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Ireneo Mancinelli |
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Atos il non vedente |
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Ero un ragazzo di tredici anni carico di forti sani principi intelligente sensibile adatto pronto per aiutare specialmente i nonni, le nonnine persone malate, i più deboli a me da sempre le più vicine un amico aveva un fratello cieco dalla nascita un giorno mi chiese di aiutarlo, gli risposi soltanto che dovevo fare prendi l’autobus ti fermi alla terza fermata in via Emilia vai a casa di mio fratello, lo accompagni al cinema vive insieme alla mamma anziana non esce mai da casa era entusiasmante per me farlo uscire mi sentivo di volare e di toccare il cielo con un dito tutta la notte non ho dormito, il suo pensiero era chiuso in me esaltato e moralmente consapevole di aiutare un amico speciale un nostro fratello più sfortunato un sentirti male profondo un stravolgere il cuore di dolore certo non è divertente vivere al buio la tua vita completamente, entriamo al cinema mano nella mano con il suo bastone bianco al buio delle ombre mi indica dove noi ci sediamo percepiva capiva vedeva… leggeva il trascorrere delle trame mi descriveva le scene anticipandomi le conclusioni rimanevo allibito senza parole finisce il film usciamo dalla sala nel fare ritorno a casa ragionando si discuteva del film, la sua spiegazione era lucida e attenta sobriamente affermato era il concetto io che vedevo bene avendo dieci e dieci alcuni episodi addirittura mi sfuggivano alcuni anni li ho vissuti accompagnato da una persona fantastica e straordinaria la formula più alta d’amore. |
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Il progetto Poha
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| Poesia ed Handicap | |
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Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo! |
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