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      Il progetto Poha    

 

Poesia ed Handicap

 
Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!
 

Luciano Somma

 

PRIMO GENNAIO
 

Ancora stordita

Da tanto frastuono

la notte sbadiglia

perché è già domani.

 

Avrà il volto nuovo

Quest’alba che spunta

Neonata speranza

Di un anno sereno?

 

 

Laggiù all’orizzonte

Io vedo una luce

Più intensa e più chiara

Sarà forse inganno?

 

Soltanto chimera?

Oppure aria pura

È questo l’augurio

Per tutti quaggiù

 

Vogliamoci bene

La vita è una sola

Teniamola cara

Vivendo in amore

 

Con tutte le razze

Da veri fratelli

Sarà un’utopia?

Può darsi, chissà!

 
L’ETA’

Vi prego non ricordatemi l’età

È solo una data

Segnata su un foglio

L’età

Non è certamente

Quella che sento dentro

Che urla

Una linfa vitale

Che evita il male

Che vuole i suoi passi

Ancora veloci

Come un puledro

Al galoppo

E cerca ancora

L’amore

Lo vuole con forza

E se si presenta

L’afferra

Si aggrappa

Perché è ancora vita

La vita!
 
SPERANZA

Quest’anno non voglio regali

Rinuncio stavolta agli auguri

I troppi episodi mortali

Mi rendono i giorni insicuri .

Qui l’aria è infuocata dal male

È mina che esplode la terra

Dove anche il respiro è fatale

Si vive ogni giorno una guerra .

Non voglio più un mare di sangue

Né rabbia del cielo in tempesta

La gente che trema e che langue

Ma un senso di vita più onesta .

Dov’è che sei Cristo mio Dio

Nessuna ferita è guarita

È tutto soltanto un oblio

Dov’è quella fede infinita .

Che nasce guardando il tramonto

Galoppa l’immenso universo

Portando al Natale ch’è pronto

Un nuovo domani diverso .

 
IMMAGINI

Mi sei apparsa vestita di sole

con addosso il tuo nudo integrale

un ricordo fantasma d'estate

che ritorna superbo e io sto male.

Mi riporta lontano nel tempo

con la bocca attaccata a quel seno

che succhiavo ingoiando il mio latte

mi vegliava uno sguardo sereno.

Era amore l'amore di madre

proteggeva il suo cucciolo ed io

ero là coi miei occhi di bimbo

che stringevo quel mondo era mio.

Sulla sabbia infuocata d'agosto

non mi brucia soltanto la pelle

ma memorie oggi cenere al vento

foglie morte frammenti di stelle

che comunque tra ortensie e le calle

il pensiero riporta alla mente

quanti brividi caldi d'aurore

le mie lacrime piante per niente.

Muore il giorno compare il tramonto

eri solo una statua di cera

sei confusa tra i grani di sabbia

Dio in un lampo già è scesa la sera.

 

6 APRILE 2009

L’aria profumava di primavera

Con Pasqua alle porte

La terra che già da tempo tremava

S’aprì

Per inghiottire

Uomini donne bambini

(e secoli di storia)

Anche il ciliegio

S’inginocchiò

Coi frutti perduti

Non bastarono “gloria al padre”

Ed “Avemaria”

Per l’Abruzzo non ci fu pietà.

l’eco di quelle urla

Chissà

Se arrivò fino al cielo.

La distesa

Di azzurro

Una beffa

Di vite lontane…

 

Soltanto se…

Ritornerò a te

Soltanto se

I miei occhi

Sapranno reggere

Al tuo sguardo

Senza tremare.

Soltanto se

Avrò ancora da guardare

Almeno una goccia di sole.

Soltanto se

Avrò la forza

Di asciugare le tue ferite,

ancora sanguinanti,

con l’alcool delle mie lacrime.

Soltanto se

Il mio passo

Sarà fermo,  sicuro,

difeso dalla mia volontà

di esistere, di amarti.

Sarò a te

Soltanto se

Potrò darti

Qualcosa di più

D’una semplice storia.

Da L’ECO DEL POPOLO- Salerno

21 Febbraio 1971

 

L'Aquila

Dopo aver lungamente tremato

Sanguina la terra d’Abruzzo

Nella settimana di Pasqua la condanna d’un popolo

Porta la croce di Cristo

Tra mille e più lacrime

Di tante Madonnine genuflesse

Ai piedi delle tombe

All’ombra dei cipressi

in una primavera

che ha segnato(forse per sempre)

La fine d’una città.

