|
Silvano Montanari |
|
|
|
Fiorenzuola d’Arda ( PC ) |
|
|
|
Presentazione |
Volume 2°Silvano Montanari
Poesie Dal 2002 al 2004
Mai perdere la Speranza |
|
MAI PERDERE LA SPERANZA |
|
Silvano Montanari è al secondo appuntamento con gli estimatori della sua poesia. Il titolo ci offre la chiave di lettura del nuovo volume: pur essendoci continuità con i temi e i motivi espressi nell’opera precedente, il segno distintivo di questa raccolta è la Speranza, che fa da sottofondo costante ai versi e costituisce il leitmotiv delle composizioni. Si avverte uno stato d’animo più pacato e disteso: l’Autore proietta le sue esperienze di vita, ormai sedimentate e stratificate, in una dimensione diversa, e le colloca in una luce più serena. La poesia, da salvifica, è diventata serenatrice. Al centro dell’universo poetico di Montanari ci sono gli affetti e i luoghi della memoria che hanno fatto da sfondo alle vicende della sua vita e ne sono diventati parte integrante. Il sentimento d’amore è declinato in tutte le sue forme e sfumature. Le poesie dedicate alla moglie – sono tante e tutte molto belle – vibrano di una tenerezza struggente e raggiungono momenti di intenso lirismo. Elisa, “dolce raggio di sole”, “regina del maniero”, “eletta madre di figli dolcissimi” è una fonte inesauribile di immagini poetiche. Silvano non si stanca mai di celebrare la donna amata, di dichiarare con un lessico sempre nuovo il suo amore totale, assoluto, destinato a vivere nell’eternità (“ saremo per sempre uniti nell’estrema luce che odorerà di Eterno.” da La vita futura). L’Autore ha “immortalato” nei suoi versi molte altre persone della cerchia familiare: dalla zia – mamma Alba, “maestra di solidarietà”, “dalla voce melodiosa” e “dai grandi occhi buoni”, alla nonna Aurelia “dalla vecchia struttura armoniosa” e al nonno Renzo “dal cuore giovanotto”; dalle figlie Elena e Milena “icone preziose” e dai generi, chiamati “ figli veri veramente importanti ” ai nipotini Andrea “paladino di pace con il sorriso dolce che esce dal cuore, “che emula cavalieri erranti su destrieri bardati”,Luca, attore sicuro, filosofo acuto “ che svicola sempre per non pagar pegno”, Sara, “ dal fare prezioso e dagli occhietti ammiccanti ” “che conosce il modo di farsi perdonare con la sua grazia di bambina”, Alessia, “brontolona patentata” che “elargisce amore a iosa persino al pesciolino che si sposa”. Le parole danno forma alle immagini, le rendono vive e palpitanti, riportano dentro la vita momenti, gesti, sguardi, atteggiamenti appartenenti al passato. Con poche annotazioni e grande maestria, Montanari sa tracciare un profilo psicologico, delineare i tratti salienti di una persona, fissarne il carattere. Fra i ritratti più riusciti, spiccano quello del drogato: “Le strade buie sono la tua casa/ l’indifferenza la tua compagna/ la solitudine l’unica tua amica”/ “Le latrine delle stazioni a sera/ sono i simboli del tuo calvario ( Identità perduta); dell’usuraio: “Bello alla vista appari/ ma brutto sei nell’anima.” “Nasce denaro a grappoli nelle tue vigne spoglie”/ Aspetti che il bisogno tradisca la tua preda/ “La tua giornata è una tristezza infinita” ( Usuraio ); del ciclista: “Sale sull’Alpe il ciclista ardito/ in valli impervie, tra cime irte/l’anima libera, carattere battagliero/ la volontà indomita di vincere il sentiero/ ( La sfida ); del medico: “Amico della scienza/ dell’uomo …” Lì non ci sono malattie, ma tu professi ancora/ ancora fai ricette a non finire/ con la differenza che ora prescrivi/ solo medicinali per rinvigorir l’amore/ ( Un medico in Paradiso ). Di grande commozione lirica sono pervase le composizioni dedicate agli amici scomparsi e ai loro familiari o ai protagonisti di eventi drammatici. Dal cuore dell’Autore sgorgano versi pieni di profonda umanità in cui il ricordo si intreccia al rimpianto, la pena si mescola al conforto e l’intonazione poetica si fa trepida preghiera a Dio potente e misericordioso. La poesia di Montanari affonda le radici nel passato. Ci sono luoghi legati alla sua fanciullezza che continuano a destare in lui brividi di emozione. Basti pensare alla Val d’Arda, dove “svetta Lugagnano/ la cui collina il piede sul torrente fissa/ con le sue case vecchie aggrovigliate”, ( Mattinata valligiana ); o ai rioni fiorenzuolani del Piazzone e della Gerassa dove le bande rivali di ragazzi “amici per la vita” “fratelli nel bisogno” simulavano la guerra e si sfidavano in “azioni ardite di forza prestante”; o alla Val Trebbia che dispiega tutta la sua bellezza in versi pieni di incanto. Sono visioni che hanno il sapore di una stagione irripetibile, di sogni, speranze, illusioni ormai perduti. Il recupero poetico del mondo incantato dell’infanzia con la sua innocenza, ha una forza singolare, straordinaria. L’anima di Montanari è come ancorata al passato, non solo quello personale, ma anche quello della Storia, di cui subisce fortemente il fascino. Di grande suggestione appaiono le poesie intitolate “Le nostre radici”e “Il galeone nel Po. Nella prima “la casa dei padri”, un muto casolare ai margini del bosco, dai muri tristi vinti da un’edera tenace, evoca i fantasmi dei suoi antenati ormai inghiottiti dal tempo ed assume contorni quasi irreali, misteriosi “ Si scorge appena in mezzo al verde … un lungo sentiero serpeggiante allunga il suo nastro in mezzo alla verzura …”. Nella seconda il galeone riemerso dai fondali limacciosi del fiume accende la fantasia sull’ “ antica e tormentata storia delle genti ” e suggerisce la riflessione finale: “Nulla è per sempre” … “Tutto rimane e tutto ritorna”. Immersione nel passato, quindi, ma anche incursioni nel presente. La realtà attuale suscita nell’Autore una profonda amarezza. Nonostante l’evoluzione della società, ci sono ancora gli emigranti e i disperati del terzo mondo, con la loro fame, povertà e sete di giustizia; se è vero che il progresso scientifico e la tecnologia hanno raggiunto traguardi inimmaginabili, è altrettanto vero che il loro uso sconsiderato comporta rischi spaventosi per il pianeta e per il genere umano ( Il sole artificiale ). E l’uomo comunque non ha imparato nulla dalle lezioni della Storia: è come un tempo (Ora come allora) e continua a scatenare guerre, spinto da ideologie contrastanti, dalla cupidigia e dalla bramosia di potere. La violenza dilaga: fra gli individui, egoisti e privi di scrupoli, fra le nazioni, che sembrano guidate dall’odio piuttosto che dalla ragione, e contro lo stesso ambiente naturale, che subisce continue aggressioni alla sua integrità e al suo equilibrio. Di qui fenomeni come lo tsunami, cataclisma immane, descritto con immagini apocalittiche. “Il cuore della terra venne lacerato/ e sotto al mare implose su se stesso/ la crosta sconquassò in un istante/ e alte onde alzò sul mare sovrastante”(Cataclisma). Il linguaggio poetico vibra di emozione di fronte a un altro evento che ha segnato il nostro tempo: la morte di Karol Woityla.. “Uomo unico e sincero” “Uomo divino”: così l’Autore definisce colui che insegnava ai popoli fratellanza e verità, pace e perdono, libertà e giustizia. Una folla oceanica in preghiera dà l’addio al Papa, snodandosi lentamente “come un serpente claudicante per le strade vaticane”. C’è un altro nucleo tematico di notevole rilevanza: si tratta di fantasie, visioni oniriche, riflessioni sulla Vita e sull’Uomo ( “ è l’universo che guarda se stesso”… Tutta la grandezza del Creato, senza di lui, “non ha ragione di esistere”. da Coscienza dell’Essere.), sulla vecchiaia, quando “la vita sta sfuggendo dalle dita/ che senza forza non possono serrare” ( da Gli Angeli del crepuscolo ), sull’eternità, “ultima speranza che resta in fondo al cuore” ( Eternità ), quando “ci disseteremo alle fonti eterne dell’Amore”. ( Un giorno ). Negli occhi del lettore resta impressa l’immagine della cava abbandonata con la vecchia teleferica “ abbarbicata alla roccia nuda ” dove “ timide lucertole sonnacchiose ” si espongono all’ultimo sole accanto a “ ferruginosi depositi dimenticati ” dove “le ombre lunghe e tese degli arbusti lambiscono pietraie stanche” e “la brezza con il suo flebile lamento sembra un vociare di anime perdute nelle pieghe del tempo accatastate ( Fronte di cava ). E ancora quella dei “due vecchietti claudicanti” che sulla riva del mare avanzano lenti, “mano nella mano/ con gli occhi pieni di malinconia” ( Giovinezza ). In alcuni versi de “Il sole sulle mani”, le mani scarne, che si allungano per trattenere la luce del sole al tramonto “ed evitar la resa”, richiamano alla memoria immagini della poesia classica. Ma ciò che soprattutto incanta nella poesia di Montanari, sono gli spettacoli della natura. Quando l’Autore rappresenta la natura, è come in uno stato di grazia . “Dipinge” spazi siderali e distese marine, prati ridenti di fiori e boschi ricoperti di neve, grotte addobbate di stalattiti e stalagmiti e cave di marmi che luccicano al sole, cieli tempestosi e brezze che soffiano leggere. Mescola colori, suoni, profumi, gioca con le ombre e le luci; le immagini si rincorrono e tutti gli elementi convergono fino a comporre un quadro armonioso, fino a creare magiche atmosfere. La natura ha un’anima : vi brulica la vita senza interruzione. Le radici assorbono gli umori della terra, la corolla si schiude e mostra il fiore che s’apre grato al Creatore e coglie il tiepido abbraccio del sole, la brezza soffia e rianima le piante, la farfalla succhia il nettare dal fiore, le raganelle gracidano nelle rogge, il merlo canta e risponde il pettirosso, l’acqua di fonte salta sulla roccia dura e placa la sete della vallata … C’è spesso la presenza dell’uomo, ci sono i segni delle sue opere. Se il sentimento è il protagonista indiscusso della poesia di Montanari, è altrettanto vero che la natura esalta le emozioni. L’Autore trova il suo rifugio nel Sogno e nella Bellezza. Poesia sfaccettata quella di Montanari che, come abbiamo affermato, in questo secondo volume trova il suo elemento unificatore nel sentimento della Speranza. Speranza vuol dire non arrendersi al male. L’Autore ha combattuto e vinto la sua battaglia contro la malattia e, forte di questa esperienza, esorta a sperare coloro che sono stati colpiti dalle avversità della sorte e sono in preda al dolore. La visione che ha della vita, pur con la sua durezza, e del mondo, nonostante le sue brutture, è sempre orientata alla speranza. La speranza si identifica nella luce che annuncia un nuovo giorno sconfiggendo il buio della notte, è nel risveglio della natura a primavera, nel ritorno del sereno dopo l’infuriare del temporale; simbolo di speranza sono i figli e i nipoti che guardano al futuro e perpetuano la vita; vera, grande speranza è Dio “che accoglie le speranze degli uomini”. “I monti davanti a Lui si piegheranno/ uomini e fiere dimoreranno insieme/ paralitici e storpi ancor cammineranno (L’anima pura). Speranza è porta aperta verso l’Infinito, verso una Vita nuova, verso un’ “eterna aurora”. Il discorso poetico di Montanari fluisce limpido, appassionato e sincero. Il ritmo dei versi varia secondo il ritmo musicale interiore, ma prevale una melodia piana, dai toni sommessi, con qualche venatura di malinconia. Il linguaggio poetico, pregnante di significati, ha il suo punto di forza nell’immagine, mai banale o convenzionale, ma espressione di emozione autentica, profonda . Montanari cattura e avvince con le immagini, che comunicano emozioni forti. L’immagine della madre, che tra i giochi di luce e di ombre, in una stanza d’ospedale in cui si gioca una terribile partita contro la morte tiene la mano di Annalisa quasi a volerla trattenere per non lasciarla andar lontano, è di una enorme potenza espressiva. La vita è come sospesa in quell’“assordante silenzio”, ma alla fine torna a “scorrere impazzita nelle arterie”. La Vita ha trionfato sulla Morte. E le amiche aspettano impazienti il ritorno di Annalisa guarita per “ farle il battimano ” ( Un angolo di Paradiso. Il ritorno) Alba Lambri Tedoldi |
| A Spasso con l’Autore |
|
I dolori mi hanno rincorso quando ancora ero piccino portandomi dispiaceri acuti, segnandomi il destino. Perdetti il mio sostegno soltanto tredicenne lasciando nella tristezza gli anni miei sereni. La gioventù fuggiva velocemente e in quei tempi legati al dopoguerra tutti eravamo speranzosi, credenti nel futuro. Solo mi restava il rammarico sincero per la Vita che avevo vissuto non serena. Finito il militare, tornando per restare ho perso mio padre e con lui la sicurezza del futuro ponendo nell’oblio quel “che” di tenerezza che l’Anima mia agognava. Ero portato a scrivere per vincere il dolore che stretto fortemente mi attanagliava il cuore. Ma ecco che un giorno, dalle nubi del passato il Sole per me è felicemente spuntato. Ho colto il fiore che il fato mi porgeva. Quel fiore mi ha Amato e con la sua dolce presenza ha lenito il dolore portando nella mia Vita un dolce raggio di Sole. Una famiglia ho formato e della poesia mi sono disinteressato. Ho riposto le opere in un cassetto buio e a due Angioletti mi sono dedicato. La Vita intanto, alla mia famiglia nuova pensava fosse giusto metterla alla prova. Ha portato peripezie e varie malattie avendo sempre “è vero”, anche se con ritardo per noi che siamo credenti un occhio di riguardo. Erano malattie che minacciavano il futuro. La Vita è stata lieta, colma di speranza. Ora ho nipoti che portano allegria Figlie che sono Mamme vere! Con dei mariti onesti e come per tanti per me Figli veri, veramente importanti! C’è tanta gioia ora che avvolge casa mia ho una Vita intensa, che ancora sento mia. Ho dato tanto Amore, Amore ricambiato dalla mia consorte, da quando mi ha sposato. Ora anziani, stiamo raccogliendo i frutti di ciò che durante la Vita abbiamo seminato. Con questa autobiografia concludo prendendo come spunto un’osservazione che riassume molto bene ciò che ho asserito: “però! Che Vita piena è stato il mio vissuto!” |
| Mai perder la speranza |
|
Chino sul ripido sentiero che porta alla valle un Uomo stanco e curvo sotto il peso degli anni è in cerca di un’ultima illusione.
