiorire

su questa terra che non vuol morire

e questo canto stimola il sorriso

alle vita che su questo atollo vive.

 

Ed ecco! Il nuovo giorno è giunto

le raganelle cantano nel prato

uscite dall’acqua della fresca roggia

per respirar le stille di rugiada

ed inneggiar così all’alba nuova.

 

Tiepida e calma, l’atmosfera dorme

accompagnata dall’odor di Primavera

ancora un’alba è sorta su questo mondo

per permettere alla vita di ricominciare.

 

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Una nuova Alba sorge sul vecchio mondo

per permettere alla vita di ricominciare

 
Poveri Eroi…

Un giovane mattino s’udì un tuono;

un gran bagliore si vide a Nassiriya

onde di fuoco su quel grande scempio

che del mezzo resta, dopo l’esplosione.

 

Pure, peroravano una giusta causa:

volevano fermare quella guerra

che grandi lutti provocava al popolo

senza pretendere di ritorno niente.

 

Adesso, immobili, senza più ideali

bruciati dagli orrori della guerra

in altri lidi iniziano a volare

uscendo dai confini della Terra.

 

Forse dall’alto di quell’altro mondo

a tu per tu con il nostro Creatore

chiedendo venia per gli errori commessi

ritroveranno Pace e tanto Amore.

 

Intercedendo per noi verso l’Eterno

potremmo ritrovare quel buonsenso

che ci farà vincere i dissidi

e l’odio endemico verso i diversi.

 

In quelle case intanto dove sono nati;

dove hanno vissuto da giovani felici

piangono le madri per gli affetti perduti

domandandosi perché sono caduti.

 

Non v’è supplizio più grande

che dover accettare una sorte

che ha portato lutti e privazioni

sentendosi convinti d’essere nei giusti.

 

La guerra ha sempre portato odio

lutti e privazioni, né si può parlar

con garbo, di guerre preventive:

la guerra è guerra, beato è chi vive!

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Dedicata agli eroi degli ultimi accadimenti a Nassirya

E più in generale, ai caduti di tutte le guerre.

 
Ricordo di Nino…

In questi giorni bui

mentre la pioggia esprime silente

il tormento del cielo:

la testa più non vedo

sul candido cuscino del Tuo letto;

ne la tremante mano implora più

qualcosa ch’è lontano;

ne più si vede

nella luce stanca del guardo

il Tuo implorante pensiero.

 

Odo soltanto adesso

celato nei meandri profondi dell’inconscio

il gemito che tenue saliva dal Tuo male

per arrivare a esplodere nel mondo

che non aveva tempo di ascoltare.

 

Dopo una vita dedicata all’amicizia,

mi ritrovo solo in questa spiaggia fredda

dove giorno dopo giorno

arenano i pensieri.

 

E non oso proferir parole

e non cerco più le solite emozioni

che Tu mi procuravi, quando mi riservavi

la gentilezza e la comprensione!

Io Ti ricordo; e così, Ti voglio ricordare!

Allegro e prorompente nelle tue espressioni

rigido e forte nelle convinzioni

tiepido nei toni e dolce nelle conclusioni.

 

Abbiamo passato un tempo

che non si può dimenticare:

Tu, eri la mia guida , il mio conforto;

la prima luce del  giovane mattino;

l’amico sincero su cui  si può contare.

 
Contro Natura

Pioggia sporca d’indifferenza

cade sui pensieri degli umani

mentr’essi con le proprie mani

convincon la Natura a disertare.

 

Lingue di fuoco solcano il cielo:

traccianti scie di nebbia e di veleni

sono patrimonio delle generazioni

che in questi tempi calcano la scena.

 

Oggi, anche il ghiaccio se ne vola via:

si sta sciogliendo nel salato mare;

or, che la temperatura sta salendo

perché l’Uomo continua ad inquinare.

 

Le regole del sereno vivere, stravolte

sono dal male che attraversa i cieli

persino gli astri, meno lucenti sono

e quest’atmosfera ha il sapor di sale.

 

L’essere morirà per negligenza sua

ché non si rende conto di sbagliare

mentre la cupidigia è proverbiale

e più nessun ostacolo la arresta.

 

Persone che non conoscono ragione

sono padrone della situazione;

e senza nessun rammarico deciso

tolgono ai loro simili il sorriso.

 

Un mondo sporco ci troviamo avanti

del quale, più non sappiamo cosa fare:

tanto, è stata decisa la nostra sorte

che non possiamo più nulla salvare.

 

Sarebbe così bello, essere grandi;

leggendo in fondo al nostro cuore

e scoprire che nell’anima nostra

traspare il desìo d’esser migliori.
 