AQUILA coi tuoi colli

Aquila e la tua storia

Aquila, le tue chiese e i monumenti

Aquila  rasa al suolo… Dove sei?

Ti rivedremo ancora,  ti rivedremo mai,

Ti rivedremo più stella fulgente

D’una terra orfana e impaurita

Ma nel mio cuore ho acceso il sacro fuoco

D’una speranza che non vuol morire.

 

SCONFITTA

I miei pensieri

urla nel silenzio

fuochi a mare

nel cielo della notte

gli occhi fissi

sul soffitto della stanza

cercano

almeno una risposta

ai mille perchè

che come fantasmi vaganti

danzano

nel loro territorio

sembrano formule

per elaborare speranze

che tuffandosi tra le lenzuola

affondano

nell'abissale vuoto

d'una coatta solitudine.

Con l'alba

un sole più vecchio d'un giorno

riscalderà

il lungo gelo

d'un ibernato senso

di sconfitta.

 

Da L'ALBA DI DOMANI

Ed. Noialtri - Pellegrino (Messina) 2005

 

SERATA

In questa sera di pioggia

l'aria profuma d'autunno

le luci intorno per strada

sembrano occhi di gatto

cammino senza una meta

non cerco nulla e nessuno

non ho più echi nel cuore

resta soltanto il rimpianto

tu sei lontana e non torni

labbra sognate di ieri

corpo flessuoso d'amante

ape regina di sempre.

Davanti a me solo scale

oramai tutte in discesa

in fondo solo l'abisso

per me l'eterno mistero

 
          Speranza ‘e Natale         

‘O mmale ‘e nu munno ‘mpazzuto

me trase ‘int’’o core stasera

nu core ca cerca n’aiuto,

l'aiuto 'e na mano sincera…

Pe’ ll’aria nu suono ‘e zampogna

me porta ‘a nuvena ch’è doce

ma è spina ca ‘mpietto me pogna

sentenno pesante sta Croce.

Sole ‘e Natale puortece

‘o pizzo a rrisa ‘e Ddio

cu’’o verde  d’’a speranza

pace e serenità

dacce dint’’a sti juorne

carezze d’alba, ‘e cielo,

scacciala 'a nuje pe' sempe

tutta sta ‘nfamità!

 

 

"AMICO DI SEMPRE"

 

 

Finito il percorso sei andato

Lontano nel tempo

Là dove da sempre vi regna

Sovrano il mistero

Amico mio ombra di sempre

Fedele e fidato

Un cane eri un cane soltanto

Agli occhi di tutti

Per me tu l’hai sempre saputo

Qualcosa di più.

Ed oggi che piove il pensiero

Mi porta il tuo vento

E l’ultima volta che vidi

Il tuo sguardo nel mio

Pur senza parlare noi due

Quante cose capimmo

Immagini un film a puntate

Quei giorni volati

Adesso sei solo un ricordo

Che corre nei prati

Adesso sei solo rimpianto

D’un bene perduto

Tristezza infinita d’un mondo

Finito per sempre .

 

 

 

 

Da IMMAGINI

Casa Editrice Menna – Avellino

2001

 

"ORA"

Dove sono finite le mie certezze oggi
ferite sanguinanti del mio ieri
vissuto nell'infanzia in quel giardino
dove ogni fiore aveva sempre un nome femminile
mentre l'albero maschio  la pretesa
di vivere la sua virilità incurante dal vento di libeccio
che con la sua salsedine piegava  di giorno in giorno i rami
indebolendo le radici e il tronco .
Ora che il dubbio  e' il pane quotidiano del pensiero
che nutre l'ansia  e accresce la paura
ora che affondo in grumi di memoria
i desideri volti all'imbrunire ora che e' sera
non ci saranno palchi in prima fila per vedere le stelle .
Quell'albero in giardino  e' diventato un blocco di cemento .

 

"VERSO L'INFINITO"

Tra rosari di chiese violentate crocifissi di legno calpestati
testimoniano il segno lasciando il passo ad orme di terrore
domani certo che saranno pagine aggiunte ad altre pagine di storia
da consegnare ai posteri per leggere
ma chi potrà fermare baci di Giuda e mani di Caino
chi metterà la sbarra sul passaggio di altri treni viaggianti sul calvario
quante Madonne piangeranno ancora  i loro figli -Cristi messi in croce
e quanti giorni zingari sotto gli occhi del cielo
dovranno per millenni scandire l'anatema del peccato
senza l'ombra d'un angelo custode lungo la via che porta all'infinito .