Assorbe da questi paesaggi che tanto gli hanno dato un’energia attiva che per una Vita intera l’ ha accompagnato: una Vita piena di illusioni di recondite passioni.
Una Vita ricca, votata alla famiglia che l’ ha beneficiato di grandi soddisfazioni. Scende… mentre sta pensando che ancor qualcosa si può fare per alleviar le pene a chi rimane.
E nel pensare gli sovviene il fatto che tanto tempo lui ha già vissuto perciò, anche se adesso è perso in un labirinto senza via d’uscita egli, ha già percorso tutta la sua Vita.
Così andando sta facendo la sua scelta che è quella di non volere più soffrire: più avanti è il baratro che l’attende basta convincersi di volerlo fare ed egli, disposto a chiudere la Vita sta per buttarsi in quel verde mare.
Ma ecco, i bimbi, i suoi salvatori! Che conoscendolo gli parlano con il cuore: “Caro Papà, cosa stai per fare ? Ti prego Babbo, non ci abbandonare! Non Ti angustiare, desisti dal tuo intentonon arrenderti alla durezza del male”.
Sentito questo, l’uomo si ritrae e allontana dalla sua mente il drago mentre nel suo intimo si rinfranca: perché fin che c’è Vita c’è Speranza!
Scritta dopo aver subito il trauma di una malattia distruttiva |
| ------------------------------------------------------- |
| Cuore di Mamma |
|
Tu “Alba” sei dei miei felici dì vissuti e ora mi rammarico perché li ho perduti.
La Vita Ti fu tolta mentre coglievi il frutto del Tuo disagio antico, appena superato: quando non più bambini T’avevamo dedicato il nostro tempo e insieme correvamo la nostra grande avventura.
Avevi dei nipoti che Ti volevano bene: volevano con la dolcezza lenirti le pene ma nulla hanno potuto, contro l’ingrata sorte che ancora abbastanza giovane Ti ha portato a Morte.
Tu mi fosti Zia, prima d’essermi Mamma e come un Angelo custode arrivasti nella mia casa spoglia.
Fu Dio che Ti mandò! Per custodire un Uomo da sempre sofferente di una patologia grave e per comunicare Amore alla giovane prole.
Hai sposato mio Padre, Amore gli hai donato e io per tutto questo, Ti sono ancora grato. Ora, anche Tu sei partita per un mondo migliore e noi pur vecchi, Ti abbiamo in fondo al cuore.
Di Te mi mancano le parole dolci le carezze sincere; i grandi occhi buoni. Mi mancano i suoni che sui fornelli procuravi: la voce melodiosa, il velo da Sposa le dolci sembianze, il Tuo calore.
“Alba”! Fu il Tuo nome dolcissima Creatura persona delicata con il nome dell’Aurora ancora lo ricordo con tanto, tanto Amore: ma io ho imparato a chiamarti Mamma Mamma dal grande cuore.
Dedicata alla mia seconda Mamma“Alba” con Amore |
| ------------------------------------------------------- |
| Amore mio! |
|
Aspetterò fervente un Tuo Dolce sorriso cercherò tra le pieghe del destino la Tua immagine riflessa nei miei occhi.
Andrò vagando nella Terra del dolore per ritrovare questo tenero dolce Amore.
Arriverò fino alla fine dell’universo viaggerò con mezzi di fortuna fino a toccare il limite della Fantasia nella ricerca della Tua Passione.
Cercherò la Tua naturale sensibilità che da sempre allieta il mio Mondo aiutandomi nei momenti di sconforto.
Mi rifugerò nelle Tue braccia grandi mi chinerò sui seni che odorano di rose sarò fiero di averti incontrato di aver vissuto con Te, nella Tua casa ogni momento della mia dolce Vita.
Per una Vita intera T’ ho Amata e una Vita intera Tu mi hai dedicato ho vissuto da sempre in un bel sogno quel dolce sogno che mi hai donato e io dal profondo del cuore Ti sono grato: così che pur vecchio sono innamorato.
Sei la grande gioia toccatami sulla Terra il mio dolce Tesoro un grande ardore! Spero tutto ciò che mi riserva il futuro.
Per Te: ho scacciato il Demone dal cuore: ancora per Te, ho combattuto e vinto nel mio corpo il Dolore! Grazie …Amore…
Dedicata a mia moglie Elisa |
| ------------------------------------------------------- |
| Donna |
|
La neve bianca sui capelli d’argento confonde l’immagine del tempo che non ti rende Giustizia.
Vorrei aprire un dialogo con Te che nonostante gli anni giovane Ti senti. Vorrei poter viaggiare nel tuo cuore per vedere come nel tempo precedente è mutato il sentimento dell’Amore.
Vorrei farmi prestare le ali possenti di un Angelo custode del Signore per viaggiare nei paesaggi evanescenti della tua fiorente fantasia: per essere l’eterno compagno della tua bellezza interiore.
Già da bambino Ti amai come Mamma subito dopo Ti amai come Sorella poi come Sposa innamorata. Ora: come Madre dei miei Figli Tu sei sempre la più bella e adorata.
Infine, sei Nonna delicata con gli occhi pieni di malinconia. Ma ancora insegnerai la giusta via ai nipotini Tuoi dai quali sei adorata.
Dedicata a mia moglie |
| ------------------------------------------------------- |
| Cercherò! |
|
Se un giorno sarò triste, sommerso dalle pene cercherò il Tuo viso disperso tra la folla.
Se un giorno la luce dei miei occhi perderà l’antico smalto cedendo alle fauci del tempo il suo ultimo destino: io cercherò i Tuoi occhi e attraverso loro vorrò scoprire se vera è stata la mia Vita.
Cercherò la Tua pazienza nel momento del bisogno: perché soltanto Tu dal tuo trono potrai cambiare i miei umori.
Cercherò nella tua essenza una persona nuova che sappia con la pace sua interiore lenire il mio Dolore.
Cercherò in Te l’ultima cosa buona in cui Dio, nella sua potenza infinita mi ha concesso di sperare.
Poi quando arriverà la sera cercherò di scoprire quanto bella è stata, con Te, la Vita intera!
Dedicata a mia moglie |
| ------------------------------------------------------- |
| Se Tu |
|
Se Tu lo vorrai, io crederò! Sarò con Te ogni giorno della Vita e soffrirò per Te, e Ti Amerò unica compagna mia gradita.
La luce dei Tuoi occhi innamorati fanno di me una Persona immortale: una Persona umile e felice.
Un giorno l’alito della Vita Ti è passato accanto e nella fretta ha perso un po’ del suo calore che con la dolcezza del Tuo cuore hai saputo teneramente rapire.
Se sarai felice io crederò d’essere stato il Tuo compagno d’averti regalato un grande Amore.
Se mi penserai Ti donerò la Vita sicuro che mai la tradirai. Se Tu un giorno con me sarai gioiosa io sarò sempre vicino a Te felice!
Dedicata a mia moglie |
| ------------------------------------------------------- |
| Tu sei |
|
Tu timida! Tu Vera! dalle espressioni sincere sei l’immagine fiorita di tante Primavere l’Orografia delle catene montuose la profondità inesplorata dei mari l’armoniosa Architettura dell’universo l’eterea rarefazione della ionosfera la fecondità della Terra coltivata la serenità della nostra dimora la gioia dei nipotini miei diletti la speranza della nostra Vita futura la semplicità di un tempo votato al sacrificio la fragranza di un giovane bocciolo di rosa la spensieratezza di una bambina la caparbietà di una combattente per la Vita. Sei il mio Angelo custode e tutto ciò che nella Vita ho sempre desiderato se non ci fossi stata Ti avrei inventata!
Dedicata a mia moglie |
| ------------------------------------------------------- |
| Non piangerò |
|
Un giorno mi rivolgerò al Signore e con voce chiara e penitente chiederò venia per i miei peccati.
Ascolterò le voci melodiose le rimembranze dei giorni vissuti su questa Terra amica.
Sorriderò agli Angeli gentili che sgargianti di vividi colori sfrecciano liberi e leggeri sospesi nell’immensità del cielo.
Sommesso, con il cuore in mano cercherò il perdono per i periodi bui trascorsi nella mia Vita Terrena.
Mi riempirò di grazia donata dalla Fede assaporerò la Tua Essenza di rosa aulente riempirò della Tua luce il mio pensiero e viaggerò del Sole sul sentiero per ritrovare in esso un po’ del Tuo calore.
non piangerò per la Vita che avrò lasciato né piangerò per ciò che mi sarò perduto perché Tu, sarai stata con me tutta la Vita.
Gli anni ruggenti mi abbandoneranno avrò perduto per sempre il mio futuro ma in me sarà il Tuo pensiero come guida: luce tanto preziosa mai sarà veduta.
Non piangerò per il male del Mondo ma raccoglierò le Speranze della Gente che porterò alla presenza del Creatore perché, giunga palese il penitente.
Non piangerò per la Vita perduta Perché, in Te, io Vivrò per sempre!
Dedicata a mia moglie |
| ---------------------------------------------- |
| Amore! |
|
Sale dal cuore impetuoso travolgente turbina nell’Anima sconvolge la Mente rinfranca le speranze in questa Vita amara.
L’arido deserto dalla perenne sete placa. Quanta voglia di fare al suo apparire mostrandoci insieme, sul sentiero della Vita tenendoci poi mano nella mano e una Persona unica sembrare.
Prendersi cura delle necessità del compagno arrivare all’ultimo traguardo piano, piano con la coscienza di aver lottato per la Vita in questa dolce oasi fiorita.
Dedicata a mia moglie |
| ------------------------------------------------------- |
| La Vita futura |
|
Allora la breve breccia della Vita si sarà per sempre chiusa: non dormiremo più su letti di cannetie materassi di foglie rinsecchite.
La testa più non poggerà su cuscini di fieno né più ci culleremo su amache al Sole con il venticello leggero che i capelli scompiglia. Né ci sveglieremo più su morbidi guanciali di fini piume d’oca in case sontuose.
L’Anima nostra sarà libera! Libera di volare negli spazi infiniti in cieli limpidi e primitivi! Non vi sarà paura, mai arriverà la sera.
In questo distinto spazio regnerà l’Amore l’Anima sarà cinta da buone sensazioni.
Nella luce del Creatore ti scoprirò “Amore!” Sarai ancora il primo dei miei pensieri pur essendo immersi in grandissimi misteri.
La Gioia correrà veloce a sanar del Mondo il male; il nostro Amore in cielo, mai più vedrà l’Inverno saremo per sempre uniti nell’estrema luce che odorerà di Eterno.