Cara donna mia

Cara moglie mia

che illumini il cammin della mia vita;

dolce signora, doni al nostro nido

i magici colori dell’aurora.

 

Quando il mio pensier si perde

nel tormento della malinconia:

il tuo calore io sento entrare

rassicurante nella struttura mia.

 

Io t’ Amo tanto! Donna mia!

E colgo in te, il calore della vita;

la preponderante forza della fantasia;

la gradita sensazione che lascia l’allegria.

 

Quando il camminare stanco

dei miei giorni che saranno sul finire

segneranno in modo negativo il mio futuro

le tue mani scarne m’accarezzeranno il viso

tremanti, sulla pelle increspata dal tempo:

del tuo immutato calore, coglierò l’ardore

nel tuo Angelico aspetto, riscoprirò l’ Amore.

 

Mi dipingerò le mani di bianco

per non sporcare il tuo candido vello

e passerò e ripasserò carezze stanche

sui capelli che m’ hanno solleticato il cuore

per rinfrancare nonostante il tempo passi

il nostro grande e colorato Amore.

 

Il cuore mio, mai, ha avuto segreti

e tu, il mio Amore hai sempre posseduto!

 

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Dedicata a mia moglie,

che occupa tutti i miei pensieri

 
Io Amo

Io, innamorato della vita, Amo!

Amo i miei boschi che odorano di faggio,

i dolci rivi che scendono alla valle,

i timidi percorsi tracciati in mezzo al verde.

 

Amo osservare l’alba quando sorge

e col pennello magico colora gli altopiani;

Amo camminar nelle distese valli,

e ascoltare il sibilo del vento

quando s’insinua fra gli acuti picchi.

 

Amo dormire disteso in mezzo ai campi,

odorare il respiro aulente dei fiori;

amo inseguire l’acqua a ritroso nel percorso

e giungere a bere alla fresca fonte.

 

Amo la gioia, amo l’allegria

che da sempre fa esultar l’Anima mia.

Amo il dolore, e la malinconia

che mi fa edotto del mio stato di grazia:

amo la simpatia e la gentilezza dei piccini

quando al cuor di mamma si tengono vicini.

 

Amo tutto ciò che m’ha donato Iddio,

ma soprattutto amo immensamente tè

tesoro mio!

 

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Dedicata alla luce dei miei occhi che tanto Amo:

mia moglie Elisa.

 
Sospesi ora siamo…

Occhi lacrimanti guardano quest’atollo ingrato

occhi senza più luce, spenti, in questo bel Creato

argini possenti in valle eterna sorgon nell’Anima

a limitare il fiume d’Amore che scorre copioso

illuminato da raggi di luce radiosa di Sole.

 

Ibridi destrieri, cavalcati su intricati sentieri sospesi

nelle profonde cavità degli azzurri e vaporosi cieli

guidati da Anime vezzose, ridenti, serene e capricciose

con mani di vento, piedi di rubino, scarpe di pensieri.

 

Dondolanti, fluttuanti, esposti ad ogni soffio di vento

luccicanti scie di armoniche figure uscenti dall’oblio

ancelle voluttuose, servili e premurose, adagiate

su letti di sospiri: tenere illusioni del tempo giovanile.

 

Amore nell’Anima, un abbraccio caldo sul cuore

le pene della Vita sono finite, portate all’oblio;

rimane un sogno fluttuante, leggero, in questa Valle

vibrante con artigli forti conficcati sul sentiero:

il sogno che ci ha lasciato un Uomo unico e sincero.

 

un sogno di Pace, di Perdono, un sogno di Comunione

di Giustizia e Uguaglianza per i popoli della Terra

vivendo delle nostre pene, calmando il nostro dolore

portando a noi, Peccatori, la luce del Signore;

“guidaci ancora durante il cammino, Uomo Divino!-

 

- Le Genti tutte Ti amavano, ti chiedevano la Libertà.

Tu, insegnavi ai Popoli in Guerra, Fratellanza e Verità!

sospesi ora siamo, su ali consunte e doloranti

in questo Mondo carico d’Odio e di Dolore

senza più il tuo carisma che ci dà serenità.

 

Prestaci un ultima volta il Tuo sorriso;

con il volto immerso nella luce Divina

bacia la nostra mano laboriosa e contadina

e porta la speranza di una Vita nuova

in chi l’eterno abbraccia, e nel buio riposa”.

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La Morte di Papa Karol Wojtyla

 
Si può distruggere un pensiero?...

Si può distruggere un pensiero?

Tutto ciò che fu reale, appena formulato,

rimane per sempre impresso

nelle pagine di vento del libro del tempo.

