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Ireneo Mancinelli

 
 
 

Santa Rita.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ero un piccolo ragazzino

affetto da una grave malattia

i miei mi portarono

a visitare la Basilica di Cascia

la mia famiglia

da sempre devota a Santa Rita

durante il viaggio

mi danno un libricino da leggere

informarmi delle sue gesta di Santa

la mia testolina

vagava tra le nuvole

straripante di miracoli,

dopo una ripida salita

una grande piazza,

larga ampia è la scalinata

divide me e la Basilica dalla Santa

dell’impossibili miracoli

sono emozionatissimo

e cauto ad esprimere giudizi,

ansioso timoroso ogni volta

di affrontare le scale

il cuore, non sento battere forte

la mia nevrotica ansia

di colpo cessa

non odo o ascolto

voci parlare

la pace mi circonda,

con piglio  sicuro certo

questa volta le affronto,

con facilità salgo le scale

passo davanti alla cappella, dove

è ben visibile la Santa attraverso l’urna,

uscendo dalla Basilica

faccio visita al roseto,

era un freddo inizio di primavera

brullo non fiorito

nella mia delusione

da un rametto rinsecchito

mi esalta un tenero germoglio,

passano tanti anni

una sera recitando il rosario

mi addormento nel mentre

leggevo una novena a S. Rita

come un vociare di vergini spose

con i loro abiti bianchi

delicatamente mi svegliano

chiedendomi che cosa desideravo

impacciato confuso esitante

emozionato non risposi, piansi.

 

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Poesia ed Handicap
 

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