Saranno giorni gioiosi nascosti dal Creatore in una vasta zona protetta dal Demonio sarà per noi l’Alba di un nuovo grande Amore! Sarà il preludio di una meravigliosa Vita futura.
Un desiderio per vivere nel nostro Amore! |
| ------------------------------------------------------- |
| Eletta Madre ( Acrostico ) |
|
Eletta Madre di Figli dolcissimi Luce di Vita per la tua progenie Intenta sei nel riporre le tue gioie Sotto quest’Anima che irradia luce
A proteggere dal Mondo i tuoi tesori. Fulgida stella del mio piccolo universo Intima compagna della Vita mia: Non può appassire un fiore così bello
Esposto alle intemperie della Vita. Tue opere sono quelle del mio Paradiso Tue, le promesse che su questa Terra Io aspetto per allietare il mio tempo.
Angelo dolce del mio focolare Nata per far felice un Uomo Ingenuo forse, dolce tesoro Ma sempre follemente innamorato.
Anima buona, cuore immacolato Mia personalissima Signora Ispiri tutta la mia produzione Ancora sei la mia opera migliore.
Dedicato a mia moglie “Elisa” |
| ------------------------------------------------------- |
| Voglio donarti il Sole |
|
Quando la notte triste vede le mie membra stanche quando alla porta del cuore sento che si affaccia il buio voglio donarti il Sole.
Allora, a me, vicino rischiarerai la via che porta al tuo cuore donandomi il calore del tuo dolce, Magico Amore.
Nel freddo del mio tempo si spengono i ricordi si spegne anche l’immagine di quella dolce Aurora.
Così con il tuo calore riporterai la Vita in questo vecchio cuore che ancor con tanta foga di Te è innamorato.
Voglio donarti il Sole! Esso, non ti può bruciare il Sole, con te vicino può solo guadagnare.
Sei Tu, il mio Sole!
Dedicata a mia moglie “Elisa” |
| ------------------------------------------------------- |
|
Lacrime di cristallo |
|
Lacrime di cristallo mostrano tenere immagini di memorie antiche quando ancora caldo e limpido era il Sole quando dolce, il tempo di mia gloria di giovanili impulsi si vestiva e serpeggiando per i colli ameni il mio pensiero di Natura si nutriva.
Stanco di faticare, affranto dalle pene tornavo come sempre al casolare dove la “Regina” del maniero insieme alle “damigelle” sue d’onore attendevano me, “Reuccio”, sulla soglia.
Le sere nere come la pece illuminate solo dalle stelle in cielo cinto dall’orizzonte chiaro del paese pareva cartolina d’altri tempi scattata da un fotografo cortese.
Unici della Vita miei Amori siete rimasti impressi nel mio cuore da quando ancor lontani come “Idea” nel pensiero di ragazzo già palpitavate.
Quanta dolcezza nel tempo s’è eclissata ora che vecchio sono diventato, ora che queste gioie son moltiplicate ricordo con rammarico quei tempi in cui vi osservavo addormentate!
Adesso queste lacrime sincere che solcano il mio mento senza posa fanno sì che in mezzo a tanta tenerezza io desideri una dolce, timida carezza.
Dedicata ai miei Figli |
| ------------------------------------------------------- |
| Amori! |
|
Ricordate quando il buio era presente quando più non v’era profumo di Vita mentre quest’ultima fuggiva lentamente e più sperare non c’era concesso?
Allora, la più bella espressione che restava eravate voi, per me, dolci tesori. Ancora caldo era il Sole sempre la Vita aveva i suoi colori mentre per voi il gelo dentro al cuore rubava tutto quanto il suo splendore.
Il vecchio male che ormai reso palese in voi muoveva la disperazione faceva del vostro viver quotidiano un tempo vuoto, senza convinzione.
L’Amore che bruciava dentro il petto vi trascinava in un gorgo immane rompendo quegli istanti di diletto che della vostra gioventù ricordavate.
Piccini cari, or che nel mondo son tornato ora che m’ han fatto un gran regalo io vi ringrazio con il cuore in mano per avermi in ogni momento Amato dandomi Speranza nel futuro quando ancora ero malato.
Dolci Figli miei, cari tesori voi non potete nemmeno immaginare quanto per voi sia grande quest’Amore: non vi struggete, siete sempre i soli che avete la chiave del mio cuore!
Dedicata ai miei Figli |
| ------------------------------------------------------- |
| Ricordi |
|
Ecco gli arbusti sull’argine del torrente che sonnolente scende verso valle ecco nei fossi le verdi raganelle che nella notte alta sono a gracidare.
Il buio scende dalle profonde stelle che con moto lento e sempre uguale scompaiono dietro l’orizzonte quale spettacolo fantastico e naturale.
Ricordi antichi, pensieri fugaci sortiscono da questi luoghi ammaliatori dolci melodie coinvolgono la mente e canti e risa delle mie bambine
Son rimembranze vere, sopraffine che vanno a catturar la mia attenzione e a rammentarle quando ancor piccine correvano nelle braccia al genitore.
Ricordi rupestri delle notti amene passate ad odorar gli olezzi naturali e quei profumi colpendo le narici portavano il pensiero a navigare.
Scogliere bianche di marmi salati drogate nelle crepe da timide verzure lontani, nelle notti Estive, vespri giungono dal mare verso vaste dune.
Fiori d’arancio per le spose pie di vesti bianche tutte agghindate in quelle sere ad invocar fortuna per la futura Vita da sposate.
In verità vi dico” Quante ne ho passate!” Son gioie vere e come tali mai scordate saranno il ristoro della mia memoria e accompagneranno tutta la mia Storia
Dedicata alle mie figlie |
| ------------------------------------------------------- |
| Molti anni dopo |
|
La luce nella stanza è accesa il suono della vostra voce è chiaro il cuore della Mamma pulsa forte.
Quale gradevole sensazione! I corpicini minuti, colmi d’Amore in quel letto rosso di passione.
Gli astri a quel tempo fugavano la malinconia: c’era soltanto il posto per la gioia.
Icone preziose si affacciavano al Mondo era davvero grande l’allegria. L’Amore dedicato a Voi è stato forte! E grande come Voi, piccoli tesori!
La luce di quei giorni, raggiante e misteriosa come un’aurora boreale guidava il cuore mio e di Vostro padre pregandoli di battere all’unisono.
Era la vera gioia del genitore. Ora il tempo è passato: tanto tempo in questo spazio ha volato incontrando tempeste e tempo buono ma sempre come breccia nel mio cuore è rimasta la Vostra Immagine, dolci Amori!
Ora siamo riuniti a questo desco imbandito a testimonianza che malgrado gli anni malgrado tutti gli intoppi della Vita forte rimane il sentimento che Vi vorrebbe vicino a me per sempre.
Così! Certa di questa convinzione invio a Voi, gli auguri veri e sinceri che soltanto una Madre può mandare.
E con l’augurio un bacio Vi abbandono sulle guance rosse e profumate.
Eravate le mie piccole e per me, siete sempre tali. Vivete la Vostra Vita, non Vi preoccupate! Sempre la Mamma Vi saprà Amare! |
| Nuova Speranza |
|
Dolci tesori, fragili fiori teneri virgulti nati dal nostro Amore: pagine di dolci pensieri scritti nel libro del cuore.
Giocherelloni malgrado gli anni sempre disponibili a placar gli affanni; Figli adorati che ci avete dato una gentile progenie astuta con tante grazie nella mano chiusa.
Pronti a liberar il vostro Genio Umano mentre cercate, mano nella mano in noi che vi ruotiamo intorno come penombra della vostra Vita i margini oscuri dei vostri pensieri.
Siete terreno fertile e prezioso siete nuova Speranza nella penitenza in questo triste Mondo di dolore.
Siete l’espressione della gioia nel giorno del Natale del Signore. Siete la certezza di una Vita serena!
Dedicata ai nostri quattro cari nipotini |
| ------------------------------------------------------- |
| Regali preziosi |
|
Un angolo d’immenso io Vi regalo in queste feste in cui è caldo il cuore. Come l’immenso è grande quest’Amore che nutro per Voi ragazzi cari.
Vorrei regalarvi una Vita piena di accenti che fanno risaltare le attenzioni per rendervi palese in quei momenti quanto per Voi, batte questo vecchio cuore.
Vorrei regalarvi un sogno duraturo che vi faccia credere nel futuro e vi aiuti senza alcun danno a superare anche l’ultimo malanno.
Fermar vorrei nel vostro tenero cuore l’immagine del nostro grande Amore per darvi la certezza giornaliera che si può costruire una Storia vera.
Vorrei potervi risparmiar gli affanni che presto o tardi fanno grandi danni vorrei che Voi, viveste intensamente la Vostra dolce Storia senza inganni.
Vorrei per Voi, una grande dolce Vita fino a quando il Signore la vorrà finita vorrei che Voi donaste tanto Amore ai nipotini miei dal grande cuore.
E poi vorrei potermi addormentare con la certezza d’esservi nel cuore: questo però non tanto presto solo quando lo vorrà il Creatore!
Dedicata ai nostri cari ragazzi |
| ------------------------------------------------------- |
| Andrea |
|
Anima gentile, felicità interiore con il sorriso dolce che esce dal cuore placido fanciullo unito alla famiglia non puoi viver senza i Tuoi Amori
Quando Ti guardo leggo in Te la gioia già da piccolo parteggi per la Vita dagli aggressivi verso il gentil sesso sempre con grande pregio Ti dissoci.
L’anima fervida, il pensiero audace in quel Tuo essere che non trova Pace: emuli cavalieri erranti su destrieri bardati in scorribande ardite, paladino di Pace.
Alla scoperta di un mondo felice quando di donzelle complicate e di principi azzurri, i sogni a ognun erano riservati.
A poco a poco, son passati tant’anni lasciando gli antichi alle loro strade così ricordando le vecchie passioni che in questi anni non sono mutate.
Le donne da tempo son nel nostro Mondo e vengono Amate di un bene profondo così Tu, forte per convinzione Ti fai paladino della situazione.
Proteggi le deboli, ormai cantastorie trasudi dai sensi le vecchie memorie così sempre onesto, nel bene o nel male è una gran cosa che Tu sai fare.
Dedicata a nostro Nipote Andrea all’età di otto anni |
| ------------------------------------------------------- |
| Luca |
|
Un bimbo tenace, un bimbo sportivo un dolce bambino d’adulto vestito a parte contese e giochi al pallone lui vive in un mondo di televisione.
Rincorre giganti che lanciano fuoco che assaltano navi come vecchi predoni di stampo cortese, diplomatico amato da tutti quanti l’ han conosciuto.
Artista sicuro, risponde ad effetto davanti ad un pubblico che lo trova in difetto ragiona da adulto, si presta sicuro ad ogni scherzetto che gli viene servito.
È Attore, Filosofo, un acuto interlocutore persino nel dire le ragioni del cuore: svicola sempre per non pagar pegno facendo il nostalgico: suo grande disegno.
È sempre pensante, acuto, sereno nella sua veste di passeggero in questa Vita che prende scherzando, allegro e sincero così il suo tempo, è un arcobaleno.
Dedicata al nostro nipotino Luca all’età di otto anni |
| ------------------------------------------------------- |
| Sara |
|
Bambina mite, Anima burlona; quante domande nella testolina! Come un computer per comunicare hai bisogno di informazioni.
Così, per imparare Ti affanni e chiedi in ogni dove come persona che usa i guanti bianchi Ti fai padrona della situazione.
Possiedi una preziosa testolina guance paffute di colore rosa occhi ammiccanti ad ogni richiamo come a voler dire “ Quanto ti amo ” tanto che se dovessi far arrabbiare conosci il modo per farti perdonare.
Con quel fare prezioso e la malizia gli occhi dolci un po’ da sbarazzina inganni chi ti sta osservando usando la tua grazia di bambina
Hai già imparato che cos’è la Vita Te la rigiri tra le dita con compiacimento vivendola sempre con il cuor contento.
C’è solo un vezzo dentro al Tuo progetto: un Fratellino che non Ti lascia stare… lo stesso che continui a boicottare.
Dedicata alla nostra nipotina Sara all’età di quattro anni |
| ------------------------------------------------------- |
| Alessia |
|
Sei una bambina dolce un Angelo gentile un dono del Signore una brontolona patentata.
I tuoi piccini Ti attendono imbronciati avendoli per troppo tempo abbandonati.
Ma tu, appena torni, diventi Mamma per la Tua piccola prole povera in canna.
Ti cercano impauriti in ogni dove attendono le Tue cure premurose e Tu elargisci Amore a iosa persino al pesciolino che si sposa.
Come sei Carina quando vuoi ogni cosa e quando per Tua mano nulla si trova.
Poi finalmente a sera quando con le stesse mangi il prosciutto, come le frittelle quando Ti pulisci il tutto nel vestito che la Mamma Ti ha appena cambiato.