Così, come l’espansione dell’universo

ha creato lo spazio, e lo stesso, il tempo

e questo in luce ha inciso tutti gli istanti

fino a questo momento vissuti

sulle pagine di un etereo libro infinito.

Riuscendo a costruire un automa

che spazia in questi reconditi meandri

potremmo essere attuali in tempi diversi

e vivere più volte la stessa vita.

L’individuo è dotato della funzione

che già si esprime in tal senso:

la memoria

e di un lettore che si incarica

di riportarci con i ricordi ai primordi.

Noi leggiamo le informazioni a ritroso

che ci giungono dai profondi abissi

dello spazio,per mezzo della luce captata

da strumenti puntati alle orbite astrali

per capire quale è stata l’evoluzione

della profondità dei cieli.

Facciamo tutti parte dello stesso mosaico

ognuno di noi con la sua singolarità

colora il suo futuro e dà luce e tono

al suo singolo tassello.

Una volta che tutti i tasselli saranno posati e

saranno disponibili in miliardi di diversi colori

questi tesseranno sulla tela ,l’immagine

del trascendente e finalmente

sarà svelato l’ultimo e più grande mistero.

Questo, nell’ultimo giorno,

quando la luce si unirà alle tenebre

e più non ci saranno le notti a coprire

le nostre azioni di mistero:

ma un sole caldo, immenso, infinito

illuminerà i meandri bui

e noi, nel tutto finiti

saremo l’immagine del Creatore

con lui per sempre in simbiosi.

 

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Riflettendo sulle nostre origini

 
La Sua parola…

Ondeggia orante per le vie del centro

un lungo serpentone gongolante

finestre e porte delle case, addobbate

per fare festa a un’Entità importante.

 

Canti religiosi vengono scanditi

e litanie dirette al Creatore

nella giornata in cui diventa attuale

la storia della Morte del Signore.

 

Già le campane sono ammutolite

in chiesa si ascoltano sermoni

che insinuano nel cuore dei fedeli

le dolci e appassionate sensazioni.

 

È morto Gesù, è morto il Salvatore!

Lui, l’Amore, il peccato ha sanato

è giunto al nostro cuore e ci ha parlato

con la sua Fede; con il suo martirio:

 

ha dato senso alla nostra breve Vita;

ha dato la fiducia a noi che dopotutto

malgrado la Sua evidente Divina luce

lo abbiamo tradito e rinnegato.

 

Egli, ci ha aperto il suo cuore

insegnato all’uomo la sua parola;

ci ha mostrato la via sicura

per ritrovarci ancora uniti

in una Celestiale Aurora.

 

Nel giardino dell’Eden sempreverde

dove per sempre fioriscono le more;

dove le fonti garrule e fresche

sono le eterne fonti dell’Amore.

 

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Lui, il Salvatore dei Popoli, morto per Amore.

 
Mattinata Valligiana…

L’acque chete del placido torrente

che alla pianura porta il suo vigore

di veste azzurra d’acqua nel profondo

di tratto in tratto questo si colora.

 

Scorre leggero tra le ardite sponde

in questa valle che intanto s’innamora.

 

I pioppi, che accanto a lui dimorano

assorbono dalle radici il fluido vitale

mentre la chioma loro sollecitata

dalla leggera brezza mattutina

Storie nascoste, inizia a raccontare.

 

Un poderoso Sole s’alza dietro al monte

che tutta la nottata ha da scordare

pigro, di sbadigli empie il cielo.

In mezzo ai rami luccicanti scie

filtrano gentili fasci di colore.

 

Alcuni cirri oltre l’orizzonte

premono scherzosi sulla scena

ravvisando in questo inizio di giornata

un tempo tonico di serico colore.

 

In valle aperta svetta Lugagnano

La cui collina il piede sul torrente fissa

con le sue case vecchie aggrovigliate

in un centro storico di colore antico

mentre più in alto, nella zona nuova

il Sole abbaglia la novella edilizia.

 

La Vita preme, si sveglia l’assonnato

tutto riprende come è sempre stato.

tutta la valle è pronta: si torna al lavoro

in questo nuovo giorno accalorato.

 

Scritta per la mia bella Vallata

ricordando la mia residenza a Lugagnano.

 

     Grazie oh Signore! …

Sui verdi campi e sui ruscelli argentei

cade silente l’atmosfera bianca e leggera:

coltre più candida, or, veste la Natura:

stelle magiche di ghiaccio si procura.

 

L’ora che passa raggiunge la sua meta

ove si perdono gli eventi già vissuti

festanti, tutti uniti, nella tarda sera

si canta un inno che funge da preghiera.