Sei una cosina senza dubbio speciale così come Te, voglio imparare voglio essere come Te prezioso come Te voglio sanare un contenzioso con un bacetto ed una timida carezza.
Ma piccola! Come Te ce n’è una sola e basta e avanza, anche in tenerezza!
Dedicata alla nostra nipotina Alessia all’età di quattro anni |
| ------------------------------------------------------- |
| A nonna Aurelia |
|
Venne la volta della dipartita verso quel Mondo, nuova Tua dimora lasciando spazi immensi inesplorati della Tua vecchia struttura armoniosa.
Il pensiero, amante della casa di tutto quanto intorno si manifestava ha indotto la Tua prole numerosa con accenni diversi, a ricordarti ancora.
E il pensiero vola sull’ali dei ricordi a riscoprire immagini lontane quando festose passavano le giornate e l’ora tarda invitava a riposare.
Tu eri lì, davanti a noi impazienti che Ti attardavi alla televisione per non lasciare tempo a noi ragazzi di concederci qualche distrazione.
Vediamo quei tempi come un’ossessione però, il rammarico dentro al cuore resta erano tempi in cui si faceva festa alle cose semplici, dove c’era l’Amore.
Così un ricordo Ti vogliamo dedicare perché ci hai riservata la Tua stima e hai tenuto un posto nel Tuo cuore per noi che Ti abbiamo saputo Amare.
Dedicata a mia suocera Aurelia
|
| ------------------------------------------------------- |
| Nonno |
|
La luce è sempre accesa nella Tua stanza grande. La struttura è forte la voglia di Vivere da sempre non Ti manca né Ti abbandona la Speranza pur se la presenza è stanca.
Ancora sei autonomo malgrado i tanti anni: per la tua forza interiore e la voglia di volare. Con l’ esperienza del Vivere superi i tuoi grandi affanni.
Or ti presenti vecchio nel corpo e stanco nella mente ma il cuore giovanotto batte il suo pulso ardito nel petto tuo villoso dal tempo ormai provato.
Così ci osservi tutti dall’alto del tuo trono che dura ormai sicuro da più di novant’anni con l’anima di un giovane che ancor non ha vent’anni.
Il nostro augurio è questo: che il tempo ti mantenga giovane nel cuore e nell’intelletto! gli anni che avanzano ti portino riguardo che siano sereni come quelli che hai lasciato! |
| ------------------------------------------------------- |
| Preghiera dedicata ad Eleonora |
|
Dio degli Innocenti,dei Giusti dei Grandi, dei Diseredati degli Oppressi e dei Disperati. Tu, che ascolti le pene della Gente Tu, che osservi il Dolore di chi soffre.
Tu, che accogli le Anime abbandonate nelle vaste distese degli illuminati cieli ascolta la mia Preghiera dedicata a questa ragazza proprio sfortunata.
Nei limiti dei suoi diciannove anni ha sempre frequentato la Tua Casa ha ascoltato la Tua Parola e senza turbamento alcuno Ti ha aperto il suo cuore.
Cogli sulla Tua mano imponente la sua essenza e uniscila nuovamente alla sua Persona. Non lasciare che un’altra famiglia colga l’amaro frutto della Morte che getta le menti nella Disperazione.
Troppe disgrazie in questo millennio triste troppi atti ingiusti sono perpetrati troppe nel Mondo, azioni disperate. Pensa Tu all’Uomo, modellagli la mente fa’ in modo di mantenerlo presente.
Molte famiglie sono disperate dopo aver perduto le persone care. Ti prego!… Non aggiungerne un’altra a questa lista ancor da completare.
Noi Ti cerchiamo nel momento del bisogno perché soltanto Tu ci puoi aiutare e Tu da grande Padre ci consoli anche se non ci hai sentiti mai pregare. |
| La linfa |
|
Il tempo è trascorso tante traversie hai superato la linfa ancora scorre nel tuo giovane e provato cuore.
E or, piccolo fiore, libera la mente! Lasciala fluttuare affinché scopra l’appiglio per poter ritornare.
Rincorri il tuo futuro non lasciarti fermare combatti la tua battaglia seguendo il filo conduttore che in te si manifesta nella volontà di poter ancora riscoprir l’Amore.
Appoggiati alle anime buone che ti vogliono aiutare e spera che la tua gioia di Vivere superi il dolore. |
| Annalisa |
|
Io non Ti conosco, piccolo fiore ma il Tuo calore, la voglia di Vita vibrano senza posa nella mia persona.
Il tempo è passato ricordi quando il dolore era grande e la Tua mente assente? La Vita si era fermata nel tempo sospesa.
L’Amore, copioso, era intorno a Te. Tua madre! La gente! Ognuno sperava di ritrovarti ancora su questa strada di vederti vivere la Vita in una nuova alba foriera di gioia e speranza sincera.
Ascolta: si schiudano i tuoi sensi intorpiditi come i petali di un bocciolo di rosa per accogliere nel seno tuo gioioso il calore e la fragranza della Vita nuova.
L’ Alba intrisa di speranza in questo tempo a grandi passi si avvicina porta una certezza di giustizia a sedare la sensazione di Dolore.
Dolore del corpo, Dolore dell’Anima. Ma ecco! Hai vinto la tua battaglia pensieri nuovi, pensieri gioiosi allevino del tuo intelletto le fatiche. Certi che la dolcezza del tuo cuore vinca la terribile partita.
Ciò che non poteva la Scienza ha potuto la Fede e l’Amore e l’ hai potuto Tu! Con grande fatica. Che Iddio Ti benedica! |
| Anima gentile |
|
Nella stanza buia l’ultima candela è accesa vacilla la fiamma al soffio della brezza. L’aria si muove lenta: una figura stanca si mostra sulla porta dell’ultimo traguardo. Ha freddo il corpo austero! L’Anima è sopita l’ultimo pensiero arranca ai bordi della Vita. Non conosce più parole, non ha ricordo alcuno frasi incomprensibili escono dalla sua mente. Ormai la Vita sfugge, il gioco si fa duro: per lui, veramente, non esiste più futuro. In questo triste tempo arriva in piena luce un’Anima gentile che ancor non trova Pace. Il camice niveo, la voce suadente l’Anima nobile: un attimo d’Amore donato al penitente che da questa Vita non si aspetta più niente. Entra da padrona, da luce a quella stanza sul viso dell’Uomo pone una carezza stanca l’apostrofa gentile con tono confidente mostra un sorriso allegro e la voce servente. Quell’Angelo gentile dovrebbe viver sempre la bellezza della sua Anima, mai aver tramonto: per questo, Dio le ha dato la bellezza interiore! Perché dal suo cuore scaturisca Amore! Il cielo per questo le darà protezione Dio Ama i suoi Figli a chi soffre lenisce le pene. Anche se la battaglia sarà tremendamente dura Le darà il coraggio di vincer la paura con la forza d’animo che ha sempre dimostrato affronterà l’ostacolo che il fato Le ha insinuato. Perciò si faccia forza! Si gusti il suo successo! Perché non può perire quest’Angelo indefesso. Aiutata dalla Gente che ancora in essa spera dagli Amici e dai parenti arriva una preghiera. La gioia tu conosci, la sofferenza pure: l’osservi ogni giorno negli occhi dei degenti. Coraggio allora, credi! Hai già vinto la tua Guerra. Credi agli incoraggiamenti! Fai parte dei vincenti! |
| Dedicato a te |
|
Tiepida è la brezza che mi accarezza il cuore e con il pensiero T’ avvicina a me anche se è passato il tempo le mie braccia stanche non si dimenticano di Te.
Brucia l’Amore in una fiamma eterna ancora la passione vibra in me.
Fragile fiore disteso sulla Terra trema la mente pensando al Tuo calvario mentre Tu stanco, avvolto nel sudario trascorrer lasci l’ultimo tempo che Ti separa dall’Immensità.
Protendi l’essenza sulla Terra perché èssa evapori nel cielo solo vorresti fissare il pensiero in questa azzurra immensità.
La notte sei un sogno ricorrente: non s’odono fruscii, non lamenti solo si nota la Tua dolce immagine riflessa nei miei occhi senza lacrime.
Tu sei l’Amore vero! Così io volgendo gli occhi al cielo m’ immergo nel Tuo essere discreto.
Arrivo così a vivere la Vita che mi resta con la certezza che un dì c’incontreremo e in quel tempo noi faremo festa per la ritrovata serenità. Arrivederci, Amore! E una notte ancora io sognerò di Te! |
| Un Grande Chirurgo |
|
Per il paziente dopo gli esami e gli accertamenti del caso la diagnosi è palese: bisogna operare! Inizia l’avventura che si spera a buon fine mettendo nelle mani di Dio e del chirurgo il seme che ancor batte in petto: “la Vita”.
Il chirurgo, con mani ferme e bisturi tagliente fende la carne e arriva fino al male aspirando il sangue, s’appresta a valutare il sistema migliore per liberare il drago.
È abbastanza grande, “Ancora silenzioso” ei vede che c’è poco che si possa fare. Un attimo di sconforto e poi… l’imprecazione pensa che è scontato l’esito dell’operazione.
Così si altera, si arrabbia con se stesso stima che il paziente non si può salvare. Davanti a questo caso si sente impotente però testardamente decide di operare.
Dopo la degenza arriva la dimissione. Qualche tempo dopo s’incontrano i fattori si nota che il chirurgo non ha commesso errori!
Il paziente è Vivo e riconoscente verso quell’uomo che non s’è arreso davanti al progredir del male.
Questa è diventata Storia ma lui s’appresta a ripetere l’ineguagliabile prodezza.
Speriamo che il Divino lo conservi gli guidi la mano nelle nuove azioni sui pazienti oggi, c’è bisogno di Gente preparata che con perseveranza insegue l’obiettivo rendendo un’altra volta la speranza dove per il gioco degli eventi era finita. |
| Il sole a mezzogiorno |
|
Nella Pietà celeste riponi il Tuo Calvario e lo rivedi ora libero da ogni affanno.
Il male Ti ha convinto Ti ha reso remissivo portando il pensiero lontano d’ogni sorriso.
La Vita Ti ha lasciato in questo giorno triste ponendo nei Tuoi cari il perdurar dell’ansia che sempre più presente nella casa spoglia della Tua veste allegra rimane l’ultima voglia.
Il Sole a mezzogiorno ormai s’e ritirato ché stanco ed assonnato nel riscaldare il mondo per Te si è addormentato.
Mentre nella Tua casa ora senza più luce cercano in quest’ora tarda soltanto un po’ di Pace.
La Vita Ti ha baciato è stata in Te presente ed or che sei assente perdurano i ricordi nei Cari che hai lasciato.
Hai dato la Tua impronta alla discendenza ed ora solo nell’oblio sarà la Tua presenza.
Sarai punto di forza ancora nei Tuoi Figli vivrai ancora in loro non sentiranno l’assenza |
| Il Male Oscuro |
|
Il tempo passa velocemente la consapevolezza del male oscuro ci fa morire pian piano dentro sfuocando la Tua immagine nella mente mentre Ti allontani da noi velocemente.
Il tempo passa purtroppo ponendo le Speranze nei ricordi: quelli dei tuoi anni verdi che lascerai qui su questa Terra per approdare in un mondo nuovo.
Un mondo lontano da questo lido che trova la sua sede nell’eterno.
E, come un vorticoso buco nero che assorbe l’energia dall’universo Tu assorbi nella nebbia del passato tutte le nostre certezze, le ansie, le paure lasciando come traccia nell’occulto la nostra tenue luce ch’è la Vita.
Triste è il rimpianto per la Tua sorte dolce è il rimembrare dei tuoi giorni quando fanciullo correvi spensierato e assaporavi la gioia che seguiva nelle tue lunghe passeggiate ai bordi di un tortuoso fiume vorticoso.
Ora sei arrivato alla fine dei Tuoi giorni rubando il tempo che T’ hanno dedicato però sii certo, sarai sempre ricordato!
Per i tuoi buoni Sentimenti la dolcezza del tuo sguardo i tuoi sorrisi coinvolgenti per tutto quello che ci hai dato!
Sarai con noi per sempre fino alla fine dei tempi! |
| Ad Alba |
|
La luce è soffusa nella stanza buia. La Signora nera attende di lenirti il calvario seduta sull’umido sudario nella penombra prima che giunga l’alba.
E l’ultimo anelito già pervade la stanza che tutt’un tratto appare ammutolita in sottofondo una farfalla danza mentre già l’ombra sembra affievolita.
Poi d’un tratto Tu… perdi la Vita. Quanto dolore hai dovuto sopportare! Quante ingiustizie! Quante privazioni senza poter a questa Vita replicare le Tue doverose rimostranze!
Così Tu, vinta nell’Anima e nel cuore lasci su questa Terra tutto il tuo dolore. Lasci ai tuoi Figli la forte immagine che nel dolore ha condotto la tua Storia eppure hai dato grande insegnamento alla tua discendenza mostrandoti sempre allegra, senza veli non rendendo palesi i tuoi pensieri.
Maestra di solidarietà sei stata per tutti i poveretti che hai aiutato quando già Tu, avevi bisogno d’ aiuto. Per questo Dio… Ti aprirà le porte del suo universo infinito.
L’essenza tua non verrà perduta fluttuerà nell’aria leggera, leggera dimorerà nel cuore dell’Uomo che con il Tuo aiuto avrà finalmente imparato come il suo prossimo deve essere Amato. |
| Un Medico in Paradiso |
|
A Te, come a tanti, Amico della Scienza dell’Uomo, nemico dell’indifferenza non mancava la voglia di scherzare avevi tanta voglia di volare in cieli tersi col pensiero, posarti leggero su nembi vaporosi candidi e leggeri come l’Anima Tua tenace, sincera.
Facevi il Tuo dovere senza far rumore avevi i toni alti della professionalità e un avvenire ancora radioso da provare. Amavi il Tuo prossimo come pochi e tanto buonumore da donare.
Ti adoravano i piccoli per la pazienza i grandi Ti lodavano per la coerenza nella cura della Gente che sta Male. Sei stato un personaggio Rispettato dai colleghi di lavoro e dal personale che avevi come aiutanti in Ospedale eri un Amico per tutti! Un Uomo Buono.
Ancora troppo presto ci hai lasciato non un commento, non un’osservazione la Stima in mezzo agli Angeli hai portato e la nella Tua casa la Morte ha colto il fiore che per una Vita hai coltivato.
E nel giardino ormai senza profumo anche l’ultimo Sole è tramontato. Hai lasciato ancor su questa Terra la Tua essenza, la famiglia che a stento si consola, nella Speranza di trovarti un giorno in una nuova Aurora.
Ormai, sei passato ad altri lidi dove dimorano Angeli Felici. Lì non ci sono malattie ma Tu professi ancora! Ancora fai ricette a non finire con la differenza che ora prescrivi solo medicinali per rinvigorir l’Amore. |
| A Franco |
|
Questa valle aperta verso i verdi boschi con un lieve respiro regge le tue brame ed è un ristoro per la tua mente stanca che in alto, in cielo, sta per approdare.
I tuoi pensieri per i posti ameni e per i cari che per tant’ anni t’ hanno allietato i giorni restano liberi, non più condensati in uno spazio angusto della mente.
Ora veloci passano leggeri sulle nostre case aleggiano sulla valle, scendono dai crinali. Le melodie del tempo che tu hai vissuto s’odono ancora in questi istanti bui: sono i richiami di chi ti ha tanto Amato che mai vorrà credere di aver perduto.
Tu ora Snello e leggero come foglia al vento in un Autunno austero Tu come l’aria come il sibilo del vento come l’Aurora, in un mattino a Primavera. Tu come le cose belle della Natura sei nelle braccia del nostro Creatore sei in una luce eterna ed infinita.
Così, noi rimasti a piangere sulla Terra per la tua repentina dipartita nel caldo abbraccio del Sole sentiremo il tuo calore nel sommesso bisbiglio del Vento la tua importante presenza nel garrulo tintinnare della sorgente il tuo canto malizioso nello scorrere dell’acqua del torrente la tua potente voce calda e suadente.
Sarai per questo insieme a noi, per sempre! |
| L’ala spezzata |
|
Un Angioletto nano mandato dal Signore viveva come promessa nel Vostro grande cuore.
Di gioia palpitava di Vita si nutriva giocava senza pensieri in uno spazio angusto: non era ancora pronto per affacciarsi al Mondo.
Finche un brutto giorno nel gioco furibondo a lui s’è rotto l’ala.
Il sogno s’è spezzato: è stata una meteora che il cielo ha attraversato.
Venuto dall’oblio all’oblio è tornato: lasciando ai genitori su questa Terra brulla solo la tristezza di non averlo incontrato.
Ma lui, bello e leggiadro nei pascoli del cielo Vive nella luce di Dio felice di non esser nato. |
| Dall’oblio |
|
Durante le tue notti bianche a pensare la testa sul guanciale le palpebre socchiuse ad attendere il sonno che non giunge. La mente spazia le vie dell’universo sorretta dalla Fede. Incontra atolli verdi in oceani lontani fiumi pescosi spazi incontaminati cime innevate aguzze fragranze sconosciute. È l’armonia dell’inconscio che coglie le espressioni che il sogno nelle sue più intime visioni gli impartisce. Ed ecco che da quelle nevi eterne un uomo allegro le braccia aperte verso un improbabile incontro scende da quelle cime tempestose con volo radente d’Angelo in vallate misteriose. Il cuore ha un forte pulso: l’immagine nitida dell’Anima Straniera che arriva ad una valle desolata lasciata dalla perdita precoce della persona Amata giunge foriera di nuova speme nella presente Vita a sanare senza indugio i vecchi dolori e malgrado i tanti anni tutti i dolenti affanni. Quella persona infatti “miraggio” che da un altro Mondo viene è proprio Lui quell’Uomo al quale hai voluto bene! Lui Ti ristora l’Anima Ti tranquillizza il cuore anche da così lontano Ti porta il proprio Amore. L’Amor non ha confini vive nel Tuo ricordo vi ritroverete un giorno. È sempre lì ad attenderti in quel frangente Ti amerà per sempre. |
| Nel cielo |
|
Nel buio eterno del cielo fino agli spazi siderali miliardi di fiammelle di luce penetrante corrono su questa tela d’Artista impressionante.
Si scorgono bagliori di luce folgorante ogni mattina al sorger dell’Aurora.
La tela tesa, scolpita dai colori rivela una Natura provvida di fiori.
È l’espressione bella che sempre ci accompagna ma! Senza tono è questa se manca chi ci Ama.
Egli è partito un giorno e tanto freddo ho il cuore attendo che Giustizia mi porti a lui vicino e nel buio dei miei giorni accenda un lumicino.
In questa notte eterna del cielo siderale aggiungi un’altra stella e in questo spazio enorme io sarò Forza Viva! Espressione di energia.
E questa forza dolce dipingerà un Mondo nuovo un orizzonte incantato che sarà parte attiva di questo bel Creato |
|
Un angolo di Paradiso |
|
Il tempo passa tra giochi di luci e ombre dopo il clamore violento … arriva il tormento dell’ assordante silenzio. La vita continua: nella stanza la Mamma con Te che sei l’unica sua gioia, T’accarezza la guancia.
In questo tenero gesto è insito tanto Amore per Te, fanciulla Amata che le hai rubato il cuore. Erano tempi bui, nell’aria tanto dolore la voce assente era il tormento del cuore: seduta li accanto Ti teneva la mano quasi a trattenerti, per non lasciarti andar lontano.
In quella stretta forte C’era la volontà di vincere la Morte. La Gioia di Vivere Ti ha resa ancor presente hai superato ostacoli impossibili: sei ritornata al Mondo in mezzo all’altra Gente con tutte le Speranze dell’uomo penitente.
Ora sarai dimessa: tornerai alla tua casa continuerai la Vita da dove l’ hai lasciata saranno in Te i ricordi della Vita passata a tratti sarai triste, in certi momenti sconsolata.
Ma è solo grazie a Te se la Mamma s’è salvata. In mezzo a tanta Gente non aveva più nessuno la Vita sua era vuota, senza più Futuro l’unico suo Amore era immobile in quella stanza. È grazie a Te, Tesoro, se in Vita è tornata se ancora la Speranza non l’ ha abbandonata.
Il gradito ritorno è atteso dalla Popolazione che insieme a voi ha vissuto quei tragici momenti vi è stata vicino, ha sofferto per le vostre pene ha pregato Dio, con tanta devozione perché si compia il miracolo della guarigione.
Intanto nel paese dove siete residenti pieni di gioia vi attendono impazienti desiderosi di scordare quei terribili momenti. Dio, ancora vi starà vicino, vi donerà un sorriso: per tutto quello che avete sofferto riserverà per voi, un angolo di Paradiso. |
| Il Ritorno |
|
Dopo tante fatiche ecco è arrivato il giorno che Dio dall’alto del cielo ha permesso il Tuo ritorno. Con il rientro a casa riprendi in mano la Vita.
Allegre sono le fonti dai margini fioriti gioiosi cantano gli augelli di questi dolci lidi. Il freddo è ormai lontano, canta la nuova Vita che nelle arterie Tue scorre come impazzita.
Un tempo armonioso si mostra alla Tua porta la Gente giubilante Ti accoglie al ritorno ringraziano il Signore per questo gaio giorno. Le amiche ti aspettano per fare il battimano a Te che finalmente sei giunta da lontano.
Mai più la sofferenza bussi alla Tua porta Ti aspetti la Vita dolce che a Te sarà gradita. Ancora dovrai esser paziente ma pure fiduciosa: hai vinto una battaglia e ora il futuro anche se faticoso, si mostra più sereno.
Noi, siamo qui ad attenderti, Ti diamo il benvenuto siamo tutti con Te, per darti il nostro aiuto. Ora tutti uniti Ti facciamo il nostro augurio per una Vita attiva, di grande contenuto. |
| Alle soglie dell’infinito |
|
Il richiamo degli affetti è ancora forte giorni lontani spaziano l’infinito reminiscenze antiche forano la memoria arrivando oltre i confini della Vita.
L’oblio imminente logora la mente traluce nell’Anima l’ultima carezza gli ultimi istanti di una breve Vita ha ottenuto dalla Divina Provvidenza.
Ultimi bagliori di una Vita amara ultime visioni di una Terra amica poi con rassegnazione l’oblio abbraccia per evitare l’amaro tempo del soffrire.
Angeli fugaci reggono le pene raggianti di luce e ardore d’Amore Vi infondono speranza in un Mondo etereo situato lontano dal dolore.
Speranza certa in una luce immane che dolcemente lenirà le pene delle persone a Lui, da sempre care che in Vita Gli hanno voluto bene.
Un’ultima carezza, un gesto affettuoso da quanti l’ hanno tenuto in cuore: si rivedranno in una nuova luce un dì ritroverà il suo Amore. |
| Gli Angeli del crepuscolo |
|
Voi Angeli del crepuscolo che accompagnate i vecchi all’ultima dimora.
Voi ultimi raggi di Sole di una Vita ormai vuota.
Ora che la disillusione supera la malinconia adesso che le mani stanche non sanno più tenere: La Vita sta sfuggendo dalle dita che senza forza non possono serrare.
Ora che le amicizie si diradano che la mente non sa più pregare dimenticati dal Mondo nel suo correre veloce in questo spazio pieno di barriere: vecchi baluardi di un tempo ormai finito soli in questo lembo di malinconia.
Portate un po’ di luce in vecchi cuori in quelle larve Umane un po’ d’Amore. Voi, che potete, state loro vicino! Con il vostro Amore lenite loro le pene perché soltanto in voi vedono il loro bene!
|
| Un Angelo perduto |
|
Dolce fanciulla Anima candida fragile fiore non hai vissuto invano. Ci hai insegnato tanto donandoci il perdono.
Sentiamo ancora affranto il grido tuo innocente mentre la fredda lama lambiva la tua carne.
Un grido disperato che suona ancora forte nelle Coscienze sporche che ti hanno Condannato.
Gli amici sono andati lavandosene le mani per non aver voluto cambiare la tua Sorte.
E sei rimasta sola! Sola con la Disperazione davanti alla tua parte di condannata a Morte!
La colpa fu del Fato? O della malasorte? Oppure della furia di chi ti ha brutalizzata.
Restano ancora pensieri sul luogo del delitto: rimane il Patrimonio di tenere attenzioni delle Persone buone che ti hanno conosciuta.
Dei tuoi famigliari che ti hanno tanto Amata e un’amarezza infinita per la dolorosa perdita della tua giovane Vita. |
| Le due facce della medaglia |
|
Passano maschere vocianti sul selciato della via principale la Zobia ride con gli astanti che gentili si lasciano interessare.
La sera è buia, si accende di rumore l’Animo allegro, la gioia è nel cuore la Gente è pronta a scordar gli affanni così, per poco, si veston d’altri panni.
Gli scherzi non si contano non manca l’allegria: vogliono essere contenti malgrado questa Vita.
In una stanza di parca luce accesa un Uomo, a letto, accanto alla consorte sta combattendo l’ultima battaglia per cercare di imbrogliar la sorte.
La Moglie gli tiene teneramente la mano sa che in questa Vita, più non andrà lontano lo regge, mentre Lui guarda verso la porta come aspettasse di vedere la Madre Morta.