 

Il Creatore del Mondo, giunto sulla scena

in quella mangiatoia riscaldata a fiato

inizia il suo cammino fra noi Uomini

a insegnarci la bellezza del Creato.

 

La Fede, è la nostra risorsa migliore

ci aiuta a definire il nostro approdo

in mezzo a questo mare tempestoso

che nel gorgo della vita ci trascina.

 

L’inizio e la fine, l’alfa e l’omega:

a Lui, si avvicinano i martiri e i Santi

nel gaudio del cielo, si ispirano i poeti

gioia, è veramente tanta, questa sera.

 

S’illumina di quest’astro l’atmosfera;

di ninnoli brillanti si riveste il cielo;

cantano gli Angeli tutti quanti in coro

dolci litanie nell’Anima dei peccatori.

 

È arrivato tra di noi il figlio di Dio

a calmare nell’Uomo, dell’Anima i dolori ;

a scrivere nel taccuino del Divino

la grande fede ed il profondo Amore:

grazie di essere venuto, mio Signore!

 

Diamanti grezzi

Coloro che sono i veri detentori della Fede

essi, gli esperti testimoni della Croce:

sono amanti delle cose semplici

obiettori delle inutili parole.

 

Raggi cocenti, che scaldano il cuore

lasciano una tracciante scia nelle coscienze:

sono come stille di rugiada

nel deserto della nostra mente.

 

Loro, semplici Anime, conoscono la gioia;

in essi, non c’è residuo di dolore:

amici di tutti, senza remore

sono aperti verso gli interlocutori.

 

Preziosi diamanti forgiati

in purezza, semplicità e Amore:

sono gemme di luce radiante

che rischiara il buio del cuore.

 

Ti chiesi aiuto! …

Ebbi bisogno un giorno del tuo aiuto

e te lo chiesi con il cuore in mano:

dalla pianta intricata del maligno

staccato s’era un fetido baccello;

questo, caduto sulla veneranda terra

nelle mie profonde viscere era finito.

 

La pianta prosperosa ingigantiva;

di rami e foglie fiorenti si riempiva

e io, piccolo Uomo, davanti a quel flagello

timoroso, rivolgevo a te il mio appello.

 

Ebbi bisogno, quando neppure il sole

poteva farmi giungere il calore;

quando la luce del tuo bel creato

giungendo spenta, mi aveva abbandonato.

 

Io ti ringrazio, Padre di tutti i santi

perché non fosti sordo alle mie preghiere:

si era addormentato il Sole su un ceppo di rose

nel tuo giardino di camelie in fiore:

così togliendo quelle acuminate spine

esso si destò, e mi irradiò d’amore.

 

Grazie per tutto questo, oh mio Signore

Un eterno ringraziamento a Dio
per aver ascoltato le mie preghiere!

 

Ad una grande Mamma…

Ricordo, piccino, quando mi accudivi

con la dolcezza del tuo grande cuore

quando, ferito, dai doveri della Vita

lenivi le mie pene con il tuo Amore.

 

Azzurro, l’Angelo che ti teneva la mano

rosso, era il cuore, della tua passione

caldo, il pianto che scendeva muto

sulle tue guance ad ogni mio dolore.

 

Ora che il tempo è ormai fuggito

e come adulto, io ti sto osservando

ora, che i miei figli hanno bisogno d’aiuto

mi accorgo delle pene che hai patito.

 

Noi vecchi, piccoli, t’abbiamo conosciuto

quando il vigore ti bruciava in petto

quando la Vita, per tè era un successo.

 

Adesso, invece che ti vedo stanca

sola, senza più forza, l’Anima smarrita

mi rendo conto che per te, la Vita

ha ormai perduto così l’antico smalto.

 

Desidero però che tu conosca a fondo

quanto è grande il bene che ti voglio.

 

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Dedicato a tutte le Mamme.

 

Mi è stata ispirata osservando i ragazzi con handicap vedendo la loro gioia di vivere, il desiderio di amicizia  e la loro simpatia.

 

Silvano Montanari

Faccio una breve premessa:

Sono un miracolato dato che nove anni fa ho superato uno scoglio alquanto irto che mi ha lasciato grandissima preoccupazione:

sono stato colpito da un tumore allo stomaco: operato e successivamente curato con chemioterapici più tardi nell'anno 2006 sono stato operato di un tumore alla prostata e per fortuna sono ancora quì: per questo ho chiesto aiuto a Dio che mi ha esaudito.

Scrivo questo per portare conforto a tutte le persone che sono colpite da Handicap e far si che non abbandonino mai la strada della speranza.

un saluto e un pensiero di vicinanza con tutti coloro che soffrono e che purtroppo sono tanti.

 

Con profondo affetto e amicizia

Silvano montanari.

 

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