Battono i passi cadenti sul selciato suonano le trombe delle compagnie giungono numerose a riempir le vie per fare baldoria e portare l’allegria.
Triste è la Vita in questo giorno allegro: quell’Uomo, nel suo letto sta Morendo: mentre la Gente ride e canta in allegria da li a poco, quell’Uomo, come per gioco dovrà subire il battesimo del Fuoco. |
| Con ali d’Aquila |
|
Con ali d’aquila sorvolerai i cieli osserverai le evanescenti nubi e gli spazi eterei sereni. Con il canto delle allodole Ti desterai in un radioso mattino con la Musa ispiratrice vicino. I canti dolci scenderanno le valli da un coro d’Angeli intonati: canti che ti hanno accompagnato e allietato sulla Terra il cammino. Ancora salirai quegli ermi colli sorseggerai le garrule liquidità sorgive correrai nei campi e sarai felice. L’ego traviato dal male troverà conforto ritroverai l’Amore ai limiti del Mondo l’Amore che per Te, non ha eguali e un giorno ancora non troppo lontano ha fatto di Te il suo unico sorriso. Sarà allora come sentirsi forza vera come riscoprire i colori delicati di una nuova, tiepida, dolce Primavera. Stai già volando! Usando quelle ali con la tua Fantasia senza orizzonti porgendo quelle immagini gentili che incontri sulla via degli alti cieli alla prole per conservar memoria della gaudente e dolce Tua Armonia. Vola sempre più alto, non Ti stancare! Oltre il Sole: nelle braccia del Signore!
|
|
|
| Oltre la terra |
|
Per te come Amore terreno per la tendenza famigliare di Madre buona e curatrice per gli ultimi approcci terreni corre il ricordo nella notte eterna.
Tutto è lontano, come luce di lanterna fioca e tormentata, in una Vita persa: percorri strade senza più transenne libera nell’anima, tra gli spazi aperti.
Fonti leggiadre, garrule e gioiose d’acque fresche, preziose e cristalline serpeggianti nell’immensità dei cieli ti accompagnino serene e gaudiose nel cammino verso uno spazio Divino.
Luce preziosa quella del Signore che piano, piano, scende dentro il cuore T’avvolge con immensa tenerezza e su Te pone una tiepida carezza. |
| Dopo le mire del male |
|
Dopo le mire di questo male assurdo che porterà i tuoi giorni sul finire dolci reminiscenze ti accompagneranno prima che giunga il tempo di Morire.
Approderai nel Mondo del nostro Creatore ed Ei, con la sua luce,T’avvolgerà d’Amore. Vivrai in uno spazio senza tempo una Terra verde di Speranza più non sentirai dolore.
Coglierai luce più viva calore di un Sole che non avrà tramonto con una grande Pace nell’Anima senza più tormento nel cuore Sarai divenuto luce e infinito Amore
I cari ricordi Ti rincorreranno nella tua evanescente luce. Dal tuo trono di Pace osserverai i nostri giorni e nell’ incertezza del domani a questi modellerai i contorni.
Farai di noi, Tua immagine nel tempo come Angelo custode, ci guiderai nel Mondo! Sarai vicino a noi per tutto il tempo della nostra Vita! Fino al definitivo incontro. |
| Ultima speranza |
|
Amor che soffre più tenacemente Vive nel cuore dell’Amata Sposa e della sfortunata prole.
Nelle braccia della Morte ha concluso il suo destino schiavo delle miserie Umane e della tremenda sorte.
Ora vagando triste spoglio delle lacerate vesti oltre l’ultimo appiglio corre il suo passo svelto.
Egli nel Mondo vaga del nostro Redentore avvolto nella luce del suo potente Amore.
Amor un giorno avuto che adesso ha ritornato all’Entità che ha acceso questo nostro bel Creato.
Lasciando Speranza vera di una nuova Vita infinita Vita priva di sofferenza priva di tristezza e dolore.
Un giorno nell’infinito ci ritroveremo allora saremo ancora uniti in una eterna Aurora. |
| In un istante, la vita! |
|
Aperta sull’anamnesi del passato sopra selciati di marmi incastonati su dura terra ancor dei nostri Padri la breve breccia nella nostra storia.
Castelli aviti, Anime d’Eroi in icone: effigi chiare, custodite ad arte, su tele antiche di colore e cariche di gloria portano alla mente attonita, le imprese che fecero grandi i casati degli antichi.
Un attimo per pensare; fugaci visioni passano nel Limbo della mente per portare in un istante l’attenzione e rivivere quei nobili sentimenti.
Ormai è sera, l’ora concilia il sonno vacanti i sensi, intorpiditi da Morfeo la Vita sta passando un altro guado e allunga i suoi tentacoli nella storia.
Ed ecco il rivivere delle impressioni che hanno un tempo accompagnato in tortuosi, celati meandri, la memoria e…, tornano alla ribalta le emozioni.
Ultime, prima che giunga il buio prima che il Sole si spenga sul sentiero prima che l’ultimo barlume di luce venga rapito dal mistero.
Un attimo! In questo breve istante tutta una Vita d’Amore verso il prossimo; una Vita tutta spesa nella luce di Dio eccola, giungere sulla soglia a ricordare che un Angelo ha vissuto! |
| Sospesi ora siamo |
|
Occhi lacrimanti guardano quest’atollo ingrato occhi senza più luce, spenti, in questo bel Creato argini possenti in valle eterna sorgono nell’Anima a limitare il fiume d’Amore che scorre copioso illuminato da raggi di luce radiosa di Sole.
Ibridi destrieri, cavalcati su intricati sentieri sospesi nelle profonde cavità degli azzurri e vaporosi cieli guidati da Anime vezzose, ridenti, serene e capricciose con mani di vento, piedi di rubino, scarpe di pensieri.
Dondolanti, fluttuanti, esposti ad ogni soffio di vento luccicanti scie di armoniche figure uscenti dall’oblio ancelle voluttuose, servili e premurose, adagiate su letti di sospiri: tenere illusioni del tempo giovanile.
Amore nell’Anima, un abbraccio caldo sul cuore le pene della Vita sono finite, portate all’oblio; rimane un sogno fluttuante, leggero, in questa Valle vibrante con artigli forti conficcati sul sentiero: il sogno che ci ha lasciato un Uomo unico e sincero.
un sogno di Pace, di Perdono, un sogno di Comunione di Giustizia e Uguaglianza per i popoli della Terra vivendo delle nostre pene, calmando il nostro dolore portando a noi, Peccatori, la luce del Signore; “guidaci ancora durante il cammino, Uomo Divino!-
-Le Genti tutte Ti amavano, ti chiedevano la Libertà. Tu, insegnavi ai Popoli in Guerra, Fratellanza e Verità! Sospesi ora siamo, su ali consunte e doloranti in questo Mondo carico d’Odio e di Dolore senza più il tuo carisma che ci dà serenità.
Prestaci un ultima volta il Tuo sorriso; con il volto immerso nella luce Divina bacia la nostra mano laboriosa e contadina e porta la speranza di una Vita nuova in chi l’eterno abbraccia, e nel buio riposa”. |
| Karol, Il commiato |
|
Calmo il serpente, pigro e claudicante si snoda in preghiera per le strade Vaticane il capo chino e le menti attese sulla soglia della porta che invita all’ultimo confine.
Dolci litanie cantano gli Angeli in cielo accompagnate da un coro di Martiri oranti presto davanti all’eterno, nella casa di Dio sarà l’Anima buona, simbolo di tanta Gloria.
È giunto alla casa del Padre il nuovo Santo che ha dispensato testimonianza e Amore e ha risparmiato al Mondo tanto dolore insegnando a noi cattolici il dono della Fede.
Nell’ultimo commiato, il mio pensiero Ti invio un caldo abbraccio che renderai a Dio con la certezza che non sarai mai dimenticato da chi, da sempre su questa Terra, ti ha Amato. |
| I giorni della Speranza |
|
Attonito il Mondo guarda alla casa del potere Divino; attende impaziente la fumata bianca che inizia al nuovo Papa il cammino.
Un Uomo prima, e dopo un Santo salito in cielo, è immerso nel Divino lasciando tra i Fedeli un vanto e fondendosi nel cuore del bambino.
Ora, la chiesa, luogo di culto dei Fedeli elegge un nuovo simbolo carismatico Padre di fede, voce di Dio sulla Terra il nuovo Signore che porterà la Croce.
Il Saggio, il Giusto, la guida nell’Amore l’amico dei popoli mandato dal Creatore quando gli apostoli di Dio, uniti in conclave da Spirito Santo ispirati, lo elevano a Pastore.
Il Fedele spera nella giustizia Divina spera nell’opera di quest’entità Terrena che Dio guidi il pensiero ai saggi, indichi la via per ridare al Mondo, Speranza ed Armonia. |
| Un dolce ricordo |
|
Un dolce ricordo legato alla mia infanzia vaga per i meandri della mia memoria portando a me, le immagini del passato quando bambino ancora andavo a scuola.
E mi sovviene un ricordo caro: erano tempi un po’ particolari, la Gente non aveva di che vivere la Guerra aveva lasciato i suoi orrori quasi tutti erano poveri ma i benestanti si prendevano cura del Popolo indigente.
C’era l’Amore! L’aiuto non mancava ai poveri che vivevano di stenti! Non c’erano associazioni benefiche non ce n’era bisogno! Al sofferente veniva comunque offerto l’aiuto della Gente.
Com’erano belli quei tempi ormai lontani quando ci consideravamo tutti uguali.
Ricordo che essendo io indigente avendo solo il poco con cui vivere avevo gli stessi amici degli emergenti.
Ebbene! Ora il tempo è passato creando qualche beneficio alle Persone però, ora c’è la distinzione tra le varie caste della Popolazione.
“Forse”, questo beneficio che non è per tutti ha fomentato gli egoismi individuali così giungo a desiderar quei tempi in cui erano Vivi i sentimenti. |
| Gli albori della Vita |
|
Dagli albori della Vita l’Uomo ha percorso molta strada sempre cogliendo dall’albero di questa i frutti più gustosi e delicati.
Non gli è bastato infatti essere scacciato dal Paradiso predestinato per aver le Leggi del Creatore trasgredito e aver mangiato il frutto dell’albero proibito.
Quale testardaggine nella trasgressione può far dell’Uomo un simile testone?
Dalla notte dei tempi, la via ci è segnata perché non rispettiamo i disegni del Divino che ci vuol tutti Credenti e rassegnati ai macchinosi giochi del destino?
C’e sempre l’intenzione di saper cosa ci tocca per la nostra azione.
Eppure noi vogliamo credere in un mondo buono, in un mondo migliore! Vogliamo credere nell’Uomo così come crediamo nel Signore.
Che questo aggiunga nuova speme a questa Vita randagia che viviamo perché ci conduca, mano nella mano: partendo dagli albori del mondo primitivo fino all’eterna alienazione della Vita. |
| La Primavera nel cuore |
|
Il tenue tepore coglie le fragranze dell’atmosfera tersa, intrisa di profumi.
Dalle pendici delle colline non senza colore fioriscono le rive a questa nuova brezza mattutina.
La Natura dalla notte si risveglia e dona a noi la Gioia per la Vita mostrando quell’immagine fiorita che dentro il cuore libera il suo ardore.
La linfa scorre nelle piante spoglie: porta nuova Vita e testimonianza sincera che sta arrivando la Primavera.
Delle dure e fredde giornate del Verno ormai passato l’Animo ha tutto scordato né più rimane memoria del triste pensiero che in noi albergava.
Ora il Sole col suo giallo colore accoglie la nostra voglia di Libertà e ci regala un tempo di Serenità.
L’attesa è finita e con il Sole si espande nell’aria tiepida un profumo di viole.
Dolce è posar lo sguardo sulla Natura in fiore e dentro al cuore aver l’immagine gentile di un ritrovato Amore.
L’Amore per il giorno, per la notte per tutto ciò che abbiamo intorno.
E all’ora, l’Anima soggiogata dal Verno si libera da questo pesante fardello permette di assaporare la Gioia facendoci gustare una nuova Vita. |
| Un nuovo inizio |
|
Là sul finire del Mondo all’orizzonte conosciuto degli eventi dove anche l’intuizione cede il passo all’inalienabile Ragione.
Dove le singolarità dell’Uomo sono site in un angolo piccino vi è uno spazio senza stelle uno spazio senza luce al limite del tempo che soltanto l’illusione crede di controllare.
Un buio freddo in cui lo spazio ha perso l’immagine dell’Essere lasciando la sua luce nell’Eterno regola la Vita su questa fredda Terra.
Questo nostro Mondo, pieno di sapori di luce, ebbro d’illusioni glissa sulla sua Natura lasciando l’Uomo nella confusione.
Ciò che pare non è ciò che è, non è palese: noi piccoli Uomini come facciamo a credere? Il nostro giorno è prezioso sulla Terra.
Aldilà del tempo, dello spazio oltre tutto quello che ci è dato viene impegnato dalla nostra Natura per arrivare pian piano all’oblio.
Eppure col pensiero l’uomo è vicino Dio! Sappiamo che il nostro tempo è breve ha la durata di un bolide spaziale ma noi sappiamo pure che dopo questa Vita c’è un nuovo inizio da provare! |
| Fantasia |
|
Osservo questo mare sconfinato esteso come l’orizzonte del pensiero dalla battigia fiacca ed assolata gremita di bagnanti accalorati alla mercé dei raggi del nostro usurpato e vecchio Sole.
E il pensiero vaga senza posa vola attraverso mari calmi su atolli approda in mezzo a oceani dimenticati.
Vola tra nubi eterne in cieli bruni tra verdi valli e muti casolari vola reggendomi nel cielo con ali di seta per farmi arrivare fino al Sole senza bruciare.
Fantasia! Forza interiore! Che mi consente di varcare ogni confine di vivere in un Mondo nuovo, migliore! E mi permette di cavalcar l’Aurora di fare miei tutti i raggi del Sole.
Sei tu, la mia più cara amica: l’unica energia che ancor non mi abbandona! |
| Il Tempo |
|
L’ombra del tempo oscura la memoria ciò che un tempo era palese ora è nascosto nella Storia.
Le immagini della Vita si fanno evanescenti tutto viene velato e distorto dal ricordo.
È triste osservare il Mondo da un angolo visuale sito ormai all’oblio lasciando le antiche certezze.
Arrivare poi all’ultima emozione che tristemente affiora nella mente lasciando un senso di smarrimento che ancora l’Uman non sa colmare.
E prima che il tempo vinca la battaglia fermando l’ultimo battito del cuore ècco che esplode il senso del dolore.
Dolore per quel che non si vuol lasciare: dolore fisico, disagio spirituale.
Allora, l’Anima dell’Uomo si difende si isola in un “che” di innaturale per non soffrire più del necessario per questa Vita che ormai sta per lasciare. |
| Coscienza dell’essere |
|
L’Uomo è l’universo che guarda se stesso. Noi, siamo la coscienza di questo i testimoni dell’Essere. Tutta la grandezza del Creato senza di noi, non ha ragione di esistere.
Queste dolci colline questi degradanti declivi i fiumi impetuosi i cieli azzurri le stelle brillanti i pianeti armoniosi non sono nulla senza l’osservatore.
Le cose per essere buone e preziose devono essere apprezzate e conosciute: un Mondo senza l’Uomo sarebbe il nulla in questo povero contenitore ci sarebbe il vuoto più assoluto e l’eterno Costruttore sconosciuto. |
| Giovinezza |
|
Giovinezza, dolce chimera che per sempre ormai lasciasti questi lidi unica certezza mia sincera è che ti vissi orgogliosamente mia e tu mi accompagnasti per una Vita intera! Or, solo la sera, in me dimora nell’attesa della notte: “Mia rovina!”.
Rivivo in dolci istanti cari ricordi sembianze di fanciullo rapito dal suo grande amore dolce, tenero, sincero! E nella mente un bisogno di tenerezze vere!
Ora è passato il tempo e in riva al mare osservo due vecchietti claudicanti che da un tutore si fanno accompagnare avanzare lenti, mano nella mano con gli occhi pieni di Malinconia.
Osservo il volo svelto dei gabbiani e il movimento armonico dell’onda mentre la Vita scorre col suo flusso lento con l’obiettivo di vederci invecchiare.
cosi soltanto adesso sto vedendo che ancora, anche se vecchi si può saper Amare! |
| Sogno |
|
Un verde regno di vastità infinita s’intravède d’un tratto oltre la lontana sponda.
Il fiume, d’onda forte investe la Feluca che trascinata dall’impeto dell’aria sbanda.
Sogno o son desto? Io mi domando! E presto, luce più viva mi coglie all’improvviso.
Di accecante spettro il dardo mi ferisce pur nella nera notte, luce così penetrante e pura dall’Umano, su questa Terra, non fu mai veduta.
In quell’istante, nel cuore, una Pace assoluta! Un attimo, un impulso breve un fascio di colori e dopo il buio.
L’antagonista della luce, sempre più potente mi avvolge nelle sue fredde spire.
Un tunnel in piena luce armoniosa lungo una Vita, percorso a velocità infinita per ritornare da dov’ero partito come “Idea” lasciando in questo lido solo le spoglie.
Il trillo di un campanello mi disturba mi strappa dal sonno e mi richiama alla Vita.
Apro gli occhi, mi guardo intorno e… strano! Mi accorgo che quella luce, quella Pace altro non era che un sogno che dall’ inconscio m’era stato preparato.
Ma io, in questo sogno ho ritrovato il bambino che sono sempre stato. |
| Il Sole sulle mani |
|
Le mani scarne si allungano fugaci onde carpire il nettare prezioso rivolte là, dove si perde il giorno per indicare il Sole al tramontare.
Ultimi tenui colori colpiscono le mani e lasciano lunghe ombre sulla lavagna nera l’ultima stilla di calore intenso prima di perdere la luce nell’Immenso
la Terra si copre di colore antico nell’Anima dell’Uomo preme la notte la stessa notte che amplifica i dolori e stende un velo pietoso dentro ai cuori.
Il Sole tra le dita che non han tenuto fuggito è un’altra volta nell’oblio pure con forza cercavano la presa per trattener la luce ed evitar la resa.
Le dita esili, nulla hanno potuto perché troppo fluida è la Vita in questa dura ed eterna partita: l’Uomo dovrà passare la mano alla sorte che inesorabilmente lo porterà alla Morte |
| Voglia di … |
|
Voglia di volare nella volta celeste in cieli cristallini con ali d’Angelo.
Librarsi sorretti da aere pulite sugli irti monti dalle nevi eterne e planare leggeri attraverso ripidi declivi su valli impervie e irraggiungibili.
Destarsi con l’aura gentile che dalla valle il mattino inonda come una piena di serenità distesa.
Voglia di mostrare tutta l’allegria che dal cuore esonda quale sorgente garrula e gioconda.
Voglia di vivere, di ridere, d’essere. Vivere il mattino con il Sole in fronte assorbire il suo calore prendere parte alla Vita e quando si fa buio trovare il conforto nell’Amore.
Voglia di sincerità che ormai sopita attende in un angusto spazio nella mente che l’Onestà la faccia tornare attiva.
Voglia di tutto ciò che il mondo offre voglia di Vita! |
| Essere grandi |
|
Vivere di giustizia, vivere di Vita vera scoprire nelle ore perse della sera cosa ci può dare una preghiera.
essere grandi? Soltanto un’illusione! Vivere di passione, vivere d’Amore vivere di gioia, di serenità sincera vivere sperando in una nuova Primavera.
Saper abbandonare le ore di tristezza gioire per la felicità del prossimo arricchirsi nell’intimo di nuove sensazioni aspettare con serenità che giunga sera per arrivare a capire che solo chi spera può aspirare ad una Vita nuova.
Questo vuol dire essere grandi! Essere grandi vuol dire credere! Credere nell’Uomo, concedere il perdono saper celare il dolore aprire il cuore al sentimento dell’Amore. |
| Il sole sorge ancora! |
|
Immagini che arrivano dal passato mostrano il crescere dell’Uomo. Un grido silenzioso ammalia la mente e questo grido sveglia le coscienze. L’evoluzione corre senza posa: giganti pieni di fuoco, come dardi lanciati da potenti archi solcano il cielo lasciando traccianti scie di vapore gas letali che avvelenano l’aria: spinti da un’ energia fluida e Potente per superare il campo gravitazionale ed evadere verso nuovi lidi ancora incontaminati con la pretesa di andarli a conquistare. Aerei supersonici sfrecciano nel cielo comprimono il suono in uno spazio angusto per liberarlo poi come frastuono lacerando così l’orecchio dell’Uomo. Le Guerre studiate per bramosia di Potere prolificano Violenze in ogni dove col solo scopo di ammazzar la Gente. Foreste in fiamme ammassano veleni che con veemenza aggrediscono la Natura. “Bombe” chiamate “Intelligenti” con corazza d’acciaio all’uranio impoverito così fatte per renderle penetranti e aumentare la certezza di far male scoppiano nei conflitti ancor presenti su questa povera Terra da salvare. Ancora: altre Bombe alla grafite costruite per disturbare le trasmissioni per rendere ciechi gli intercettori. Questo mi fa pensare che: l’estro all’Uomo è stato dato soltanto per distruggere il Creato. Ma noi nel cuore teniamo la Speranza che presto o tardi ei giunga a capire che ciò pian piano ci porta a morire. Detentori però siamo della certezza di ridestarci un giorno in una nuova Aurora perché malgrado tutto, il Sole sorge ancora! |
| Ora come allora |
|
Scavando nel passato mentre si apriva un varco nella Storia nel preparare una nuova arteria che porta sviluppo al nostro territorio.
Antiche vestigia di un neolitico lontano venivano alla luce: armi che l’Uomo usava pietre taglienti opportunamente lavorate per difendere gli averi dei suoi avi balzano improvvisamente sulla scena come ultimo baluardo di un’era dimenticata.
Mentre il capostipite dell’Uomo su questa brulla Terra viveva consumando il suo destino perennemente in Guerra procurando violenze e lutti ai miseri di allora.
La Storia ha percorso i secoli, ma l’Uomo “È triste dirlo”, Vive di sua memoria! Così le Guerre ancora logorano le Nazioni fanno schiavi i Popoli attraverso le oppressioni.
Facendo un’attenta analisi giungo a pensare: malgrado il tempo passi, malgrado l’istruzione le nuove tecnologie che hanno a disposizione gli Uomini, ad onor del vero non hanno imparato niente: ora come allora vivono di Violenza.
Che brutta sensazione per noi pensanti che definendoci a priori Intelligenti veniamo dalla realtà smentiti nel fare queste dolorose azioni. |
| Quotidianità |
|
La solita strada lungo l’argine del fiume percorri ogni mattina andando a scuola: da filari di pioppi alti custodita e da argini potenti riparata.
Le solite dune sabbiose là nella pianura: sabbia dallo stesso fiume trascinata aspetta la calura dell’Estate come spiaggia dai bagnanti frequentata.
Segui d’impulso la tortuosa via per arrivare all’ansa riparata che ti consente di passare la giornata in questo scorcio di Natura incantata.
La solita casa nella golena spoglia sulla quale si frange l’onda della piena come rudere all’orizzonte si staglia ove rivivono in piena notte i fantasmi.
La solita Vita, il solito costume la solita voglia di guadare il fiume la solita tristezza nei giorni di festa il divertimento che nel cuore resta.
È la quotidianità che non perdona che rende tutto quanto piatto: senza sapore, son le pietanze a un tratto.
Mi sento in un istante perduto mi sento stretto in una morsa il petto ed è per questo che solo per diletto ascolto trepidante l’ulular del vento che s’ode tra i pioppeti come lamento:
perché c’è solo questa soluzione che spezza la quotidianità di questa Vita. |
| Tristezza |
|
M’alzo dal letto con fare sonnolento alla mattina quando il ciel si tinge di rosa. L’Alba già lancia i suoi bagliori al Mondo per rischiarare una giornata nuova. M’alzo e funesto il pensiero m’invita a gareggiare in questa nuova partita.
Il Sole già si staglia all’orizzonte fugando gli umori della notte che nella mente mia così adagiata nell’osservare la durezza della Vita prende sembianza di Tristezza antica.
E rode, il tarlo che mi dimora in petto e mi allontana inesorabilmente dalla mia passata età fiorita.
Né basta chiedere pensieri nuovi alla mia fervente Fantasia: tanto, questa lunga giornata odiosa quasi senza fine, nulla mi ispira.
Una Tristezza infinita mi pervade e non so cosa bisogna fare per ritornare ad assaporar la Vita finche non guardo con Almo pronto a recepir messaggi indelicati che mostrano gli affanni dei malati.
Ed ecco! È allora che mi ricompongo e accetto come segno del destino questo mio stato di Passione: pensando che non è logico davvero soffrire senza saper di cosa ci si lagna.
Allora butto via la Malinconia libero dal fardello questo cuore e torno sollevato a lavorare.
Così una Vita nuova mi sorride perché ho ritrovato la consolazione che inevitabilmente porta la Ragione. |
| Fiori d’arancio |
|
Fiori d’Arancio per le novelle Spose che arrivano trepidanti all’Altare. Fiori d’Arancio per le donzellette che han saputo farsi innamorare.
Anche stavolta la Primavera è sorta dopo che il gelo, svuotato ha il cascinale e la stagione bella adesso avanza mentre la Natura verde è tutta in fiore.
Le nuvolette scherzano vezzose volteggiano rasando l’azzurrino di madreperla coprono il cammino dei valligiani e i pascoli fioriti.
Dolci profumi d’alpe e folto bosco dove da sempre dimorano i licheni: nativa verzura impregna l’atmosfera di bianco polline e profumi soavi.
La Primavera dell’Inverno è Sposa: porta il giusto tepore dentro il cuore libera la mente delle persone buone stende ali di Fata sulla Terra avita.
Fiori d’arancio per le donne belle alle coppiette sempre innamorate per le Speranze delle vecchie Spose perché in Amore mai tramonti Pace! |
| Una lieta giornata |
|
Ecco, la notte a grandi passi s’allontana ora la tenebra d’un tratto si scompone il disco selenita ha già abbandonato il cielo lasciando tracce di tenebra nel tiepido cuore dell’Umano.
Copre il pendio il folto sottobosco che della luce è barriera attiva lasciando i penduli ancor bagnati da qualche goccia di rugiada sporca.
Le avide fauci buie della notte hanno lasciato per questo giorno il Mondo il Sole quale sfera luccicante divien padrone di tutto quanto intorno.
Scende dal monte con fare serpentino col tintinnar dell’acqua di sorgente il ruscelletto convinto nelle sponde.
Il Merlo canta, risponde il Pettirosso. Il grato soffio della brezza mattutina che vien dal monte senza più calura rianima piante e fiori della Natura.
Il fiore s’apre grato al Creatore per questo nuovo giorno a lui donato prima che tutto cambi, quando poi avvizzito, cede la sua corolla per abbandonarla inerte nell’oblio.
Ora c’è tanta Vita in questo giorno allegro ed assolato: un nuovo tempo di Speranza e gioia s’è affacciato al Mondo e io, nell’intimo, sono gratificato. |
| I colori del buio |
|
Dopo che il Sole stanco è sceso dietro il monte la notte è sul Mondo con i suoi tenui colori. Allora l’Umano si appresta a riposare nella sua alcova, per ritrovar vigore.
Un passo, un passo ancora così la notte incede servile e furibonda traviando anime gentili e remissive che credono nel Mondo che le circonda.
Il buio turpe nell’essere, freddo, spettrale vaga come riflesso della Vita in questa notte antica.
S’accendono le luci, con artifici si vince il buio il gelo della notte si stringe intorno al cuore. L’ultimo pensiero sortisce dalla mente prima di abbandonarsi al sonno ristoratore.
E preminenti, pigri, si mostrano i pensieri che nella notte senza più colore vincono la stanchezza delle menti sfociando in una sorta di consolazione.
La notte avanza, rapisce nel suo incedere il senso della Vita, sospendendola nel nulla. L’essere, vinto dalla stanchezza dorme con la testa appoggiata sul cuscino mentre si ristora il corpo stanco dal lavoro.
Il tempo passa, l’ora è tarda: tutt’intorno il buio vince l’ultima sponda prima che giunga il giorno a risvegliare i sensi che nella notte si erano sopiti.
Ma ecco il sorgere del Sole! L’Aurora, con i suoi colori saluta la tenebra che suo malgrado tristemente muore.
Il nuovo giorno è arrivato, una nuova speme sorge nell’Animo dell’Uomo così si è di nuovo pronti e rifocillati per il lavoro.
Che sia un giorno buono, un giorno migliore! È questa, la Speranza che alberga in fondo al cuore! |
| Una giornata di Sole |
|
Il Sole s’affaccia al Mondo da levante e con i suoi raggi tinge il ciel di rosa tutto rischiara, tutto si colora sui fili d’erba il raggio si abbandona.
La farfalla sopra il verde mar posata sugge copioso il nettare dal fiore unica brama, d’essa innamorata della sua breve Vita il manto suo colora.
Le fontanelle garrule nei rivi le raganelle in rogge a gracidare la ricchezza di quel caldo Sole si stende dall’alto mare al litorale.
Gli augelli stridono cinguettii gioiosi nel cielo vasto che ora pare in festa tanto che il passante, attirato dai rumori lesto e senza indugio alza la testa.
Visioni magiche in quel cielo azzurro mostrano la Vita come adesso appare a persone senza troppi pensieri della Natura follemente innamorate.
Il Sole varca l’ultimo confine e spenge la sua luce all’orizzonte la sera giunge e la Natura amica si pone tra le braccia di Morfeo.
Tacciono i rumori, la giornata è finita resta il domani da desiderare ardente e caldo come continuazione di giorni dolci che fanno bene al cuore. |
| Il temporale |
|
All’orizzonte, fino al confine oltre il quale si perde lo sguardo s’alzano minacciose nuvole nere.
S’avvolvono in mille immagini eteree: quasi a rapir lo sguardo dell’Uomo che senza indugio volgendo gli occhi al cielo osserva questo fatto arcano.
Qualche bagliore lungi, poi il tuono mostrano che questo giorno è strano. Il nero sta avvolgendo il Mondo visuale il vento col suo magico gioco di colori scuote i rami e dà le foglie al piano. Quand’anche l’ultima foglia è caduta bionda è la Terra dalla lor venuta.
Il vento aumenta, fischia la bufera buio è d’intorno, s’accendono i lampioni. Raffiche poderose flettono gli arbusti inizia il pianto in gocce grosse che malgrado tutto diventa sanatore.
Batte e ribatte sulla nuda Terra si raggruppa in rivoli e canali che sempre più vispi e grossi nelle sponde di Terra golenale giungono al torrente che freme tumultuoso. Poi tutto placa e tra le nubi gonfie fa capolino il Sole, pria che il giorno muoia.
La Terra madida d’umore lascia ingrossare il seme che nel suo seno muore per far posto alla nuova Vita che preme. Questa tetra giornata strana allora triste ora è foriera di una nuova Alba della Vita.
Io osservando la Natura scopro sempre più spesso che anche se tutto pare triste e buio: altro non è che una nuova vittoria della Luce. |
| L’amore è |
|
L’Amore è…il bene assoluto il motore della Vita l’immagine di Dio sulla Terra l’ultimo rifugio dell’Uomo nel cielo la buona filosofia del genere Umano uno scrigno di gioie e di passione che ammalia il cuore e soggioga la mente la serenità dell’Anima traviata la semplicità del cuore di un bambino quando tendendo le braccia alla Mamma chiede rassicurazione per il suo destino. Il riscatto della singolarità in questo Mondo di egoismi l’algoritmo con cui la Vita si perpetua su questa Terra ferita e bistrattata l’ultima Speranza dei malati che cercano nei propri famigliari la dolcezza che si usa nel prestare aiuto ad un perfetto sconosciuto. Il profondo respiro dell’infinito. L’Amore è l’ultimo confine che ci separa dall’immensità. |
| Una gita al mare |
|
Immagino foreste in un cielo azzurro pieno di amache e ballerine scure di corone di fiori al collo agghindate e canti, e balli a non finire.
Ma tutto questo è soltanto un sogno così ritorno alla realtà bruta col pensiero. La mattinata già col ciel coperto si dipana una pioggerellina lieve bagna i miei ardori e mi presenta una giornata nera piena di vento e pioggia Autunnale.
La mattinata passa senza Speranza alcuna dal mare sale una nebbia innaturale. Un vento gelido mi manda staffilate che penetra la pelle infreddolita.
Al pomeriggio un Sole sonnacchioso fa capolino a tratti tra i veloci nembi un tempo si rischiara e successivo il buio lambisce queste scure sponde tormentate dall’onde che si schiantan fragorose sulla battigia spoglia e ventilata.
Ora deserta è la spiaggia e il mare vi si perde senza posa spinto dal vento d’altura in un susseguirsi di onde armoniose.
Era nata bene la giornata colma di Speranza per una vacanza buona ma ben si sa! La Primavera è strana lo dicono gli antenati con i proverbi che per tutto un tempo han fatto Storia.
Accetteremo dunque di buon grado questa soluzione altalenante sperando di aver più fortuna nel futuro quando ci accingeremo un'altra volta a programmare una nuova avventura. |
| Sul sentiero della vita |
|
Un sentiero lungo e tortuoso percorso con la fragilità dell’Anima dell’Uomo. Antichi sapori dal tempo ormai proibiti s’affacciano violentemente alla memoria lasciando in fondo al cuore dell’Umano un desiderio di tenerezze dimenticate.
Il tempo ha programmato la sua Storia. Percorsi bui ledono i brevi istanti di gloria lasciandoci supini davanti alla Violenza del tempo che fugge senza alcun riguardo.
A tratti Gioie incontrollabili balenano sulla scena riservando al cuore, nella Vita troppo spesso amara un dolce e luminoso raggio di Sole.
Salire su questa scala che sempre si allunga lasciando ad ogni balzo un poco di energia per arrivare al piano, di fronte ad una porta che resta ancora definitivamente chiusa e tornare poi a scendere un’altra volta.
Antiche gioie dal tempo eclissate s’affacciano a questo punto sulla soglia della memoria stanca quindi il domani, a risalir ci esorta per ritornare alla porta della Vita che in fin si spera di trovare aperta e così finire questa disarmante attesa.
Or la Speranza unica sovrana in questa stanza vuota e disadorna ci aiuta ad osservare gli ultimi bagliori di un Mondo già finito nella Storia.
E percorrendo un sentiero nuovo senza lasciar segnali appariscenti avviarci lentamente all’oblio. |
| Stelle Cadenti |
|
Stelle cadenti in cieli solitari Anime perse nella notte dei tempi. Origini di un tempo ai primordi in nuclei condensati di espressioni antiche com’è antico il Mondo.
Quando in un’epoca romita, il tutto iniziò a segnare la sua Storia. Scintillanti trofei di un’era vacua vaganti per lo spazio siderale quali itineranti perennemente in ansia.
Faville luccicanti di un fuoco ardente perduto nei meandri del tempo. L’Ominide vi osservò quando ancora senza conoscenza l’Essere vagava sulla terra antica schiavo della sua incoscienza.
Poi “l’Homo Sapiens” con la sua inventiva coltivò nel suo intimo la Speranza di poter carpire il vostro segreto.
E ora, che siamo sapienti, abbiamo capito che siete solo fantasmi bianchi che sfrecciano veloci in un cielo nero come lanterne stanche, quasi senza stoppino per cadere sulla Terra senza luce ed energia.
State alla larga da questo astro infame se ancora per molto tempo volete vagare. |
| La mia ombra |
|
Sui margini dell’ignoto la mia ombra tenuta in Vita da un inerme Sole lungi miglia e miglia dalla mia persona di luce fluttuante, leggera e vagabonda si veste nell’Aurora.
L’ombra è l’impronta di me stesso: rasenta i confini di un Mondo sconosciuto fino ad arrivare all’ultimo traguardo tenendo vivo lo scettro del presente.
Tu sei l’opposto in negativo. Sei la mia stolida compagna che m’accompagna per questa Vita grama. Sei vecchia come me; cara Signora! Ma ancor non hai imparato a dialogare.
Sei la presenza muta dei miei giorni: l’unica cosa che non si può scordare. Eppure! Una cosa io ti devo dire: “Come la coscienza che giudica il mio agire mi mostri ogni istante della mia Passione in questa Vita piena di brutture come uno specchio poco intelligente”.
Io non ti osservo! Però non so far senza! Così, anche se drammatica è la Vita piena di tristezza e contraddizioni sono contento di sapere che nonostante tutto sempre per me sarai presente. |
| Un mondo Senza sogni |
|
In questa Vita dura e complicata si sente il bisogno di disillusione la Gente è pigra, senza convinzione ci si abbandona presto alla delusione. La fretta dell’azione ci condiziona facciamo tutto presto per guadagno.
Non ci accontentiamo del tornaconto che con il lavoro onesto si ricava così, cerchiam di fare più lavori penalizzando le persone che stan male oppure facciamo delle azioni che non possiam nemmeno dichiarare.
Siamo figli dell’Uomo e come tale schiavi delle regole interpretate da Avvocati che ne stravolgono le conclusioni perciò chi è buono in molti casi viene trattato male.
Questo è un Mondo vizioso con molte regole sbagliate che fanno di quest’opera Divina una bruttura da dimenticare. soltanto un rifugio rimane da trovare nel nostro ego e per farlo affiorare basta mettersi in condizione di sognare.
Il sogno ci libera la mente ci fa divenire tutti uguali. Ma con la Vita che corre all’impazzata con la Gente che non sa trovare la Ragione con le Guerre che sono sempre attive con la fame dei Popoli Oppressi i poveri che vivono di stenti l’indifferenza delle Istituzioni in questo Mondo troppo inusuale ci manca anche la voglia di sognare. |
|
|